MotoGP Laguna Seca. Valentino e le Bridgestone dell’altro pianeta…

MotoGP Laguna Seca

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    Le discussioni si infiammano, le parole si sprecano, le ipotesi si rincorrono.

    Il tutto, mentre le gomme si sfilacciano, giro dopo giro, si assottigliano, si induriscono, si consumano.

    Anche questa, anzi, soprattutto questa è la MotoGP 2007 version.

    Non parliamo, questa volta, della bravura di Casey Stoner, nè del talento di Valentino Rossi.

    Parliamo di gomme prendendo spunto da una delle ultime dichiarazioni del sette volte iridato campione di Tavullia che, dopo Laguna Seca, ha detto: “Oggi è stata una delusione incredibile perché con le gomme che avevamo era come se i nostri avversari corressero in un altra gara. Senza grip non era possibile lottare con i piloti in testa. Sembra che le gomme siano il fattore determinante e questo è un peccato per i tifosi e per lo spettacolo.

    Vero.

    Così come in Formula 1, anche la MotoGP ha scoperto tutta la centralità del ruolo dei pneumatici, attori scritturati per l’intera stagione 2007 che dettano il bello e il cattivo tempo più che le condizioni meteo.

    “Scarpette” di particolare importanza disegnate su misura per le diverse moto e costruite a piacimento di ogni singolo pilota, le gomme sono ormai croce e delizia di Ducati & Co.

    Visto, però, che la differenza dimostrata quest’anno da Ducati + Bridegstone è tale da uccidere a priori ogni competitor, e visto che Valentino arranca nelle retrovie imprecando contro una Michelin che non ne ha azzeccata una per intero, ecco che da più fronti si levano cori di protesta e di proposte talvolta bizzarre, talvolta precise.

    La corrente più seguita, ultimamente, è l’idea della “monogomma”. Un concetto che rasenta l’asetticità e che arriva come un roboante giustiziere per mettere fine alle ingiustizie della Fisica e delle Scienze dei Materiali che si arrovellano il cervello alla ricerca della mescola immortale e dell’intaglio più preciso, come fosse filigrana di Valenza.

    Soluzione all’ingiustizia del Valentino Rossi in seconda fila e dello Stoner incollato all’asfalto con la Super Attack? La ricetta magica della…MonoGomma.

    Eccola lì! Come non averci pensato prima??!!

    E, già che ci siamo, perchè allora non fare anche una interessantissima MotoGP MonoMarca?!

    Ecco qui la soluzione. Un Campionato MonoTutto che guarda ad una sola direzione e a un unico scopo: scovare il pilota migliore, osannarlo, e farlo passare agli annali come il redentore del Talento che vince sulla Tecnica.

    Già.

    Come se tutti i piloti fossero uguali.

    Come se tutti i piloti riuscissero a dare il meglio di sè con una moto che ripudia il proprio carattere e che evita, uguale a mille altre, di plasmarsi sullo stile di guida di ciascun centauro.

    Per assurdo, potrebbe anche essere.

    Mi chiedo, però, come spiegare l’improvviso exploit di Casey Stoner. Possibile che lo scorso anno fosse un bimbo capriccioso e ruzzolone, che due mesi di vacanze abbiano portato consiglio e ora sia il genio della lampada accesa rosso Ducati?

    O è forse più probabile che Stoner abbia trovato nella GP7 una moto che si adatta perfettamente al suo stile di guida, con cui sentirsi sicuro e con cui provare ad osare verso ciò che prima era stato solo un bel sogno?

    No, dimenticavo. Siamo nel MonoGomma.

    MonoMarca.

    MonoStileDiGuida.

    Se ti adegui alla MonoMoto sei ok, altrimenti ca…voli tuoi.

    Non sarebbe un’idea malvagia. Assolutamente no.

    Tutti uguali.

    Ci penso un pò su….

    Ci ripenso…

    Tutti uguali.

    Tutti uguali.

    Tutti uguali.

    Ma perchè, poi?

    Obiettivo della MotoGP: Money Money Money.

    Che si fanno con lo spettacolo. Ma anche con gli sponsor. Con le polemiche. Con le cadute (purtroppo). E con le differenze.

    Le stesse differenze che fanno arrabbiare, che stimolano ad impegnarsi di più, a cercare soluzioni alternative e a sentirsi soddisfatti dopo averle trovate.

    Le stesse differenze che rendono “tutti” unici. Ognuno a modo suo.

    Forse Stoner vincerà questo Mondiale 2007, sicuramente sarà più meritato di quanto non lo fu lo scorso anno, ma non per questo Stoner è da considerarsi migliore di Rossi.

    Come anche probabilmente Rossi non conquisterà il Titolo nel 2007, ma non per questo sarà un pilota finito, nè uno che ha sbagliato, nè uno che è stato superato in talento o in bravura.

    Molto più semplicemente, quest’anno il Mondiale verrà vinto dal miglior pacchetto moto/gomme/pilota.

    Che, guarda caso, è quello a cui la MotoGp dovrebbe tendere.

    Vuoi vedere che il 2007 verrà ricordato come una delle annate “più giuste”?!

    Insieme al 2005.

    Quando non c’era la MonoGomma, MonoMoto, MonoMarca, MonoAltro.

    E neanche un MonoPilota.

    Più semplicemente, c’era un pilota.

    Unico.