MotoGp Misano 2013: Lorenzo trionfa ancora in Italia, ma Marquez è secondo!

Tredicesima prova della MotoGp a Misano, dove vince ancora la Yamaha di Lorenzo con il nuovo cambio seamless, regolando agevolmente Marquez e Pedrosa

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    Motomondiale: Gp San Marino, qualifiche del sabato

    La tredicesima elettrizzante puntata di questa sempre più appassionante e varia Saga MotoGp 2013, andata in onda qui dal perennemente deturpato tracciato di Misano – ovvero eternamente rovinato da un’improvvida quanto inutile inversione del senso originario di rotazione – ha visto il fantastico e perentorio Successo in solitaria di un Lorenzo imprendibile fin dai primi metri, autore di una Vittoria-Monstre, una delle più belle della sua carriera, anche se forse non così emozionante come quella immediatamente precedente ad Indianapolis, ottenuta col già famoso sorpasso in extremis all’ultima curva.

    Siglando con tale indiscussa autorevolezza il suo SESTO trionfo consecutivo sul suolo Italiano (nonche la sua QUINTA Vittoria stagionale, eguagliando Marquez), una volta di più Jorge ha dimostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di essere nettamente il Più Forte Pilota oggi in attività (esclusi dunque i Geniali e temporaneamente fermi Biaggi e Stoner) in senso assoluto, battendo clamorosamente a bordo di un mezzo inferiore la meglio equipaggiata coppia HRC, nel cui ambito ancora una volta il rookie terribile Marquez ha regolato agevolmente l’abbacchiato team mate Pedrosa che proprio non riesce più da tempo immemorabile (ovvero dalla lontana LeMans) a mettere le ruote davanti al suo giovane .connazionale.

    Marquez con questo furbo e saggissimo secondo posto – alle spalle del rivale diretto a lui più lontano in classifica – in realtà compie un gigantesco passo in avanti verso la clamorosa conquista del Titolo della Classe all’esordio, cosa mai più avvenuta fin dal 1978, ovvero in occasione della conquista dell’Iride da parte di Kenny Roberts Sr.

    Infatti, il suo già cospicuo vantaggio sugli inseguitori è addirittura aumentato, perchè Pedrosa da -29 si ritrova adesso a -34 (ben più di un intero GP di svantaggio!) ora in coabitazione col rimontante Lorenzo, trionfatore negli ultimi due appuntamenti dopo un periodo forzatamente grigio dovuto al suo noto infortunio.

    Questi ha ripreso dunque perentoriamente a vincere – stavolta aiutato dal nuovissimo cambio seamless made in Iwata che seppur al debutto assoluto in gara ha dato un’ottima prova di sè, pur ancora lontano dall’efficienza di quello Honda, schierato dalla Casa delll’Ala Dorata già all’inizio della stagione 2011 – ma ormai è quasi troppo tardi: la sua netta ed indiscutibile superiorità di guida su qualsiasi avversario in campo potrebbe NON bastare, perchè adesso mancano solo CINQUE appuntamenti alla fine dei giochi con Marquez talmente lontano in vetta alla classifica Piloti da far ritenere che, ormai, il Titolo possa soltanto perderlo lui stesso.

    Il che, visto il tipo e le cose (nel bene e nel male) fin qui fatte, NON appare poi così improbabile.

    In altre parole, Marc appare davero in una botte di ferro, tale da garantirgli quasi automaticamente il Titolo, A MENO CHE non ne combini qualcuna delle sue……..:)

    Infatti, anche SE Jorge vincesse TUTTI E CINQUE I GP rimanenti (cosa non affatto scontata nonostante la sua netta Superiorità come Pilota, viste certe prossime piste favorevoli alla Honda, come ad esempio proprio l’imminente Aragon!), a Marc basterebbe anche arrivare sempre secondo – secondo una tattica che ha fruttato allo stesso Majorchino la Corona Iridata l’anno scorso contro Pedrosa, che pure ha contato nella stagione più Vittorie di lui – per vincere comodamente il Titolo con NOVE punti di vantaggio.

    Motomondiale: Gp San Marino, qualifiche del sabato
    LaPresse

    Ovvero ancora, a Marquez DEVE accadere QUALCOSA – una caduta, un ritiro, comunque almeno uno zero – per rimettere realmente in gioco il pur fortissimo Lorenzo e ridargli autentiche speranze di confermare (per la terza volta) la sua Corona Mondiale nella Classe.

    Altrimenti, tutto è perduto.

    Anche una serie di frustranti terzi posti con Jorge sempre vincitore da qui alla fine ed un improvvisamente risvegliato Pedrosa costantemente davanti a lui al traguardo potrebbero clamorosamente inguaiare in extremis Marquez, ma questa eventualità, visto lo spento ed innervosito Dani attuale, lontano mille miglia dal brillante e vincente rider della seconda parte della stagione 2012 – allora finalmente liberato dalla schiacciante presenza del formidabile team mate Stoner, malaugauratamente infortunatosi ad Indianapolis – appare decisamente remota.

    Dunque tutto è, nel bene e nel male, nelle mani dello stesso Marquez.

    SE finalmente si mettesse davvero a fare il ragioniere come è in affetti apparso (per la prima volta in assoluto quest’anno: segno quasi certo che il ragazzino cominci veramente a contare sul Titolo) qui a Misano, nonostante i due clamorosi svarioni dovuti alla troppa foga di recuperare sul fuggitivo Lorenzo, ALLORA le cose per i suoi avversari si metterebbero molto, molto male.

    SE invece quello sanmarinese fosse solo un episodio casuale, ovvero forzato – obtorto collo – di saggezza, SE cioè continuasse imperterrito a forzare e rischiare oltremisura pur senza apparente motivo, inseguendo spasmodicamente una ulteriore (ed a questo punto, quasi inutile) Vittoria parziale, ALLORA i suoi due tenaci avversari avrebbero realmente una chance.

    Rpeto ancora: a questo punto, con un tale vantaggio in classifica – dovuto certo ad abilità, ma anche ad una notevole buonasorte, visti i seri infortuni di ENTRAMBI i suoi unici avversari in campo! – matematicamente così schiacciante a soli cinque appuntamenti dalla fine (per un totale comunque rispettabilissimo di ben 125 punti ancora teoricamente assegnabili: la strada per il traguardo finale di Valencia è in efeftti ancora lunga) Marc il Titolo PUO’ SOLO PERDERLO…………per eccessiva irruenza, per inesperienza, per desiderio di vincere stupidamente a tutti i costi la totalità delle gare rimanenti, per semplice mancanza di sale in zucca………..fate un pò voi.

    Quel che è sicuramente certo, è SOLO questo: da qui in avanti, il bamboccio sorridente dell’HRC dovrà stare molto, MOLTO attento, perchè il fantasticamente bravo, esperto e tenacissimo combattente Jorge, già QUATTRO volte Iridato, lotterà come un leone ferito, fino alla fine, fino all’ultimo metro dell’ultimo giro di Valencia.

    Vuole raggiungere appena possibile i SEI Titoli del suo grande Amico ed Idolo giovanile, ovvero il Grande Massimiliano “Max” Biaggi.

    Vincerà sicuramente ancora corse, quest’anno.

    Non mollerà MAI.

    Potete scommetterci.

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    Kenny Roberts, Sr., YZR 500, 1979 – Foto Archivio

    Tornando al Tre Volte Iridato – ovviamente nella Classe 500 – Kenneth Leroy Roberts, non posso fare a meno di parlarne qui, nella mia abituale digressione storica, perchè, sebbene come stile non sia mai stato tra i miei preferiti (anzi!), la sua carriera ha davvero segnato una svolta storica sotto molteplici aspetti, tanto da cambiare per sempre il volto del Motociclismo Iridato.

    Pertanto, Kenny va considerato storicamente quale uno dei più importanti Piloti di tutti i tempi, NON solo per le sua imprese in pista, ma anche per la valenza “politica” della sua perennemente polemica militanza nel Mondiale Velocità FIM, da troppo tempo abbarbicato a concezioni (specie in tema di sicurezza!) che definire antidiluviane è dir poco, al momento del suo apparire in Europa.

    Dopo di lui, davvero nulla fu più lo stesso.

    La sua straordinaria importanza Storica comincia dal semplice fatto che si tratti del PRIMO Statunitense (ed anche NordAmericano, in senso più ampio: in questo ambito il velocissimo Canadese Mike Alan – ora Michelle Ann – DUFF andò molto vicino al Titolo della Classe 250 negli anni 60 su Yamaha RD56 Ufficiale) in assoluto ad aggiudicarsi un Titolo Mondiale.

    In Carriera oltre ai Tre Iridi in 500 nel triennio 1978-80, precedentemente vinse DUE volte l’AMA Grand National, essendo uno dei soli quattro riders della Storia (ed il secondo dopo il Grande Dick Mann) ad aggiudicarsi l’AMA Grand Slam, vale a dire tutte e 5 le prove previste: mile, half-mile, short-track, TT Steeplechase (tutte su sterrati) ed in circuito.

    Da ciò, ovvero dalle tantissime gare sugli sterrati (dirt track) – che costituivano la nettissima maggioranza delle prove dell’AMA Grand National – derivava lo stile rivoluzionario di Roberts, tutto “skidding and sliding”, derapando continuamente in curva, completamente diverso da quello tradizionale, fluido ed armonioso visto fin’ora in Europa.

    L’unico che aveva veramente derapato costantemente in curva prima di lui (ci riusciva anche con le 125 della sua epoca!!) era stato l’Immenso Mike The Bike Hailwood, ovvero di gran lunga il Più Grande Pilota Di Tutti I Tempi.

    Si dice inoltre che Kenny sia rimasto estremamente impressionato nel vedere il Grande Jarno Saarinen trionfare nella 200 Miglia di Daytona (The Flying Finn ripetè poi il trionfo qualche settimana dopo (davanti ai miei occhi, lo ricordo come se fosse adesso!) alla 200 Miglia di Imola, impresa poi replicata tal quale l’anno dopo da Agostini, battendo nettamente due volte di seguito proprio un allibito Roberts!) del 1973 a bordo della piccola ma efficacissima TZ350 bicilindrica, decidendo di copiarne – addirittura accentuandolo ancora di più – lo stile in curva a ginocchio aperto, che a sua volta Jarno aveva preso dai campioni dell’Epoca precedente, tra cui proprio Ago e Redman.

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    Kenny Roberts – Yamaha TZ750 da dirt track – Foto archivio Moto USA.com

    Il suo brillante palmares comprende come ricordato prima Tre Titoli Mondiali in Classe 500 – con un totale di 24 GP vinti, 22 in 500 e 2 in 250 – e due Titoli AMA Grand Nationals (con ben 32 successi parziali) sempre correndoper la Yamaha USA.

    Ha anche vinto TRE volte la 200 Miglia di Daytona e SEI volte la 200 Miglia di Laguna Seca.

    Nel suo anno di esordio 1978, finì anche secondo nel Mondiale 750 (con 4 Vittorie, dietro a Johnny Cecotto: ricordo qui come la 750 fosse una Classe Mondiale a tutti gli effetti, a partire dal 1977) e quarto nella Classe 250 (due successi, tra cui la sua primissima gara d’esordio nel Mondiale Velocità in Venezuela).

    La decisa figura del californiano (nato a Modesto, nel 1951) è stata poi fondamentale nella Storia del Motociclismo Iridato anche per quanto riguarda il cruciale problema della sicurezza: la sua grintosa minaccia di creare un Mondiale alternativo – denominato World Series – a quello ormai stantio dei vecchi parrucconi FIM (con la solidarietà di altri piloti dell’epoca, tra cui Lucchinelli e Ferrari), ridusse questi ultimi a ben più miti consigli, finendo per creare le basi per il Mondiale che conosciamo ora, molto, molto più attento alla sicurezza dei piloti.

    Ovviamente, ci si arrivò per gradi.

    Fu una battaglia durissima, durata decenni.

    Questa campagna era già stata in effetti cominciata anni addietro da Ago, Jarno ed altri, ma la le loro giustissime lamentele ed i loro saggi avvertimenti erano rimasti quasi completamente inascoltati, accolti anzi non solo con indifferenza, ma proprio con aperta ostilità dalla ottusa dirigenza FIM.

    Mino, sconvolto dalla morte dell’amico Gilberto PARLOTTI nell’edizione 1972, cominciò a boicottare lo IOM TT (ovvero, per sua stessa ammissione, la sua corsa favorita, di cui è stato il VERO RE con ben 10 successi su appena 16 partenze, Miglior prercentuale di tutti i tempi tra partenze e Vittorie al TT: a parte tre ritiri, gli altri tre risultati sono due secondi, e un terzo!) a partire dal 1973 compreso (finchè la tappa inglese perse fatalmente Validità Iridata, cosa avvenuta dal 1977 compreso), mentre Jarno proprio non mise MAI piede sull’Isola.

    Anche il mio compianto amico Kent Andersson non ci andò mai, anche se questa sua coerenza nel boicottare il TT per puri motivi di sicurezza gli costò addirittura la bellezza di DUE Mondiali!

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    Kenny Roberts, Sr. yamaha YRZ 500, 1978 – Foto Archivio

    A parte i Tre Alieni, che dire degli altri?

    Sono sempre i soliti, a partire dall’ex pilota, sempre miseramente buon ultimo tra quelli che dispongano di una moto Ufficiale e vincente, ancora una volta seppellito ed asfaltato dalla incredibile, interminabile eternità di QUINDICI SECONDI QUINDICI dal proprio vittorioso team mate in sella alla sua stessa moto.

    Sempre quinta la solita Honda privata, stavolta con Bradl di un soffio a precedere l’ancora acciaccatissimo Crutchlow – che tuttavia ha rimandato a fine stagione l’inevitabile operazione chirurgica all’avambraccio letteralmente massacrato in queste ultimi appuntamenti – nonchè Bautista, stavolta staccato e solo settimo a ben nove secondi da Stefan.

    Da notare in assoluto negativo la pessima, indecente prestazione di “SeGalattica” Smith che pur con l’ottima moto che si ritrova rimedia ben VENTISEI SECONDI dal suo malandato team mate e finisce miserrimo e lontanissimo undicesimo (a 48 secondi dal vincitore) preceduto da tutte le Ducati finite al traguardo (appunto salvo la Pramac di Iannone), quella di Pirro compresa!

    Ma che bravo pilotino……….:)

    La classifica Piloti, come accennato prima, vede adesso ancora più nettamente in testa Marquez a 253 punti, ben 34 in più della coppia inseguitrice composta dal rimontante e lanciatissimo Lorenzo (a quota 5 Vittorie nella Stagione, esattamente come Marc) e dall’ormai calante Pedrosa (solo 2 Successi quest’anno) entrambi a quota 219.

    La graduatoria Costruttori vede la Honda a quota 291 punti precedere la Yamaha a livello 270, mentre terza è la Ducati già più che doppiata a 115. In quarta posizione segue la prima Marca CRT, ovvero la valorosa ART a quota 75.

    L’importantissima classifica di Team vede decisamente al comando la HRC in fuga a 472 punti, inseguita ormai da molto lontanio dalla Yamaha Works a 388. La Yamaha Tech3 (prima squadra satellite) segue staccatissima terza a livello 217, mentre quarta risulta la Ducati Ufficiale a quota 199.

    Seguono poi i due Teams satelliti Honda, l’LCR quinto a 124 punti (tutti conquistati dal solo valente Bradl) e il Gresini sesto con 112 (pur con due riders, di cui uno sulla CRT Honda, ovvero Staring).

    Settima segue la Pramac Ducati ora a quota 100 punti, conquistati da ben tre riders (ovvero Iannone, Pirro e lo sfortunatissimo Spies). L’Aspar, oggi in ombra, è sempre e di gran lunga la prima squadra CRT, navigante in ottava posizione con 93.

    Motomondiale: Gp San Marino, qualifiche del sabato
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    Adesso, il carrozzone del Mondiale Velocità – prima del trittico pacifico-estremo orientale (comprendente in rapidissima sequenza Sepang, Phillip island e Motegi) che sicuramente darà una svolta decisiva al Campionato prima della prova finale di Valencia – si sposta sempre nella vecchia Europa, e precisamente verso l’eccitante tracciato di Aragon Motorland, splendida acquisizione fin dal 2010 del peraltro complessivamente osceno calendario Iridato attuale che vede ormai la quasi totalità degli appuntamenti in scena su orrendi, vecchi, lenti ed inutili circuitini-kartodromo da 4 soldi, assolutamente indegni della moderna MotoGp.

    Come già accennato prima, questo è da due anni il regno della Honda, vincitrice qui nelle ultime due edizioni, nel 2011 con Stoner (che replicò il successo dell’anno precedente sulla Rossa) e l’anno scorso con Pedrosa

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    Marquez, idolo di casa, qui parte dunque doppio favorito, sia dalle caratteristiche del tracciato favorevolissimo alla sua RC213V, sia per la perfetta conoscenza dello stesso, dichiaratamente uno dei suoi favoriti in assoluto.

    In occasione dei test ad Aragon in giugno (quando ebbe modo anche di provare la RC213V in configurazione 2014) Marc è stato costantemente uno dei più veloci.

    Lorenzo, da parte sua, non ci ha mai vinto ma in questi tre anni, nonostante la pista altamente sfavorevole alla sua M1, ha avuto una bella progressione ad Aragon, passando progressivamente dal quarto posto del 2010, al terzo l’anno successivo (dietro alla imprendibile coppia HRC Stoner-Pedrosa) fino alla brillante seconda piazza dietro a Dani dell’anno scorso, in cui si è limitato a controllare il rivale non avendo necessariamente bisogno per forza di vincere in vista del Titolo Mondiale, dato il suo buon vantaggio di punti sull’unico rivale, dopo che Stoner (che in condizioni normali avrebbe CERTAMENTE VINTO qui come già nel 2011 e 2010) era ormai fuori gioco a causa dell’inopinato e grave infortunio di Indianapolis (dove come ricorderete corse lo stesso arrivando eroicamente quarto).

    Qui, a parte i Tre Alieni che certamente si divideranno ancora una volta tutto il Podio, viste le catteristiche del tracciato favorevoli alle Honda, mi aspetto buone cose da Bradl e dall’altro idolo di casa Bautista, mentre lo sbertucciato Crutchlow non penso possa fare troppo con la pur buona Yamaha satellite, viste anche le sue ancora precarie condizioni fisiche.

    La Ducati è storicamente sempre andata bene in questa pista medio-veloce con due buoni rettilinei – ricordiamo il Trionfo del Geniale Stoner sulla GP10 nel GP inaugurale del Mondiale Velocità FIM su questo splendido tracciato) ma la disastrata situazione attuale di Borgo Panigale, che adesso schiera un’ibrida e patetica moto ormai senza capo nè coda (lontanissima dalla sua prestigiosa tradizione tecnica, frutto dei due ultimi orribili anni e delle pazzesche, totalmente sbagliate decisioni della banda di emeriti incapaci dell’ex pilota) non promette nulla di buono nemmeno stavolta, pur in una pista in passato favorevole.

    Motomondiale gara Aragon
    LaPresse

    Casey Stoner trionfa ad Aragon Motorland 2010

    Tuttavia, la Classe del Dovi potrebbe forse migliorare un pò gli ultimi negativi risultati, facendo magari meglio dell’immancabile ottavo posto……..:)

    Circa le mie previsioni, qui i risultati precedenti parlano chiaro: la Vittoria pertanto non dovrebbe sfuggire alla HRC, sia che si aggiudichi la gara con Marquez (cosa molto più probabile) che con Pedrosa.

    Tuttavia, l’imperiosa necessità – oltrechè granitica volontà – di Lorenzo di vincere ancora per mantenere vive le sue ormai fievoli speranze di riconferma del Titolo, pongono una seria riflessione.

    Jorge, il Pilota Migliore in campo (su un mezzo competitivo, MA non quanto di meglio ci sia attualmente), è certamente CAPACE di vincere dappertutto, specie adesso che finalmente (meglio tardi che mai……..:), con ben due anni di ritardo sugli avversari, ha ottenuto il tanto sospirato cambio seamless made in Iwata, che sembra funzionare da subito assai bene.

    Dunque la coppia HRC e soprattutto Marquez dovranno stare ben attenti, perchè questo incredibile Lorenzo – ormai del tutto ristabilito fisicamente – è davvero capace di tutto, pure di vincere qui nella tana delle Honda, e con una moto inferiore!

    La corsa aragonese sarà certamente uno spettacolo formidabile ancora una volta, ve lo assicuro, e tutto grazie al tenace e bravissimo Jorge!

    Da parte mia, se dovessi puntare i miei soldi, non li metterei sul favorito ambientale Marquez, bensì ancora su Lorenzo……certamente quotato più generosamente e pagato meglio……..:)

    Jorge è praticamente CONDANNATO A VINCERE SEMPRE da qui in avanti per mantenere vive le sue speranze, non dimentichiamolo!

    In alternativa, punterei su Pedrosa, che pure ha una voglia di vincere immensa, e cova un enorme desiderio di battere finalmente il team mate. Dani è conscio che questa potrebbe essere una delle ultime occoasioni per tornare al successo, proprio qui dove ha vinto l’anno scorso: OCCHIO dunque a lui per la gara!

    E voi che ne pensate?

    Marc potrebbe anche capire, finalmente, come d’ora in poi basti arrivare sempre secondo per aggiudicarsi il Titolo in carrozza!!

    Dunque, i motivi di interesse legati alla prossima prova aragonese sono come sempre molteplici, dalla volontà ferrea di Lorenzo di vincere ancora per guadagnare altro terreno nei confronti di Marquez, fino alla voglia di riscatto di quest’ultimo – assieme ovviamente anche a tutta la HRC e Pedrosa – di rifarsi dai recenti smacchi subiti dal mai domo Jorge, fino all’improbabile ma sempre possibile inserirsi di qualche aoutsider, magari aiutato da condizioni meteo non proprio ideali……..la pioggia è sempre in agguato in questo periodo, no?

    Pertanto, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certo ed imprescindibile in Terra Spagnola (già per la terza volta, quest’anno!), precisamente Aragonese per godere ancora una volta dello spettacolo dei Prototipi a 4 tempi e della furibonda lotta fratricida, tutta Iberica per la conquista del Titolo Mondiale in questa sempre nuova, drammatica ed appassionante Saga MotoGp 2013!

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