MotoGp LeMans 2013: trionfo Pedrosa, disastro Lorenzo

Quarta prova della MotoGp a Lemans, sotto la pioggia, conclusa col secondo trionfo consecutivo per Pedrosa, che precede agevolmente il sorprendente Crutchlow e Marquez, conquistando anche la testa della Classifica Piloti

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    MotoGP Francia 2013, la Gara

    La quarta incredibile puntata di questa sempre aderanalinica ed imprevedibile Saga MotoGp 2013, andata in onda qui dal francamente brutto Bugatti di LeMans – come previsto, inondato di pioggia per oltre metà gara – ci ha fatto assistere di gran lunga alla miglior corsa della Stagione, infine sapientemente vinta di nuovo da un Pedrosa inspirato e paziente che ha saputo aspettare ben sedici giri in seconda posizione dietro allo scatenato Dovizioso – dobbiamo risalire ai tempi belli di Stoner per ritrovare una rossa in testa così a lungo in una corsa iridata! – per poi portare l’attacco decisivo quando la pista si stava via via asciugando, aggiudicandosi così il secondo Successo consecutivo, precedendo un incredibile Crutchlow ed il velocissimamente recuperante, mai domo Marquez, con una Vittoria per certi versi insperata (qui Dani non aveva MAI vinto in MotoGp) ma brillantissima che lo proietta decisamente in testa al Mondiale davanti al giovane team mate e ad un Lorenzo oggi assolutamente irriconoscibile, finito solo settimo in corsa perdendo quindi una marea di punti dalla Coppia HRC.

    Il Dovi dopo una fantastica gara condotta per buona parte in testa si è dovuto mestamente accontentare appena della quarta posizione, quasi una beffa per chi come lui aveva addirittura sperato nella Vittoria, che in realtà poteva benissimo arrivare SE fosse piovuto per tutta la gara! Dietro al sempre positivo Manico Forlivese, da ultimo tradito dalle gomme, è giunto un veloce e combattivo Hayden, qui alla sua miglior prestazione in rosso da tempo immemorabile, a completare la grande giornata Ducati in terra di Francia che ha visto pure il collaudatore (al posto dell’infortunato Spies) Pirro finire buon ottavo (dietro a Jorge, a sua volta preceduto da Bautista ormai abbonato al sesto posto) con la GP13 portata in gara con i colori bianco-rossi della Ignite-Pramac.

    LA PIOGGIA – da tanti temuta, da qualcuno invocata – magari disturba gli equilibri consolidati qui a LeMans ma ci regala una gara splendida, come veramente non si vedeva da gran tempo nella Classe.

    Pedrosa all’inizio è bravo a non esagerare e ad attendere il momento propizio, sbagliando il giusto, tallonando come un’ombra un Dovi volitivo, grintosissimo e assolutamente strepitoso che finchè dura la pioggia dimostra di poter sicuramente ambire anche alla Vittoria, ma impotente nel finale col cedere della gomma posteriore (letteralmente distruttasi nell’asciutto) a contrastare prima Crutchlow e poi pure l’arrembante Marquez, venuti in extremis a strappargli quel Podio che aveva pienamente dimostrato di meritare in questa giornata dolce-amara per il box Ufficiale Ducati, dove alla fine non si sa se ridere o piangere.

    Dani, quatto quatto, dopo il mezzo passo falso di Losail, dove si è quasi nascosto, sta letteralmente facendo faville.

    Pur con accanto un diavolo scatenato come Marc quale scomodissimo team mate, come nulla fosse ha inanellato due splendide Vittorie consecutive in circuiti molto più adatti alle Yamaha, quest’ultima addirittura in una sua classica pista-no, dove non aveva MAI vinto prima nella Classe, e per giunta sotto la pioggia, un tempo non troppo lontano il suo tallone d’Achille, assieme alla scarsa propensione al dogfight, altro problema ormai psicologicamente superato.

    Che questo sia davvero il SUO anno? Dani ci crede, e se niente niente ripetesse da qui in avanti lo stato di forma (in cui sembra essere adesso pienamente entrato) della seconda parte della Stagione 2012 – quando mise a segno ben 5 vittorie – delle sue 7 in totale – su appena 7 gare – ce la puo anche fare, credetemi, pur contro la concorrenza fortissima di quest’anno………..straordinaria, certo, ma senza più il Fuoriclasse Stoner.

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    Abbiamo poi visto in pista il mirabile spettacolo di Arte Varia su Due Ruote gentilmente offerto da un Crutchlow semplicemente immenso, addirittura Eroico, secondo al traguardo pur terribilmente malridotto, con una frattura accertata al piatto tibiale, tuttavia superbo e risoluto autore della Gara della Vita in MotoGp, di gran lunga il suo miglior risultato di sempre nella Classe: nettamente prima Yamaha in assoluto, e ovviamente pure miglior moto Satellite qui a LeMans.

    Che dire? Fantastico, ancora una volta in questo inizio di Stagione Cal è il Vero Eroe in pista. Questo è certamente il suo anno, e in Yamaha sono diventati completamente pazzi se vogliono liberarsene – come sembra, almeno a sentire il farneticante Poncharal, che invece intende evidentemente tenersi ben stretto nientemeno che SeGalattica Smith, oggi classificatosi mestamente nono buscandosi oltre 35 interminabili secondi dal team mate, classificandosi buon ultimo tra chi non è caduto tra i riders MotoGp……….:) – a fine stagione.

    Cal merita anzi, già adesso (come l’anno scorso l’avrebbe meritata il Dovi, del resto), la M1 Ufficiale! Indovinate un pò quella di CHI………..:)?

    Marquez ancora ambivalente, smarrito come un principiante (quale in effetti è) nella prima parte di gara (la sua prima bagnata in MotoGp) ma poi realmente bravo – e fortunato in un paio di occasioni, in cui stava per finire a terra – in un recupero velocissimo e vorticoso che gli assicura ancora il Podio, Il suo quarto di fila, eguagliando il Record Assoluto di Max Biaggi di Podi iniziali consecutivi nella Stagione d’Esordio nella Classe, MA da PRIVATO (non dunque un privilegiato Ufficiale come Marc): quella di Max fu il 1998, anno fatidico in cui – dopo 4 Titoli in fila (e 29 GP Vinti) in Classe 250, ovvero sicuramente il Miglior Pilota di Tutti I Tempi di questa che resta La Vera Classe Regina in tutta la Storia del MotoMondiale – gli fu letteralmente scippato e rubato fraudolentemente, complice la Longa Manus della Honda, un clamoroso Titolo al Debutto che aveva pienamente dimostrato di meritare sul campo.

    Fin’ora, i due sono assolutamente alla pari, avendo ugualmente accumulato 77 punti nelle prime 4 gare delle rispettive stagioni di esordio, con una Vittoria (ma quella di Max fu clamorosamente conquistata alla primissima gara di Debutto nella Classe, come nella Storia prima aveva fatto solo il Grande Flying Finn Jarno Saarinen, e poi nessun’altro da allora), un secondo e due terzi posti.

    SE Marc dovesse però piazzarsi sul Podio anche al Mugello, il prestigioso Record di Podi consecutivi per un rookie nella Classe rimarrebbe solo suo. Vedremo tra breve……….

    Lorenzo, da quello spettacolare lottatore qual’è, evidentemente è stato frenato da qualcosa di MOLTO serio, altrimenti non si spiegherebbe affatto come il miglior pilota del week end – fino al warm up compreso, casuale pole di Marquez a parte – possa improvvisamente trasformarsi in gara in un modesto comprimario. Jorge ha accusato la gomma posteriore, a suo dire gravemente deficitaria dopo pochissimi giri, incassando però la risentita e piccata smentita da parte della Bridgestone.

    Personalmente, credo decisamente alla versione dell’alfiere Yamaha, che davvero non è uso ad inventar scuse e non manca dal Podio (parliamo ovviamente delle gare che ha finito) letteralmente da una vita. Anche la gara semplicemente disastrosa della derelitta seconda guida Ufficiale Yamaha (ma qui rientriamo invece in uno squallore che più ordinario non si può………:) depone nettamente per un clamoroso errore collettivo nel setting da pioggia da parte di tutto il Team, con in più per il Campione Majorchino la decisiva e gravemente limitante defaillance della copertura posteriore.

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    Jorge dunque è finito soltanto settimo a ben 28 secondi, del tutto impotente a fare di meglio, limitando comunque al massimo i danni e soprattutto – come lui stesso ha sottolineato – evitando una rovinosa caduta che poteva compromettere già qui il suo Mondiale.

    Ha perso diversi punti sui due battistrada, è vero, ma è comunque terzo a non eccessiva distanza dai due connazionali, che prima o poi dovranno pur commettere a loro volta qualche passo falso. Dunque, certamente nulla di irreparabile, specie per un mastino della sua specie, abituato ad una costanza di risultati formidabile e quasi assoluta, che proprio qui ha interrotto, del tutto casualmente e non per sua colpa.

    Di certo, il pilota in sè non è in discussione, essendo rimasto nel caso specifico il migliore in assoluto nella Classe sul bagnato dopo il ritiro del fuoriclasse Stoner, ovvero sicuramente il miglior pilota da pioggia dai tempi di Jarno Saarinen.

    L’anno scorso, sempre sotto la pioggia MA con un set up indovinato, il Campione Majorchino aveva vinto di ben VENTI secondi, mentre quella volta fu Honda HRC ad avere gravi problemi di set up che tarparono brutalmente le possibilità di Casey.

    Stavolta, è successo esattamente l’inverso, con la Yamaha a sua volta in grave difficoltà. Jorge al ternine della sua deludente prestazione ha filosoficamente commentato che “queste sono le corse”, ma sicuramente qui gatta ci cova………..:)

    Il campionato è partito in Qatar con una Yamaha nettamente quanto sorprendentemente più a punto, trionfante in una pista favorevole alla rivale Honda, ma dopo l’appuntamento inedito e quindi in un certo senso “neutro” di Austin – dove però nei test prestagionali la poi vincente Honda si era dimostrata, come del resto prevedibile per le caratteristiche instrinseche del tracciato texano, molto più adatta ad esso – abbiamo avuto due appuntamenti, ovvero Jerez e questo di LeMans, teoricamente favorevoli alla M1 ma alla prova dei fatti nettamente dominati dalla RC213V di Pedrosa.

    Quindi la situazione è adesso nettamente favorevole alla Casa dell’Ala Dorata, e ad Iwata si dovrà lavorare davvero sodo per tentare di riequilibrare almeno in parte la situazione, specialmente in vista di un circuito veloce come il Mugello.

    Citando la pista toscana non si può non pensare alla Ducati, che la considera quale sua pista di collaudo e quindi di Casa, e che in appena quattro gare mostra di aver compiuto confortanti passi in avanti.

    Oggi, complice la pioggia, il gap della gagliarda coppia Ufficiale di Borgo Panigale dalla vetta si è ridotto ad appena dieci secondi per il suo miglior alfiere, ovvero Dovizioso, che per buona parte della gara deve aver sperato di ripetere l’impresa di Donington 2009, ugualmente bagnata.

    Anche se non vi è infine riuscito, Andrea al termine di una gara esaltante è uscito ugualmente carico di gloria – anche se magari intimamente insoddisfatto, per come si erano messe le cose a metà gara – dalla pista francese, conscio dei buoni progressi della sua moto e di tutto il Team, ottenuti in gran parte per merito del suo umile, discreto ma fantastico (e nella Classe, ineguagliabile) lavoro di collaudatore. In Ducati sono sempre più contenti di lui, ed hanno ragione.

    Adesso quello che si chiede alla piccola e coraggiosa Casa Italiana è una maggiore competitività in Gara (nelle prove lo è già) sull’asciutto, e state certi che il Dovi farà l’impossibile per tentare di raggiungerla.

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    La classifica Piloti vede adesso ovviamente in testa Pedrosa (correva l’ormai lontano 2008, esattamente dopo Assen, per ritrovare Dani in testa alla classifica) a quota 83 punti, inseguito dai connazionali Marquez a 77 e Lorenzo – già un pò staccato per la disavventura odierna – a 66. Quarto è l’eroico Crutchlow issatosi a 55 lunghezze, nettamente primo tra i riders su moto satellite.

    Quindi, la coppia Ufficiale HRC è ormai nettamente in testa, seguita da due piloti Yamaha, di cui però solo uno del Team Works di Iwata.

    Ugualmente, la graduatoria Costruttori annovera sempre più nettamente in testa la Honda che a livello 91 si allontana decisamente dall’eterna rivale Yamaha a quota 77, mentre la Ducati è sempre terza a 40. La ART segue poi a 20, prima delle CRT.

    La classifica di Team rispecchia ovviamente le prime due, e vede chiaramente prima la HRC che a 160 lunghezze surclassa letteralmente la Yamaha Works, seconda ad appena 113. La Ducati Ufficiale sfrutta il buon momento francese portandosi al terzo posto a quota 74 punti superando la Yamaha Tech3 a 72.

    Dietro seguono nettamente staccati il teams satelliti Honda Gresini a livello 38 e Ducati Pramac a 35. Il primo team CRT è l’Aspar che a 26 punti precede nettamente quello MotoGp Honda LCR (che però conta sul solo Bradl), ottavo a livello 17.

    Come già detto, il prossimo appuntamento del Circus iridato andrà in scena qui in Italia al circuito del Mugello – per l’occasione tornato alla sua classica e primitiva collocazione primaverile dopo due stagioni interlocutorie in cui era stato collocato in estate, probabilmente per evitare disavventure meteo sempre molto pericolose qui – come sappiamo un circuito medio-veloce, complesso, ostico ed certamente infido, sia sull’asciutto ma specialmente in caso di pioggia.

    Questa pista risulta estremamente impegnativa, davvero difficile in tutto, anche da memorizzare, nonchè a mio personale giudizio pure notevolmente pericolosa – fin dal suo luttuoso e drammatico esordio nel Mondiale Velocità quell’infausto 16 Maggio 1976 che vide la tragica scomparsa in due Classi diverse del Campioni Romagnoli (nonche amici personali) Buscherini e Tordi – specie adesso che non beneficia più dell’assai intelligente (a mio avviso) spostamento, durato come detto solo due anni, nel calendario iridato da metà primavera ad inizio estate appunto per evitare pericolosissimi problemi col bizzoso meteo primaverile dell’appennino tosco-emiliano.

    Qui il pronostico è sempre estremamente arduo perchè in MotoGp su questa pista ci hanno vinto un pò tutti: i precedenti recenti vedono un perentorio en plein di Lorenzo nelle ultime due edizioni estive, mentre Padrosa vinse nel 2010 – nel primo storico GP post Era Farlocca dell’ex pilota – e Stoner (sempre parecchio sfortunato qui) l’anno prima su Ducati.

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    Questa pista pur medio veloce per le sue peculiari caratteristiche ha spesso esaltato l’agilità e la facilità di trazione della Yamaha (la Casa dei Tre Diapason infatti nell’Era MotoGp vi ha vinto ben SETTE volte su undici) a discapito della potenza bruta della Honda (che tra l’altro l’anno scorso litigava spesso con un cronico chattering e con le allora nuove gomme Bridgestone), ma adesso la M1 sembra un pò aver perso queste sue solitamente proverbiali doti, mentre la RC213V è decisamente migliorata proprio in tali aspetti pur mantenendo il favorevole gap di potenza nei confronti della rivale.

    Qui è sempre andato molto bene anche Dovizioso, che vi ha conquistato fantastici Podi: nel 2011 con la Honda Ufficiale fu secondo davanti al team mate Stoner (attardato da problemi di pressione delle gomme), l’anno scorso terzo con la Yamaha satellite dietro a Pedrosa (con Casey messo fuori gioco da un lungo che gli fece perdere il Podio).

    Andrea letteralmente si esalta su questa pista, e specialmente in caso di pioggia potrebbe rivelarsi un pericolosissimo cliente anche per i Tre Alieni e per il lanciatissimo (e suo ex team mate, a cui l’anno scorso diede abbondantemente paga) Crutchlow.

    Per di più qui la Ducati corre in casa, nella sua classica pista di collaudo, e vorrà sicuramente far bene comunque, asciutto o bagnato che sia il tracciato non solo italiano come lei, ma situato proprio a pochi chilometri da Borgo Panigale.

    Quindi, pronostico come sempre estremamente difficile qui in Italia.

    Viste le due trionfali gare precedenti non si può non contare su Pedrosa (vi rendete conto che Dani ha vinto ben NOVE delle ultime sedici corse disputate in MotoGp, ovvero il 60%, lasciando le briciole agli altri? Certo, anche grazie all’infortunio di Stoner ad Indianapolis 2012), ma occorre tener BEN presente come Lorenzo ami particolarmente questa pista e più di una volta vi sia risorto letteralmente, riscattandosi in pieno e clamorosamente da precedenti prove opache.

    Jorge inoltre qui ha vinto perentoriamente gli ultimi due appuntamenti, dunque è teoricamente il sicuro favorito nonostante gli attuali problemi Yamaha.

    Se poi mettiamo sulla bilancia la sua comprensibile volontà di rivalsa dopo il passo falso francese, ecco che il Majorchino da favorito d’obbligo qui ad inizio Campionato si trasforma in pericolosissimo outsider nel suo difficile momento attuale, pronto a sfoderare una prestaziome-monstre con cui sorprendere i rivali HRC che ora lo precedono nettamente in classifica.

    Tra questi, oltre alla sicurezza rappresentata da Dani c’è ovviamente pure l’eterna incognita targata Marquez, ormai la classica mina vagante pericolosa per tutti che, con le buone o con le cattive più una buona dose di fortuna, sta davvero facendo meraviglie in queste sue gare d’esordio nella Classe.

    Come già detto, Marc di riffa o di raffa alla fine dei giochi ha sempre centrato il Podio (unico rider fin’ora a riuscirci) dimostrando non solo velocità da vendere ma pure una capacità d’adattamento sorprendente ed un opportunismo totalmente privo di scrupoli, senza alcun timore reverenziale nei confronti di chicchessia, il tutto pur sbagliando molto ma avendo fin’ora l’abilità e la fortuna per rimediare.

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    Insomma, il giovane spagnolo fino ad ora è stato certamente bravo e veloce, ma pure scorretto ed anche fortunato.

    Domanda: può eternamente continuare così, senza pagare mai per nessuno dei suoi errori?

    Secondo me, è alquanto improbabile.

    Qualcosa prima o poi (e sempre a mio giudizio, forse più prima che poi) dovrà succedere anche a lui, pagando finalmente tributo alla sua eccessiva irruenza e pure alla sua inesperienza.

    Il Mugello, tracciato ostico, pernicioso ed estremamente impegnativo, pare davvero fatto apposta per testare la sua nobilitate (per dirla con il Poeta), e misurare fino in fondo le sue chances iridate, per ora assolutamente intatte.

    Qui in carriera ha avuto fin’ora risultati altalenanti: un iniziale e comprensibile diciannovesimo nel 2008, due quinti posti (uno in 125 nel 2009 e l’anno scorso in Moto2) ma tra questi pure due Vittorie consecutive, la prima nel 2010 in 125 e l’anno dopo in Moto2. Dunque, il rookie di lusso di Casa HRC ha già vinto (in entrambe le sue collocazioni temporali in calendario) su questa ostica pista, che ovviamente gli piace e di cui non ha certo timore.

    Ora, spetta a lui dimostrare di saper domare lo spinoso tracciato toscano, forse il più difficile e complicato di tutto il Mondiale, anche in MotoGp, a bordo della sua potentissima Honda………..ma è meglio che stia ben attento, perchè questo è proprio il classico circuito vecchio stile che non perdona il minimo errore.

    Dal lanciatissimo Crutchlow mi aspetto in assoluto grandi cose nel GP italiano, ma specie se il meteo si metterà al brutto, come forse in effetti potrebbe essere, stando alle previsioni incerte. L’inglese con l’umido ovviamente sente aria di casa e ci si trova a meraviglia, ed in questo caso Cal sarà ancora un serissimo pretendente al Podio. Del Dovi ho già detto, anche lui sarà un bruttissimo cliente per tutti in caso di tempo inclemente, assieme al suo team mate Hayden, che sta decisamente migliorando dopo l’infortunio.

    A proposito di Ducati e di infortuni, spero di rivedere finalmente in pista Spies, se riuscirà a riprendersi in tempo dai suoi malanni, è tempo che Ben ci faccia finalmente rivedere qualcosa di buono!

    Paradossalmente, pensateci bene, proprio un’altra giornata di pioggia potrebbe favorire un clamoroso ritorno al vertice di Lorenzo – come detto, attualmente il migliore in assoluto sul bagnato nella Classe – ammesso però che nel suo team ritrovino per tempo il bandolo della matassa del giusto set up da pioggia, cosa in cui un tempo erano maestri.

    Dunque, i motivi di interesse per la sfida italiana del Mugello sono come sempre innumerevoli, dalla possibile fuga in classifica di Pedrosa – che qui potrebbe ben centrare il terzo successo consecutivo! – al tentativo del suo team mate Marquez di fare proprio il Record di Podi del Rookie nella Classe che ora condivide col Grande Max Biaggi, all’enorme desiderio di riscatto del sempre iperdeterminato Lorenzo, fino alla smania di conferma di Crutchlow, qui nettamente miglior rider Yamaha al traguardo.

    Max Biaggi vince all’Esordio Assoluto nella Classe, Suzuka 1998 – foto Archivio

    Quindi, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento inevitabile e sicuro in Terra Italiana in quel del Mugello per godere appieno dello spettacolo del quinto episodio di questa sempre sorprendente, elettrizzante ed adrenalinica Saga MotoGp 2013!

    DONOVAN