MotoGp Portogallo 2012: Stoner espugna anche Estoril e guida il Mondiale!

Terza gara della stagione MotoGp all'Estoril, che si conclude con la Vittoria di Stoner, la sua seconda consecutiva e la 42 esima in Carriera

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    Stoner  Estoril  1

    La terza entusiasmante puntata di questa sempre più sorprendente Saga MotoGp 2012 ha visto (confermando in pieno le mie previsioni) il totale trionfo di uno Stoner inesorabilmente fortissimo ed ispirato che senza praticamente commettere un solo errore ha espugnato anche il ventoso circuito vecchio stile di Estoril, il SOLO ormai che mancasse – eliminato dalla lista nera anche il detestato kartodromo di Jerez appena due settimane fa – alla sua vastissima collezione di trofei Iridati, andando ancora una volta ad umiliare Lorenzo proprio sul suo circuito preferito in assoluto nonchè il team mate Pedrosa che pure aveva brillantemente vinto qui l’anno scorso.

    Casey, esattamente come in Spagna, ha dunque confezionato una gara-monstre restando stavolta al comando dal primo giro fino all’ultimo e non dando mai occasione al solito tenace inseguitore Lorenzo di attaccarlo, anzi staccandolo convincentemente nei due giri finali a suo piacimento, dimostrando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che soltanto il problema al braccio non gli abbia consentito di vincere pure nella prediletta Losail con un distacco a dir poco imbarazzante.

    Poco male, qui in Portogallo Casey ha confermato in pieno di essere in assoluto il più forte sulla piazza, e proprio in una pista – esattamente come nel GP scorso – da sempre feudo dei suoi diretti avversari, sconfitti pertanto duramente ancora in casa propria.

    Dietro il trio di Alieni che fin’ora ha monopolizzato TUTTI i Podi – e statene certi, salvo sempre possibili infortuni sarà così per tutto il Campionato – troviamo un grande Dovizioso stavolta ben davanti al team mate Crutchlow, dimostrando rapidi progressi nell’adattamento alla sua nuova cavalcatura.

    Gli alfieri Yamaha satelliti hanno preceduto di molto la prima Honda clienti (assolutamente questa NON è la HRC destinata a Simoncelli, per chi non lo avesse capito) di Bautista, qui al miglior risultato della stagione.

    Come volevasi dimostrare.

    Avevo detto che Stoner avrebbe – braccio destro permettendo – continuato la striscia vincente anche QUI, pure in una pista a lui avversa dove non aveva MAI vinto, e lui puntualmente ha dominato la concorrenza senza commettere un solo errore.

    Questa era ormai l’ultima rimasta.

    Adesso, NON esistono proprio più piste al Mondo dove Casey non abbia già imposto il suo marchio di dominatore, nè del Calendario presente nè di quelli passati, come è il caso degli splendidi circuiti veloci di Shangai e Istambul, due autentiche perle colpevolmente ed incomprensibilmente escluse dal Mondiale ormai da molti anni.

    Questo, causa la imperante crisi economica, potrebbe essere davvero l’ultimo GP del Portogallo per molto tempo.

    Già quest’anno gli organizzatori hanno potuto garantire solo all’ultimo momento i fondi necessari a permettere lo svolgimento della tappa Iridata, quando già questo appuntamento stava per essere cancellato dal calendario.

    La Storia del GP portoghese comincia nel lontano 1987, ospitato a Jarama in Spagna, sede pure dell’episodio dell’anno successivo, ma a Jerez.

    Poi, la saga lusitana riprese solo nel 2000 nella sede attuale, per un totale quindi di 15 puntate del Mondiale Velocità.

    Purtroppo, questa pare proprio essere l’ultima della serie, almeno per il momento.

    Mala Tempora………..

    Oggi, con questo nuovo trionfo portoghese, l’asso australiano raggiunge Biaggi (e Mang) nel numero totale di GP conquistati nel Mondiale Velocità, portandosi a quota 42, anche se i conti tra questi due Geni del Motociclismo (sicuramente i due Più Forti riders tutt’ora in attività al Mondo) non sono certo pari, Max vantando ben TRE Allori Mondiali in più e ben 17 GP vinti in WSBK da aggiungere a quelli inanellati nel Circus Iridato FIM (29 in 250, 13 in 500/MotoGp).

    LaPresse

    A proposito di statistiche, dopo aver da poco passato (a Jerez) la boa del centesimo start nella Classe, anche Pedrosa ha motivo di festeggiare qui, avendo centrato il Centesimo Podio – in Tutte le Classi – nel Mondiale Velocità, un’esclusiva e prestigiosissima Elite Mondiale in cui il catalano entra come settimo rider in assoluto di Tutti i Tempi, dopo gente come Rossi (175), Agostini (159, ma con un rapporto Vittorie/Podi altissimo ed assolutamente ineguagliabile, ben 123 su 159!!), Nieto (139), Read (121), l’Immenso Mike The Bike Hailwood (112) e naturalmente il Quintuplice Iridato Biaggi (111).

    Quest’ultimo può ovviamente mettere sul piatto della bilancia un numero enorme di Podi (ne centrò ben 17 solo nell’anno di esordio, il 2007) Iridati in WSBK, oltre ovviamente alle 17 Vittorie.

    Dani è nettamente l’ultimo tra questi Campioni come numero di Titoli Iridati conquistati fin’ora (solo 3): a 26 anni di età, però, è il secondo rider più giovane di sempre a raggiungere questo prestigioso traguardo.

    A sua volta Stoner raggiunge con questo successo il diciottesimo Podio consecutivo nel Mondiale Velocità, mettendosi in caccia del recordman Iridato di Tutti i Tempi Agostini (22) e del runner up Biaggi (21).

    Per la Honda, si tratta del settimo (non tutte le Vittorie sono targate HRC, però: ricordate il trionfo di Barros con il Team Pons sotto il diluvio nel 2005?) successo su tredici gare nella Classe all’Estoril, mentre la Ducati qui non ha mai vinto neppure nella brillante (e da tutti i Ducatisti amaramente rimpianta) Era Stoner.

    I due riders Honda Repsol hanno fin’ora centrato TUTTI i Podi, esattamente come Lorenzo.

    Quest’ultimo, sempre veloce e tenacissimo, come a Jerez ha avuto il merito ammirabile di non mollare mai la presa, mettendo sempre pressione sul suo grande avversario, ma senza mai dare l’impressione di poterlo attaccare veramente.

    Anzi: esattamente come in Spagna, Casey nel finale è andato via con facilità mettendo al sicuro la sua preziosa Vittoria che per la prima volta quest’anno lo porta – sia pure di un punto – in testa al Mondiale.

    Per questo, la delusione finale di Jorge stavolta era assai più palpabile, rendendosi conto di aver non solo perso la gara ma pure la testa del Campionato e, quel che è peggio, senza grandi speranze di riconquistarla in futuro.

    Alla fine, il più filosofico di tutti è stato sicuramente Pedrosa: Dani sapeva bene di non aver mai avuto neppure lontanamente il passo per impensierire non già l’irraggiungibile lepre Stoner, ma neppure il segugio Lorenzo.

    Il che, ragazzi, ribadisce ancora una volta il concetto che – parlando di mezzi Ufficiali – la RC213V magari possa essere leggermente superiore alla M1, ma senza il pilota adeguato non possa assolutamente garantire alcunchè contro un manico superiore, qual’è appunto Jorge – per di più nella sua pista favorita in assoluto, dove ha vinto tre volte di fila in MotoGp, esordio nel 2008 compreso – nei confronti di Dani.

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    Dietro i Tre Alieni – Spies si è definitivamente tolto da questo Club esclusivo fin dalla prima gara di quest’anno – come li chiama un mio illustre Collega Americano, stavolta tra i due alfieri Yamaha Tech3 Dovi l’ha meritatamente spuntata su Crutchlow disputando una gara semplicemente esemplare, non commettendo il minimo errore e non concedendo quindi alcuna chance al rivale (il team mate è sempre il primo avversario, come diceva qualcuno) di passarlo.

    Pertanto, tra i due i successi passano dal 2-0 secco a favore del Britannico al 2-1, con possibilità per il Forlivese di pareggiare il conto già a Le Mans (dove l’anno scorso fu brillantissimo secondo) questo stesso fine settimana.

    Sesto – ma a 22 eterni secondi dal Vincitore e ben 5 da Cal – si è poi piazzato Bautista, autore di una gara piuttosto incolore ma bastevole a seppellire a sua volta di 5 secondi la prima Ducati arrivata, nel caso presente (mal) pilotata dall’Individuo, per una volta non ultimo di Marca come a Losail.

    Le altre D16 infatti sono parecchio più indietro, non solo come posizioni quanto principalmente come timing: decimo si è infatti piazzato Barberà, precedendo di una posizione – ma di quasi venti secondi! – la seconda moto Ufficiale di Hayden.

    Va detto a difesa di Nicky che la sua cavalcatura abbia corso col gravissimo handicap di una elettronica impazzita – pare a causa di una interferenza radio – che confondeva le varie curve del circuito, impedendogli di fatto di sfruttare al meglio il motore che calava ed aumentava di potenza del tutto autonomamente nei punti sbagliati!

    Anzi, mi sento di dire che, con un siffatto, serissimo problema a cui far fronte, Kentucky Kid se la sia cavata tutto sommato assai bene, affrontando a muso duro una belva completamente impazzita: il team mate, al suo posto, avrebbe quasi certamente preso mestamente la via dei box, da quel bravo ex-pilota che si ritrova ad essere da un anno e mezzo abbondante a questa parte………..:)

    Tra il settimo dell’ex pilota ed il decimo di Barberà, troviamo un ancora smarrito Spies – più che mai nel pallone più completo – che ha preceduto di poco e solo sul traguardo, con un forcing disperato per l’ottavo posto, il rookie Bradl che fin’ora in Campionato ha raccolto più di lui.

    Dopo Hayden, solo undicesimo a bordo dell’ultima MotoGp (per di più Ufficiale!) troviamo le quattro CRT superstiti con in sella Espargarò, DePuniet, Pirro e Petrucci, con quest’ultimo che passerà alla Storia come il primo vero doppiato in gara a bordo di codesti ibridi, inutili incroci tra mezze SBK spompate ed un telaio prototipo di incerte virtù ed origini.

    Senza bisogno di dirlo, oltre che essere abissalmente surclassate dalle vere WSBK, queste carriole hanno il coraggio di beccarle pure dalle migliori Moto2, talvolta più veloci sul giro nonostante l’enorme gap di cilindrata.

    Contento Don Carmelo……….:)

    Cominciate a capire ADESSO i piani strategici Mediaset di abbandonare senza rimpianti il Mondiale Velocità (che passerà quasi certamente nel 2014 a Sky, migliore offerente) e la MotoGp al loro triste destino per abbracciare gia magari nel 2013 la spettacolosa WSBK, strappandola a La7 per il prossimo triennio?

    Come detto all’inizio, la classifica Piloti vede adesso in vetta Stoner a 66, di un solo punto avanti a Lorenzo che insegue a 65.

    La coppia di testa ha già staccato l’eterno rivale Pedrosa, solitario terzo a 52.

    A buona distanza dal catalano, a sua volta la coppia Yamaha Tech3 procede compatta vedendo Crutchlow a quota 37 precedere di pochissimo Dovizioso a 35.

    Dietro a questo gruppo che costituisce l’Elite Iridata (e che si è sempre spartito i primi cinque posti nelle tre gare fin qui disputate), troviamo due Hondisti satellite, ovvero Bautista a livello 29 e Bradl a 24, appena davanti ad Hayden primo dei Ducatisti ed ottavo assoluto a 23.

    Rossi segue a ruota il team mate con 22 lunghezze, a precedere di pochi gli ultimi riders a bordo di mezzi prototipo, ovvero Barbera a 19 e Spies undicesimo (questo numero evidentemente infausto continua a perseguitarlo) a 18.

    Dietro i riders su MotoGp ovviamente troviamo il codazzo di quelli CRT guidato da due piloti ART, ovvero Espargarò a quota 9 punti seguito da DePuniet tredicesimo con 6.

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    La graduatoria parziale Costruttori vede al comando la Honda con 70 lunghezze seguita a ruota dalla Yamaha con 65.

    Terza ma ormai staccatissima è la Ducati con 27, mentre la prima marca CRT è la ART, quarta a 11.

    La classifica di Team vede la HRC guidare nettamente il gruppo a livello 118 mentre la Yamaha Ufficiale è seconda a 83.

    Terza è la Ducati Ufficiale a quota 45, seguita dai teams Honda satelliti, la San Carlo Gresini (che come sapete schiera pure una CRT) a 31 e la LCR a 24.

    La Pramac Racing – ricordiamolo, con un solo pilota in campo! – risulta quinta con 19.

    Come ricordato prima, il carrozzone del Mondiale Velocità è ormai sbarcato nella vicina Francia per il tradizionale appuntamento di Le Mans, ovvero probabilmente il peggior circuito del paese.

    Risulta davvero un mistero cosmico il perchè i francesi si ostinino a far disputare il loro GP iridato in questo osceno e mal rabberciato ammasso bituminoso, un autentico obbrobrio – che sfrutta solo un tratto brevissimo del grande e bellissimo tracciato automobilistico della famosa 24 Ore – rispondente al nome di Bugatti.

    Al confronto (esempio a caso) il Paul Ricard di Le Castellet rifulge come una spendida gemma, ma vallo a dire a questa gente………:)

    Stoner ovviamente lo detesta cordialmente almeno al pari dell’altro repellente kartodromo andaluso di Jerez, però dopo anni di delusioni – ed anche di un’incredibile sfortuna – targate Ducati, l’anno scorso ci vinse in maniera addirittura trionfale rifilando l’incredibile eternità di 14 secondi a Dovizioso ed ancor più a Rossi, arrivato per caso e del tutto fortunosamente al Podio (fu ovviamente l’unica volta nel 2011) nella famosa corsa dove Simoncelli atterrò criminalmente Pedrosa mettendo a serio rischio la sua stessa vita e di fatto azzerandogli completamente ogni chance Mondiale, visto che per la gravità del suo infortunio alla clavicola (fu operato più di una volta) dovette giocoforza saltare i tre successivi appuntamenti Iridati (fino ad Assen compresa).

    Proprio Dani in questi giorni, facendosi portavoce della HRC, si è di nuovo scagliato contro la Bridgestone rea di voler ritirare a partire da dopo Silverstone la sola gomma anteriore che permetta alla Honda di tenere il passo della M1, attenuando in qualche modo i gravissimi problemi di chattering all’anteriore che affliggono cronicamente la RC213V Ufficiali fin dai tests invernali.

    Questa ben grama prospettiva, assieme all’arm pumping al braccio destro (unico responsabile della sua mancata Vittoria a Losail), resta la sola nuvola all’orizzonte di uno Stoner peraltro serenamente ed irresistibilmente lanciato verso la riconferma del suo splendido Titolo Mondiale targato HRC.

    Lorenzo (che l’anno proma aveva vinto – bissando il trionfo del 2009 – con Stoner caduto subito all’inizio) in quell’occasione fu solo quarto, attardato da un serio infortunio alla mano rimediato cadendo in prova, ben davanti a Simoncelli rallentato dal ride thru appioppatogli per aver falciato Pedrosa (come scrissi allora, io gli avrei affibbiato la bandiera nera subito e almeno 5 GP di stop poi, quasi certamente salvandogli la vita: una simile meritatissima batosta lo avrebbe infatti calmato alquanto).

    Sesto e settimo rispettivamente furono Spies ed Hayden, con Aoyama ottavo.

    Dunque, visti i precedenti – ma anche senza minimamente volere tener conto di essi – i due ovvi favoriti per Le Mans sono (ma guarda un pò) il velocissimo Stoner ed il sempre temibile Lorenzo.

    Da parte mia, punto sempre su Casey e vi lascio volentieri tutti gli altri.

    L’asso australiano ha avuto una settimana in più di riposo rispetto all’appuntamento scorso, e sono sicuro si presenterà in Francia in piena forma per strabattere di nuovo i suoi soliti avversari.

    Segnalo l’interessante presenza in pista, sulla NGM BMW al posto dell’infortunato Edwards, del redivivo Vermeulen, come certo ricorderete vincitore a sorpresa del bagnatissimo GP francese del 2007, l’anno trionfale di Stoner che sulla Rossa mettendo in luce la sua grande maestria sul bagnato arrivò ottimo terzo sotto il diluvio.

    Una cosa è certa: come del resto anche per tutto il resto del Campionato, al Bugatti troveremo di nuovo i Tre Alieni inesorabilmente tutti sul Podio.

    Questa ripetitività di risultati con i Magnifici Tre sempre al vertice implica la spinosa considerazione che anche un solo stop lungo l’ancora lunghissimo cammino Iridato potrebbe risultare fatale ai fini della conquista del Titolo, perchè sarebbe molto lungo e difficile recuperare tutti quei punti sugli altri due!

    Per prevalere alla fine, occorre puntare decisamente sulla più assoluta regolarità!

    Ovvero, Casey deve stare attento e concentrato, e continuare esattamente come ha fatto fin’ora, sia quest’anno che nella passata stagione (nonostante il brutale stop quasi subito a Jerez, dove fu incolpevolmente falciato dall’ambizioso ex pilota che aveva smarrito la Ragione: il Talento infatti non l’aveva mai avuto), con una regolarità di risultati micidiale per ogni altro concorrente.

    Se continuasse così, neppure il granitico Lorenzo o qualsiasi altro potranno farci proprio un bel niente, e Casey rivincerà il Titolo in carrozza.

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    Vale a dire, con la Classe ed il Talento che si ritrova, assolutamente superiori ad ogni altro concorrente in campo, Stoner il Mondiale l’ha già in mano, e può solo perderlo.

    Chiaro il concetto?

    Dunque, non perdetevi per niente al Mondo lo spettacolo (forse per l’ultimo anno: dopo, con la centralina unica per tutti e la limitazione del numero massimo dei giri fortissimamente volute ed imposte da Don Carmelo, questa Classe diventerà peggio della Moto2 ed allora davvero buonanotte al secchio) della MotoGp di nuovo in scena questo stesso fine settimana – sia pure in un circuito osceno che definire la Vergogna del MotoMondiale è dire poco – ed appuntamento certo ed imprescindibile in Terra di Francia (dove spesso gli anni scorsi il meteo disastroso scombinò i piani di tanti) per il nuovo episodio di questa adrenalinica, entusiasmante ed incertissima Saga MotoGp 2012!

    DONOVAN