MotoGP Motegi 2013: in Giappone riparte il duello per il mondiale

Anteprima del Gran Premio di Motegi della MotoGP

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    Dopo l’assurdo GP d’Australia che ha visto un week-end a dir poco surreale e mai visto nella storia del Motomondiale, team e piloti si spostano ora nella terra del sol levante per disputare la diciassettesima, nonché penultima tappa di questa stagione 2013 della MotoGP. Il Motomondiale approda dunque in Giappone sul tracciato di Motegi, impianto di proprietà Honda che ha già monopolizzato molto nell’arco di questo campionato e, anche se l’ultimo GP ha fatto uno sgambetto alla casa di Tokyo mica da ridere, resta comunque l’armata da battere. Sarà un GP che potrebbe aprire nuove porte in vista del titolo iridato, oppure chiuderle tutte definitivamente e consacrare finalmente il nuovo re della categoria motociclistica più prestigiosa del pianeta.

    Se nelle gare precedenti a Phillip Island c’è stata una piccola scossa al campionato, in Australia c’è stato un vero e proprio terremoto! La terra sotto i piedi di Marquez e Honda ha sicuramente tremato al punto che i 25 punti persi a causa della penalità dello scorso GP, fanno rientrare ampiamente in gioco il diretto inseguitore del giovane rookie: Jorge Lorenzo.

    Sono 18 i punti che il campione del mondo in carica deve recuperare nei confronti di Marquez, e con due gare ancora a disposizione, tutto potrebbe succedere.

    Tutto può succedere

    Se è vero però che Lorenzo si trova nuovamente in corsa per la lotta al titolo, è vero anche che a Motegi potrebbe accadere ciò che non è successo in Australia. La combinazione è la stessa: se Marquez vincesse, Lorenzo non deve andare oltre il secondo posto, in caso contrario, il mondiale si chiude e il giovane esordiente può così finalmente festeggiare il suo primo storico trionfo mondiale. Motegi infatti è una pista favorevolissima alla Honda, dove Dani Pedrosa ha vinto le ultime due edizioni in sella alla RC213V. Inoltre gli importanti test svolti in questa stagione con Casey Stoner su questa pista, potrebbero dare ulteriori accorgimenti per dominare in maniera ancor maggiore questo importantissimo appuntamento.

    Twin Ring Motegi

    Gli amanti della nota saga Polyphony digital conosceranno meglio di tutti il tracciato sotto questo nome, magari a bordo di una supercar con varie elaborazioni (se avete molti crediti, niente trucchi!). In realtà è uno dei tracciati più famosi al mondo composto da due percorsi sovrapposti, un ovale di quasi due chilometri e mezzo che abbraccia un percorso stradale di circa 4.800 metri. Tecnicamente è un tracciato (parere personale) che non ispira molto, piatto e con “apri e chiudi” continui; ovviamente il confronto diventa impietoso se dovessimo farlo con la pista in cui si disputava il vero GP del Giappone: Suzuka. Un paragone improponibile che vede costretta la MotoGP correre all’interno di un impianto più per motivi di pubblicità che di spettacolo. Questo c’è e dobbiamo accontentarci… Motegi non è certo il tracciato più bello del mondo, le continue frenate e ripartenze, con una grave carenza di curve veloci, non sono presupposti che potrebbero offrire uno spettacolo degno di questa categoria, ma la situazione in campionato potrebbe addirittura farlo sembrare bello. Un risultato interessante, una sorpresa o quant’altro, potrebbero farcelo ricordare in un modo migliore di come si presenta in questa vigilia.

    Tutto o niente

    Come premesso, questo GP potrebbe offrire diverse soluzioni, tutte probabilissime: mondiale a Marquez-mondiale rimandato a Valencia con Marquez favorito-Lorenzo supera Marquez in classifica e il tutto si deciderà in casa spagnola, al Ricardo Tormo. Sono questi gli elementi che potrebbero tenere in piedi l’intero pubblico europeo (prove e gare per noi saranno tutte di notte e nella prima mattinata) in un Gran Premio che, tolto il discutibile tracciato, potrebbe presentarsi decisivo e quindi emozionante.

    I 18 punti di ritardo che Lorenzo accusa nei confronti di Marquez, potrebbero dar vita ad un arrivo in volata esaltante, uno scossone che dà una sonora svegliata ad un campionato che, prima di Sepang, sembrava essersi completamente addormentato.

    Buon Gran Premio a tutti!

    A cura di Alessio Mora