MotoGp Jerez 2013: ancora un trionfo Honda con Pedrosa, Yamaha grande sconfitta

Terza puntata della MotoGp a Jerez, teatro di un imprevisto doppio trionfo Honda con Pedrosa splendido vincitore in solitaria davanti a Marquez che ruba piratescamente il secondo posto a Lorenzoo con una manovra scorretta all'ultima curva

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    Motomondiale Jerez 2013, la gara

    Il Terzo gustoso episodio di questa sempre interessante Saga MotoGp 2013, andato in scena qui dal detestabile (in questo, assolutamente degno erede dell’infame Montjuich stradale di storica memoria) circuitino andaluso di Jerez De La Frontera, ha visto come da me facilmente previsto il completo dominio dei piloti locali che hanno completato un Podio tutto iberico con al vertice un brillantissimo Pedrosa finalmente in grande spolvero, ma soprattutto un sorprendente trionfo Honda sulla sempiterna rivale Yamaha – che pure aveva eletto proprio questa quale sua pista europea ideale – facendo pertanto il bis del fantastico uno-due texano al COTA in un circuito teoricamente sfavorevole alle più potenti ma sicuramente (almeno fino a questo punto: oggi sembrava l’esatto contrario!) meno agili RC213V rispetto alle storiche rivali M1.

    Infatti, dietro al dominatore Pedrosa che qui ha piazzato in solitario uno dei successi più convincenti della sua Carriera in MotoGp, si è classificato il giovane Marquez, grazie ad una manovra piratesca all’ultima curva dell’ultimo giro (ai danni di Lorenzo che stava per finire giustamente secondo) che ha ricordato molto l’ancor più infame e scorretto atto perpetrato ad arte proprio qui a Jerez (alla stessa curva finale) nel 2005 da un certo individuo ai danni di Sete Gibernau.

    Proprio come allora, infatti, il malcapitato Lorenzo è stato buttato fuori da un entrata interna scorretta (anche se non criminale e freddamente perpetrata APPOSTA come quella del 2005 di cui sopra), e se Jorge non è finito nella sabbia come a suo tempo Sete è solo perchè, dal 2005 ad oggi, è stata giustamente aumentata di un paio di metri la via di fuga asfaltata in quella finale curva 13 che, per colmo di scorno, non più tardi qualche giorno fa è stata per sempre intitolata proprio al Campione Majorchino.

    Premetto qui che Marquez, a mio avviso, già da anni a questa parte si sia rivelato quale il pilota di gran lunga più scorretto (ed antipatico) del Motomondiale, in questo degno erede dell’individuo citato sopra, a sua volta sicuramente il rider più scorretto del Circus iridato dai tempi di Read, non per nulla soprannominato dai colleghi coevi Phil La Carogna. Esattamente come l’Otto Volte Iridato Campione di Luton (il Terzo più Versatile Pilota di tutti i Tempi dopo Hailwood e Biaggi), il giovane Marc ha indubbiamente molto Talento, ma questo NON giustifica affatto la sua abituale, spavalda condotta di gara volta costantemente ad intimidire gli avversari: gli episodi da citare sarebbero molti, ma ve li risparmio nella supposizione che li conosciate già.

    Stavolta, quel che è successo qui all’ultima curva è il risultato, diciamo, di un concorso di colpa, di cui sono responsabili solo per un 10% Lorenzo, e per il restante 90 sicuramente Marquez.

    Jorge, come da sua stessa ammissione, ha in un certo senso innescato la cosa commettendo un piccolo errore, andando cioè leggermente largo in quella curva finale, reputando il rivale – che lo ha braccato da dietro per buona parte della gara, rischiando più volte di cadere a causa di una marea di gravi errori dovuti alla troppa foga: in questo, Marc ha ancora moltissimo da imparare – più lontano di quanto in realtà non fosse. Va detto a difesa di Jorge (il quale, ricordiamolo, per tutto il week end si è rivelato qui il pilota più veloce e consistente), che la sua M1, piuttosto sorprendentemente vista la sua solitamente leggendaria agilità, non consentiva di affrontare questa curva in modo così “stretto” come la rivale Honda, dunque tale traiettoria più rotonda era per lui praticamente un obbligo.

    Ciò detto, proprio all’ultima curva – ripeto, anche per suo errore, ma ritenendo il rivale ormai ben più lontano del reale – Jorge ha allargato un pò troppo, dando a Marquez la possibilità di infilarsi all’interno, ma in realtà troppo velocemente per riuscire a completare la curva senza uscire, ovvero per poter curvare NON appoggiandosi al rivale, cosa puntualmente verificatosi. Infatti, chi è davanti ha tutto il diritto ad effettuare la propria traiettoria ideale, dunque Lorenzo ha legittimamente chiuso la sua andando però a sbattere su un pilota che sicuramente NON poteva vedere.

    Jorge certamente NON è un kamikaze. SE lo avesse visto, certo il rider Yamaha NON avrebbe rischiato la collisione, ma si sarebbe rialzato, rallentando di più, lasciando tranquillamente andare Marquez fuori, quindi lo avrebbe ripassato comodamente tornando all’interno, finendo legittimamente secondo.

    Invece, non è andata così semplicemente per il fatto che Jorge, completando la sua legittima – seppur leggermente larga – traiettoria, NON ha ovviamente visto il rivale (che si trovava già all’interno cercando disperatamente di non finire dritto, cosa che sarebbe successa puntualmente senza l’appoggiarsi scorrettamente al Majorchino) se non all’ultimo momento, ovvero proprio quando la collisione è inevitabilmente avvenuta. E’ stato un puro caso che i due non siano finiti a terra, e ciò è accaduto più che altro per la grande abilità del rider Yamaha di rialzarsi istantaneamente (quanto disperatamente) appena dopo l’urto con la Honda del rivale.

    Quindi, per tutto quanto precedentemente esposto, la manovra di Marquez è risultata scorretta, e nella pratica realtà dei fatti volta a far andare il rivale (che pure, essendo davanti, aveva tutto il diritto la compiere la sua traiettoria) fuori pista, appoggiandosi appunto a lui. Mancando tale fraudolento appoggio, Marc sarebbe semplicemente andato dritto come un fuso, per la tangente, mancando clamorosamente la curva stessa. NON si può pensare di entrare nel varco alla disperata e di riuscire a chiudere la curva soltanto appoggiandosi al rivale e facendolo finire fuori!

    Chiaro il concetto?

    Quanto poi alle sciocchezze che puntualmente ho letto in questi giorni, sul tipo che “un pilota deve provarci comunque, vedendo una porta aperta, anche se non ha la minima speranza di completare la curva”, ebbene, sono appunto emerite stupidaggini, perchè alimentano ed incoraggiano un comportamento in pista semplicemente pericolosissimo, criminale, supremamente sprezzante della sicurezza propria, e soprattutto ALTRUI!

    Tantissime tragedie sono avvenute proprio per simili comportamenti irresponsabili. A me qui, salta in mente la morte di Piccirilli, causata dall’irresponsabile condotta di gara di Salmi (non per niente, dal suo ex compagno di squadra Mario Lega definito senza mezzi termini “un pazzo” anche a causa di quel tragico episodio) ad Imola.

    LA VITA, propria e soprattutto degli altri, è troppo preziosa per metterla serissimamente a rischio con questi comportamenti pazzeschi, criminali ed irresponsabili, volti solo a conquistare magari qualche sporco punto in più in classifica.

    LaPresse

    DOPO, a tragedia avvenuta, si piange e ci si dispera, ma è sempre TARDI. Occorre pensarci PRIMA, e correre lealmente in sicurezza.

    Tutto qui. Chi non si attenga a questa semplice ma basilare regola, NON è un vero pilota professionista, bensì soltanto un emerito pericolo pubblico, e come tale andrebbe allontanato dalle corse.

    NESSUNO ha il diritto di comportarsi così, neppure Marquez. Soprattutto, anzi, proprio questo prepotente ed egocentrico ragazzino che già tante volte ha commesso gravi e pericolose scorrettezze.

    Le autorità sportive dovrebbero intervenire esemplarmente a suo riguardo.

    Io avevo a suo tempo – fin da molto prima Jerez 2011, lo andavo ripetendo da anni) bauspicato una (severa) sanzione simile per Simoncelli, esprimendo la mia netta sensazione che sarebbe presto finito male SE non fosse stato fermato, cosa poi, vedi un pò il caso, puntualmente avvenuta.

    Ora, dico esattamente lo stesso per Marquez.

    Qualora non gli diano subito una bella regolata, la sua scriteriata condotta di gara potrebbe benissimo causare ben presto qualche grave tragedia.

    Nel qual caso, meglio a sè stesso, piuttosto che ad altri.

    Diversi piloti troppo esuberanti nei loro anni giovanili sono stati indotti a ben più miti consigli dopo una meritata punizione: Lorenzo stesso è tra questi, esempio vivente di come gli eccessivi bollori adolescenziali possano essere corretti per il meglio, trasformando pericolosi pilotini (da strapazzo) in erba, in Campioni VERI, quale è appunto l’attuale, equilibratissimo Jorge

    Meditate, gente, meditate.

    De Hoc, Satis.

    Del resto, appena due anni fa, nel 2011, Jerez vide un altro simile bruttissimo episodio, con Stoner che dovette subire proprio qui un brutale stop quasi subito all’inizio della stagione (poi comunque conclusa trionfalmente con ben dieci Vittorie, bissando il suo Record personale del 2007), incolpevolmente falciato dall’ambizioso individuo ex pilota che aveva smarrito la Ragione: il Talento vero infatti non l’aveva mai avuto, avendo invece fatto vergognosa incetta di clamorosi, scorrettissimi favori sottobanco (vedi le esclusive, infami e truffaldine gommine del sabato sera) e di mafiosi aiuti non dovuti di ogni tipo, per poi dimostrare un’ingratitudine semplicemente monumentale ed assurda a chi (la Michelin, che poi lo chiamò in correo sburgiardandolo di fronte al Mondo intero e che per ben meritata vendetta gli propinò pure, stavolta, due gommine fallate – sublime contrappasso – a Valencia 2006……….:) gli aveva letteralmente e truffaldinamente regalato almeno 5 Titoli Iridati FARLOCCHI.

    Ovvero, per chi non lo avesse ancora capito, stiamo ovviamente parlando della PIU’ GRANDE BUFALA MEDIATICA DEL VENTUNESIMO SECOLO.

    Veniamo adesso a quel che – a mio avviso – di realmente significativo a livello agonistico sia successo a Jerez, ovvero il brillantissimo Successo solitario – realmente Max Biaggi Style – di Pedrosa, uno dei più belli della sua già lunga (ed altalenante) Carriera, che riscatta in pieno le esitazioni dei due precedenti appuntamenti.

    Sebbene mai il più veloce in prova, il piccolo rider di Sabadell aveva nel velocissimo passo di gara la sua arma migliore, puntualmente poi rivelatasi vincente in gara. Dopo uno stupendo, magistrale sorpasso su Jorge al sesto giro, la corsa di Dani è stata semplicemente una sinfonia solitaria e trionfale – rallentando comprensibilmente a partire dai tre quarti di gara finale, da qui il distacco finale di appena 2,4 secondi su Marquez – conclusasi con un gesto liberatorio sul Traguardo casalingo.

    Dani qui continua un’eccezionale sfilza di risultati, essendo sempre andato sul Podio in ben OTTO partenze in MotoGp, tra cui due Vittorie (2008 e oggi).

    Storicamente, la pista di casa a Jerez si è sempre dimostrata la più favorevole in assoluto ai piloti locali, che qui complessivamente hanno piazzato nove Vittorie nella Classe: Alberto Puig nel 1995, Alex Criville nel 1997, 98, 99, Sete Gibernau nel 2004, Jorge Lorenzo nel 2010 e 2011, più le due appena ricordate (2008 e 2013) di Pedrosa.

    Sete Gibernau 2005 – Foto Archivio

    Il fantastico Pedrosa di oggi è sembrato veramente quello della seconda parte del 2012, quando, con il team mate Stoner ormai fuori dai giochi per infortunio, piazzò ben cinque delle sue sette Vittorie complessive della stagione, non riuscendo però a colmare l’importante gap accumulato nei confronti di Lorenzo, che male che andasse arrivava sempre secondo.

    A sua volta – seppur in questo caso, non certo limpidamente – il suo attuale compagno di squadra Marquez con questo secondo posto andaluso ha ottenuto pure il Record di Più Giovane pilota ad essersi aggiudicato TRE consecutivi Podi nella Classe, dopo il terzo posto al debutto in Qatar e la Vittoria di Austin.

    Quarta a NOVE secondi dal Vincitore si è piazzata la miseranda seconda guida Yamaha, buscandosi stavolta appena circa QUATTRO secondi dal team mate SOLO a causa della disavventura di Jorge, chè altrimenti il distacco sarebbe stato sicuramente oltre SETTE secondi esattamente come a Doha.

    Pertanto, altra corsa semplicemente da dimenticare per il derelitto individuo arrivato qui puntando decisamente al Podio con fieri propositi di riscatto, ma destinato a fare i bagagli di nuovo con le proverbiali pive nel sacco………:)

    L’eroico Crutchlow, acciaccatissimo dopo la rovinosa caduta in prova in cui ha riportato pure la sospetta lesione ad un rene, ha disputato una grandissima gara considerate le sue precarie condizioni fisiche, limitando superbamente i danni e finendo a 12,6 secondi da Vincitore e ad appena 3,6 dalla seconda Yamaha Ufficiale vincendo il duello con Bautista, finito dietro di lui a bordo della Honda Satellite San Carlo. Sempre meglio, Cal!

    Curiosità gossip: pare che Barbera sia stato processato per direttissima a Jerez e condannato a SEI MESI di reclusione (pena sospesa) per aver picchiato la fidanzata (la quale a sua volta si è buscata CINQUE MESI: deve aver picchiato di brutto pure lei! I due si sono infatti denunciati a vicenda) in un hotel della medesima città.

    Ricordate: dove ci son botte, c’è amore.

    Se son rose………..:)

    Le Ducati, come le Yamaha ma in misura ovviamente maggiore, in corsa si sono trovate come al solito a mal partito qui a Jerez, con Hayden che per una volta ha fatto meglio del team mate, conducendo una gara solitaria in settima posizione ben davanti a Dovizioso. Iannone, già infortunatosi in prova, in corsa è caduto, mentre Pirro con la Ducati-laboratorio avrà magari raccolto preziose indicazioni ma finendo ingloriosamente undicesimo dietro perfino a “Sega Galattica” Smith, a sua volta vergognosamente preceduto in nona piazza dal bravo Aleix Espargarò con la efficacissima CRT ART motorizzata Aprilia.

    Alla fine il Dovi ha vinto una battaglia per lui piuttosto umiliante con la CRT di cui sopra, conclusasi comunque con la conquista almeno dell’ottava posizione, seppur molto lontano da Hayden, che del resto si è sempre trovato molto bene qui in Andalusia, a stridente differenza di Dovizioso che non ha mai digerito codesta pistina, sommamente invisa del resto anche al Geniale Stoner.

    Dando uno sguardo alla classifica iridata Piloti, vediamo che la scorrettezza paga, dato che vi troviamo in cima proprio il filibustiere in erba Marquez a quota 61 punti, tre più di Pedrosa che con questo squillante successo scacciacrisi si installa al secondo posto a 58. Lorenzo limita comunque i danni e si lecca l’orgoglio ferito accodandosi sornione a 57.

    Ormai è chiaro come SOLO questi tre si giocheranno il Titolo, ed io non cambio proprio di una virgola la mia previsione iniziale che vede (salvo sempre possibili infortuni) la Classifica finale esattamente invertita rispetto a questa, con Jorge primo, Dani secondo e Marc terzo.

    LaPresse

    Come dico sempre, I bilanci si faranno solo alla fine, dopo la bandiera a scacchi a Valencia.

    Comunque, la sfida è equilibratissima, tanto è vero che ognuno dei Tre Alieni ha vinto una volta, per di più due delle tre Vittorie sono state ottenute in una pista decisamente favorevole alla moto poi risultata perdente.

    Dunque non solo una faida (fratricida ed interna, in quanto tra Spagnoli) tra Tre grandi Piloti, ma pure uno scontro titanico tra Due fierissime Case (pure in questo caso connazionali, cosa che rende il confronto ancora più feroce ed intenso) che si fronteggiano orgogliosamente da oltre 50 anni nel Mondiale Velocità, da sempre acerbamente divise da una rivalità inesorabile, che va – ed è sempre andata, fin dagli inizi nei primissimi anni 60 – ben al di là della semplice sportività o della mera competizione commerciale e dunque economica.

    Una volta la sfida tra queste due famose Case era anche e soprattutto tecnica e filosofica, tra la grande ed eterna paladina del Quattro Tempi, ovvero la Honda, contro la fiera ed altrettanto convinta fautrice (assieme alla Suzuki, restando in Giappone) del Due Tempi, la prima solo azienda di moto e poi di auto, la seconda un gigante industriale di ben altre proporzioni, che aveva iniziato 50 anni prima della rivale fabbricando strumenti musicali (da qui il suo eterno Simbolo, i Tre Diapason incrociati) e che poi ha continuato producendo (assai bene) quasi di tutto.

    Non per nulla, negli anni 60‘ ad Iwata circolava orgogliosamente questo significativo adagio: “Quando la Honda è in difficoltà, si reca a far visita alle Banche di Tokio, ma quando sono le stesse Banche di Tokio ad essere in difficoltà, esse vanno a far visita alla YAMAHA!”………..:)

    Altrettanto significativa era ed è tuttora la nettissima differenza filosofica e caratteriale tra i due rispettivi reparti Racing delle due Case, con la patologicamente orgogliosissima, maneggiona, spesso ferocemente vendicativa e decisamente sadomasochistica (l’hara-kiri del resto è cosa tipicamente giapponese) nonchè spesso arcistupida HRC totalmente diversa dalla Yamaha Racing, che si è sempre invece comportata come una Grande Famiglia, certo fiera ma soprattutto coerente, coesa, rassicurante, insomma una compagine granitica, tecncamente ineccepibile ma anche positiva, bonaria e protettiva, dove si lavora con ben altra serenità.

    La graduatoria Costruttori vede adesso la Honda con 66 punti prendere maggior vantaggio sulla Yamaha che insegue a 57, mentre l’ultima Casa di MotoGp, la Ducati, è ormai lontanissima in terza posizione ad appena quota 27.

    La prima CRT è la ART a 17, mentre in quinta posizione si porta la FTR con 7.

    La classifica di Team vede ugualmente nettamente prima la HRC che con 119 punti va quasi in fuga rispetto alla Yamaha Works che insegue a 100, mentre la Ducati Ufficiale è sempre in terza posizione a livello 50, insidiata da vicino dalla Yamaha Tech3 (trascinata dal solo scatenato Crutchlow) a 46. Quinta è la Honda San Carlo a livello 26, seguita a ruota dalla prima Squadra CRT, ovvero la Aspar a 23.

    La fin’ora deludente Ducati Pramac (oggi a becco asciutto per l’assenza di Spies, che salterà pure Le Mans, nonchè la caduta di Iannone) risulta settima a 22, comunque ben davanti alla Honda LCR a quota 11 lunghezze.

    Casey Stoner trionfa a LeMans 2011

    Quella che ci aspetta adesso, ovvero nel terzo fine settimana di Maggio, è il tradizionale appuntamento francese nell’altrettanto detestabile, nonchè lento, corto e cadente circuito Bugatti a LeMans, una pista decisamente oscena, ricavata da una minuscola porzione (qui forma una parte del breve rettilineo) del ben più lungo, complesso, bello ed affascinante percorso automobilistico della leggendaria 24 ORE.

    Dunque, si tratta di un’altro infame kartodromo europeo da 4 soldi in cui i francesi da molti anni ormai si intestardiscono a far correre il loro Gp di casa, quando invece avrebbero tanti circuiti migliori (esempio fra tutti, il superbo Paul Ricard di Le Castellet, dove il Grande Flying Finn Jarno Saarinen, Pilota Ufficiale Yamaha, il 22 Aprile 1973 – anno in cui tale tracciato fu inaugurato – vinse clamorosamente al debutto assoluto assoluto nella Classe, stabilendo anche Pole e Giro Veloce, vale a dire la STESSA identica impresa ripetuta tal quale da Massimiliano “Max” Biaggi a Suzuka 1998, ma da Privato!), molto più adatti a tale scopo.

    Segnalo ancora una volta, ricordando il QUARANTESIMO triste ANNIVERSARIO della TRAGEDIA DI MONZA del 20 MAGGIO 1973, dove morirono Jarno Saarinen ed il mio amico Renzo Pasolini, che la nuovissima TERZA PARTE della mia monumentale Monografia Storica (la più Lunga e Particolareggiata MAI edita AL MONDO su questo argomento, già pubblicata su questo sito in Due Parti, la Prima il 20 Maggio del 2006, la Seconda esattamente un anno dopo, il 20 Maggio 2007) su Monza 73 è ormai in dirittura d’arrivo e sarà pubblicata quanto prima.

    Aspettatevi pure RIVELAZIONI SENSAZIONALI, visto che il sottoscritto ed il Grande (ViceCampione del Mondo 125) Pilota degli anni 60 e 70 Borje Jansson (uno dei reduci di quella corsa maledetta) facendo team e riunendo le forze hanno faticosamente e finalmente scoperto l’ULTIMO MISTERO DI MONZA 73.

    QUALE?

    Aspettate e lo saprete!

    Andando a sfogliare l’albo d’oro degli ultimi anni, vediamo che anche qui, come a Jerez, chi fa la parte del leone nella Storia recente di questo circuito – caratterizzato da un asfalto semplicemente osceno e scovolosissimo (già da asciutto ma specie in caso di pioggia), in assoluto La Più Grande Vergogna del calendario iridato – è Lorenzo, vincitore anche l’anno scorso sotto la pioggia, con Stoner, solitamente imbattibile sul bagnato, quella volta attardato (e finito incolpevolmente terzo) da gravi problemi di setting e di gomme della sua Honda.

    Il Geniale Casey però, dopo anni di delusioni – ed anche un’incredibile sfortuna nera – targate Ducati su questo obbrobrioso ammasso bituminoso francese, nel 2011 ci vinse in maniera addirittura trionfale rifilando l’incredibile eternità di 14 secondi 14 a Dovizioso, nella famosa corsa dove Simoncelli atterrò criminalmente Pedrosa mettendo a serio rischio la sua stessa vita e di fatto azzerandogli completamente ogni chance Mondiale, visto che per la gravità del suo infortunio alla clavicola (fu operato più di una volta) dovette giocoforza saltare i tre successivi appuntamenti Iridati (fino ad Assen compresa).

    Lorenzo (che anche nel 2010 aveva vinto – bissando il trionfo della stagione precendente 2009 – con Stoner caduto subito all’inizio) in quell’occasione di due anni fa fu solo quarto, attardato da un serio infortunio alla mano rimediato cadendo in prova, ben davanti a Simoncelli rallentato dal ride thru appioppatogli per aver falciato e quasi ammazzato Pedrosa (come scrissi allora, io gli avrei affibbiato la bandiera nera subito e almeno 5 GP di stop poi, quasi certamente salvandogli la vita: una simile meritatissima batosta lo avrebbe infatti calmato alquanto).

    Dunque, visti i precedenti, mi sento di puntare ancora su Lorenzo, Vincitore qui per ben TRE volte negli ultimi 4 anni, anche se la sua M1 pare davvero in ritardo di preparazione, dunque non essendo più la favorita d’obbligo qui in Terra di Francia, su un altro circuitino corto, lento e spezzato, teoricamente favorevolissimo alla sua cavalcatura, che del resto era nettamente favorita dalle caratteristiche del tracciato anche a Jerez, coi risultati che sappiamo.

    Dunque, indico Jorge con riserva, ancora una volta terribilmente insidiato da Pedrosa e Marquez, ovvero gli alfieri HRC che, il primo con merito, il secondo con una fraudolenta manovra lo hanno comunque di riffa o di raffa preceduto anche oggi, pur su una pista teoricamente a loro sfavorevole.

    La verità è che la leggendaria manovrabilità della M1 sembra essere improvvisamente svanita, e passata a Jerez (ma anche al COTA) parzialmente alla RC213V, una volta ben più impacciata ma ora improvvisamente molto migliorata proprio nel terreno di eccellenza della sua avversaria, che peraltro accusa sempre un più o meno notevole gap di cavalleria pura rispetto alla potentissima (ed un tempo, assai più brusca) V4 di Hamamatsu.

    Jarno Saarinen vince al debutto in Classe 500, Yamaha OW19, Paul Ricard 1973 – foto Archivio

    Dunque, la Yamaha deve correre al più presto ai ripari se non vuole far perdere al suo brillantissimo e granitico alfiere il treno iridato, che pure aveva iniziato trionfalmente il viaggio Mondiale nel migliore dei modi, andando ad umiliare la Honda nel suo terreno di Losail. Ora le posizioni si sono di colpo invertite, ed è stata la HRC che è andata a cogliere un sonante quanto non scontato (per non dire insperato) successo in una delle piste preferite dalle M1.

    LeMans è appunto un’altro tracciato sulla carta nettamente favorevole alle meno potenti quadricilindriche in linea di Iwata, che però hanno già fallito qui a Jerez, proprio dove pure erano altrettanto favorite.

    Quindi la prova francese sarà quella della Verità per la Yamaha: nel Team di Jarvis dovranno davvero darsi da fare per colmare il più possibile le distanze, ma il tempo intercorrente tra il Gp di Spagna e quello di Francia risulta davvero troppo breve per sperare di invertire efficacemente la rotta. Io lo spero per Lorenzo, nonchè per l’equilibrio nella lotta Iridata, ma temo che l’Asso Majorchino sia a LeMans di nuovo costretto a correre in gara sulla difensiva, magari dopo una brillante Pole, visto che la M1 Ufficiale sembra non avere problemi tanto sul giro secco, quanto invece nel lungo svolgersi di una corsa.

    Certo il meteo qui negli anni scardinò i piani di molti, sovvertendo le classifiche: vi ricordate ad esempio la sorprendente Vittoria ultrabagnata di Vermeulen con la Suzuki nel 2007, con Stoner terzo e futuro Campione del Mondo? E la Vittoria altrettanto umida di Lorenzo nel 2012?

    Ebbene, quelle scene nel diluvio francese potrebbero ripetersi, e sicuramente in caso di pioggia il favorito (stavolta, chiaramente) sarebbe di nuovo Jorge, non essendo nè Pedrosa nè Marquez altrettanto abili sul bagnato.

    Il record del primo qui a LeMans non è brillante in questa Classe, non avendoci MAI vinto in MotoGp (in 250 invece ci vinse TRE volte di fila tra il 2003 ed il 2005, ma sfruttando una posizione dominante della sua moto), arrivando al massimo a Podio due volte, sempre al terzo posto, nel 2006 (anno del suo esordio nella Classe) e nel 2009, mentre nei due anni di mezzo giunse sempre quarto. Più recentemente nel 2010 arrivò quinto, l’anno dopo si ritirò, finendo nuovamente quarto l’anno scorso sul bagnato dietro a Stoner, accomunato a questi dai problemi pneumatici e di setting del suo mezzo.

    Puntare su Pedrosa, dunque, qui visti i precedenti non conviene troppo.

    Da parte sua Marquez qui ha solo il terzo posto in 125 del 2010 e la Vittoria in Moto2 del 2011, avendovi collezionato prima e dopo solo ritiri. Con la fantastica evoluzione in atto in questo ancor giovanissimo pilota, comuque, ogni precedente va preso con le molle, dunque sostanzialmente Marc rappresenta (letteralmente, lo si è ben visto qui a Jerez cosa sia capace di perpetrare) una perniciosa mina vagante per tutti, nonchè, ovviamente, un sicuro occupante del Podio, resta solo da vedere su quale gradino. Jorge e Dani sono avvertiti…………:)

    A meno che l’enfant prodige non vada per le Terre, mal consigliato dalla sua troppa foga – come stava quasi per succedergli qui a Jerez – magari aiutato da un eventuale fondo (qui l’asfalto scadente è scivoloso già da asciutto) viscido.

    Decisamente, qui il meteo sarà fondamentale…………:).

    Come si falsa (e dunque si ruba) un Mondiale, distruggendo anche psicologicamente l’avversario, preso a spallate e buttato intenzionalmente fuori pista, il tutto col mafioso beneplacito di Don Carmelino: Jerez 2005 – foto Archivio

    In ogni caso, il Vincitore non potrà che uscire tra uno di questi Tre Alieni appunto capricci imprevedibili del Meteo (o eventuali crashes, come quello sfiorato oggi) a parte.

    Avete notato che, fino ad ora, TUTTI E NOVE i vincitori delle nove gare del MotoMondiale 2013 sono degli Spagnoli?

    Io, si.

    Il mafieggiante Don Carmelo (EzpelAtO) a quest’ora si frega le mani gongolante e soddisfatto, avendo fatto pensionare anzitempo il solo che potesse guastargli (anzi, sconvolgergli del tutto) i piani, ovvero il Geniale, Unico ed Inarrivabile Stoner.

    Quindi, come sempre i motivi di interesse a LeMans saranno tantissimi, dalla voglia di rivincita di Lorenzo su una pista teoricamente favorevole alla sua M1, alla volontà di riconferma di Pedrosa su un circuito dove non ha mai vinto in MotoGp, fino alla arrembante scalata di Marquez alle vette del Mondiale, che già lo vede provvisoriamente in cima, lassù in alto, sul cucuzzolo………..da dove è assai facile cadere.

    Non dimentichiamo poi l’arrembante Crutchlow, sempre positivo quest’anno, anche qui a Jerez dove pure ha corso in condizioni fisiche realmente precarie.

    Dunque, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento sicuro ed imprescindibile in Terra Francese – ancorchè in una pista talmente oscena che definirla Vergogna del Mondiale è dir poco assai – per godersi di nuovo l’adrenalinico, unico spettacolo di questa sempre viva, interessante ed insostituibile Saga MotoGp 2013!

    DONOVAN