Motogp Olanda: la pagella del giorno dopo

Ottima prestazione per Valentino Rossi, l'unico fuoriclasse della giornata

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    Valentino Rossi domina il Gran Premio di Assen sbaragliando i suoi avversari e conquistando la vittoria numero 100 in carriera. Salgono sul podio l’altra M1 di Jorge Lorenzo, seguita da un dolorante Casey Stoner. Buone le prestazioni di Colin Edwards e di Chris Vermeulen, mentre deludono gli altri italiani.

    Valentino Rossi- 9.9 periodico- Voto quasi perfetto per il campione di Tavullia, il quale regola la pratica olandese con una facilità disarmante: pole position e vittoria numero 100. La sua M1 vola e neanche Lorenzo, questa volta, può opporsi al suo ritmo martellante. Dopo Barcellona, il Dottore offre l’ennesima dimostrazione di forza e prepotenza. La corsa al titolo è ancora lunga e Vale può solo migliorarsi. Vale fa 100, ma non siamo alla ruota della fortuna e il suo è solo un talento innato, frutto di genio e follia. Come Dustin Hoffman: Rain Man

    Jorge Lorenzo- 6.5- Il corridore maiorchino non riesce a colmare il vuoto che il suo team mate gli ha messo davanti e non può neanche sognare di poterlo raggiungere. Oggi Lorenzo è apparso ridimensionato e rassegnato alla resa, come se la vittoria di Valentino fosse già stata decisa dal destino. Nonostante questo, il pilota incassa come Rocky Balboa e giura di non sentir male. Deve crederci fino alla fine e magari rischiare qualcosa in più. Nel frattempo ne esce bastonato. Il pirata triste.

    Casey Stoner- 6- Il grande Casey, dopo le prime curve di Assen, si abbandona al terzo posto come un barbone alla stazione. A disturbare il suo rendimento ci pensa anche un problema intestinale, oltre al nervosismo dei giorni scorsi, ma alla fine, giunge terzo e il podio non si butta mai, soprattuto con un campionato così equilibrato. C’è una stagione ancora tutta da vivere e per la quale lottare, dove tutte le gerarchie potrebbero cambiare nel giro di qualche gara. Oggi però, taglia il traguardo con 17 sec. di ritardo dal primo classificato e non è mai stato realmente in gara. Cercasi Stoner disperatemente.

    Colin Edwards- 6 meno- Il centauro della Yamaha satellite, sfodera una delle sue prestazioni sicure e porta il suo bolide nei piani alti della classifica. L’americano ritorna a far parlare di sè e questa volta non per qualche suo errore di distrazione. Il suo quarto posto è un buon risultato, ma non è di sicuro esaltante al punto tale di poter parlare di podio sfiorato. Si limita a seguire la scia di fumo delle marmitte dei tre moschttieri e porta a casa la pagnotta. La mummia: il ritorno.

    Chris Vermeulen- Suzuki- 6.5- Chiude la sua gara con una quinta piazza che lo ripaga delle tante delusioni della stagione in corso. Il nuovo propulsore Suzuki da i suoi buoni frutti e dopo il buon Capirex, anche Chris può prendersi le sue soddisfazioni. Rinfrancato

    Dani Pedrosa- non classificato- Se la Honda non provvederà ad un sostituto, il pilota spagnolo arriverà a fine stagione con le gambe rotte. Il ragazzo non è in forma e bisogna dargli il tempo di recuperare dopo i continui incidenti dei quali è vittima. Invece, il team giapponese si ostina a volerlo rovinare definitivamente. In condizioni ottimali può dar fastidio a tutti i piloti migliori e magari riuscire a collezionare qualche buon risultato. Una vita da salvare

    Andrea Dovizioso-3- Dopo lo stress di aver sfiorato il podio nelle gare precedenti, al Gran Premio olandese, l’italiano si spalma sulla ghiaia. Non avrà più l’etichetta di eterno quarto, ma il suo scarso rendimento non può essere sempre colpa della moto troppo rigida. Purtroppo per lui, quest’anno non è al livello dei piloti più forti e la sua stagione della consacrazione tarda ad arrivare. Eterna promessa

    Mika Kallio- 2 - A fine gara, qualche telespettatore si sarà chiesto, cosa fosse quella scia rossiccia, apparsa sui teleschermi durante le ultime curve del tracciato. Beh, quella striscia era il povero Mika Kallio che lucidava, l’asfalto con la sua povera mano. Senza quell’errore sarebbe stato sesto e avrebbe consentito un bel salto di qualità per il suo Team Pramac. Senza infamia e senza lode.

    Il resto dei piloti- 2 meno- Rispetto ai primi tre, praticamente girano con un anno luce di ritardo. Troppo il divario tecnico e umano per poter competere con i Tre Moschettieri della Motogp. La loro gara è un campionato a parte, spettacolare con tutti i loro sorpassi, ma effettivamente davanti dove c’è la vera bagarre, non ci arriva mai nessuno. Wanted

    Yamaha- 8- Conferma il suo strapotere sugli altri costruttori, non solo per il valore della ciclistica oppure del porpulsore, ma anche perchè può vantare due top riders indiavolati come Rossi e Lorenzo. Come diceva il nostro giovane premier italiano qualche anno fa, anche la M1 potrebbe affermare con relativa tranquillità: ” sono invincibile”