MotoGP Mugello. Valentino Rossi, a quando il ritiro? “Solo da Campione del Mondo”

Valentino Rossi e i suoi sette titoli Mondiali

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    Valentino Rossi Sepang

    Valentino Rossi è uno che non si perde d’animo. E’ un genio delle due ruote o un terribile rompiscatole, un grande comunicatore e un immenso “vincente”, nonostante le ultime cocenti sconfitte.

    Ancora una volta.

    E sarebbe l’ottava.

    Valentino ci crede, ci prova, ci riuscirà?

    Ora che il sette volte Campione del Mondo è tornato alla vittoria e in cima alla classifica mondiale, i riflettori della Stampa tornano a puntarsi su di lui.

    Niente più Stoner, giusto qualche accenno di Ducati (che si rompe) a piccole dosi, intanto Jorge Lorenzo non sta più così antipatico (perché vince) e il diplomatico silenzio di Pedrosa viene usato come prezzemolo d’ogni minestra.

    E’ così la stampa, è così che va il mondo, che fare?

    Ora “tira” Valentino, e parliamo di Valentino.

    Si ritirano fuori vecchie storie (Max Biaggi), vecchie semi-proposte mai concretizzate per davvero (Ducati) e si strappa qualche confessione che lascia il tempo che trova.

    Del resto, il discorso Biaggi-Valentino, soppresso ormai da qualche anno con la dipartita del campione romano alla volta della SBK, non è mai morto completamente.

    Max Biaggi frulla ancora nella testa dei centauri doc e ogni occasione è buona per disseppellire il discorso del celeberrimo dito medio “gentilmente offerto” dal numero #46 al centauro della Capitale durante il GP di Suzuka. Correva l’anno 2001 quando Biaggi buttò fuori pista Valentino. “È stato uno dei punti più alti della mia carriera. – ride Valentino Rossi mentre racconta, e aggiunge – Mi ha buttato fuori a 220 all’ora, in un posto in cui ci sono quattro metri di via di fuga. Gli è andata bene che gli ho fatto solo il dito, sono stato un gentiluomo“.

    Battibecchi qualche anno fa, atmosfera individualista anche adesso. Il box Yamaha continua a rimanere diviso in due (non potrebbe essere altrimenti) e i due team-mates (molto poco team-mates, in realtà) continuano a fare strada e storia a sé.

    A nessuno dei due interessa convivere forzatamente con un inquilino distante dalle proprie corde (perfetto quando si parla dei tre diapason Yamaha), e quindi ognuno a casa propria, e Yamaha per tutti.

    Sto molto bene da solo, – dice con estrema sincerità Valentino – lo sono stato anche quando ho vinto la 500, non ho bisogno di un compagno di squadra“. Anche perché, con gli pneumatici diversi, i punti in comune potrebbero essere meno del previsto.

    Valentino, e lo si sapeva, è un individualista e il rapporto di buon vicinato con un compagno di squadra non è comunque prioritario rispetto ad altro.

    Soprattutto, quando per “altro” si intende rinnovo del contratto.

    Penso che rimarrò in Yamaha perché sto troppo bene con loro – racconta Valentino alla Gazzetta – Andare a correre con la Ducati è sempre stata un’idea che mi ha eccitato, ma secondo me l’atmosfera è più bella da noi che da loro

    Se poi si parla di ritiro dalle corse, la risposta di Valentino al Giornale è tassativa: “ Corro per essere il migliore, per dimostrare qualcosa a me stesso. – e il ritiro? – Solo da Campione del Mondo