MotoGP, Pedrosa:”Una mano da Stoner? Ce la faccio da solo”

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    Viene da molti considerato un pilota senza sufficiente aggressività, cosi si è guadagnato il soprannome di Camomillo, Dani Pedrosa. Ma il 2012 è un anno di cambiamenti per tanti piloti, e pare che il minuscolo Dani non faccia eccezione. Doveva essere solo lo scudiero di Casey Stoner, che doveva riconfermare il titolo vinto la scorsa stagione, e invece, colpevole anche l’infortunio del Canguro Mannaro, Pedrosa si ritrova a lottare per il mondiale. Così gli è stato chiesto se avrebbe avuto bisogno dell’aiuto del compagno di squadra per vincere il titolo che ancora gli manca.

    La sua risposta è stata:

    “Devi vincere un campionato è perchè sei migliore di chiunque altro, non perchè sei stato aiutato. In passato abbiamo visto diversi casi in cui ad un pilota servivano dei punti e il compagno glieli ha ceduti per una caduta o in un altro modo, ma Casey è un vincente e non gli chiederei mai di fare una cosa del genere

    “Siamo compagni di squadra, ma siamo entrambi dei vincenti e se riuscirà a tornare, credo che lo farà per provare a vincere le ultime gare della sua carriera. Per essere chiari, io voglio solo provare a fare una grande gara ogni domenica, senza pensare troppo anche a quello che fa Lorenzo”

    Idee chiare. Un vero pilota non deve vincere grazie all’aiuto degli altri, deve vincere perché grazie ad un insieme di fattori è superiore agli altri. In un campionato estremo come quello della MotoGP, questo vuol dire essere il pilota più veloce al mondo con le due ruote, e non si tratta di un obbiettivo alla portata di tutti. Tanti ottimi piloti si limitano a scaldare i banchi della seconda e terza fila quando magari dominavano senza contrasti i vari campionati nazionali. Questo perché adesso fanno parte dell’Elite, e Dani questo lo capisce fino in fondo. Purtroppo qualche errore, in buona parte dei casi non suo, lo fa partire per la fine di campionato con 33 punti di svantaggio da Jorge Lorenzo, che sta facendo un altra stagione come quella del suo titolo mondiale. Il Maiorchino infatti ha dalla sua due vittorie in più rispetto a Pedrosa, risultati più costanti dovuti alla posizione “di punta” che Lorenzo ricopre nella squadra Yamaha, posizione che Dani non ha mai ricoperto. Adesso si vola in Giappone, quart’ultima gara di questo 2012 che segna la svolta di molti piloti. I cambi di casacca sono stati tanti, e ancora di più saranno nel 2013, alcuni se ne vanno, altri restano. Ma hanno ancora tutti quanti la voglia di tenere tra le mani la coppa del Campione del Mondo. Vedremo chi quest’anno otterrà l’ambito Trofeo

    Motomondiale GP Aragon 2012   La gara

    Foto By AP/LaPresse