MotoGP Motegi. Melandri e Stoner: nel 2008 se la giocheranno alla pari, senza preferenze per nessuno dei due!

MotoGP Motegi

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    marco melandri

    casey stoner

    Ducati ha imparato a giocare.

    Dopo 33 lunghissimi anni, la casa di Borgo Panigale ritorna al successo nella classe regina delle due ruote. Un trionfo magistrale cercato e voluto da quei validissimi ingegneri che lavorano per la casa italiana e che ogni giorno provano a trovare la soluzione corretta e la giusta grinta per portare la GP7 sul gradino più alto del podio.

    Un’annata da ricordare quella del 2007 per la casa bolognese: dalla 1098 alla GP7, 365 giorni di successi, tanta fatica finalmente premiata con il Titolo, un motore finalmente domato e reso invincibile, e un pilota sufficientemente incosciente e talentuoso in grado di offuscare Loris e condurre la sua due-ruote dritta verso la vittoria.

    E ora? Si pensa già al 2008. Previsioni per il prossimo anno, dopo l’addio di Capirossi e l’avvento di Melandri, a Borgo Panigale se ne fanno già da tempo.

    E in molti discutono su come staranno due polli nel pollaio.

    Guardando in faccia la realtà, si scopre che Stoner affronta la prossima stagione con un Titolo Mondiale in tasca e appena 22 anni di età. Melandri, invece, ancora a secco di Titoli nella MotoGP, si porta dietro anche qualche annetto in più.

    Nulla di cui aver paura, certo. La domanda che sorge spontanea, è se la Ducati avrà figli e figliastri.

    Difficile affermarlo, anche perchè a Borgo Panigale, fatto 30, vorranno fare anche 31, e quindi, oltre a schierare uno Stoner supervincente, vorranno fare l’en plein della scuderia anche con Marco.

    Il Direttore Claudio Domenicali dice: “Abbiamo i partner, vogliamo rimanere al vertice per anni. È un segnale storico. Erano 33 anni che l’Italia non portava a casa questo risultato. Sulla carta sembrava impossibile“.

    33 anni, proprio come il numero di carena di Marco. Una vittoria epocale con cui Domenicali spera di aprire un’epoca: “I giapponesi fanno milioni di moto. Ma noi facciamo moto di alta gamma, prestigiose. La Honda davvero potrebbe portarsi a casa metà Ducati con un mese di utili. Ma non sempre essere grandi significa essere vincenti. Credo che Filippo unisca il sacro fuoco per le due ruote, il lavoro ben fatto e una brillantezza intellettuale splendida. Il campionato si gioca con il massimo della tecnologia e un risultato tutto italiano, con tecnici italiani, è orgoglio per l’Italia bistrattata. Abbiamo davanti un futuro lungo, un progetto con partner importanti, crediamo di poter essere attori protagonisti per molto tempo.Abbiamo la politica di avere lo stesso materiale per entrambi i piloti, e sarà così anche per Melandri. Abbiamo molta fiducia in lui, ha avuto alti e bassi, ma possiamo aiutarlo anche nella fasi in cui sarà in difficoltà. Stoner ha guidato benissimo quest’anno. Valentino non si discute, si è innervosito a vedere Casey così forte e ha sbagliato un po’ troppo, ma non si può mettere in discussione il suo valore. Stoner è come il dottor Jekyll e mister Hyde. È un ragazzino di 21 anni, dolce e simpatico fuori dalla pista, spigoloso quando indossa il casco“.

    Esattamente come Ducati.