MotoGp, il disastro prossimo venturo

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    La MotoGp sta correndo verso la propria rovina, ed il 2007, anno del tanto discusso salto di cilindrata ad 800 cc, potrebbe essere davvero l’ultimo della sua storia.

    Prima di tutto, MAI negli ultimi anni la griglia di partenza della classe regina è stata così sparuta e misera: appena 17 moto (e forse a conti fatti alla partenza del campionato potrebbero essere addirittura meno) contro ben 30 partenti nella Superbike.

    Il recupero in extremis di Checa, sia pure a bordo di una Yamaha gommata Dunlop e dunque chiaramente non competitiva, è sintomatico della disperazione attuale della Dorna, ormai ben conscia della propria penosa situazione.

    Nella storia della 500 occorre andare indietro fino al 1992 – se non ricordo male – per trovarne un numero inferiore, appena 12 partenti. Prima del Gp seguente, la Yamaha prese la decisione di vendere ad assemblatori privati (Roc ed Harris) i suoi motori per arrestare quella che pareva una crisi irreversibile.

    Nel 2007 potrebbe verificarsi qualcosa di molto simile. Chi, oltre ai due storici dinosauri Honda e Yamaha potrà finanziariamente, oltre che tecnicamente, permettersi infatti di progettare e sviluppare un 800 cc competitivo? Molte case finiranno semplicemente con il ritirarsi e scomparire dalla MotoGp, a meno che le due case citate non comincino a vendere agli altri team i loro motori, esattamente come accadde al culmine della crisi citata. La Honda, pur tra le tantissime recenti idiozie che ne hanno fatto lo zimbello del mondo intero, ha però fatto un saggio passo in questo senso, iniziando la fornitura di motori al team KR di Roberts.

    Tra l’altro, molti esperti hanno sottolineato come questa nefasta riduzione di cilindrata, voluta per aumentare la sicurezza diminuendo le prestazioni delle moto, produrrà l’esatto opposto di quanto sperato: queste nuove MotoGp di 800 cc andranno forte quanto (ed anche più) le attuali di 1000 ed avranno gli stessi cavalli, ma diventeranno decisamente più scorbutiche e difficili da guidare (a causa soprattutto della curva di potenza ben più appuntita), molto simili in questo senso alle 500 a due tempi degli anni 80, e perciò in definitiva più pericolose delle MotoGp attuali!

    La sciagurata politica mafiosa della Dorna e della Honda hanno fatto il resto: sponsor in fuga – ad esempio se ne è andata la Telefonica Movistar che è stata in questi anni lo sponsor più munifico del Mondiale Velocità, seguita a ruota dalla Altaldis -, team storici come quello di Pons annientati, piloti prestigiosi come Barros, Biaggi e Rolfo impossibilitati a trovare una moto, mentre clamorose schiappe ce l’hanno (un esempio a caso: Cardoso…..).

    Tutto ciò, come ho scritto più volte, sta facendo letteralmente precipitare – e questo lo si nota puntualmente anche nei sondaggi fatti in tutto il mondo – l’interesse verso la MotoGp, e lievitare invece clamorosamente le aspettative del pubblico verso il prossimo Campionato Superbike, che avrà anche il non indifferente vantaggio di partire quasi due mesi prima del rivale Mondiale Velocità.

    L’ormai praticamente certo passaggio di Valentino Rossi alla F1 darà poi la mazzata finale e definitiva alla Dorna ed alla sua tanto decantata MotoGp. Il 2007 potrebbe essere davvero l’ultimo anno di questa antistorica classe ibrida, fatta di prototipi esasperati e lontanissimi dalla produzione di serie, uccisa non solo dalla Superbike (che concettualmente ne è l’esatto opposto), Classe di ben più antiche e nobili tradizioni, ma soprattutto da una politica cieca, sciovinistica – tutta volta come sappiamo a valorizzare solo ciò che è spagnolo come lei! – stupidamente egoistica ed autodistruttiva attuata dalla Dorna, insieme alla sua degna compagna di merende Honda, proprio la casa che più di ogni altra ha fermamente voluto il ritorno del 4 tempi e dunque la creazione della MotoGp.

    Una creatura, questa, che potrebbe ben presto, tra le lacrime di coccodrillo di chi ha fatto in realtà di tutto perchè ciò accadesse, andare incontro ad una morte prematura.

    DONOVAN