MotoGP Misano. Valentino: “Peccato, una vittoria qui ci voleva come il pane”

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    Aveva già fatto, nel lontano Qatar, la lista della spesa Valentino Rossi. L’ha fatta anche questa volta, dicendo ai suoi meccanici di non dimenticare di comprare il pane, e magari anche una fetta di vittoria.

    Non lo hanno ascoltato.

    Il nuovo motore, soprattutto, non l’ha fatto.

    Ruggito di ferro spentosi dopo una misera manciata di giri, la moto che si alza, nessuno stimolo a piegare, decelerazione costante, è finita.

    E’ finita per Valentino, per la Yamaha, per le Michelin.

    E se le ultime avevano abbandonato già da tempo l’idea di conquistare il mondiale, la casa giapponese forse ci credeva ancora.

    Quello che è sicuro è che Valentino, invece, a prescindere da tutto e da tutti, ancora lottava.

    Contro dei mulini a vento, contro le malelingue. Da oggi anche contro la sua stessa Yamaha, quella che solo un giorno fa aveva accarezzato proprio come fosse la sua unica donna al mondo.

    Non se la prenda la Canalis, non ce ne voglia la Matteuzzi, ma la M1 di Valentino è sempre stata la sua preferita.

    Oggi, il tradimento.

    Il cuore della M1 ha smesso di battere dopo appena 5 giri dall’inizio della gara.

    Il nuovo motore a valvole pneumatiche non ha retto l’emozione di esser scaraventato in pista al debutto di Misano.

    Il team di Jeremy Burgess ancora si interroga sulle cause, The Doctor cerca di curare i sintomi e pensa alle cure future, ma ormai Stoner è lontano 85 punti.

    Niente più sogni, niente più speranze.

    Peccato.

    Il 2007 è, quindi, finito.

    Domani è un altro giorno.