MotoGp Mugello 2012: Lorenzo si ripete in Italia, HRC di nuovo in affanno

MotoGp Mugello 2012: Lorenzo si ripete in Italia, HRC di nuovo in affanno

Nona puntata della MotoGp al Mugello, che vede la nuova vitoria di Lorenzo su Pedrosa e Dovizioso, mentre stoner vittima di un guasto ai freni si deve accontentare dell'ottavo posto perdendo ulteriormente terreno

da in Casey Stoner, Jorge Lorenzo, MotoGP 2017, Mugello MotoGP
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    Jorge Lorenzo Mugello 2012

    La nona sorprendente puntata di questa sempre interessante Saga MotoGp 2012, andata in onda qui dal difficile e medio-veloce circuito del Mugello, per una volta non tormentato da problemi legati al meteo, ha visto la convincente Vittoria di un Lorenzo sempre più lanciato verso una fuga solitaria in classifica, mentre la coppia HRC, che pure vantava ottimi trascorsi su questa pista, è risultata incapace a contrastate l’alfiere Yamaha per seri problemi di setting (che hanno specialmente afflitto il team di Stoner) e soprattutto di gomme.

    Infatti, tanta è stata la disperazione di Casey fin dalle prove (concluse comunque con un buon giro finale che lo ha portato nella terza casella della prima fila), a indurlo a sperimentare – unico in tutto lo schieramento – una super hard posteriore che tuttavia non ha sortito alcun effetto positivo, mentre pure Pedrosa ha sofferto specie nella seconda parte della gara di enormi probemi di trazione, non potendo quindi scaricare a terra tutta la notevole potenza della sua cavalcatura e quindi risultando del tutto impotente a riprendere Lorenzo, in testa fin dal primo giro e successivamente involatosi indisturbato verso il comodo successo finale.

    Dietro a Jorge ed al segugio Dani, Casey aveva certamente il passo per finire almeno terzo e perciò limitare ancora superbamente i danni in un episodio già messo in preventivo come problematico dalla coppia HRC ma, vittima di una brutta partenza, nell’affanno di recuperare è rimasto vittima del tutto incolpevole di una disavventura ai freni – quasi esattamente come a Motegi 2011, un violento scossone (amplificato dal consueto chattering) gli ha puntualmente disallineato le pinze anteriori, con bel risultato di rendere completamente inefficienti i dischi nella staccata successiva – che lo ha portato precocemente ad andare lungo e perciò ad uscire di pista senza tuttavia cadere, rientrando in undicesima posizione.

    Dietro al duo spagnolo di testa, abbiamo assistito ad un fantastico duello – durato praticamente tutta la gara dal primo giro fino all’ultimo – tra Dovizioso e Bradl risoltosi alla fine a favore del forte Manico Forlivese che in tal modo centra brillantemente il terzo (e quarto in totale) Podio consecutivo consacrandosi sicuramente quale migliore guida Yamaha dopo l’ufficiale Lorenzo.

    Alle spalle dei due contendenti per il gradino più basso del podio, si è messo in luce un Hayden mai così brillante quest’anno, che per pura sfortuna ha fallito all’ultimo giro l’assalto al quinto, anzi addirittura al quarto posto di Bradl, che per tutta risposta lo ha spinto senza tante cerimonie fuori traiettoria quando il Kentuckiano si è arrischiato a passarlo, tentando il tutto per tutto, col bel risultato di retrocedere da un possibile clamoroso quarto posto addirittura al settimo, superato anche dall’ex pilota e da Crutchlow che invero NON avrebbero meritato tanta sfacciata fortuna proprio in extremis.

    Pedrosa Mugello 2012 a1

    Dunque al Mugello, pista medio-veloce ma per caratteristiche di trazione decisamente favorevole alla Yamaha, la situazione vista al Sachsenring si è ribaltata, e le Honda diminatrici in Germania sono tornate a soffrire il pieno i loro vecchi guai, ovvero il chattering e il cattivissimo rapporto con le nuove gomme Bridgestone.
    La gara, dopo l’uscita di pista di Casey – mentre era in pieno e velocissimo recupero – con conseguente rientro in undicesima posizione, è tutta qui, dunque non mi dilungo ulteriormente nel commentarla, a parte quel che dirò in seguito circa il recupero dell’alfiere Honda.

    La coppia HRC, viste le condizioni iniziali in questo GP d’Italia, non ha proprio nulla da rimproverarsi ed ha realmente cercato di far buon viso a cattivo gioco, specie per quanto riguarda Stoner, il cui week end è cominciato male fin da venerdì, visto che il suo team non è mai stato in grado di approntargli un setting decente per la tormentata e problematica pista italiana che invero ha magnificato i latenti problemi di base della RC213V di quest’anno, sempre presenti benchè mimetizzati e quasi scomparsi nell’episodio tedesco.

    Tanto gravi questi rimangono, che la Casa ha tempestivamente deciso di correre tempestivamente ai ripari e di provare sin dal lunedi successivo alla gara sia un “nuovo” motore che unulteriore inedito telaio, sfoderando anzitempo il materiale programmato per il 2013.
    Per il cruciale appuntamento californiano di Laguna Seca Pedrosa ha deciso di portare il gara sia gli aggiornamenti di motore che il telaio edizione 2013, mentre Casey ha optato per mantenere il telaio corrente e di sperimentare la nuova unità motrice, ovvero, per la faccenda del contingentamento, la vecchia aggiornata coi nuovi pezzi.

    Ovviamente, avendo appena doppiato la boa di metà Campionato, il tradizionale appuntamento di mezza estate di Monterey assume un’importanza fondamentale specie per la Honda che del tutto giustamente non ha affatto perso le speranze di mettere le mani anche sul Titolo Piloti e su quello Costruttori, dopo essersi già quasi assicurato l’Iride di Team. Ovviamente la strada fino a Valencia è ancora lunghissima e tante cose possono ancora accadere da qui fino alla fine dei Giochi, come si è ben visto nella seconda parte del 2011.

    Tornando al veloce recupero di Casey dopo la sua inopinata uscita di pista, che lo ha portato dall’undicesimo all’ottavo posto, ed alle polemiche che sono seguite al suo movimentato sorpasso sul brand mate Bautista, sposo in pieno quanto ha scritto un mio illustre collega americano, che a riguardo ha saggiamente scritto qualcosa che suona circa così: questo sarebbe stato un episodio di gara del tutto trascurabile, come ne succedono tanti, ma siccome è successo a Casey, come al solito occorreva proprio farne per forza un caso.

    Ora, dopo lo sfortunato episodio della sua incolpevole uscita di strada in seguito all’improvviso default ai freni, certamente Casey, da ovvio candidato al Titolo, aveva fretta di recuperare quanto possibile, ma non lo ha fatto assolutamente in modo scorretto o con eccessivo nervosismo.

    Casey Stoner Mugello 2012  a

    Il suo sorpasso su Bautista è certamente stato deciso, MA per nulla piratesco. Anzi, mi sento di concordare pienamente con quanto dichiarato con la solita estrema onestà dall’asso australiano. Il contatto infatti è avvenuto quando i due erano già pienamente affiancati, e semmai è stato proprio Bautista a voler lo stesso chiudere (e quindi, urtare) Stoner nonostante lo avesse visto benissimo, in quanto già a fianco a lui!

    Quindi il contatto è stato semmai più colpa di Alvaro che di Casey, il quale, valutando generosamente l’eventuale colpa al 50% tra i due, ha aggiunto che, se proprio voleva lamentarsi di qualcosa, lo spagnolo avrebbe fatto meglio a dolersi del fatto che nonostante l’enorme tempo perso nell’uscita di strada, sia stato prontamente raggiunto nel breve lasso di tempo occorrente a percorerre soltanto cinque giri, superato subito e poi seminato immediatamente dopo.
    Ovvero, Bautista impari a guidare almeno un pò decentemente la Honda (cosa che sostanzialmente NON ha ancora fatto quest’anno) che gli è stata affidata, e poi ne riparliamo.

    A conferma di quanto affermo, concordemente al protagonista di questo episodio, la Direzione Gara non ha assolutamente avuto alcunchè da ridire sull’operato di Casey, pilota sempre assolutamente corretto in tutta la sua carriera, anzi semmai spesso vittima delle dolose e sempre impunite prepotenze altrui (e qui gli episodi da citare sarebbero davvero molti).
    Dunque, come direbbe il Gran Bardo, in questo caso davvero molto rumore per NULLA.

    Nonostante il generoso recupero, Casey non ha potuto far meglio dell’ottava piazza finale dietro allo sfortunatissimo Hayden che, ripeto, avrebbe meritato senz’altro il quinto, se non proprio il quarto posto andato giustamente a Bradl, nonostante la manovra al limite della corretezza sul malcapitato rider Ducati, che da parte sua si è detto niente affatto pentito per aver almeno provato il colpaccio all’ultimo giro, pur di portare finalmente la Ducati al miglior risultato dell’anno sull’asciutto.

    Della sua disavventura hanno approfittato l’ex pilota – davvero, la sua famosa, onnipresente e consueta Cospicua Unica Lodevole Operosa buonasorte è sempre solertemente in azione a regalargli piazzamenti immeritati – e Crutchlow, anche oggi inesorabilmente battuto dal team mate che ormai sente giustamente di aver meritato la Yamaha Works, ovvero quella, ormai è ufficiale, il prossimo anno lasciata libera dal derelitto Spies, oggi messo KO – davvero, qui piove ancora sul bagnato – da una misteriosa intossicazione alimentare.

    Adesso, la situazione nella Classifica Piloti vede sempre più nettamente Lorenzo in fuga a quota 185, tenacemente inseguito dal non troppo lontano Pedrosa a 166, ovvero con un gap di 19 punti, ben più ridotto da quello accusato ora da Stoner, terzo a livello 148, ovvero -37 dalla vetta.
    Quarto è ovviamente Dovizioso che con 108 punti precede nettamente il team mate Crutchlow ora a 95.

    Dovizioso Mugello 2012

    L’ex pilota grazie alla botta della sullodata Cospicua eccetera si ritrova ancora sesto a livello 82, ormai quasi raggiunto dal rookie Bradl ora a 75, seguito letteralmente a ruota da Hayden con 74 lunghezze.
    Nono è Bautista che a 73 precede nettamente il derelitto Spies sempre decimo a 66. Lo sfortunato Barberà – la sua doppia frattura a tibia e perone lo terrà lontano dalle gare fino a settembre – segue a 66, precedendo nettamente gli alfieri CRT De Puniet a 28 ed Espargarò a 26.

    La graduatoria parziale Costruttori vede un sostanziale equilibrio, con la Yamaha per ora in testa con 201 punti contro i 186 della Honda, che soffre un po le prestazioni delle sue moto satelliti.
    Già completamente tagliata fuori la Ducati, terza e già doppiata a 96, mentre quarta è la ART a 41.

    La classifica di Team invece vede nettamente davanti la HRC che a quota 314 ha già sostanzialmente staccato la Yamaha Works a 251.
    Terza è la Yamaha Tech3, non molto lontana dai cugini Ufficiali a 203, che si permette di precedere nettamente la arcidelusa Ducati Ufficiale a 156. In quinta posizione troviamo poi la Honda Gresini (che schiera anche una CRT) a quota 89, appena davanti alla Honda LCR che pure conta sul solo Bradl e sui suoi 75 punti. Settima è la Ducati Pramac che col solo Barberà (a proposito: in California e forse anche in seguito il suo posto verra preso da Elias) totalizza 60 lungezze, mentre la prima squadra CRT è la Aspar che con due moto si trova a 54.

    Adesso, come già accennato sopra, il circus iridato attraversa l’atlantico prendendo la via degli Stati Uniti, razionalmente per due consecutivi GP, il primo dei quali si svolgerà già questo stesso week end nel torrido catino californiano di Laguna Seca, tradizionalissimo appuntamento di metà estate – prossimamente tornerà ad esserlo pure per la WSBK – che spesso in passato ha dato una svolta decisiva al Campionato.

    Questo sommamente atipico circuito dal caratteristico senso di rotazione antiorario, tutto curve e senza assolutamente un vero rettilineo, è il più corto di tutto il calendario iridato e si distingue, più che per i marcati dislivelli, per il famoso, sublime cavatappi (corkscrew), ovvero un rampino cieco – dal caratteristico e vertiginoso dislivello – da affrontare con estrema decisione e dove gli specialisti del circuito riescono solitamente a fare la differenza.
    Altrettando tipiche di questa zona sono le notevoli temperature che l’ambiente e soprattutto l’asfalto possono raggiungere, con serie conseguenze per le coperture la cui corretta scelta costituisce certamente un fattore sempre critico in ogni pista, ma ancora di più qui a Monterey.

    Bradl Assen 12 a

    Come sapete, l’anno scorso Laguna Seca vide il convincente trionfo di uno Stoner perfetto ed autore della gara forse più tattica della sua vita, nascondendo benissimo le sue carte fino ad oltre metà gara, quando si scatenò letteralmente lasciando solo le briciole agli eroici Lorenzo (caduto malamente il sabato e perciò terribilmente dolorante in gara) e Pedrosa, alla sua terza – in quella precedente però aveva vinto al Sachsenring – gara dal rientro dopo il noto infortunio alla clavicola e perciò ancora non al top della forma.

    Questa è una gara veramente difficile anche proprio da un punto di vista fisico: infatti i 32 giri richiedono un impegno, oltrechè mentale, anche decisamente muscolare perchè qui non ci si può riposare neppure per un singolo secondo, vista l’assoluta mancanza di un qualsiasi rettilineo. Quasi come al Sachsenring, qui si viaggia sempre costantemente piegati, per di più sempre alle prese con marcati dislivelli.
    Quindi, un circuito enigmatico, affascinante per le sue curve a volte in contropendenza, ma da un punto di vista fisico decisamente stressante, anche per le violente staccate che lo caratterizzano e per il caldo davvero torrido che, come ciliegina sulla torta, spesso ci si patisce.

    Ripeto, questo è tipicamente un circuito da specialisti: non per nulla Hayden vinse qui ben due delle appena tre corse iridate messe in totale in carniere fino a questo momento.
    Lorenzo ci vinse solo – e per grazia ricevuta – solo nel suo anno d’oro, ovvero il 2010, mentre il solo a dominarlo due volte tra gli Alieni è stato Stoner, letteralmente schiacciando la concorrenza nel trionfale 2007 con la Ducati e concedendo poi un formidabile bis l’anno scorso pure con la Honda, mentre Pedrosa ci vinse nel 2009 mancando poi una quasi certa vittoria l’anno successivo per caduta.

    E’ veramente significativo, comunque, che TUTTI e TRE i più prestigiosi piloti attuali abbiano vinto – Stoner nel 2007 e 2011, Pedrosa nel 2009, Lorenzo nel 2010 – recentemente su questo ovale monotono, lento, senza cambi di ritmo e assolutamente privo di un qualsiasi rettilineo, del tutto simile a qualsiasi altro kartodromo europeo (Sachsenring docet) eccezion fatta per il sublime cavatappi, unico – seppur lentissimo – suo tratto veramente peculiare.

    Fra i tre maggiori candidati al Titolo, quello che pare adattarsi meglio per stile a questa enigmatica – e per certi versi affascinante, non solo per le sue caratteristiche di base, ma anche e soprattutto per la caratteristica ed unica location – risulta essere Stoner, quindi parrebbe logico indicarlo quale probabile favorito anche quest’anno, ma l’attuale situazione di classifica consiglia di darlo almeno alla pari col lanciatissimo Lorenzo, lasciando Pedrosa nel ruolo di pericolosissimo outsider di lusso, con una quotazione solo appena inferiore agli altri due grandi protagonisti.

    Dani va tenuto particolarmente d’occhio perchè la sua corrente seconda posizione in graduatoria iridata ne fa attualmente il più pericoloso rivale di Jorge e potrebbe letteralmente mettere le ali ai piedi del piccolo catalano, giocando in tal modo un gran brutto tiro sia al connazionale rivale di sempre, sia al team mate, che da parte sua non deve assolutamente più commettere altri errori e puntare risolutamente alla Vittoria – un piazzamento infatti varrebbe a ben poco – per ridurre il suo già avvertibile gap (-37 dalla vetta) in classifica.

    Hayden Mugello 2012

    Una interessantissima incognita sarà sicuramente rappresentata dal già menzionato azzardo HRC a schierare già adesso le novità telaistiche e di motore inizialmente riservate al 2013, con Pedrosa addirittura intenzionato (ma si vedrà realmente solo dopo le prove) a portare in gara una RC213V quasi interamente inedita, sia di telaio che di motore, mentre Stoner dovrebbe pilotare quello che i colleghi d’oltreoceano già definiscono “Dr. Frankenstein”, ovvero una moto stranamente ibrida dotata del telaio corrente e di unità motrice aggiornata.
    Pagherà il rischioso gamble californiano della HRC? E’ quello che vedremo tra breve.

    Tenendo per ovvi favoriti i tre soliti Alieni, qui una volta eccellevano i piloti locali, l’ultimo dei quali a mettersi in luce fu Spies che soffiò lo scorso anno il quarto posto al Dovi, ma ormai con la perdurante e tremenda crisi di Texas Terror – e se la sua (improbabile, però) rinascita avvenisse a partire proprio da questa tappa casalinga, ormai da separato in casa? Comunque, secondo un’autorevole e preoccupante voce d’oltreoceano, Elbowz, sempre più distratto dalle gare di bicicletta, dai suoi ristoranti e da mille altre cose, potrebbe addirittura ritirarsi improvvisamente e definitivamente già alla fine di questa stagione, seguendo cioè esattamente le orme di Stoner (e, più anticamente, di Graeme Crosby) – ed il miserando declassamento di Edwards alla guida di una emerita caffettiera a due ruote, il solo pilota decente a stelle e strisce resta ormai Hayden, che per l’occasione sarà affiancato dal fratello Roger (militante nell’AMA SBK) quale consueta wild card.

    Dunque, oltre che ovviamente ai soliti Tre, occhio al Dovi, ad Hayden nonche al crazy horse Crutchlow – da parte sua, rimasto letteralmente basito nel constatare che il suo già praticamente certo trasferimento a Borgo Panigale sia stato improvvisamente congelato dalla nuova dirigenza Audi in Ducati: pare che per codesti emeriti cervelloni teutonici la nuova priorità sia (udite, udite, o tempora, o mores!) l’ulteriore, assurda e perniciosissima permanenza di quell’autentico Disastro Umano dell’ex pilota! – che potrebbe anche interpretare bene questo enigmatico circuito, senza ovviamente perdere di vista l’emergente e grintoso Bradl, ottimo quarto in una pista ostica e difficile come il Mugello.

    Da un punto di vista storico e statistico, sia Hayden (vincitore per due GP consecutivi nel 2005 e nel 2006) che Stoner (trionfatore nel 2007 e nel 2011, l’unico su due moto di Marche diverse) hanno la possibilità di eguagliare il favoloso tris da record del Grande Wayne Rainey, che dominò Laguna per tre anni consecutivi in Classe 500 nel 1989, 1990 e 1991.
    Ovviamente, è Stoner ad avere maggiori probabilità di eguagliare questa storica impresa del rider americano, che resterà comunque unica in quanto compiuta in tre anni consecutivi.

    Qui un pilota veloce come Barbera avrebbe fatto sicuramente bene e sarà interessante vedere cosa potrà fare invece al suo posto Elias, schierato come suo temporaneo sostituto dal team Ducati Pramac probabilmente per almeno tre GP, visto che lo sfortunato spagnolo (doppiamente fratturato a tibia e perone) non rientrerà che a settembre.

    Dunque, anche stavolta gli speziati ingredienti per un pirotecnico e gustosissimo spettacolo californiano in quel di Monterey sembrano davvero esserci tutti, dal possibile permanere al vertice del lanciatissimo Lorenzo ai fieri desideri di rivincita della sempre estremamente temibile coppia HRC – con Stoner praticamente obbligato a vincere per non perdere definitivamente la coincidenza col treno iridato – conditi con le importanti novità tecniche Honda, fino ai sempre possibili exploits di eventuali outsiders, quindi come sempre non prendete assolutamente impegni per questo stesso fine settimana, ed appuntamento certo, sacro ed irrinunciabile in Terra Statunitense (precisamente in California) per una nuovo eccitante episodio di questa sempre più incerta, adrenalinica e drammatica Saga MotoGp 2012!

    Crutchlow Assen 12 c

    DONOVAN

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