Motogp Malesia: la pagella del giorno dopo

Arriva il consueto appuntamento con la pagella del giorno dopo, relativa al penultimo appuntamento della Motogp 2009

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    Anche il GP della Malesia è andato in archivio con la seconda vittoria di fila per il ducatista Casey Stoner. Alle sue spalle hanno tagliato il traguardo lo spagnolo Dani Pedrosa, mentre Valentino Rossi è salito sul gradino più basso del podio diventando per la nona volta campione del mondo.

    Casey Stoner-9- Il pilota australiano della Ducati domina la gara di Sepang dall’inizio alla fine e mette un macigno su tutte le illazioni scaturite dopo la pausa di Settembre. Stoner è tornato e se ne sono accorti tutti, avversari compresi. Vedere la Desmosedici che derapa tra le curve malesi del circuito è un piacere per gli occhi e per la competizione. Pensare che l’australiano possa appendere il casco al chiodo nel giro di due anni è un reato di lesa maestà. Dingo killer

    Dani Pedrosa-8- Lo spagnolo della Honda HRC, nonostante le sue gare basate su una strategia difensiva, continua a raccogliere podi e punti fondamentali per la classifica generale, anche se il terzo posto sembra ormai nelle mani di Stoner. Pedrosa avrebbe potuto fare di più e cercare di andare a prendere il Ducatista, ma evidentemente non aveva birra nelle gambe per cercare di ottenere la posta grossa. Con una moto così timida e che non ha il passo delle migliori, diventa difficile per Dani trovare la continuità giusta per vincere qualcosa di importante e imporsi come uomo da battere, invece che essere considerato uno dei possibili outsiders. Nel frattempo taglia il traguardo puntualmente prima del compagno di squadra, Andrea Dovizioso e salva almeno la faccia con il secondo posto. Prigioniero di sè stesso

    Valentino Rossi-9.5- Con la terza piazza ottenuta sulla pista di Sepang, Valentino è diventato per la nona volta campione del Mondo e solo per questo meriterebbe il 10 con tutti gli onori del caso, ma a guardar bene la sua gara è stata fin troppo prudente. Partito dalla pole position e con Jorge Lorenzo in preda ad un attacco di idiozia, il pilota italiano della Yamaha va largo alla prima curva e si ritrova il maiorchino davanti. Per tutta la gara segue la marmitta del team mate e solo a metà gara lo sorpassa, sugellando il momento con una staccata micidiale. Dopo essersi sbarazzato dell’ombra di Lorenzo, però Rossi si ricorda di essere un campione e mette a segno il giro veloce e grazie alla generosità di Dovizioso si regala anche la festa sul podio. Con il senno di poi ha fatto ciò che doveva fare, svogendo il compitino alla lettera e guadagnandosi il titolo con una gara di anticipo. Di diritto nella storia

    Jorge Lorenzo-4- Lo spagnolo della M1 riesce nell’impresa di rovinare la corsa ancor prima che sia cominciata, battendo ogni record possibile e dimostrando di dover ancora maturare parecchio ed essere più concentrato nei momenti decisivi. Invece, Lorenzo si butta la zappa sui piedi e solo dopo esser stato costretto alla partenza dai box ha un momento di lucidità che gli consente, dopo le prime curve, di mettere le ruote davanti allo spensierato Valentino. Il suo suicidio, sportivamente parlando, sancisce l’addio a tutte le ambizioni iridate e ci offre solo un’inutile rimonta fino al quarto posto. Disastro

    Nicky Hayden-7- L’americano della Desmo16, dopo un inizio di stagione balbettante sembra aver preso sempre più confidenza con l’oggetto misterioso Ducati. Kentucky Kid è l’unico pilota, oltre al fenomeno Casey, che riesce a domare la Rossa. Subisce il sorpasso dei due piloti Yamaha ma concede solo quello e per il resto può dire di aver guadagnato un quinto posto incoraggiante per il futuro, anche se resterà sempre un gregario di lusso. Duttile

    Randy de Puniet-6- Brutta caduta per il pilota di Lucio Cecchinello, non è mai bello quando un pilota assaggia l’asfalto in quel modo così violento. Con una caviglia mal ridotta Randy continua a gareggiare senza emmettere un fiato e senza farsi pubblicità, dunque un gran in bocca al lupo. Eroico

    Andrea Dovizioso-2- Ennesima gara senza senso del pilota forlivese della Honda sponsorizzata Repsol. Non riesce mai ad accorciare sul secondo posto occupato dal compagno di scuderia Pedrosa e quando il podio sembra cosa ormai certa, pensa bene di stendersi per terra e raccogliere le margherite sul prato di Sepang. Fatalità? Il Dovi stava cercando di spingere il gas al massimo e acciuffare il compagno Pedrosa, nonchè di salvarsi dalla rincorsa al terzo posto di Rossi. Purtroppo, Andrea schiaccia il bottone dell’autodistruzione e ritorna a testa bassa nei box. Dovi…prenditi una vacanza