MotoGp Phillip Island 2013: disastro Marquez, Lorenzo vince e riapre il Mondiale!

Scandaloso, incredibile sedicesimo episodio della MotoGp a Phillip Island dalla cervellotica ed assurda formula dry flag to flag causata dalle gomme Bridgestone non in grado che di percorreer appena 10 giri prima di distrugegrsi nel nuovo asfalto australiano

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    Motomondiale Malesia 2013, il venerdì a Sepang

    ll sedicesimo, sconcertante, pazzesco episodio di questa sempre più drammatica Saga MotoGp 2013, andato in scena qui dal romantico ed impegnativo circuito vecchio stile di Phillip Island – orfano quest’anno del suo Signore e Dominatore Casey Stoner, vincitore qui di SEI corse consecutive – è risultato sicuramente tra i più disastrosi della Storia recente, in cui come avevo ampiamente previsto si è verificato un autentico doppio disastro annunciato: organizzativo dovuto alla sciagurata decisione di dividere la corsa in due parti con cambio moto OBBLIGATORIO tra il nono ed il decimo giro, ed umano, in quanto solo per un autentico miracolo non si è verificata un’autentica TRAGEDIA in pista, quando Marquez (che comunque andava fermato prima che uscisse, infatti era già squalificato avendo effettuato il cambio all’undicesimo giro!!) immettendosi in pista senza minimamente guardare e/o dare la precedenza a chi stesse già percorrendo il rettilineo alla massima velocità, è stato inevitabilmente urtato dal velocissimo sopraggiungente Lorenzo, formidabile Vincitore della corsa davanti a Pedrosa.

    Questi, saggiamente il primo in assoluto a cambiare moto all’inizio del nono giro, a sua volta pero è incappato in un evidente errore (ben più veniale, però) arrivando decisamente troppo veloce nella zona della pit lane in cui vigeva il imite di 60 km/h, sbandando vistosamente e quasi cadendo nella disperata frenata messa in atto all’ultimo momento.

    Il team mate è invece incorso in un errore imperdonabile, semplicemente colossale, NON marcando strettamente Lorenzo come un’elementare quanto efficace strategia di gara avrebbe imposto.

    Infatti, Marc per qualche misteriosa ragione NON è rientrato per cambiare moto assieme a Jorge al decimo giro, ovvero l’ULTIMO utile, bensì è assurdamente rimasto in pista, effettuando poi il cambio solo il giro dopo, quando per regolamento era troppo tardi!

    Secondo me si è trattato di un errore del (troppo impulsivo ed inesperto) PILOTA – forse per l’eccessiva velocità ha mancato di rientrare dietro a Jorge, fatto sta come NON abbia nemmeno accennato ad un sia pur minimo rallentamento all’ultimo giro utile – piuttosto che del TEAM: mi rifiuto infatti di pensare che una Squadra esperta come la HRC abbia potuto sbagliare nel computo dei giri ed abbia pertanto mancato di segnalare tempestivamente ai propri riders il momento giusto per cambiare moto!

    La prova che le segnalazioni da parte della HRC siano state tempestive è il fatto incontrovertibile che Pedrosa sia stato il primo in assoluto ad effettuare tale manovra al nono giro, mentre Lorenzo è rientrato al decimo, ultimo utile come da regolamento.

    Per quale ragione Marc non ha seguito Jorge??

    La bandiera nera a Marquez pertanto è stata pienamente meritata, anzi i commissari avrebbero dovuto fermare immediatamente il giovane spagnolo, impedendogli letteralmente di salire sulla seconda moto e di ripartire, visto che ormai era inesorabilmente squalificato: avrebbero evitato quel che è successo immediatamente dopo, ovvero una tragedia sfiorata con la collisione tra l’incolpevole Lorenzo e lo scriteriato, follemente pericoloso Marc, che solo per questa sua criminale (nonchè quasi fatale!) imprudenza – causata ripeto anche dagli organizzatori, che NON avrebbero dovuto farlo ripartire tout court! – meriterebbe di vedersi tolti numerosi altri punti sulla “patente”!!

    Dunque il disastro annunciato che avevo profetizzato qualche ora prima della partenza si è puntualmente verificato.

    E CHE RAZZA DI DISASTRO!

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    Avevo detto che nella migliore delle ipotesi l’esito finale di una corsa siffatta, nata male ed impostata peggio, impostata con regole tanto assurde quanto balzane (e che per giunta cambiavano di minuto in minuto, per aggiungere confusione a confusione!!!) sarebbe risultato sicuramente FALSATO, e con esso pure il Campionato Mondiale.

    Avevo anche aggiunto come fosse quasi altrettanto certa la possibilità che si verificassero incidenti anche gravi: come tutti hanno visto, solo per un autentico miracolo la collisione tra il velocissimo Lorenzo ed il rientrante in pista (ma quando era già squalificato, e pertanto non avrebbe dovuto proprio rientrare!) Marquez – trascurando qualsiasi benchè minima elementare prudenza, immettendosi sul rettilineo a testa bassa, assurdamente senza preoccuparsi affatto di guardare chi sopraggiungesse – non ha provocato una TRAGEDIA.

    Se proprio si volevano evitare problemi di durata delle scadentissime gomme giapponesi – e qui le colpe della Bridgestone sono talmente piramidali e gigantesche da indurmi a ripetere ancora una volta che SOLO sotto un regime di monopolio, ovvero il famigerato Monogomma, questo scandaloso, gravissimo episodio avrebbe potuto verificarsi – si sarebbe potuto ridurre ancora il numero di giri da percorrere in una corsa singola (in fondo, da regolarmento, per rendere valida una gara basta percorrere solo la metà dei giri previsti, più uno), oppure dividerla in due manches uguali, poniamo, di 10 giri l’una, con somma dei tempi.

    Insomma, quasi TUTTO si poteva tentare, TRANNE la cervellotica e fallimentare soluzione – del tutto degnamente messa in campo dalla Dorna e dalla sua massa di espertoni incompetenti, tra cui adesso annovero pure Uncini e Capirossi, senza dubbio tra gli ideatori di questa FARSA, comica e drammatica insieme) poi effettivamente adottata, un qualcosa che, visti i pietosi risultati, mi auguro che NESSUNO OSI MAI RIPETERE!

    Come può essere accaduta una cosa simile?

    Come può la Dorna, solitamente tanto attenta alla sicurezza, aver permesso che la Bridgestone sia arrivata qui SENZA fare ALCUN test prima delle prove del venerdì?

    La ripavimentazione della pista – con un asfalto estremamente performante e perciò stesso altamente abrasivo, tra l’altro pressochè identico a quello del Mugello, visto che il lavoro è stato eseguito dallo stesso team di specialisti – era nota da dieci mesi, essendo stata completata nel Dicembre 2012.

    Possibile che nessuno si è preoccupato di saggiare la resistenza delle gomme in precedenza?

    Semplicemente inammissibile!

    Non si può certo invocare la lontananza dell’Australia per l’aver colpevolmente omesso di effettuare dei tests così assolutamente indispensabili. La questione degli pneumatici è semplicemente vitale per la sicurezza in uno sport tanto pericoloso come il Motociclismo.

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    Ciò che è accaduto è semplicemente scandaloso, nonche criminale, e dovrebbe far riflettere sulla possibilità di superare una volta per tutte questa assurda condizione del monogomma. In un regime di libera concorrenza questo vergognoso episodio non sarebbe MAI avvenuto, mentre in condizioni di comodo monopolio, senza il pungolo degli avversari, tali assurde trascuratezze avvengono, ed avverranno ancora.

    L’amara lezione imparata a Phillip Island non deve rimanere vana, deve anzi rifulgere (sia pure, vergognosamente) quale gigantesco monito per impedire che simili cose possano MAI avvenire ancora, con le nefaste conseguenze che si sono viste, ovvero per prima cosa falsare Campionati Mondiali, e soprattutto causare tragedie del tutto inutili ed evitabili applicando non solo i più spinti criteri PREVENTIVI di prudenza, ma prima di tutto il buon senso.

    Quindi, d’ora in poi, ammonita da questa sconcertante esperienza australiana, auspico (e fermamente credo) che la Dorna debba da subito rendere obbligatori test severi e tempstivi su ogni pista del calendario Iridato recentemente ripavimentata.

    L’onta e la vergogna di Phillip Island 2013 non saranno cancellate e rimarranno per sempre come qualcosa di assurdamente negativo nella Storia di questo Sport, ma almeno d’ora in poi si faccia in modo da non ripeterle!

    Tornando a questa sconcertante e confusissima corsa divisa in due, anche qui si è visto CHI sia attualmente il più forte – anche mentalmente – e completo pilota in campo, pur in sella ad un mezzo inferiore alla migliore concorrenza, ovvero ovviamente Jorge Lorenzo, oggi al prestigioso traguardo della sua cinquantesima Vittoria nel Mondiale Velocità.

    Marquez, pur pilota velocissimo, ha invece ancora una volta dimostrato emblematicamente proprio QUI tutti suoi limiti: troppa irruenza, poca testa e soprattutto la persistenza ad essere estremamente pericoloso in pista, del tutto incurante della sicurezza propria ed altrui. La sua scriteriata uscita in pista senza minimamente guardare chi sopraggiungesse è apparsa a molti quale un vero e proprio SUICIDIO, e poco è mancato che lo fosse davvero.

    Orbene, si suicidi pure questo sorridente bamboccio, ma non gli si deve assolutamente consentire di coinvolgere ALTRI!

    QUI per me si devono prendere provvedimenti severi ed immediati, o la prossima volta, ovvero alla sua ennesima spacconata ci scapperà il morto.

    Vada come vada questa stagione, per me NON merita assolutamente il Titolo.

    Questo suo sconcertante ed evitabile zero, dovuto esclusivamente ad un proprio errore, NON controbilancia assolutamente la costante fortuna goduta durante tutta la stagione, approfittando degli inopinati infortuni patiti dai suoi due unici rivali per la corsa al Mondiale, pesantemente limitati da questo per vari GP.

    Non compensa memmeno la evidentissima protezione e sostanziale impunità goduta fino a questo momento dalla mafieggiante Dorna, che ne ha fatto già il suo nuovo intoccabile protetto, abbandonando l’ormai inutile sua precedente creazione. Sapete chi sia codesto farlocco fantoccio, vero?

    Pedrosa, sempre poco efficace qui in Australia, ha avuto stavolta una giornata positiva quasi come Jorge, arrivando ad un inedito secondo posto. Pensate, con la Vittoria mancata di Aragon – guarda un pò il caso, è stato atterrato proprio da Marquez, non dimenticatelo – ora avrebbe 25 punti in più (ed a Marc occorrerebbe toglierne 5, perchè sarebbe arrivato solo secondo), ora Dani sarebbe a SOLO QUATTRO PUNTI dal team mate!

    Che ve ne sembra?

    L’ex pilota ancora una volta è finito miseramente buon ultimo tra i soli quattro che dispongano di una moto vincente, e come ad Aragon il suo fortunoso podio è dovuto unicamente alla eliminazione dai giochi di uno dei Tre Alieni.

    Combatte desolantemente solo con (il pesantemente handicappato, perchè infortunato) Crutchlow e con Bautista, entrambi in sella a moto private nettamente inferiori alla sua ed arrivati rispettivamente quarto e quinto alle sue spalle solo per pochi decimi. Serve aggiungere altro?

    Sesto è finito “Segalattica” Smith, oggi meno assopito del solito, davanti ad una pattuglia Ducati che ha visto per una volta il dimissionario Hayden (già peraltro con la testa sulla Honda MotoGp “production racer” semplificata che schiererà il suo prossimo Team Aspar) precedere Dovizioso, così in cattiva giornata da farsi battere sul traguardo anche da Iannone. Ancora più indietro la solida coppia CRT motorizzata Aprilia ART proprio dell’attuale team Aspar, con DePuniet per una volta più veloce di Espargaro.

    Come accennato prima, la classifica Piloti vede sempre in testa Marquez a quota 298 punti, ora solo 18 in più di Lorenzo ora a 280, a sua volta 16 lunghezze davanti a Pedrosa salito a 264 (ancora adesso, nonostante il progresso, ormai praticamente escluso dalla lotta iridata).

    Da notare ancora che SE Dani avesse vinto anche ad Aragon, si troverebbe ora a soli 4 punti da Marquez!

    La graduatoria Costruttori, tenuto sempre conto della perdita per la Honda (per squalifica) dei 25 punti di Aragon, vede la Honda a quota 349 punti precedere ormai di pochissimo la Yamaha a livello 331, mentre terza è la Ducati già più che doppiata a 140. In quarta posizione segue la prima Marca CRT, ovvero la valorosa ART (motorizzata Aprilia RSV4) a quota 91.

    L’importantissima classifica di Team vede decisamente al comando la HRC in fuga a 542 punti, inseguita ormai da molto lontanio dalla Yamaha Works a 494. La Yamaha Tech3 (prima squadra satellite) segue staccatissima terza a livello 278, mentre quarta risulta la Ducati Ufficiale a quota 238.

    Seguono poi i due Teams satelliti Honda, ma l’LCR resta al palo a 135 punti (tutti conquistati dal solo valente Bradl, infortunato ed oggi assente non avendo superato il test del venerdì di abilitazione alla corsa), ed è sempre sesto ancor più distanziato dal Gresini quinto con 147 (con due riders, di cui uno sulla CRT Honda, ovvero Staring, oggi punito dalla bandiera nera al pari di Marquez ).

    L’Aspar con le ART motorizzate Aprilia, oggi in grande evidenza con Espargarò undicesimo e DePuniet decimo, sempre di gran lunga la prima squadra CRT, diventa ora settima assoluta con 124 superando la Pramac Ducati ora a quota 120 punti, conquistati da ben 4 riders (ovvero Iannone, oggi ottavo, Pirro e lo sfortunatissimo Spies, cui si era aggiunto anche il derapatore Hernandez).

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    Adesso quella che ci attende questo stesso fine settimana è l’ultima delle tre tappe ravvicinate dell’australasia, ovvero l’episodio giapponese in scena al Twin Ring di Motegi, impianto come tutti sappiamo di proprietà della Honda, dove Marquez potrebbe avvantaggiarsi decisamente del fattore ambientale favorevole.

    Infatti, non solo qui la HRC giocherà in casa, ma sono proprio le caratteristiche intrinseche del circuito – un tracciato sgradevole (in questo ricorda molto Le Mans: ennesimo ridicolo e disarmonico toboga-kartodromo in calendario, tutto stops e ripartenze, dal ritmo spezzettato e schizofrenico, senza alcuna fluidità ) ed a mio avviso pure pericoloso che esalta le brusche frenate con staccate al limite ed altrettanto improvvise ripartenze, enfatizzando la frenata e l’accelerazione, proprio aspetti in cui la robotizzata RC213V attuale è nettamente superiore alla M1 – a favorire ancor di più le moto targate Repsol.

    Qui il favorito d’obbligo sembrerebbe Pedrosa, brillante Vincitore degli ultimi due appuntamenti giapponesi, favorito l’anno scorso dall’infortunio di Stoner e nel 2011 da un suo lungo (dovuto ad un inconveniente ai freni mentre era in testa) che relegò al terzo posto il Geniale Fuoriclasse Australiano, ormai tranquillo in classifica e inesorabilmente lanciato verso il suo secondo Titolo di Campione del Mondo.

    Casey vinse anche nel 2010 con la GP10, con una bella Vittoria che rimase la sua penultima (quella finale fu a Phillip Island) con questa moto.

    Dani fu terzo anche nel 2008 e Vincitore nel 2004 in Classe 250.

    Lorenzo ci vinse nel 2009 sotto la pioggia (quando il GP fu collocato una tantum in Aprile come secondo nel calendario iridato) e nei tre anni successivi fu quarto e due volte secondo sempre dietro a Dani.

    Marquez qui conta una Vittoria nel 2010 in 125 e successivamente un secondo posto ed una Vittoria in Moto2, per un curriculum giapponese quindi di tutto rispetto.

    Visti i precedenti, dovrebbe essere ragionevole prevedere un vincitore tra i due riders HRC, specie per il fatto che qui si giochi in casa della Honda.

    Io invece vado come al solito controcorrente (e di solito ci prendo, per restare alle ultime tre corse ho indovinato in pieno i vincitori di Sepang e Phillip Island, e pure quello di Aragon, ovvero Dani, SE non fosse stato atterrato dal team mate) ed indico ancora risolutamente Lorenzo quale vincitore, semplicemente perchè l’alfiere Yamaha, una volta di più, NON ha assolutamente alternative a vincere, sperando poi che a Marquez succeda qualche altra cosa, esattamente come accaduto in Australia.

    Insomma il formidabile combattente Jorge deve a tutti i costi annullare anche il secondo match point di Marc e lo può fare solo vincendo.

    Marc molto probabilmente correrà da solo a Motegi, senza giochi di squadra visto che che Dani non è ancora matematicamente escluso dalla lotta iridata. Ovvero, anche lui dovrebbe provare a vincere a tutti i costi per tenere vive le sue residue speranze, e vedere cosa possa succedere in campo avverso.

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    Casey Stoner in azione con la GP7

    Certo, visto il cocente smacco di Phillip Island, la HRC potrebbe senz’altro diramare ordini di scuderia e non ci sarebbe nulla di male: nella Storia del Motociclismo, il 99,9% dei Titoli Mondiali si sono decisi a questo modo. Sono cose che capitano da che mondo è mondo, e vista l’imortantissima posta in palio (ovvero, il frutto di lunghi anni di lavoro, nochè di enormi spese) sono da sempre favorevole ad essi, quando il caso lo richieda.

    Una parte essenziale in questo sperare in imprevisti vari (che possano fermare i rispettivi avversari dei Tre Alieni ancora in lizza per il Titolo) la giocherà senz’altro il fattore meteo.

    Qui a Motegi in tempi recenti si è avuta una incredibile successione di eventi eccezionali in qusto senso.

    Dopo il rinvio del GP per la nefasta eruzione dell’impronunciabile vulcano islandese (che fece rinviare o annullare migliaia di voli aerei per un lungo periodo), anche nel 2011 ad esempio si ebbe un nuovo enorme disastro che fece rimandare ad ottobre l’evento, ovvero il famoso terremoto-tsunami con relativa perdita radioattiva (ancora adesso NON risolta affatto) dalla centrale atomica danneggiata di Fukushima, con relativo strascico di scottanti polemiche e serie minacce – poi rientrate – di boicottare la corsa per motivi di sicurezza.

    Adesso, pare che ci si metta pure un Tifone Tropicale detto Francisco, che continua a espandersi e minaccia proprio la fattibilità stessa del GP giapponese, visto che reports del governo indicano che si tratti del più potente evento del genere che raggiungerà il Paese fin dal 2004.

    Sono previste violente piogge sulla zona del circuito per venerdì e sabato, con forse qualche miglioramento per domenica.

    Per restare alle parole di Danilo Petrucci: “Giappone: terremoto, tsunami, radiazioni, adesso anche un tifone. manca solo Godzilla!”

    Dunque con queste eccitanti premesse, sono possibili, anzi probabili altri interessanti colpi di scena in questo appassionatissimo finale di Campionato, tanto che nemmeno Marquez – pur ancora enormemente avvantaggiato disponendo di 18 preziosi punti quando ne rimangono solo 50 in palio – possa dirsi veramente al sicuro.

    Il graniticamente solido, ultraveloce e bravissimo Lorenzo proverà certamente ad approfittare ancora di una eventuale situazione ambientale particolare (e come ho detto, qui le premesse ci sono, eccome!), esattamente come è già successo in Australia, cercando di vincere a tutti i costi e sperando che al suo troppo giovane, impulsivo ed inesperto avversario capiti ancora qualcosa di imprevisto.

    A rubare punti al sorridente bamboccio della HRC potrebbe infatti concorrere non solo il suo stesso team mate Pedrosa – che, ordini di scuderia o no, deve avere ancora il dente avvelenato nei suoi confronti per i fatti per lo meno sospetti di Aragon – ma, in caso di pioggia (specie se massiva) anche tutta una serie di inaspettati outsiders, come Dovizioso (sempre alla disperata ricerca di un Podio già solo sfiorato a LeMans: non dimentichiamo che questa potrebbe risultare la SOLA stagione in cui la Ducati non ne conquisti neanche uno in MotoGp dai suoi esordi nella Classe nel 2003) oppure il pur acciaccato Crutchlow che già gli tolse punti a LeMans sul bagnato.

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    Restando nel campo Tech3, pure l’altro britannico Smith, da sempre in ombra, potrebbe dimostrare cosa sappia fare sotto la pioggia.

    Anche nel 2007 del resto ci fu una sconcertante lotteria bagnata flag to flag che innescò l’unica, fortunosa Vittoria di Capirossi sulla per lui enigmatica GP7 di 800 cc, proprio nel giorno il cui il suo Geniale team mate Stoner celebrò il suo primo trionfo Iridato laureandosi matematicamente Campione del Mondo.

    Per tutto quanto spostoprima, il Giappone è ormai per sua peculiare tradizione terra di disastri e di imprevisti, dunque ragazzi miei, lo spettacolo è davvero assicurato!

    Dunque, le premesse per un altro GP altamente drammatico e ricco di possibilii colpi di scena sono assicurate anche e soprattutto stavolta, alla stretta finale nella serratissima lotta per il Titolo Iridato: dalla granitica volontà di Lorenzo di vincere ancora per prolungare fino in quel di Valencia l’estrema resa dei conti con Marquez, alla possibilità di quest’ultimo di gestire con relativa calma la situazione, forte del suo ancor cospicuo vantaggio in classifica, PURCHE’ non si faccia prendere dal nervosismo e dalla sua tipica frenesia (ovvero quanto esattamente e clamorosamente successo a Phillip Island!), fino all’enorme voglia di rivincita di Pedrosa, non ancora escluso dalla lotta iridata, ed al possibile inserimento di altri contendenti per la Vittoria parziale, approfittando degli attesi sconvolgimenti meteo.

    Sarà un bel vedere, ve lo dico io!

    Allora, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certissimo ed improrogabile in Terra Giapponese per assistere al sublime spettacolo di questo straordinario thrilling, ovvero la resa dei conti finale per il Titolo Iridato in questa incredibile, drammatica ed appassionante Saga MotoGp 2013!

    DONOVAN