MotoGP Indianapolis: Pedrosa vuole riscattare il 2009

Dani Pedrosa sbarca ad Indianapolis puntando alla vittoria - perché è chiaro che vuole salire ancora sul gradino più alto del podio (emozione provata finora solo al Mugello) - forte anche del feeling mostrato lo scorso anno sul circuito americano

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    Indianapolis 2009 - Caduta di Pedrosa

    AP/LaPresse

    Daniel Pedrosa, eterno secondo: potrebbe essere questo il titolo per un documentario sul campionato MotoGP 2010 dello spagnolo della Honda: a Brno il rider HRC ha dovuto arrendersi al connazionale Jorge Lorenzo, ormai leader indiscusso della classe regina del Motomondiale.

    Pedrosa sbarca quindi ad Indianapolis puntando alla vittoria – perché è chiaro che vuole salire ancora sul gradino più alto del podio (emozione provata finora solo al Mugello e in Germania) – forte anche del feeling mostrato lo scorso anno sul circuito americano.

    Nel 2009 Pedrosa ha infatti buttato via una gara già vinta (vi ricorda nulla?) per colpa di una scivolata… Un vero peccato, visto che aveva dominato a Indianapolis dalla prima sessione di prove libere al turno di qualifica. Il prossimo weekend avrà la possibilità di riscattarsi e cercare di battere il connazionale Lorenzo, che quest’anno appare quasi inarrestabile.

    Andrò ad Indianaplis in un buon stato mentale,” ha dichiarato Pedrosa, “Mi sento pronto a finire il lavoro che non siamo riusciti a completare in gara lo scorso anno. Mi sono sentito molto a mio agio nel guidare ad Indy lo scorso anno. Sono stato al top della classifica dalla prima sessione di libere, ho ottenuto la pole position e l’unico errore fatto è stato in gara. Quindi spero questa volta di poter mettere assieme un week-end di gara solido ed ottenere un altro buon risultato.

    Siamo stati veloci e costanti nella scorsa gara di Brno, e proveremo a tornare subito sul passo giusto anche questo fine settimana,” ha continuato lo spagnolo della Honda HRC, “Competere in America è diverso, il circuito è davvero stupefacente e mi sento molto bene a gareggiare negli Stati Uniti perché il supporto che ottengo qui è davvero positivo, quindi non vedo l’ora di scendere in pista.