MotoGP Indianapolis 2011: la pagella del giorno dopo

Con la MotoGP di Indianapolis 2011, torna anche il consueto appuntamento con la pagella del giorno dopo

da , il

    Anche la dodicesima tappa del Motomondiale 2011, sul tracciato di Indianapolis è andata in archivio e puntuale, torna il consueto appuntamento con la pagella del giorno dopo. La gara è stata vinta da Casey Stoner, seguito da Dani Pedrosa e Ben Spies sul gradino più bassi del podio. La corsa statunitense ha riservato emozioni intense nella prima parte, mentre nella seconda si è sviluppato il tema del dominio Honda sulla Top Class delle due ruote e sull’intera concorrenza. Continua a sorprendere in negativo, la prestazione di Valentino Rossi, il quale non va oltre la decima piazza con una spenta Ducati.

    Casey Stoner-10- L’australiano della HRC vince la gara di Indianapolis e allunga ulteriormente il vantaggio su Lorenzo in classifica generale, che adesso insegue a 44 punti. Casey imposta la sua gara subito dopo il bel sorpasso ai danni del compagno di squadra Pedrosa sul rettilineo di Indy. E’ uno Stoner in gran forma e che non sembra particolarmente soffrire della scarsa aderenza delle MotoGP sull’asfalto statunitense. Nessuno riesce a fermare la sua folle e veloce corsa verso il mondiale e la settima vittoria del 2011 sancisce la sua firma sul titolo. Casey Strong

    Dani Pedrosa-8-Lo spagnolo ripropone il suo leit motiv alla partenza e per i primi giri impone il suo comando sulla corsa. Purtroppo per lui, il suo fragile fisico e la cattiveria agonistica del compagno australiano della Honda lo spazzano via dal gradino più alto del podio e a fine gara non sembra contento di aver comunque guadagnato il secondo posto. Per adesso risale la classifica generale e scavalca Rossi portandosi a meno 44 lunghezze da Dovizioso. In recupero

    Ben Spies-7.5- Lo statunitense della M1 si candida come alternativa sicura per i vari, Dovizioso, Simoncelli e co. per il gradino più basso del podio. Le curve amiche di Indianapolis favoriscono il risultato finale di Big Ben, ma alla fine sono punti preziosi da mettere in cascina ed in bacheca, perchè oggi, per stare vicino a Stoner serviva un missile terra-aria. Spies, che bella sorpresa

    Jorge Lorenzo-6.5- Giornata No per il campione del mondo della Yamaha che non riesce ad andare a podio e ad arrivare davanti a Casey Stoner per rosicchiargli qualche punto in classifica iridata. Inoltre, subisce l’affronto del sorpasso di Spies, che non ha badato, giustamente, ad alcuna tattica di squadra. Così adesso si ritrova a meno 44 punti dalla vetta iridata e con la consapevolezza di dover strappare il numero 1 dalla carena della sua Yamaha. Giornata Uggiosa

    Hector Barbera-2- Gara praticamente stupenda per il campioncino iberico della Ducati satellite, che porta la Desmo in settima piazza. Corsa da incorniciare e finale condito da brivido, perchè nel tentativo di un sorpasso stile “mission impossible” su Hiroshi Aoyama getta nel wc un settimo posto dorato. La sua Ducati si fracassa al suolo insieme ai suoi sogni di gloria, pagando un classico errore di gioventù. Baby Barbera

    Andrea Dovizioso-5.5- Gara praticamente incolore per l’italiano della Honda ufficiale, mentre i due compagni di squadra, con la stessa moto, volano sul podio a sventolare i colori della Repsol. Sindrome del colpo in canna e mai sparato per il Dovi, che continua a sognare di potersi misurare con traguardi più importanti edi iridati, ma ogni tanto ci si deve prendere pure qualche rischio. Estremamente guardingo

    Alvaro Bautista-6- Lo spagnolo della Suzuki è sesto, particolare che già racchiude in sè una notizia. E’ la vera sorpresa della giornata e la conferma di una stagione che sta proseguendo in un crescendo di prestazioni che oggi lo ha portato fino alla sesta piazza e che domani potrebbe spingerlo verso moto più competitive. Up

    Valentino Rossi-4.5- La gara di oggi è un riassunto perfetto del manuale del combinaguai. I risultati ormai non lasciano spazio ad alcuna giustifica e alibi per una stagione così deludente e priva di un benchè minimo segnale di miglioramento. In Ducati, ormai, non hanno più un chiaro indirizzo di lavoro e sviluppo ed ogni passo più lungo della gamba, sotto l’aspetto tecnico-meccanico, si traduce in un suicidio sportivo. Decimo posto e poteva anche andare peggio. Qual’è la padella e quale la brace?