MotoGP. Il Desmo pronto a ruggire in Turchia

Casey Stoner in sella alla sua Ducati Gp è pronto a far scintille nel Gran Premio di Turchia in programma in questo Mondiale di Motogp 2007

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    MotoGP. Il Desmo pronto a ruggire in Turchia

    “Turchia aspettaci, stiamo arrivando!”

    Questo sembra essere il grido che arriva direttamente da Borgo Panigale, che guarda al GP di Istanbul come ad un tracciato dove portare a casa 45 punti.

    Il successone di Stoner in Qatar è ancora sotto gli occhi di tutti i Ducatisti e per domenica ci si aspetta il massimo dal pilota australiano.

    Anche le attese per Loris sono altissime. Il pilota italiano dovrà conquistare punti importanti se vorrà evitare di perdere da subito il gruppo dei primi in classifica. I giovanissimi non scherzano, e CapiTrex avrà un bel da fare.

    Il morale è comunque buono, e sono gli stessi piloti e il loro team manager ad augurarsi il meglio per la gara di Istanbul che si disputerà tra pochissimi giorni.

    Ecco le loro sensazioni, direttamente dal web Ducati.

    LIVIO SUPPO, Direttore Progetto Ducati MotoGP

    Prima di tutto auguri a Ingrid e Loris per la nascita di Riccardo! Il Gran Premio della Turchia sarà molto interessante perché sarà la prima gara, da quando è stato introdotto il nuovo regolamento sulle gomme, in un tracciato dove non abbiamo effettuato test invernali. Siamo curiosi di vedere come andrà il fine settimana, sia per noi sia per gli altri. Nei primi due round di questa stagione la Bridgestone ha fatto un ottimo lavoro: Casey in Qatar ha vinto facendo il record della pista all’ultimo giro e, a Jerez, è stato il pilota più veloce nella parte finale della gara. Questo dimostra che le gomme andavano davvero bene in entrambe le piste. L’anno scorso Casey ad Istanbul ha ottenuto il suo primo podio nella MotoGP, un precedente positivo guardando alla gara imminente. Per Loris l’inizio di questo mondiale è stato più difficile: l’anno scorso dopo due gare era leader del mondiale. Ma è un combattente, siamo certi che si rifarà“.

    CASEY STONER

    Mi fa piacere che la prossima gara sia Turchia dove due anni fa ho vinto in 250 e l’anno scorso ho fatto il mio primo podio in MotoGP. Visto come stanno andando sia la mia Ducati sia le Bridegstone, penso che potremo essere competitivi. L’alchimia che si è creata all’interno del team è grandiosa: cerchiamo di sfruttare al meglio il lavoro che facciamo, imparando, nello stesso tempo, a gestire nel miglior modo possibile la nostra moto. Per quanto riguarda la pista direi che Istanbul offre alcune curve molto interessanti, tipo quella, molto veloce, che si affronta alla fine della salita, nella parte finale del giro. In generale però si tratta di un tracciato di frenate e accelerazioni, non “scorrevole” tipo il Mugello o Phillip Island. E’ molto tecnico, motivo per cui l’anno scorso ci sono stati distacchi importanti tra i piloti: non è una pista dove si sta davanti facilmente. Sono invece parecchie le moto che vi si adattano perché ci sono tanti tipi di curve. Se hai una moto molto stabile puoi sfruttare al meglio la parte che offre le curve più veloci oppure, se hai un mezzo che privilegia la maneggevolezza, puoi ritagliarti un vantaggio nella parte mista. Le nuove regole sugli pneumatici mi sembra siano più giuste per tutti; le gomme a disposizione sono sufficienti e penso che ci siamo adattati bene alla nuova situazione“.

    LORIS CAPIROSSI

    Ho voglia di tornare a in sella, in Turchia, perchè le prime due gare sono state difficili e so che possiamo fare molto meglio. Il disegno dell’Istanbul Park mi piace molto: è bello e molto interessante. Vi ho corso per la prima volta lo scorso anno e le mie impressioni sono state buone anche se abbiamo trovato un tempo tremendo, pioggia e freddo, che ha reso la vita difficile a tutti. Mi piacciono soprattutto la prima parte della pista e la curva numero 11, quella molto veloce che precede la chicane. E’ una curva incredibilmente divertente perché con la 990 si faceva in quinta piena! In quel punto hai bisogno di una moto davvero molto stabile ma ci sono altre sezioni, fatte di curve molto strette, dove l’agilità è sicuramente importante. La GP7 è più maneggevole della GP6 quindi sarà interessante vedere come si comporterà. Per finire ci sono le gomme: Istanbul richiede una buona scelta di pneumatici, come ovunque del resto, quindi spero proprio che con la Bridgestone riusciremo a fare un bel lavoro“.