MotoGp Indianapolis 2010: un epico Pedrosa frantuma il caldo e Ben Spies

Lo avevo ben scritto: attenti a Pedrosa qui ad Indianapolis! Detto, fatto: il piccolo rider di casa HRC, che già l’anno scorso aveva dimostrato di gradire perticolarmente questa pista, ha platealmente steso tutta la concorrenza dall’alto di una gara perfetta, senza una sbavatura, assolutamente Lorenzo style

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    Indianapolis 2010 - Daniel Pedrosa

    L’undicesimo episodio di questa sorprendente Saga MotoGp 2010, andato in onda dal rabberciato e francamente osceno circuito di Indianapolis – oggi per di più terribilmente riarso ed immerso in un caldo infernale che ha pesantemente condizionato la giornata – ha visto il completo e convincente successo di un formidabile Pedrosa che ha dominato la gara a partire dall’ottavo giro fino al traguardo, distruggendo la concorrenza tutta e soprattutto un grande, quasi commovente Spies, bravissimo e veloce ma assolutamente impotente a contrastare fino in fondo il rivale catalano, cavalcando un mezzo nettissimamente inferiore a quello messo oggi in campo dalla HRC.

    Alle loro spalle, un affaticato Lorenzo, pur decisamente incappato nella sua peggiore giornata dell’anno e partito infelicemente, non è comunque riuscito a far peggio di un terzo posto, segno evidentissimo come quest’anno il rullo compressore Majorchino sia fatalmente predestinato a quel Titolo Mondiale che anche oggi ha dimostrato, pur nelle avversità, di meritare supremamente.

    Jorge pur in queste inedite e cattive condizioni ha facilmente battuto un team mate opaco, confuso ed incerto che pure oggi ha combinato un altro mezzo disastro, potendo ben ringraziare per il quarto posto finale il solito deciso calo a fine gara di Dovizioso – peraltro molto brillante nella prima parte di gara – e soprattutto la precoce ed inopinata uscita di Stoner, oggi ignobilmente tradito come ad inizio stagione dal solito avantreno-trappola della sua Desmosedici, che altrimenti avrebbe a mio giudizio quasi sicuramente allungato qui ad Indianapolis il suo recente record di cinque podi consecutivi.

    Lo avevo ben scritto: attenti a Pedrosa qui ad Indianapolis!

    Detto, fatto: il piccolo rider di casa HRC, che già l’anno scorso aveva dimostrato di gradire particolarmente questa mal rabberciata pista centrando la pole e poi correndo velocissimo in gara (nonostante la sfortunata caduta iniziale) ha platealmente steso tutta la concorrenza dall’alto di una gara perfetta, senza una sbavatura, assolutamente Lorenzo style.

    Dani stavolta ha imposto la sua Classe letteralmente dominando la gara ed imbroccando assolutamente tutto, difficile scelta delle gomme compresa, optando per quelle dure che hanno magnificamente assecondato la sua RC212V, apparsa oggi finalmente velocissima sul dritto e nel complesso quasi alla pari della favolosa, all conquering M1 Ufficiale, comunque nettamente superiore alla sua ben meno performante edizione privata (e del 2009) di cui disponeva un meraviglioso e testardo Spies, letteralmente sverniciato dal rivale nel pur corto rettilineo all’ottava tornata, dopo una fuga splendida seppur troppo breve.

    Con questa l’alfiere HRC porta a 34 il totale delle sue Vittorie nel Mondiale Velocità, di cui 11 in MotoGp, infrangendo finalmente nel contempo l’eterno tabù che non lo ha mai visto aggiudicarsi più di due successi all’anno nelle quattro precedenti stagioni di militanza in questa Classe.

    E’ altresì estremamente interessante osservare il quasi perfetto parallelismo esistente adesso col rivale majorchino (pertanto ugualmente catalano, detto en passant) che risulta rispettivamente a quota 33 e 12 ma, come tutti sanno, vantando ben due anni di militanza in meno in MotoGp.

    Ovviamente, troppo poco e troppo tardi: Lorenzo corre sempre più sicuro ed inesorabile verso il suo primo Titolo Iridato della MotoGp, dopo due in 250, e nè Pedrosa, nè tanto meno altri potranno farci assolutamente un bel nulla: il formidabile ruolino di marcia di Jorge infatti ha finora lasciato per strada la assoluta miseria di appena 24 punti sul massimo teoricamente ottenibile, qualcosa di assolutamente perentorio, schiacciante ed al di là di ogni e qualsiasi più rosea previsione della vigilia, vantando oggi ancora la bellezza di 66 punti di vantaggio proprio su Dani, confermato sempre più saldamente al secondo posto dal brillante successo odierno.

    Detto della fantastica impresa di Pedrosa, non vi è però dubbio alcuno che il vero eroe di Indianapolis sia stato uno stupefacente Ben Spies, apparso in assoluto stato di grazia per tutto il week end statunitense.

    Memore della teoria di Superpoles (con relativo record) centrate l’anno scorso nella vincente stagione WSBK, per di più quasi sempre in piste a lui completamente sconosciute, in terra stavolta amica Texas Terror ha pensato bene di far capire a tutti la sua incredibile determinazione piazzando questo sabato una pole superlativa, la prima da tempo immemorabile siglata da un rookie su un mezzo non ufficiale.

    Indianapolis 2010 - Ben Spies

    Per ripassare un pò la Storia del Motomondiale, a Losail 2008 il debuttante assoluto Lorenzo centrò subito la pole, poi bissata per buona misura pure al GP successivo, ma Jorge compì quell’impresa da pilota ufficiale.

    Il fatto che Ben se la sia aggiudicata solo all’undicesima prova della sua stagione d’esordio, contro la primissima del Majorchino, è secondo me ampiamente controbilanciata dall’essere un pilota privato, in sella ad un mezzo nettamente inferiore alle migliori moto ufficiali.

    Per risalire a una pole Yamaha satellite (ma lì non si trattava certo di un rookie) occorre risalire all’ormai lontano episodio di Shangai 2008, quando Edwards fu primo in griglia sotto la pioggia.

    Nonostante la sua M1 privata fosse appunto neppure lontanamente paragonabile alla RC212V, Texas Terror ha comunque provato a scappare, tenendo testa ai migliori per otto giri, ma fatalmente è stato raggiunto e poi agevolmente superato dal velocissimo Pedrosa che da quel momento si è involato irraggiungibile in testa, costruendo un vantaggio di oltre 5 secondi, calati poi a 3,5 in vista dell’arrivo quando il rider HRC ha ritenuto di rallentare un po controllando la situazione.

    Questo magnifico secondo posto rappresenta ovviamente il miglior risultato della carriera di Ben in MotoGp, dopo il terzo di Silverstone e la recentissima quarta piazza di Brno.

    Per contro, si è visto chiaramente come la M1 Ufficiale non perdesse un centimetro neppure in rettilineo nei confronti della Honda, segno della profonda differenza esistente tra le versioni Works e satellite made in Iwata.

    Viene dunque da chiedersi cosa mai potrà fare Spies quando avrà per le mani la ben più performante Yamaha Ufficiale, che erediterà presto da Rossi.

    Avesse avuto quella, oggi Ben avrebbe stravinto, non ho dubbio alcuno a riguardo.

    Fossi in Lorenzo, comincerei subito a preoccuparmi un bel pò in ottica mondiale 2011………..:)

    Indianapolis 2010 - Jorge Lorenzo

    Lupus in Fabula, oggi Jorge, svogliato e fisicamente non in buone condizioni come da lui stesso rimarcato dopo la gara, ha certamente sofferto più di altri il terribile caldo che comunque ha condizionato un pò tutti, ma pur il tale negativa giornata ha saputo rifilare la bellezza di quasi sei secondi di distacco al team mate che disponeva di un mezzo assoutamente identico al suo, ovvero sempre il migliore in assoluto sulla piazza.

    Questo comunque prestigioso podio con relativo terzo posto rappresenta appunto il suo peggior risultato spagionale, in un quadro stratosferico fatto di sette vittorie e di ulteriori quattro podi (di cui ben tre secondi posti), il che la dice lunga sulla totale e spietata dominazione che Lorenzo ha saputo imprimere a questa per lui trionfale stagione 2010.

    La lotta è aperta ormai solo per il secondo posto, ma per quello ormai Pedrosa dovrebbe sicuramente avere buon gioco, visto pure lo strepitoso stato di forma attuale sia suo che della propria cavalcatura.

    Per contro, come detto in apertura, questa prova statunitense di fine Agosto si è rivelata durissima ed altamente deludente per la Ducati che era arrivata ad Indianapolis con ben altre ambizioni, forte del bellissimo podio di Hayden qui lo scorso anno ed i rinnovati propositi di rivincita di Stoner, ben deciso a vincere almeno una gara entro la fine di questa sua ultima stagione con Borgo Panigale, una Casa ormai impazzita ed in pieno stato confusionale come ben eloquentemente testimoniano le recenti ed assolutamente folli decisioni prese dalla sua ormai completamente ottenebrata dirigenza, su cui puntualmente darò il mio parere in occasione sel prossimo pezzo sulla WSBK.

    Il povero Nicky, che sperava moltissimo in un altro buon risultato casalingo, e partente per la prima volta in carriera dalla prima fila con la Ducati, purtroppo ha sventrato subito l’attacco della saponetta sinistra contro il coperchio di un tombino aperto piazzato lungo un cordolo ed ha dovuto viaggiare con il suo penzolante residuo per tutta la gara, senza poter contare su questo rassicurante appoggio nelle curve a sinistra, che notoriamente sono la grande maggioranza qui ad Indy.

    Alla luce di questa disavventura, il suo sesto posto odierno, pur suonando in assoluto come una beffa, in realtà non è un risultato poi così negativo.

    Chi ha finito per combinare un altro disastro è stato invece il suo eternamente frustratissimo team mate Stoner, ancora una volta, come ad inizio stagione, tradito e colpito alle spalle dall’infido avantreno della sua enigmatica Desmosedici, che assolutamente mai quest’anno lo ha posto veramente in una condizione di autentica confidenza ma che nell’occasione odierna, per citare le stesse parole dell’australiano, è ritornata pari pari quella altamente traditrice e totalmente infida della prima parte del Campionato.

    Un vero peccato perchè, continuando cosi le cose, Casey potrebbe per la prima volta chiudere un anno in Rosso senza vittorie, dando così un mesto sigillo ad un formidabile sodalizio sportivo che ha avuto davvero momenti magici ed indimenticabili, che secondo chi scrive a Borgo Panigale rimpiangeranno ben presto amaramente.

    Spero proprio – ma a questo punto, non credo ormai più – che le cose possano tornate a posto almeno in tempo per Sepang e Phillip Island dove, forte di un avantreno finalmente affidabile, Casey potrebbe davvero fare il vuoto dietro di se, esattamente come accadde l’anno scorso.

    Come detto prima, Dovizioso pur abbastanza positivo in assoluto col suo quinto posto finale, ancora una volta non ha saputo concretizzare un ottima prima parte di gara con un finale all’altezza, facendosi ancora una volta per propria esclusiva colpa raggiungere e superare da Rossi che pure ha disputato una gara opaca, svogliata ed assolutamente incolore, ma almeno più continua dell’invece usuale schizofrenica corsa del Forlivese, che probabilmente ha sofferto il caldo ancor più di altri.

    Se non altro, approfittando del nuovo stop di Casey, Andrea si è riportato al terzo posto in graduatoria, in fiduciosa attesa del serratissimo finale di stagione che ci attende.

    Alle spalle di Rossi, Dovizioso ed Hayden, si è visto Simoncelli disputare finalmente una gara almeno decente e regolare di poco Bautista, che a sua volta quast’anno sta consistentemente facendo meglio di un mesto e rassegnato Capirossi oggi solo undicesimo, davvero non vedendo l’ora di dare – giunto al fin della licenza – un calcione definitivo a quell’emerito cancello immobile della Suzuki GSV-R per ritornare in sella ad una Ducati, sia pure versione clienti……….:)

    Dando uno rapido sguardo alla classifica parziale, troviamo in vetta ovviamente sempre Lorenzo, ormai in fuga a quota 251, forte di un vantaggio comunque incolmabile di 66 lunghezze su Pedrosa eterno secondo, adesso solo leggerissimamente più vicino a quota 185.

    In terza posizione, come detto sopra, con 126 punti Dovizioso ha nuovamente superato Stoner, fermo a quota 116 causa la caduta odierna.

    Rossi rimane in quinta posizione, ma a 114 (a ben 137 dalla vetta) lunghezze l’urbinate si trova adesso molto vicino all’australiano.

    In sesta posizione si porta di slancio Spies che a quota 110 ha superato seppur di pochissimo il connazionale Hayden a 109. Dietro Nicky troviamo l’eterno ottavo DePuniet ora a 78.

    Come tutti sanno, ora il carrozzone del Mondiale Velocità si sta dirigendo in tutta fretta di nuovo in Europa, puntando verso il nostro Paese e precisamente a Misano Adratico, dove già questo stesso fine settimana andrà in scena l’ormai usuale appuntamento settembrino con il GP di San Marino.

    Non mi dilungo più di tanto a denigrare l’ignobile forma attuale di questa un tempo formidabile pista, ormai completamente rovinata e svilita da un assurda, inutile e stravolgente inversione del senso di rotazione, che ha trasformato un tracciato un tempo bellissimo in un pasticcio indecifrabile, antipatico a tutti, terribilmente irritante per chi la conosceva prima e per di più assai più lento del precedente, ex miglior pista italiana, nettamente superiore al Mugello.

    Negli ultimi tre anni, codesto umiliato e deturpato circuito ha visto nel 2007 il trionfo di Stoner nella sua formidabile stagione Iridata e negli ultimi due il successo di Rossi sempre davanti a Lorenzo, che peraltro ci vinse in 250 nel 2007 e pertanto può vantare comunque un buon record di risultati su questa pista.

    Visti gli attuali valori in campo, la vittoria non dovrebbe sfuggire al Majorchino, ma certamente il leader dela classifica dovrà guardarsi dall’arrembante Pedrosa, da Stoner (avantreno della GP10 permettendo) e dalla voglia di Rossi di riscattarsi nella sua pista dalle magre figure rimediate ultimamente.

    L’urbinate stesso ha promesso fuoco e fiamme ai suoi tifosi per Misano e sono davvero curioso cosa potrà combinare sul suolo amico visti gli ultimi disastri………..:)

    Dunque, dal possibile ritorno al vertice di Rossi al più probabile successo di Lorenzo, fino alle incognite legate al grande stato di forma di Pedrosa, per non parlare del romagnolo Dovizioso ugualmente alla ricerca di un pronto riscatto (nonchè del sospirato podio cui sembrava abbonato all’inizio stagione) e dell’eternamente frustrato Stoner che proverà ancora a vincere una gara dopo l’atroce beffa iniziale di Losail, tantissimi sono i motivi di interesse legati a questa imminente prova nostrana della MotoGp.

    Dunque, non prendete assolutamente impegni per il prossimo esplosivo fine settimana, che vedrà in quasi perfetta contemporanea il GP Romagnolo con la appassionantissima WSBK di scena al Nurburgring e il GP AMA SBK in onda al New Jersey Motorsports Park di Milville, per un triplice fantasmagorico spettacolo tutto da godere all’insegna del più sublime piacere dueruotistico, ed appuntamento certo ed imperdibile tanto alla pista Tedesca per la WSBK quanto in Terra Romagnola per la nuova puntata di questa comunque interessante Saga MotoGp 2010!

    Peter Lenz

    Infine, in calce a questo pezzo che parla di cose di solito spensierate come le corse in moto, un commosso Saluto ad un giovanissimo fratello che ci ha lasciato, quel Peter Lenz, 9 volte Campione Americano e grande amico di Colin Edwards II, che è scomparso ad Indianapolis mentre faceva ciò che amava di più al mondo.

    Proprio in forza di ciò – ovvero per la sua inestinguibile passione per il Motociclismo – la sua vita, seppur brevissima, è stata intensa e felice, ed è questo che conta.

    Noi tutti ti ricorderemo così, il tuo sorriso ci accompagnerà sempre.

    Ciao, Peter.

    DONOVAN

    Per Peter

    VELOCE

    Veloce, più veloce

    I pensieri come atomi impazziti si accavallano nella mente

    Veloce, più veloce

    tutto l’essere e l’esistere

    si espande

    poi fiera e veloce

    più veloce

    si comprime, ritorna, mi trafigge

    DONOVAN