MotoGp Indianapolis 2013: Marquez domina gli USA e fugge in classifica!

Decimo episodio della MotoGp ad Indianapolis dove Marquez vince approfittando ancora della precaria condizione fisica dei suoi unici rivali Pedrosa e Lorenzo, arrivati nel'ordine dietro di lui, dopo una gara in piena sofferenza

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    MotoGP Indianapolis, le prove libere

    Il decimo, quasi scontato episodio di questa comunque sempre appassionante Saga MotoGp 2013, andato in scena qui nell’infido, ibrido (in questo senso, ricorda molto l’altrettanto obbrobrioso Bugatti di LeMans) e francamente osceno circuito di Indianapolis – ma questa bruttura bituminosa dal fondo variegato e pericolosissimo non doveva essere finalmente abolita dal calendario in favore di Austin? L’anno scorso ce l’avevano venduta così………..:) – ha visto il giovane rookie di lusso Marquez approfittare in pieno della per lui favorevolissima situazione attuale (che vede i suoi due unici rivali per la corsa al Titolo ancora decisamente fuori forma causa infortuni) completando una perfetta trasferta americana e fuggendo sempre più in alto in classifica, confermando in pieno il suo gradimento per questo rabberciato tracciato in cui aveva già vinto due volte consecutive anche in Moto2.

    Dunque ancora tutto bene per Marc che, nonostante i rischi corsi a Laguna ed anche (e soprattutto) qui, col minimo sforzo si porta comodamente a casa il massimo risultato possibile, ovvero due sonanti Vittorie per lui del resto quasi scontate, vista la migliore concorrenza ancora largamente menomata non solo dagli infortuni ma anche (nei confronti di Lorenzo) dalla superiorità della sua cavalcatura in tutti e due gli appuntamenti statunitensi.

    In effetti, qualsiasi altro risultato che non prevedesse le due Vittorie sarebbe suonato quale una bruciante sconfitta per Marc!

    Nel fronte opposto, gli sfortunati Pedrosa e Lorenzo hanno dovuto per forza di cose fare buon viso a cattivo gioco affrontando coraggiosamente e valorosamente due gare molto difficili viste le loro rispettive condizioni fisiche, limitando comunque superbamente i danni.

    Ciò è particolarmente vero nel caso di Jorge che, nonstante i gravi handicaps delle sue ancora precarie possibilità fisiche e della moto (in questi due particolari circuiti) inferiore, dopo una gara forzatamente prudente a Laguna ha provato ammirevolmente e temerariamente a vincere lo stesso qui ad Indy, conducendo bravamente la corsa per la prima metà e comunque dando davvero il massimo per lui possibile, col premio finale di un Podio conquistato con i denti, all’inizio non così scontato.

    Da un autentico fuoriclasse come lui non mi aspettavo di meno.

    Bravo Jorge!

    Anche a Pedrosa va la mia commossa ed incondizionata ammirazione: specie qui a Indianapolis, con un supremo sforzo di volontà ha saputo comunque, pur in piena sofferenza fisica, piazzare un secondo posto comunque pesantissimo che lo mantiene ancora perfettamente in lizza per la Vittoria finale. La strada per Valencia è infatti ancora lunghissima: mancano ben otto appuntamenti – ovvero ben 200 punti ancora teoricamente assegnabili – ed il già sicuro ed euforico Marc farebbe bene a non dimenticarlo.

    MotoGP Indianapolis, Prove Libere
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    Certo, a lui fin’ora sta andando tutto veramente molto, TROPPO di lusso.

    Pur incostante e con tutti i gravi rischi presi fin qui, la favorevolissima circostanza degli infortuni capitati agli unici due altri pretendenti al Titolo lo ha messo in una situazione francamente ideale, assolutamente insperata alla partenza di questo Mondiale.

    Nonostante questo, come ho già detto ancora, io vedendolo correre ho una gran brutta sensazione, come se il disastro per lui fosse dietro l’angolo.

    Nonostante i venti punti persi, anche al Mugello in realtà Marc ha avuto veramente una fortuna sfacciata.

    Anzi, sfacciatissima.

    Infatti, COSA sarebbe successo SE fosse finito – come per un pelo non è in effetti avvenuto! – a 350 all’ora contro il muretto del rettilineo? Saremmo qui a piangere un altro Kato, un altro Saarinen, il Mitico Flying Finn, l’altro formidabile Rookie nella Classe, scomparso amaramente il 20 Maggio 1973 a Monza, quarta prova di quel Mondiale in cui debuttava nella 500 con la misteriosa ed altrettanto esordiente OW19, dopo due clamorose Vittorie iniziali consecutive al Paul Ricard e al Saltzburgring ed una terza mancata solo perchè gli saltò la catena ad Hockenheim quando era in testa. Meditate, gente, meditate.

    Storicamente intanto, con la fortuna ancora totalmente dalla sua, Marc a soli 20 anni di età giunge a quota 30 Vittorie nel Mondiale Velocità, supera già CAPIROSSI (fermo a 29 Successi Iridati in totale nella sua ultraventennale carriera, sia pure con un Titolo in più) e raggiunge un Mito consolidato come lo svizzero TAVERI – tante volte mio compagno in pista nelle rievocazioni storiche internazionali: ad ormai 83 anni di età Luigi ha annunciato l’anno scorso il suo ritiro anche da queste manifestazioni, con la partecipazione finale ad Imatra 2012Tre volte Iridato in 125 (62, 64 e 66) sempre con le pluricilindriche Ufficiali Honda, (a 4 e 5 cilindri bialbero plurivalvole 4 tempi, mentre ad esempio mio zio, che lo ha talvolta validamente contrastato nella Classe, finendogli in qualche caso molto vicino, poteva contrapporgli solo la sua ferrea volontà e la propria straordinaria abilità di Pilota a bordo della sua povera e privatissima Ducati Marianna monocilindrica monoalbero, nata 100 cc nel lontano 1955 e poi trasformata in 125) dopo essere stato valido Pilota Guzzi, Norton, Ducati Ufficiale, MZ e MV Agusta ufficiale.

    A suo credito ben 89 Podi Iridati complessivi in appena 143 partenze (62%) in un’epoca notoriamente caratterizzata dalla grande frequenza di ritiri dovuti a guasti tecnici (nonchè alle ben più numerose cadute)!

    E’ anche stato ben SEI VOLTE ViceCampione del Mondo, Tre volte in 125 (1955 e 1957 con le MV Ufficiali, 1963 – anno in cui corre in ben 4 Classi! – con la Honda Ufficiale) Due volte nella 50 (1965 e 1966, sempre su Honda biclindrica 8 valvole Ufficiale) ed Una volta pure in 250 (1956, MV Agusta bicilindrica Ufficiale) a testimonianza della sua leggendaria versatilità, pur con un fisico da fantino.

    Luigi Taveri   a

    Luigi Taveri su Honda RC164 250 4 cilindri 16 valvole – Foto Archivio

    Pure al suo attivo ben SEI TERZI POSTI nel Mondiale, Tre volte in 125 (MV 56, Ducati 57 e Honda 61) Una volta in 50 (Honda 62) Una in 250 (MV 60) e perfino in 350 (Honda 63 4 cilindri, alle spalle di Hailwood su MV a sua volta battuto dal team mate Redman su Honda).

    Ha vinto ben TRE volte allo IOM TT (62 e 64 Honda 125, 65 Honda 50), con anche numerosi secondi posti: ben 6, in 50 (1 su Honda), 125 (4, due su Honda, uno su MZ e uno su MV) e 250 (1 su MV), sparsi sia sul Mountain che sul più corto Clypse, dove spesso le cilindrate minori correvano nel lontano passato). I terzi e quarti posti allo IOM TT poi non si contano……..

    Ritornando a Marquez, la sua Vittoria di Laguna era in realtà pressoche scontata, viste le condizioni fisiche estremamente precarie degli altri due unici suoi concorrenti al Titolo, costretti a correre pesantemente sulla difensiva.

    Ciò che ha comunque impressionato nella trasferta californiana è stata la grande sicurezza sfoggiata da Marc in un circuito decisamente ostico che lui non aveva MAI visto e da sempre molto, MOLTO difficile per i debuttanti assoluti.

    Qui anzi, contrariamente alle previsioni di molti, il rider HRC ha corso meno rischi del solito, e l’unico veramente serio gli è stato causato dall’ex pilota, che lo ha fatto di proposito uscire al cavatappi.

    Premesso infatti che esiste la regola, sia nel Mondiale Velocità che in WSBK, che prevede che quando si tagli la pista, e così facendo si superi qualcuno, si debba immediatamente (entro tre giri) restituire la posizione, altrimenti si viene sanzionati, o con un ride thru, oppure addirittura con la bandiera nera se non si ottempera tale restituzione entro i giri previsti, esiste tuttavia ANCHE una ovvia eccezione a questa regola, vale a dire che essa NON vale, QUALORA qualcuno ti faccia tagliare forzosamente la pista spingendoti di fatto fuori, cioè esattamente come ha fatto (ma viene da dire, perpetrato) l’ex pilota con Marquez, il quale NON voleva affatto tagliare la curva di proposito per superarlo, MA vi è stato costretto.

    Dunque, in questo specifico caso Marc NON doveva restituire proprio nulla.

    Marc infatti per superarlo gli si è affiancato all’esterno, ovvero all’interno della successiva curva del Cavatappi.

    Tutti hanno visto come l’ex pilota abbia mollato i freni vedendosi affiancato e quasi superato da Marc, costringendolo in tal modo a tagliare la pista per non cadere (ovvero proprio quello che invece sperava l’ex pilota perpetrando questa ennesima maligna furbata, ma così facendo ha corso un bel rischio, perchè Marc avrebbe potuto benissimo cadere finendo addosso a lui!).

    Luigi Taveri  Honda RC116 50 1966

    Luigi Taveri allo IOM TT del 66 su Honda RC116 50 bicilindrica 9 marce 8 valvole. Notate l’apparente mancanza del freno anteriore: in realtà c’è, da bicicletta, a pattini! Aveva 16,5 CV a 21500 giri, ovvero la più alta potenza specifica MAI raggiunta in Ogni Epoca da un motore aspirato a 4 tempi, sia nelle auto che nelle moto: 330 CV/litro! – Foto Archivio

    Meno male che quella piccola area di fuga all’interno del cavatappi è stata recentemente asfaltata, mentre prima c’era solo sabbia. Così Marquez è uscito indenne da questa avventura, riuscendo a rimanere in piedi, facendo un po di motocross.

    E’ altrettanto ovvio che se non l’avesse passato in quel punto, lo avrebbe fatto poco dopo, perchè la differenza di passo tra i due era nettissima, prova ne sia l’abisso temporale che li ha separati all’arrivo.

    Chi dice che Marc superando l’ex pilota in quel punto – all’esterno, ovvero poi all’interno della successiva curva della esse del Cavatappi – non sarebbe riuscito a rimanere in strada percorrendo tutto il Corkscrew a quella velocità, dice qualcosa di improbabile, e comunque impossibile da provare.

    La mia nettissima ed immediata impressione, vedendo la corsa, è stata che, pur essendo forse un tantino più veloce del solito, il rider HRC in questo caso (a stridente differenza di Jerez con Lorenzo) ce l’avrebbe fatta egregiamente a rimanere dentro.

    NON per nulla, in soli tre giorni sul circuito, da perfetto novizio di questo impegnativo tracciato, Marquez si è rivelato decisamente il miglior interprete del Cavatappi, quasi come Stoner e Lorenzo negli anni scorsi.

    Questo è il mio giudizio, basato, ripeto, sulla immediata visione diretta della faccenda, successivamente ribadito dalla ripetuta disamina del filmato dell’episodio, che mi ha confermato in pieno l’mpressione iniziale.

    Dunque, viste anche le particolari condizioni iniziali – che lo vedevano quale unico contendente al Titolo in ottime condizioni fisiche – a Laguna Marc ha vinto con pieno merito, anche se va detto che le cose sarebbero potute andare ASSAI diversamente con Pedrosa e Lorenzo – in passato trionfatori su questa pista, anche se l’anno scorso qui furono semplicemente umiliati dal Geniale Stoner, autore di un tempo complessivo nettamente inferiore, vale a dire migliore, rispetto a quello di Marquez quest’anno – al 100%.

    Invece di rischi ne ha corsi sicuramente di più ad Indianapolis, ovvero una pista che invece conosce assai bene, con imprevisti svarioni della sua ruota posteriore sull’erba e alcune troppo rischiose………derapate nel finale di gara nei curvoni veloci, tra l’altro del tutto inutili visto il vantaggio che ormai vantava sugli inseguitori.

    Questo infatti è proprio il GP in cui certi numeri sono francamente da evitare completamente visto il precario grip offerto da un coacervo di asfalti diversi e tutti altamente scadenti.

    Anche Lorenzo a fine gara, molto stanco e provato fisicamente (ma non letteralmente distrutto come il povero, ancorchè eroico Pedrosa), ha confessato di aver evitato la caduta per un pelo in almeno un paio di occasioni, PUR pilotando molto più prudentemente rispetto all’arrembante e spavalda condotta di gara di Marquez.

    Jorge Lorenzo
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    Quanto al comportamento dell’ex pilota, quarto qui ad Indianapolis, ovvero staccatissimo buon ULTIMO tra i 4 Ufficiali che dispongano di una moto vincente, basti dire come si sia nuovamente beccato l’incredibile, interminabile ETERNITA’ di quasi QUINDICI SECONDI QUINDICI dal proprio team mate sofferente, pesantemente handicappato da un serio infortunio fisico e dalla conseguente pressochè totale mancanza di allenamento.

    Serve aggiungere altro?

    Ah, si, la bella impresa di farsi umiliare in prova pure (no, stavolta NON dalle CRT) da nientemeno che il fortissimo brand mate “Segalattica” Smith…………:)

    Ad Indianapolis si è poi vista un’altra buona gara da parte di Bautista, che ha battagliato fino agli ultimi metri per la conquista del quarto posto. Insolitamente in ombra invece Bradl, di gran lunga il miglior rider satellite Honda della stagione, splendido secondo – suo miglior risultato di sempre in MotoGp – invece a Laguna Seca dopo aver condotto per quasi metà gara.

    La classifica parziale Piloti vede ora sempre più nettamente Marquez – il SOLO che sia SEMPRE andato a Podio nelle gare che sia riuscito a finire, con l’unico zero riportato al Mugello e ben 4 Vittorie parziali, più di ogni altro fin’ora – in vetta con 188 punti (media. 18,8 a gara) tallonato da Pedrosa a 167 (-21, tutto sommato uno svantaggio ancora lieve) e Lorenzo a 153 (-35, già un gap importante, seppur ancora non decisivo).

    La graduatoria Costruttori vede sempre più nettamente Honda in testa con 201 punti, anche qui seguita a ruota da Yamaha con 188.

    Terza è la Ducati, più che doppiata a quota 84.

    L’importantissima classifica di Team vede decisamente al comando la HRC in fuga a 355 punti, inseguita da lontano dalla Yamaha Works a 283. La Yamaha Tech3 (prima squadra satellite) segue bravamente a livello 186, mentre quarta risulta la Ducati Ufficiale a quota 159.

    I due Teams satelliti Honda scavalcano finalmente L’Aspar (che prima della doppia trasferta americana li aveva sempre preceduti), l’LCR essendo adesso quinto a 93 punti (tutti conquistati dal solo Bradl) e il Gresini sesto con 83 (pur con due riders, di cui uno sulla CRT Honda, ovvero Staring). L’Aspar, sempre di gran lunga la prima squadra CRT, pertanto precipita dalla quinta alla settima posizione con 77, appena davanti alla derelitta Pramac Ducati appena ottava con la miseria di 74 punti, conquistati da ben tre riders (ovvero Iannone, Pirro e lo sfortunatissimo Spies, ex desaparecido tornato dopo mesi di latitanza ad Indianapolis e subito KO per un ALTRO infortunio all’ALTRA spalla!).

    Usa, Motomondiale Laguna Seca 2013   sabato pregara
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    Bradl in azione a Laguna Seca

    Al poveretto EX Texas Terror (non ho mai capito fino in fondo perchè abbia questo soprannome, visto che è di Memphis, Tennessee) ormai non rimane altro che il viaggio a Lourdes………..:)

    Dopo tutti questi mesi di assenza, Ben si era dimenticato che in prima, il traction control sulla Ducati è automaticamente disattivato……….:)

    Adesso, dopo la lunga e placida trasferta americana che ha inglobato anche la pausa di Mezza Estate, l’ingombrante carrozzone del Mondiale Velocità torna in tutta fretta nella Vecchia Europa per una raffica di 4 GP (gli altri in calendario essendo in sequenza Silverstone, Misano ed Aragon) tutti ravvicinati, primo dei quali è il tradizionale appuntamento estivo in Moravia a Brno, uno dei veri Templi della Velocità Europea, assieme a Monza, Imola, Portimao e la stessa Aragon.

    Non mi stancherò mai di tessere le lodi di questo geniale tracciato, non molto veloce in assoluto ma straordinariamente fluido, armonico, scorrevole, largo, dalle belle curve medio-veloci tutte ben raccordate, dove non esistono le solite e scontate traiettorie obbligate che caratterizzano tanti stupidi e lenti cartodromi europei da 4 soldi – tipo LeMans, Jerez, Assen (così come è ridotto oggi) ed il Sachsenring, tanto per NON far nomi – e dove pertanto il Genio del Pilota può fare realmente la differenza, anche su mezzi non al top.

    Di conseguenza, Qui ci hanno vinto TUTTI i Migliori Piloti degli ultimi anni, i Geniali Stoner e Biaggi – il Più Grande Specialista in assoluto di questo magico tracciato, che ci ha vinto più volte in OGNI CLASSE IRIDATA in cui lui abbia corso e che abbia fatto tappa qui – ovviamente in testa, ma anche Lorenzo (2010) e Pedrosa l’anno scorso, vincendo di forza in un epico dogfight (in assoluto il primo da lui vinto in MotoGp, dopo tanti anni!) con Jorge, approfittando ovviamente della forzata assenza per infortunio di Casey.

    Pure Marquez, pur non trovandola particolarmente di suo gusto, ci ha comunque vinto nelle altre Classi, dunque in fin dei conti la monotona musica sentita in USA qui potrebbe anche NON cambiare affatto.

    In realtà, dipenderà solo dalle capacità di recupero dei suoi unici rivali per la corsa al Titolo. Essendoci appena una mera settimana da Indy a Brno, il fattore tempo con ogni probabilità giocherà ancora nettamente a favore dell’integro Marc.

    QUINDI, a meno di un sempre possibile hat-trick da parte degli eterni rivali Pedrosa o Lorenzo, il lanciatissimo Marquez deve essere essere comunque indicato come il favorito d’obbligo della vigilia.

    SE sopresa ci deve essere, è ben più probabile ci possa venire da Jorge, che almeno qui ha provato col suo Team di recente e che fisicamente, seppur ancor lontanissimo dalla miglior forma, sembra messo comunque un pò meglio dell’eterno rivale Dani, che è riuscito nell’impresa di mettergli le ruote davanti ad Indy esclusivamente in virtù della netta superiorità della sua cavalcatura nelle piste americane.

    MotoGP Indianapolis, Prove Libere
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    Un possibile atout della Squadra Ufficiale Yamaha, destinato a venire in provvidenziale aiuto di Lorenzo, potrebbe però essere il debutto forzato del nuovissimo cambio seamless, appunto provato qui appena pochi giorni fa.

    Fossi in Jarvis, ovvero nei panni del Team Director di Iwata, io tenterei il tutto per tutto e farei senz’altro – se ciò fosse tecnicamente possibile, ovviamente – debuttare qui il dispositivo, destinato sulla carta a migliorare le performances della M1 di almeno un paio di decimi al giro, forse anche più se pensiamo alla indubbia Classe del Majorchino, che certamente saprebbe sfruttarlo al meglio – e comunque sicuramente MOLTO più efficacemente dell’ex pilota – pur in condizioni fisiche ancora molto precarie.

    Le positive caratteristiche intrinseche della magica pista morava sono così eccezionalmente buone da NON favorire particolarmente una moto o l’altra tra le due migliori attualmente in campo, pertanto tecnicamente siamo in campo rigorosamente neutro.

    Una prova illuminante di questo è che Stoner ci vinse alla grande nel 2007 pure con la osticissima ed idiosincratica Ducati GP7, sulla carta certo quanto di più inadatto ci fosse in assoluto all’epoca per vincere – specie così a mani basse – su questo tracciato geniale e sicuramente armonioso ma di certo NON sufficientemente veloce (per di più, totalmente privo di un vero rettilineo) per quel desmodromico, scalciante, riottoso e pericoloso bufalo scarlatto che a malapena stava in strada.

    In realtà, questo meraviglioso tracciato così magicamente scorrevole e fluido sembra pensato apposta per le agili Yamaha M1 così come sono state impostate dal 2004 compreso in avanti.

    Eppure, nonostante le premesse tecniche totalmente avverse, Casey nel 2007 ci vinse clamorosamente a medie record – fu quello il suo Settimo Sigillo in una Stagione assolutamente Trionfale – e col distacco abissale di oltre SETTE secondi, umiliando particolarmente proprio le M1 Ufficiali.

    Nel 2011 poi ripetè l’impresa sulla Honda (anche quell’anno vincendo ovviamente il Titolo), unico Pilota nella Storia a vincere qui in MotoGp su due moto di Case diverse E sia nella Era 800 che nella Seconda Era 1000.

    Tornando alla attualità, alla vigilia di Brno dunque è proprio Marquez a dover essere considerato quale ovvio favorito, ma unicamente a causa delle condizioni fisiche ancora non perfette di Lorenzo e Pedrosa. SE entrambi questi suoi rivali fossero però in grado di recuperare miracolosamente, fino ad un teorico 100% della condizione, mi sentirei invece di indicare LORO come favoriti, con una percentuale di probabilità uguale, e tenere Marc come possibile outsider di lusso per la Vittoria…….. MA ovviamente questo è davvero improbabile, visto quanto successo a Indy.

    Una sola settimana è sicuramente troppo poco per recuperare una condizione vincente, sia per Jorge che Dani, ma sappiamo bene come nel Motociclismo iridato i miracoli, seppur rarissimi, possano sempre avvenire………:)

    A parte il pronostico per la Vittoria, anzi per il tutto il Podio, che ben difficilmente sfuggirà ai Tre Alieni appena citati, per la gara vedo ovviamente bene Crutchlow, ottimo terzo l’anno scorso dietro a Pedrosa e Lorenzo ma insolitamente davanti all’allora team mate Dovizioso.

    casey stoner Estoril 07
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    Casey Stoner in azione nel 2007 con la GP7

    E’ davvero singolare, quasi comico il fatto che alla fine del 2012 Andrea abbia lasciato il competitivo Team satellite Yamaha Tech3 per imbarcarsi con entusiasmo nell’avventura Ufficiale Ducati, per poi vedersi raggiungere prossimamente dall’ex team mate (che peraltro ha SEMPRE regolarmente bastonato a dovere a parità di moto, una rara eccezione essendo appunto Brno: il Forlivese, per chi se lo fosse dimenticato, è finito ottimo quarto nel Mondiale 2012 su una moto privata, Cal solo settimo, seppellito da ben circa settanta punti dal compagno di squadra!) britannico.

    Entrambi hanno avuto per destino (ma si tratta di qualcosa di VOLUTO da entrambi, naturalmente) quello di lasciare un’ottima moto per qualcosa che adesso, grazie alla bella cura cui è stata sottoposta dall’ex pilota e dalla sua banda di emeriti incapaci, risulta ormai nulla più che uno sconcertante ibrido senza più una vera identità meccanica, tecnica e filosofica, ridotta com’è adesso ad un triste ed anonimo clone delle giapponesi.

    Molto, molto meglio sarebbe un salutare, repentino ritorno alle origini, ovvero tornare – almeno come base di partenza – all’originale schema tecnico della GP10 (significativamente, l’ultima Ducati MotoGp che abbia vinto un GP, ovviamente con a bordo Stoner) richiamando l’ingiustamente defenestrato Preziosi, capro espiatorio del ridicolo management attuale di Borgo Panigale………fermo restando il fatto che il futuro, ricostituito Team (seppur sotto una bandiera diversa) composto da Andrea e Cal resta probabilmente il migliore possibile nelle condizioni attuali.

    Dunque, per tutto quanto esposto sopra, i motivi di interesse in ballo a Brno sono come sempre molteplici ed eccitanti, dalla volontà di rivincita di Lorenzo e Pedrosa (che deve anche pensare alla importantissima questione della leadership interna in seno alla HRC) alla risoluta intenzione da parte di Marquez di continuare nella striscia vincente che potrebbe portarlo sempre più lontano in vetta alla Classifica, approfittando ancora di una situazione estremamente favorevole, fino al desiderio di Crutchlow (e perchè no, pure di Dovizioso, SE dovesse piovere, cosa non certo esclusa, da quelle parti! Non dimentichiamo che Andrea nel 2011 fu qui brillantissimo secondo sull’asciutto, dietro all’allora team mate in HRC Stoner) di ritornare sul Podio.

    Quindi, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certo ed obbligatorio in Terra Ceca (e precisamente Morava) per godere ancora dell’incomparabile spettacolo dei Prototipi a 4 tempi nella nuova elettrizzante puntata di questa sempre nuova, drammatica ed incerta Saga MotoGp 2013!

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