MotoGP Gran Bretagna: la pagella del giorno dopo

Anche il quinto appuntamento della MotoGP 2010 è andato in archivio con la vittoria del leader mondiale, Jorge Lorenzo che si porta sul podio in seconda posizione Andrea Dovizioso e Ben Spies al primo podio in Top Class

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    Il quinto appuntamento della MotoGP 2010 è andato in archivio con la vittoria del leader della graduatoria mondiale, Jorge Lorenzo, a quota 115 punti, che si porta dietro in seconda posizione Andrea Dovizioso e Ben Spies al primo podio in Top Class. Il pilota della Ducati, Casey Stoner dopo una brutta partenza, compie una bella rimonta fino al quinto posto finale, seguito da un volenteroso Randy De Puniet. Nicky Hayden ottiene la quarta piazza lottando con il coltello fra i denti contro il connazionale Spies. Caduta per Marco Melandri; buono Simoncelli.

    Jorge Lorenzo-9- L’unico pilota della Yamaha ufficiale conquista la pole position e la vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna 2010 conducendo la gara dall’inizio alla fine. Lo spagnolo della M1 semina i propri avversari con distacchi imbarazzanti e allontana i piloti della Honda ufficiale dal sogno iridato. Nessuno riesce a stargli dietro e solo l’ombra di Valentino Rossi gli nega il 10 pieno. Tra il Porfuera e il resto della normalità dei piloti c’è un abisso che si costruisce giro dopo giro e solo sul traguardo si renderà conto di aver fatto una corsa perfetta, ma su sè stesso!Erede al trono

    Andrea Dovizioso-8- Il centauro italiano della Honda guadagna la seconda posizione con un bello scatto dai blocchi di partenza che lo aiuta a tenere il ritmo del vincitore di oggi per le prime tornate. Successivamente tiene testa come un ossesso agli attacchi dello scatenato De Puniet e a questo punto la sua continuità di risultati lo trasforma nell’anti-Lorenzo…ma 78 punti sono pochi. Purtroppo per lui non riesce a stare attaccato alle marmitte della Yamaha e dovrà guadagnarsi con il sangue il suo quarto podio stagionale. Parola d’ordine: Vincere!

    Ben Spies-7.5- Lo statunitense del Team Tech 3 ottiene il gradino più basso del suo primo podio stagionale mettendo in mostra parte del suo infinito talento. Man mano che il GP di Silverstone va avanti, l’americano aumenta il proprio ritmo sfoggiando una serie di sorpassi su un circuito che rimane una novità per tutti i riders della MotoGP. Tra le sue vittime: Pedrosa, Hayden, Simoncelli, De Puniet, ecc; tutti rimangono attoniti dal suo stile di guida aggressivo, ma sempre ordinato. Una delle capacità di Spies è il saper trovare subito il punto giusto per passare l’avversario di turno e trasformare un sorpasso nella cosa più facile del mondo. Enfant prodige

    Nicky Hayden-6.5- Per l’ennesima volta sfiora il podio, ma gli basta questo per mettere il naso davanti al compagno di squadra ben più quotato, Stoner. Questo non gli basterà come consolazione e ad un certo punto potrebbe anche sentire un pò di frustrazione. Lotta a spallate contro l’altro americano della M1 satellite e anche Silverstone gli butta male, perchè alla fine rimane l’amaro in bocca per aver accarezzato l’idea di potersi guadagnare il primo podio dell’anno. Bicchiere mezzo vuoto

    Casey Stoner-6- L’australiano della Ducati, dopo un buon warm-up nella mattinata, parte male e perde subito posizioniin gara. Quando si sveglia è già troppo tardi e non si può parlare neanche di rimonta d’altri tempi, considerato il fatto che l’unico momento nel quale vede la ruota di Lorenzo, è la partenza. A questo punto la sua involuzione di risultati comincia ad essere preoccupante e immaginare uno Stoner diverso è davvero impensabile se il miglioramento è il quinto posto di Silverstone. Mentre tutti attendono una miracolosa rinascita del numero 27 della Desmosedici, la sua stagione assume i contorni di una desolante mediocrità. Eppure il talento c’è, ma il ragazzo, dopo le cadute delle sue prime e fugaci apparizioni appare sfiduciato e insicuro. Da Borgo Panigale sembra che tutto tace e nessuno sembra preoccuparsi del momentaccio di Casey. Stella cadente

    Randy De Puniet-7meno- Che bella sorpresa Randy! Dopo un bel turno di qualifiche, il francese terribile di Cecchinello ottiene a pieni voti un sesto posto, che detto così sembra una semplice azione ordinaria. Invece no. De Puniet ha lottato fino agli ultimi giri con i migliori piloti della Classe Regina e anche se alla fine ne è uscito ridimensionato, a lui vanno gli onori delle armi. Randy Show

    Marco Simoncelli-6.5- Più che una sorpresa, ultimamente, Simoncelli è una vera conferma. Con la settima piazza di oggi, Sic a tenersi stretto sotto il cuscino il titolo di miglior esordiente stagionale. Purtroppo per lui, oggi è sbocciato un certo Spies. Belle le battaglie ruota a ruota contro Pedrosa e Spies, che evidenziano un pilota in piena fase di crescita sul ritmo e sulla convinzione dei propri mezzi, dopo un periodo iniziale di adattamento alla nuova realtà della MotoGP. Super Eroe

    Marco Melandri-3- Cosa è saltato in testa a Melandri, dopo appena due giri, rimarrà un mistero. Le qualifiche del week-end erano andate nel migliore dei modi e solo una mossa azzardata poteva rovinare tutto. Detto Fatto! E vai con una bella grattuggiata di Melandri sull’asfalto britannico del tracciato, il quale avrà bisogno di un’accurata passata di lucido per togliere le tracce del Macio. Sorpassare in un punto del tracciato così delicato è un suicidio annunciato, soprattutto se davanti hai tutta la gara per dimostrare di essere in palla. Silverstone rimane un’occasione persa di avvicinarsi ai riders più veloci e per questa volta dovrà prendere lezioni dal team mate più giovane e inesperto. Sconsiderato

    Suzuki-2 meno meno…- Molti dei lettori che hanno seguito la gara comodamente seduti sul divano di casa, si saranno domandati: “ma la Suzuki è in gara”? Certo! Ma personalmente me ne sono accorto solo quando la moto blu del buon Capirossi è finita tristemente nelle sabbie mobili inglesi. Il Team Rizla, o meglio la moto ha bisogno di un bel colpo di spugna e rifondarla da capo. Capirex ha preso saggiamente la strada verso Borgo Panigale, perchè è opinione diffusa che Loris ha ancora qualcosa da dire in questo sport: più di 300 GP non sono mica pizza e fichi! La Suzuki, per quanto si possa rendere conto della sua pochezza, farebbe bene a prendere la via di casa ed evitare ulteriori brutte figure e di mettere a rischio l’incolumità dei suoi piloti. Questo semplicemente perchè la GSV-R non stà in piedi. Tabula rasa