MotoGP, Jorge Lorenzo: come vincere un mondiale, seconda edizione [FOTO]

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    E’ stato vagamente deludente, il fatto che Daniel Pedrosa abbia deciso di tirare una tremenda mina sull’asfalto durante il secondo giro. Che avrebbe vinto Stoner in Australia lo sapevano tutti, pure i sassi, ma che il mondiale si sarebbe concluso in modo cosi poco “frizzante non ce lo aspettavamo. Si sperava in una guerra all’ultimo sorpasso, con carenate, sputi e insulti, invece Camomillo, “Arrivasempresecondo“(Cit.Desmoskull) ha fatto troppo del suo meglio e…è arrivato secondo. Ed è per questo che Lorenzo ha vinto il mondiale? No, per questo lo ha vinto con una gara d’anticipo, ma per vincere il mondiale neppure la fortuna, se non accompagnata da talento e voglia, può essere sufficiente. E allora come ha fatto? Vediamo!

    Direi di aprire con il paragrafo Yamaha. Doveva essere in difficoltà peggio che nel 2011, non aveva motore, ha perso una marea di sponsor perché quando passavano le Honda le etichette si spostavano sulla carenatura arancione Repsol, tanto che la stessa Honda cominciava a venire accusata di conflitto di interesse. Ed è anche possibile che, se Casey “Fast Daddy” Stoner non avesse deciso di togliersi dai giochi finendo in high side svariate gare fa, la situazione adesso sarebbe diversa. Eppure qualcosa ci deve essere.

    No, non si parla di affidabilità. Li le giapponesi sono uguali sotto ogni aspetto. L’idea è la facilità di guida. Se vedete le gare del campionato AMA, ma anche della SBK, noterete che, nonostante le bicilindriche pecchino (e non di poco) di cavalleria, hanno tra le velocità più alte a centro curva. E’ molto più semplice riprendere il gas di una moto che non cerca di spedirti nella stratosfera se esageri. C’è da dire che con moto del genere ci si può permettere un’elettronica meno aggressiva e interventista, che concede qualche cosa di più al manico del pilota. E li, la differenza tra Lorenzo e Pedrosa si vede eccome. Così quello che perdi in rettilineo lo riguadagni in curva. Ci sono in queste cifre le variabili ambientali e la lotteria del chattering, ma il succo è quello.

    E adesso direi di parlare del pilota. Jorge Lorenzo Guerrero, classe 1987, si ritrova a soli 25 anni già con il secondo mondiale della MotoGP e il 4 se si considerano le classi minori. Considerando tutto, ha nove anni per riprendere Rossi nella gara ai titoli, con soli 5 mondiali di distacco. Non sembra una cosa molto difficile. Certo, se prendessimo in considerazione il “primo” Lorenzo, quello che si faceva prendere dalla pressione e si cappottava spesso e volentieri, non ci si scommetterebbe nemmeno una birra al bar con gli amici. Ma il talento è maturato e adesso abbiamo quello che a tutti gli effetti è un campione che sa vincere quando serve, lottare quando è necessario e amministrare quando non c’è scelta. In questa stagione l’unica volta che non è andato a podio è quella in cui è stato centrato e mandato in terra. Per il resto ha 6 primi posti e 10 secondi posti, tanto per parlare di costanza non ha nemmeno un terzo posto. Zero errori, sempre ottimi risultati. Questo fa di un Uomo un Campione del Mondo.