MotoGP Indy 2010: la pagella del giorno dopo

Lo spagnolo Dani Pedrosa ottiene la sua terza vittoria stagionale sul tracciato internazionale di Indianapolis, mettendosi dietro l'americano Ben Spies e il dominatore della classifica generale, Lorenzo

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    Il pilota della Honda ufficiale, Dani Pedrosa trionfa nel Gran Premio di Indianapolis 2010 e conquista per la prima volta in una stagione, tre vittorie. Ben Spies ottiene a pieni voti la seconda piazza dopo aver provato a resistere allo spagnolo, ma si mette dietro la Yamaha ufficiale di Jorge Lorenzo. L’australiano Casey Stoner, nel tentativo di trovare il ritmo dei primi davanti, cade durante l’ottavo giro, mentre Valentino Rossi riesce ad ottenere la quarta piazza precedendo Andrea Dovizioso e Nicky Hayden. Cade anche Marco Melandri.

    Dani Pedrosa-9-La prima guida della Honda ufficiale vince la gara di Indianapolis dopo una prestazione che rasenta la perfezione. Allo spagnolo manca la pole position, ma la sua azione di recupero su Spies è una sintesi di velocità e convinzione nei propri mezzi. Pedrosa quando ha tutto al posto giusto come tra le curve di Indy diventa irresistibile e devastante per chiunque provi a mettersi sul suo cammino. Neanche Lorenzo, questa volta riesce a tenere il suo ritmo indiavolato. Rigenerato

    Ben Spies-8- Il campione mondiale della Superbike conferma al suo primo anno in MotoGP la sua straordinaria dote di talento, perchè non è da tutti ottenere un secondo posto alla prima stagione tra i grandi delle due ruote. Ben conquista pole e podio, ma anche la convinzione degli uomini Yamaha che hanno individuato nello statunitense il perfetto erede di Rossi in sella alla M1. Parte bene e conserva la testa della corsa, ma quando arriva quel diavolo di Pedrosa, non può fare altro che accontentarsi e promettere vendetta per i 2011, quando avrà una moto ufficiale attrezzata per vincere ogni GP. Il talento di Mr.Spies

    Jorge Lorenzo-7- Il maiorchino futuro iridato 2010 guadagna la terza posizione tra le curve di Indy e considerata la sua eccellente stagione, è il peggiore risultato dell’anno. All’inizio prova a stare sul ritmo dei primi ma ha qualche pilota ingombrante davanti, per cui si mette a colpire sui fianchi del Dovi, che alla lunga cede la preziosa terza posizione. Per il titolo manca ormai solo la matematica, ma andando di questo passo non tarderà ad arrivare. Implacabile

    Valentino Rossi-6- nell’ultimo fine settimana non gli e ne va una dritta e finisce a terra per ben tre volte, senza riportare alcun guaio fisico. In gara, solo a sprazzi si vede qualcosa di rilevante e se non fosse per il lungo del connazionale Dovizioso, probabilmente avreebbe finito la corsa in quinta piazza. Durante le qualifiche prova tutti gli assetti possibili sulla M1, ma questa volta l’assente giustificato è proprio il pilota. Frenato

    Casey Stoner-2-Il prossimo centauro della Honda colleziona l’ennesima caduta della stagione e lascia a secco la Ducati in termini di vittorie annuali. Questa volta Casey evita di franare nelle prime tornate o durante il giro di ricognizione e quando la zona Stoner sembrava passata, ecco l’ormai celebre nuvola di polvere e rossume riempire i teleschermi dei telespettatori. Il campione iridato 2007 si riprende prepotentemente il titolo di Rolling Stoner e a Misano si aprono le scommesse: a che giro cadrà Casey? Trottolino

    Andrea Dovizioso-4- Dopo aver collezionato un podio dopo l’altro all’inzio di questa MotoGP, il Dovi torna ad essere Super Pippo…giusto per non essere volgari, evochiamo un celebre personaggio dei fumetti. Nell’ultimo periodo, Andrea sembra essere un pilota semplicemente ordinario, ma che perde ogni confronto diretto, con il compagno di team e con il resto degli avversari. Questa volta perde il podio a favore di Lorenzo e non riesce ad opporsi al timido attaacco di un convalescente Rossi, che approfitta di un suo svarione per conquistare la quarta piazza. Very normal people

    Marco Melandri-2- La gara del ravennate dura quanto un battito di ciglia e rispecchia l’andamento dell’intera stagione. Si pensava che la cura Gresini avrebbe ridato lustro ad un vice campione mondiale e invece Marco sembra più spaesato di quando militava in Kawasaki. Smarrito