MotoGP: mai facile per i rookie

La MotoGP rappresenta la vera grande sfida per i motociclisti sportivi e non è mai facile fare il “grande salto”: anche chi ha fatto bene nelle categorie minori del Motomondiale o nella Superbike ha bisogno di tempo per adattarsi alla potenza dei prototipi che corrono in classe regina

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    La MotoGP rappresenta la vera grande sfida per i motociclisti sportivi e non è mai facile fare il “grande salto”: anche chi ha fatto bene nelle categorie minori del Motomondiale o nella Superbike ha bisogno di tempo per adattarsi alla potenza dei prototipi che corrono in classe regina.

    Durante i test di Sepang abbiamo visto soffrire i quattro rookie provenienti dalla classe 250: Marco Simoncelli, Alvaro Bautista, Hiroshi Aoyama ed Hector Barbera non hanno infatti di certo brillato durante le prove ufficiali della MotoGP!

    I test MotoGP di Sepang hanno dimostrato ancora una volta quanto sia difficile per un pilota proveniente dalle categorie minori esordire in classe regina.

    Marco Simoncelli (Honda Gresini) non ha impressionato ed è stato anche protagonista di una brutta caduta.

    Hiroshi Aoyama (Team Interwetten) ha dimostrato di essere poco pratico a gestire l’elettronica della sua Honda RC212V.

    Alvaro Bautista (Suzuki) ha invece combattuto con i limiti della sua moto, che dovrà imparare a conoscere nel minor tempo possibile per essere almeno competitivo.

    Hector Barbera (Team Aspar) si è mantenuto invece a buoni livelli, segno che ha già trovato il feeling con la sua Desmosedici.

    A parte lo statunitense Ben Spies (Yamaha Tech3) e lo spagnolo Aleix Espargaro (Ducati Pramac) gli altri esordienti del campionato del mondo MotoGP 2010 hanno incontrato tutta una serie di difficoltà che sembrano avere come minimo comune denominatore proprio la loro l’inesperienza coi prototipi della top class.

    C’è da dire che Ben Spies e Aleix Espargaro fanno un po’ categoria a parte perché hanno già avuto occasione di confrontarsi con la MotoGP, ma per gli altri esordienti a Sepang è stata dura: i rookie dovranno lavorare sodo per cercare di essere competitivi, cercando di sfruttare al massimo il talento di cui sono indubbiamente dotati per fare tesoro di ogni giro sulle nuove potenti moto che si ritrovano adesso a pilotare.