MotoGP Indianapolis – La sicurezza preoccupa i piloti

E' tutto pronto sul circuito di Indianapolis per il week end di gara, con le bandiere a mezz'asta por ricordare l' 11 settembre

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    Circuito Indianapolis

    La bandiera americana a stelle e strisce sventola a mezz’ asta sul circuito di Indianapolis, in ricordo di quel tragico 11 settembre 2001 in cui l’ America rimase colpita al cuore.

    Non ci sono solo i ricordi però, in questo week end yankee, ma anche la nascita, il debutto della MotoGP sul glorioso circuito di Indianapolis, un’ agorà di gloria e di storia per il pubblico motoristico americano.

    Oltre ai risultati della prima giornata di test, a tenere banco è il “dilemma” della sicurezza sulla rinnovata pista americana che si è adeguata plasmandosi sulle necessità della MotoGP: inversione del sensori marcia, nuovi muretti e nuove protezioni sono solo alcune delle modifiche fatte per ottenere la certificazione di poter ospitare il MotoMondiale.

    I piloti, però, hanno sollevato alcune perplessità sulla sicurezza della pista.

    La pista, o perlomeno la parte di pista dentro l’ovale - dice per primo Valentino Rossinon piaceva neanche a quelli della Formula Uno. Personalmente non la conosco, ma stasera andrò a vedermela in scooter“.

    Valentino “sente” che qualcosa non lo convince, ma non si sbilancia eccessivamente, anche se chiamare in causa la Formula 1 la dice lunga sulle sue opinioni.

    Ben più netto è, invece, un altro pilota italiano, Loris Capirossi che afferma: “Mi sembra una pista da rimandare a settembre, anche se a settembre già ci siamo…. ” Una bocciatura, dunque. Il pilota riconfermato Suzuki anche per il 2009 continua: “A prima vista non mi sembra un circuito sicuro, vediamo di renderlo più adeguato con delle modifiche opportune. C’ è apprensione soprattutto per la prima parte della pista e per la curva numero cinque che sono circondate da muri troppo vicini. Bisognerà riposizionare gli ‘air-fence’, le protezioni gonfiabili, in molti punti. I cordoli, poi, sono di due tipi: alcuni hanno un rivestimento di lamiera, gli altri sono in cemento dentellato e questo non è certo il massimo“.

    Le voci di Loris Capirossi e di Valentino Rossi non sono le uniche. Se non si può definire paura di correre su un circuito del genere, di certo definire “apprensione” lo stato d’ animo dei piloti in queste prime ore del week end motoristico americano.

    Vediamo cosa succederà, sperando che non succeda niente.

    Perché, se davvero dovesse succedere qualcosa, saranno in molti a dire “Ve l’ avevo detto”…