MotoGp Italia 2010: Pedrosa irresistibile nel 1° GP dell’Era post Rossi

Quarto appuntamento della MotoGp 2010 al Mugello per il GP d'Italia, il primo dell'Era Post Rossi, vinto trionfalmente da Pedrosa che domina agevolmente Lorenzo, Dovizioso ed uno staccatissimo Stoner

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    Pedrosa irresistibile

    Premessa: come qualcuno di voi certamente saprà, chi scrive non è MAI stato in questi anni particolarmente tenero verso l’uomo Rossi, pur ammirando sempre il pilota, visto però nella GIUSTA luce dei suoi EFFETTIVI meriti. Proprio per questo i miei auguri a Valentino di una prontissima quanto effettiva guarigione, con conseguente ritorno alle gare accelerato al massimo, sono assolutamente sinceri, dovuti e sentiti.

    Questa insolita nuova puntata dell’appassionante ed ora drammatico sceneggiato MotoGp 2010, la prima dell’Era Post Rossi ed andata in scena qui dal difficile circuito del Mugello per una volta baciato dal pieno sole, ha visto il completo trionfo, a partire dalle prove, di un Pedrosa mostruoso e semplicemente irresistibile che si è imposto di forza dominando la gara dal primo metro fino all’ultimo lasciandosi dietro lontanissimi ed a becco asciutto sia un chiaramente deluso Lorenzo che tutti gli altri piloti, oggi ridotti al puro rango di comprimari.

    Dietro all’imprendibile Dani ed a Jorge, un grande Dovizioso, arrivato appena dietro al Majorchino che non è mai riuscito a staccarlo, con un nuovo podio si è confermato terza forza della classifica parziale, mentre un finalmente positivo Stoner ha regolato la peraltro staccatissima muta degli inseguitori comprendente un grintoso Melandri, oggi al miglior risultato dell’anno, l’altro alfiere Honda DePuniet e il rookie di lusso Spies.

    Oggi è stato tempo di rivincite qui al Mugello, certamente per Pedrosa, troppe volte oltremisura umiliato in passato dai Tre suoi maggiori avversari, ma soprattutto per la SORTE STESSA: in parole povere, stiamo assistendo all’alba di una NUOVA ERA, quella POST ROSSI.

    Come ho già detto, lungi mille miglia dal voler minimamente gioire per il serio infortunio che ha colpito Vale, cui vanno anzi i miei migliori auguri, da ex pilota a pilota, di pronta e completa guarigione, oggi possiamo dire che la DEA FORTUNA, da sempre TROPPO, TROPPO favorevole all’urbinate, abbia voluto finalmente riequilibrare un pò i giochi, pur essendo questi sempre decisamente in credito con Essa.

    Infatti, oltre ad essere sempre stato notoriamente oggetto di clamorosi trattamenti di favore di ogni genere, sia TRUFFALDINAMENTE dalla Michelin con la famosissima vicenda delle gommine sfornate nottetempo in esclusiva per lui – e che, dopo la decisa denuncia della Casa Francese, sconvolta dalla disumana ingratitudine di chi aveva per tanto tempo beneficiato, regalandogli di fatto tanti Allori Mondiali, e le successive ammissioni dello stesso Rossi, ora conoscono TUTTI – sia dalle Case Ufficiali, che in fine dai vertici della MotoGp, di cui è sempre stato l’intoccabile protegè, sempre disposti a perdonargli OGNI e qualsiasi gravissima scorrettezza, è evidente a chiunque come la Fortuna abbia SEMPRE costantemente assistito questo pilota, che ha raccolto finora in misura largamente eccedente i suoi pur eccellenti meriti.

    Egli infatti notoriamente NON si era MAI infortunato seriamente, a differenza di TUTTI i suoi avversari presenti e passati, non saltando MAI una singola corsa iridata dell’era MotoGp, primato certo invidiabile quanto statisticamente improbabile al massimo grado.

    Adesso la Sorte ha semplicemente stabilito che fosse il SUO turno.

    Parlo di Era post-Rossi a ragion veduta, statistiche alla mano, ed in prospettiva squisitamente storica: NIENTE infatti, da ora in poi, potrà MAI più essere come prima, nè per lui, e neppure per i suoi avversari.

    NON certo nel senso, badate bene, che Valentino NON possa tornare allo stesso livello precedente, cosa che anzi gli auguro di tutto cuore, MA nell’evidente sensazione che qualcosa si sia rotto, inevitabilmente e per sempre, in questo meccanismo perfetto di una fortuna disumana, sfacciata ed ininterrotta.

    Nel senso, invece, che Rossi, con ogni probabilità, NON vincerà MAI PIU’ un Titolo Mondiale.

    L’era Post-Rossi infatti, con le prove generali già iniziate nel 2006 e nel 2007 ad opera di Hayden e Stoner, era di fatto cominciata definitivamente all’inizio di questa stagione, che la cosa piaccia oppure no.

    Lorenzo infatti era destinato a batterlo – non senza fatica e reale impegno, ovviamente – ANCHE senza l’aiuto non richiesto di questo inopinato infortunio, pur se non sarà quasi certamente possibile avere la controprova, almeno QUEST’ANNO.

    In ogni caso, la scorsa stagione Stoner sfiorò quasi il Mondiale pur con TRE prove in meno, per una reale indisposizione fisica del tutto paragonabile ad un vero infortunio quanto agli effetti pratici: vedremo quante ne dovrà saltare l’urbinate e che cosa riuscirà a fare al suo ritorno, che, ripeto, auspico il più pronto e completo possibile.

    NON credo si tratti di un nuovo caso Doohan, anche se in effetti le premesse sono, vedi un pò il destino cinico e baro, stranamente quasi le stesse – Michael si infortunò in prova al terzo GP del 1999, tentò di rientrare a fine anno, e si ritirò definitivamente al termine di quella stagione – perchè in quel caso l’infortunio riguardava un arto già lesionato, era più grave, e l’età del pilota superiore (quasi 34 contro 31).

    Certo, la somiglianza tra questi due episodi è comunque significativa nonchè vagamente inquietante, ed occorrerà considerarla, anche e soprattutto in prospettiva squisitamente storica.

    La prognosi parla purtroppo di vari mesi di stop, ma conoscendo la volontà di tornare a correre del soggetto, sono certissimo che entro un paio di mesi al massimo vedremo Rossi di nuovo in sella, almeno a provare.

    Scommettiamo?

    Alcuni hanno scritto che, senza il GATTO Rossi, i TOPI abbiano allegramente ballato questo pomeriggio al Mugello: NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO, ve lo assicuro.

    OGGI Pedrosa avrebbe vinto semplicemente contro CHIUNQUE, non solo contro Lorenzo, che oggi ha assistito impotente al suo schiacciante successo, ma sicuramente anche contro Valentino, per anni re – ma ormai decaduto, già a partire dallo scorso anno – di questa pista difficile, ostica e, come ampiamente dimostrato anche sabato, subdolamente traditrice.

    Basti dire che la insidiosissima esse tra le Biondetti 1 e 2 che ha tradito l’urbinate è lo stesso tratto del circuito (ma allora le condizioni di sicurezza erano ben peggiori ed assolutamente drammatiche, ben diverse da quelle odierne) che il maledetto 16 Maggio 1976, passato alla storia come la Tragedia del Mugello, risultò fatale nella gara delle 350 al Cesenate Paolo Tordi perito in quella tristissima giornata – di cui fui testimone diretto e che come annunciato sarà oggetto di una mia prossima Monografia Storica – assieme all’altro grande Campione Romagnolo, il Forlivese Otello Buscherini, rimasto ucciso (tra le Arrabbiata 1 e 2, ma sempre con la medesima dinamica, ovvero lo schiacciamento del pilota tra le pericolosissime reti allora esistenti, sostenute da assurdi pali di legno, e la moto stessa) in quella delle 250!

    OGGI Dani, come risvegliato e liberato da un angoscioso incubo, ha corso in modo assolutamente irresistibile ed ha colto di gran lunga il più completo e convincente trionfo della sua carriera, in un giorno del resto estremamente significativo.

    Ripeto, avrebbe sicuramente vinto per distacco anche contro il grande assente Rossi: stavolta ci sarebbe voluto sulla sua stessa moto un Hailwood al massimo della forma per precedere il piccolo Catalano.

    Se è vero che ormai Lorenzo sia l’inevitabile favorito d’obbligo per il Titolo Mondiale, come del resto era anche PRIMA dell’infortunio dell’urbinate, tuttavia ADESSO il Campione Majorchino dovrà stare attento, estremamente attento al suo connazionale nonchè tradizionale rivale, perchè Pedrosa appare appunto adesso improvvisamente più forte, determinatissimo, rinato, come sgravato da un peso insopportabile.

    Infatti, se la mancanza di Rossi non possa evidentemente cambiare nulla – se non come scomparsa di un ulteriore pungolo – per Jorge, che non ne ha mai minimamente sofferto la personalità, anzi l’ha sfruttata al meglio per caricarsi, migliorarsi e stimolare la sua incontenibile voglia di vincere, per Dani, da sempre succube nonchè vittima prediletta della superiorità psicologica prima ancora che tecnica di Vale, le cose stanno evidentemente in maniera del tutto differente e d’ora in poi, supportato da un mezzo che sembra tornato dopo tempo immemorabile finalmente competitivo, Pedrosa potrebbe anche cominciare a vincere in maniera ben più continua rispetto ai suoi sporadici successi in solitaria del passato.

    In sostanza, uscito forzatamente di scena Rossi, il Campionato rischia di diventare un lunghissimo derby spagnolo tra questi due protagonisti, dall’esito tutt’altro che scontato, sempre che Stoner, con la sua Classe inimitabile e tutt’ora insuperata a livello Mondiale in questa categoria, non ci si voglia mettere di mezzo.

    In ogni caso, Lorenzo è largamente primo in classifica e con due vittorie e due secondi posti è fin’ora in perfetta ed impressionante media-Titolo, avendo conquistato ben 90 dei 100 punti teoricamente disponibili.

    Forte appunto della sua posizione di leader della graduatoria, oggi Jorge si è ancora una volta dimostrato giustamente prudente ed estremamente saggio nell’accontentarsi del secondo posto, senza rischiare inutilmente, altro ennesimo segno di una rinnovata, permanente maturità che indubbiamente sta raccogliendo i suoi succosissimi frutti.

    Tra l’altro, Jorge si sta rivelando il vero erede di Valentino anche come grande comunicatore: il suo furbo sfoggio della maglietta gialla targata VR 46 sul podio, BEN LUNGI dall’essere un omaggio a Rossi, è altamente simbolico e gli manda in effetti invece questi due ben precisi messaggi:

    1) torna pure quando vuoi, anche subito, io non ti temo perchè sono più forte di te;

    2) ormai ci sono IO al tuo posto (tanto è vero, che indosso pure la tua maglia, come preda di guerra)!

    Siete d’accordo?

    Ancora una volta (ed esattamente la terza, posizione che ora occupa in graduatoria, significativamente dietro al team mate, Rossi ormai ovviamente escluso) sul podio si è issato un fortissimo Dovizioso, che pur dovendo cedere a Lorenzo al terzo giro, non lo ha mollato praticamente più per tutta la gara, pur non avendo veramente mai la possibilità di attaccarlo a fondo.

    Solo nel finale il Forlivese ha rallentato accusando sul traguardo un distacco di due secondi dal Majorchino – e precedendo di quasi 20 Stoner! – ma la sua gara è stata comunque splendida e Andrea deve guardare con grande fiducia ai prossimi appuntamenti, vista anche la ritrovata competitività della Honda HRC Ufficiale.

    Lupus in Fabula, oggi Stoner ha disputato finalmente una gara decente, la prima realmente positiva di una fin’ora fallimentare stagione, che pur sembrava partita nel migliore dei modi fino alla inopinata caduta nel primo GP del Qatar che stava come al solito dominando, e continuata nella stessa chiave anche nell’ultima gara a Le Mans, pur sempre fortissimo in prova .

    Anche per Casey, che pure non ha MAI sofferto alcun complesso di inferiorità nei confronti di Rossi – anzi, nel 2007 successe proprio il contrario, con Rossi che ne soffrì palesemente uno gigantesco nei confronti dell’asso australiano – la mancanza di Vale NON significa proprio un bel NULLA: egli è stato infatti sempre in grado di schiacciare CHIUNQUE, Vale e Lorenzo compresi, in ogni circuito, sull’asciutto o sul bagnato – come del resto accadde proprio QUI al Mugello l’annno scorso – dall’alto di un Talento assolutamente insuperabile.

    Il Campione di Kurri-Kurri deve soltanto ritrovare la completa fiducia in un mezzo che l’ha recentemente troppo spesso tradito – come sappiamo, l’anteriore della GP10, un tempo granitico ed anche in questo week end oggetto di attenzioni particolarissime, col rassicurante ritorno per Casey alla vecchia forcella Ohlins modello 2009, è quest’anno il grande imputato – per iniziare una nuova striscia di successi che potrebbe catapultarlo dal fondo della graduatoria, dove immeritatamente si trova attualmente, verso i quartieri alti della stessa, ed in men che non si dica.

    Oggi tuttavia ha fatto impressione, e non propriamente positiva, il vederlo lottare fino all’ultimo giro con piloti sì agguerriti ed in gamba, ma a bordo di Honda RC212V Clienti.

    Va bene che il troppo caldo ha probabilmente oltremodo rallentato chi come lui abbia optato per le gomme morbide, ma la paura di cadere dell’asso australiano è ancora decisamente palese, ed i quasi 26 secondi dal vincitore solo pochi GP fa sarebbero stati quasi inconcepibili per lui.

    E’ del tutto evidente che a Borgo Panigale si debba ancora lavorare tantissimo per rimettere Casey in condizioni di poter realmente lottare per la Vittoria come sicuramente gli compete, cosa del resto accaduta in Qatar, l’episodio iniziale del Campionato distante in calendario appena tre appuntamenti, ma che sembra già drammaticamente lontanissimo per la Desmosedici attuale.

    Il team mate Hayden, così positivo fino a questa prova italiana, è invece purtroppo incappato nel primo stop della stagione – ed alzi la mano, se ne ha il coraggio, chi non abbia creduto sulle prime che la rossa che finiva nella ghiaia non fosse quella di Casey – dimezzando anche questa volta il risultato complessivo della derelitta Ducati, che in questo deludentissimo avvio di stagione è riuscita a far arrivare entrambe le moto al traguardo – una dietro l’altra, quarta e quinta – solo a Jerez, vale a dire UNA sola volta su quattro. Purtroppo, questo inopinato stop di Nicky ne pregiudica ora la classifica, fin qui quasi perfetta.

    Dietro a Casey, che ne ha avuto infine ragione solo di motore, si sono battuti come leoni Melandri, finito ottimo quinto al traguardo, tanto più se si considera la sua miserrima quattordicesima posizione in griglia – e come detto, oggi alla sua miglior prestazione dell’anno, dopo il recentissimo sesto di Le Mans – praticamente assieme a DePuniet che ad un certo punto sembrava proprio voler capeggiare il terzetto fino al traguardo.

    Non per nulla, il francese si è detto tutto sommato deluso dal risultato finale.

    Spies è arrivato subito dietro e buon settimo, ma da un asso come Ben mi aspettavo di più, pur in una pista così ostica ed a lui completamente sconosciuta, difficilissima da digerire all’esordio assoluto.

    A proposito, sarà interessantissimo vedere CHI prenderà provvisoriamente il posto di Rossi nel Team Fiat, visto che per ovvie ragioni di sponsorship (oltrechè ai fini del pur sempre importante Titolo Mondiale di Team) occorrerà evidentemente farlo al più presto: sicuramente NESSUNO al mondo se lo meriterebbe più di Spies, che era comunque destinato ad essere il VERO erede di Valentino tra qualche anno – o magari, a questo punto, anche ben prima, dipenderà dal mercato piloti di quest’anno, che si annuncia ancor più interessante ed addirittura rivoluzionato da quanto accaduto all’urbinate – sulla Yamaha Ufficiale.

    Tuttavia, come ben sappiamo, il regolamento attuale non consente a Texas Terror in quanto rookie, di prendere il posto, neppure provvisoriamente, di Vale in un Team ufficiale.

    Resta da vedere se Don Carmelo, boss assoluto di quella notoria cosca mafiosa chiamata Dorna, da sempre ansioso di favorire – in qualsiasi modo, legale o meno – con stupefacente piaggeria Vale e la sua banda, non trovi un cavillo che consenta di aggirare la regola………..:)

    COMUNQUE, voci di paddocks ben accreditate indicano che il sostituto di Rossi possa essere in realtà YUKI TAKAHASHI, uomo Tech3, attualmente pilota di Moto2, che nel 2009 corse in MotoGp con la Honda Scot per quasi mezza stagione (esattamente 7 GP) prima di venire rimpiazzato da Gabor Talmacsi per motivi di sponsor.

    Staremo a vedere: se sarà così, rivendico fin d’ora la priorità di questa supposizione……………:)

    NON parlo degli altri classificati dopo Spies semplicemente perchè, in una classifica così ridicolmente corta, dove TUTTI gli arrivati al traguardo, anche se con giri di distacco, finiscono inevitabilmente a punti – segno, come ripeto sempre, dell’ESTREMA E GRAVISSIMA CRISI di questa antistorica Classe ibrida, che sta correndo verso la propria rovina, tanto più adesso che è rimasta orfana di colui sul quale nel bene e soprattutto nel male la mafiosa Dorna ha sempre puntato come proprio uomo-immagine, perennemente a danno di tutti gli altri – anche solo nominare chi sia finito dopo il settimo posto mi pare ormai semplicemente assurdo, oltre che totalmente inutile.

    La cosa che salta più evidente agli occhi in questo insolito e fatidico GP d’Italia 2010 è il fatto che per UNA volta la Honda abbia preso il posto della Yamaha come Casa leader, con ben QUATTRO moto tra le prime sei, e soprattutto DUE su tre sul podio.

    Bisognerà vedere se questa inusuale inversione del solito trend visto costantemente negli ultimi due anni potrà continuare anche in seguito: la mancanza di un prim’attore come Rossi nel campo di Iwata peserà evidentemente parecchio in questo senso.

    Anche per questo sarà importantissimo il ruolo che giocherà nel prossimo futuro l’ancora ignoto sostituto dell’urbinate nel Team Ufficiale.

    Parlando appunto di graduatoria parziale, come detto Lorenzo è ormai solo in testa con 90 punti, avendone 25 sul secondo. ovvero il conterraneo ed oggi trionfatore Pedrosa.

    Terzo sarebbe ancora Rossi con 61, ma possiamo benissimo non contarlo e considerare in quella stessa posizione Dovizioso – cui si addice evidentemente ora il numero tre, anziche il quattro che sfoggia sulla carena e che gli andava a pennello l’anno scorso – con 58.

    Dietro il Forlivese segue ben più staccato e fermo a quota 39 Hayden, tallonato da DePuniet a 36 e Melandri a 32.

    Ottavo e nono troviamo poi quasi appaiati Stoner con appena 24 punti (e due sonori zeri) e Simoncelli con 23, mentre Spies è in decima posizione con 20 (ed altri due stop in carniere al pari di Casey).

    E’ del tutto evidente che sia l’asso australiano che Texas Terror occupino in Classifica posti a loro assolutamente non consoni in virtù di questo sfortunatissimo avvio di Campionato, e che certamente lascieranno ben presto nel proseguo della stagione.

    ADESSO il carrozzone del Mondiale Velocità, spostandosi sempre in Europa, si porta in Inghilterra per un tradizionalissimo e consolidato appuntamento – infatti UK, Italia ed Olanda sono i SOLI Paesi che hanno SEMPRE ospitato il Circus Iridato FIM fin dalla sua fondazione nel 1949 – in scena tra due settimane ma stavolta in una location decisamente insolita, ovvero il rinnovato circuito di Silverstone (al posto del tradizionale Donington Park), destinato del resto ad ospitare anche la WSBK il primo di Agosto, ed intatto da queste corse Iridate FIM fin dal lontanissimo 1986.

    Mancando ovviamente di ogni e qualsiasi riferimento recente, questa atipica prova inglese è pertanto aperta ad ogni possibile risultato.

    Questa storica pista, ricavata originariamente da un vecchio aeroporto, come gli altrettanto storici tracciati di Modena ed Anderstorp, anche nella configurazione attuale risulta piccola e piuttosto lenta, secondo l’antica tradizione dei “corti” vecchi circuiti inglesi della stagione estiva, con diversi rampini stretti, strane curve a gomito e senza un vero rettilineo (in realtà ne ha tre, ma cortissimi), ed a me ricorda tristemente la tragica morte di Kim Newcombe nell’Agosto 73 alla Stowe Corner (tuttora esistente, essendo allora, ma non più adesso, la prima curva dopo la partenza).

    Molto probabilmente assisteremo di nuovo ad un rinnovato duello tutto iberico tra Lorenzo e Pedrosa, ovvero tra la vincente Yamaha M1 Ufficiale e la ritrovata Honda HRC RC212V, per quella sfida tra compatrioti giapponesi e spagnoli (pertanto, particolarmente cruenta quali sempre si rivelano le guerre civili) che come ho detto si preannuncia adesso come il vero leit motiv della stagione, Stoner e magari Dovizioso permettendo.

    Come ho detto precedentemente, ormai l’Era Post Rossi è iniziata, e volenti o nolenti dobbiamo rapidamente abituarci ad essa.

    Certo, questa risulterà inevitabilmente più povera, ma non per questo meno interessante della precedente, come del resto accadde pari pari nel dopo Doohan.

    Pertanto, ci vediamo presto in Terra Inglese per una tappa assolutamente insolita quanto straordinaria di questo lungo Cammino Mondiale, quindi appuntamento immancabile e certissimo a Silverstone per il nuovo elettrizzante, inedito episodio di questa incredibile, imprevedibile ed ormai drammatica Saga MotoGp 2010!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it