MotoGP Motegi. Tra Stoner e Rossi non mettere il Desmo.

MotoGP Motegi

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    motore desmo 16

    Un altro anno è volato.

    Veloce.

    A 320 Km/h, la velocità raggiunta da Casey Stoner per conqusitare questo suo primissimo Mondiale nella classe regina.

    Rosso fuoco della carena, identico a quello della passione che ha spinto Casey a guadagnarsi questo meritatissimo successo che mancava a Borgo Panigale da tempo immemore.

    Un ritorno al passato, una Ducati vincente come ormai non si vedeva da tempo, un motore ruggente e finalmente magistralmente domato da un ragazzino-prodigio.

    Un ragazzino, però, a cui piace fare le cose di fretta.

    320 Km/h, 21 anni, 1 moglie e 1 Mondiale in tasca ancora prima della fine del Campionato: chiamiamolo Speedy Gonzales.

    È difficile descrivere cosa provo. – racconta a Gazzetta.it, piangendo e stringendo i suoi genitori in un tenerissimo abbraccio, Casey – Aspettavo da tanto tempo questo momento che sognavo fin da bambino. È difficile trovare le parole, mi sembra una cosa irreale. Penso che stasera o domani inizierò a realizzare che cosa ho fatto. È stata una sorpresa, non pensavo che fosse possibile vincere il titolo qui: all’inizio le cose in gara sono andate abbastanza bene, poi ho iniziato a faticare con le gomme fino al cambio moto. Anche con questa però avevo dei problemi. Rossi poi è uscito e a quel punto ho pensato solo a finire la gara. Ma non mi aspettavo di diventare campione oggi. Ho vinto il titolo con tre gare d’anticipo, è una grande soddisfazione. È stata una stagione difficile, combattuta. Ma la squadra ha fatto un lavoro grandioso. In gara ero nervoso perché con le gomme da asciutto ho rischiato di cadere un paio di volte, poi quando Valentino è uscito mi sono rilassato e ho solo pensato a finire la gara. Ci sono molte persone che voglio ringraziare, i miei genitori che mi sono sempre stati vicini, mi hanno sostenuto e aiutato nel corso di tutta la mia carriera. Mia moglie che mi ha seguito per tutta la stagione. Poi tutti coloro che mi hanno aiutato, la mia squadra, la Bridgestone. Ringrazio tutti quelli che sono stati con me nella mia carriera e gli dico: ce l’abbiamo fatta!

    In tutto il suono orecchiabilissimo delle parole di Stoner e in quel rumore del Desmo, che ormai è diventato musica per le orecchie dei ducatisti doc, c’è una campana stonata, quella della M1 di Valentino.

    Una stagione pessima, infinitamente peggiore addirttura di quella scorsa.

    In molti, tra cui il Dottor Costa, pensavano che gli dei si fossero scapricciati a sufficienza già nel 2006 con il campione di Tavullia, ma evidentemente non c’è limite al peggio.

    Congratulazioni a Capirossi, ma soprattutto a Stoner, che è diventato campione – ha detto Valentino Rossi, non sembra una grande fetta per un Mondiale buttato all’aria fin dalla prima gara, quando i limiti della sua M1 vennero lavati sotto gli occhi di tutti. I sette volte iridato italiano, a proposito della maglietta indossata da Casey sul podio, dice – Fa piacere che ci fossi anche io sulla maglietta di Stoner, se qualcuno deve vincere un mondiale sono contento che sia un mio tifoso. Lui è un grande rivale e spero che questa rivalità possa andare avanti in futuro. Del resto, un vero peccato che le cose siano andate così perché sull’asciutto avevamo dimostrato di essere più veloci di Stoner. Sono partito male, ma sull’asciutto avevo il ritmo più veloce. Dopo che ho passato Melandri sono rientrato ai box, e probabilmente l’ho fatto con un giro di ritardo. Ad ogni modo la nostra strategia era buona, perché sono rientrato in pista con solo Capirossi davanti a me. Abbiamo montato una gomma intermedia davanti, una scelta normale in queste situazioni, ma la moto era praticamente impossibile da guidare e sembrava proprio che ci fosse qualcosa che non andava“.

    Cosa resta da fare?

    Ai posteri l’ardua sentenza.

    Le gare che restano, ormai, sono solo un’assurda tortura per la Yamaha, l’ultima ancora di salvezza per una Honda annacquata e una divertente burocrazia per Borgo Panigale.

    Consigli, suggerimenti, o cosa dare a Valentino Rossi per la prossima stagione?

    Nula da dire, da fare, da pensare. Una nuvola immensa di dubbi e di incertezze, bianca e appannata come quella uscita più volte dal motore della M1 in questa pessima e sconcertante stagione della casa dei tre diapason.

    Cambiare.

    Questo è l’unica cosa da dire.

    Già, ma cambiare cosa, tra tutte le cose da buttare di questa stagione?

    E visto che cambiare lavoro “non s’ha da fa” e poi, a dirla tutta, non sarebbe neppure in accordo con il carattere competitivo di Valentino Rossi, che cosa cambiare? Strategia? Strada? Gomme?

    Ipotesi plausibili.

    Camminando per strada, ho sentito qualcuno dire: “Cambiare Moto!”

    Eureka!

    Si. Ma dove???