MotoGP Misano 2010: la pagella del giorno dopo

Pagella dei voti di Misano ridimensionata dopo la tragedia che ha colpito Shoya Tomizawa, giovane pilota della Moto2 scomparso ieri dopo l'incidenti nel quale è stato travolto dagli accorrenti De Angelis e Reading

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    Il Gran Premio di Misano 2010 non andrà così presto in archivio. Non tanto per la vittoria di Dani Pedrosa o il solito devastante Jorge Lorenzo, oppure per il podio di Valentino Rossi, ma per la tragedia che si è consumata nella gara della Moto2, dove Shoya Tomizawa ha perso la vita a seguito dei traumi ed emorraggie riportate nel terribile impatto con Alex De Angelis e Scott Reading, miracolasamente salvi. Pagelle ridimensionate, niente battute, nomignoli ma solo il silenzio che accompagna la riflessione doverosa che non c’è stata ieri.

    Direzione gara-zero spaccato- Non si può certo evitare che un motociclista cada e si faccia male, loro sono professionisti, consapevoli dei rischio e ben pagati anche per questo. Mentre i capoccioni che gestiscono l’intero circus dovrebbero prendersi due minuti di vergogna, anzi una vita. Lasciare che lo spettacolo continui, mentre il resto del mondo manda in moviola gli attimi dello schianto di Tomizawa che in quegli ultimi istanti lottava contro la morte, è cosa da raggelare il sangue pensando che davanti al business non c’è vita che regga. Da fucilazione

    Parco Piloti-2- Ogni tanto, soprattutto quando avvengono queste tragedie sportive ed umane mi piacerebbe vederli meno schiavi della Dorna. Insomma, sono le due del pomeriggio e la gara della MotoGP è pronta a partire nonostante il povero Shoya Tomizawa lotti, con le poche forze rimaste, per restare attaccato alla vita. Ma come Rossi si rompe la tibia al Mugello e vai con i cartelloni e i piloti a sfoggiare il 46 sul petto? Manca solo che la gara non si disputi. Non è certo contro Valentino la rabbia di questo momento, ci mancherebbe, ma sono cose che dovrebbero far riflettere. Se la Direzione gara dice di correre o lo fa sottointendere, nonostante la preoccupazione per un collega, i riders non sanno dire altro che: “si signore”. Fatti forza che la vergogna non ti manca. Anche il mondo del calcio quando morì l’ispettore Raciti si è semplicemente fermato. A fine gara poi…ecco l’ipocrisia.

    Per il resto, bravo Pedrosa e complimenti a Lorenzo e Rossi che sono andati a podio anche se non c’era niente da festeggiare.

    Pensando a chi non c’è più, perchè ci ha lasciato facendo ciò che ama, addio a Shoya: ragazzo sorridente, solare e buon pilota. Magari da lassù, guarderà le gare insieme all’indimenticato Kato. Massimo rispetto e silenzio per Tomizawa.