MotoGp Qatar 2010: disastro Stoner, trionfo Yamaha

Prima puntata della Saga MotoGp 2010 che ha visto l'inaspettato ritiro del favoritissimo Stoner per caduta e la vittoria finale di Rossi, contrastato però efficacemente da Lorenzo, Dovizioso e dal sorprendente Hayden - quarto soloper sfortuna - finiti nell'ordine, con l'esordiente Spies che piazza un brillantissimo quinto posto finale

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    MotoGp Qatar 2010

    Questo sorprendente episodio d’esordio della nuovissima Saga MotoGp 2010, andato in scena qui a Losail come ormai triennale tradizione in notturna, ha visto la clamorosa ed inopinata caduta di Stoner – assoluto dominatore delle prove – nei primi giri della gara, già in vantaggio di due secondi e lanciatissimo verso il possibile quarto successo consecutivo, e Rossi quindi approfittare della comoda situazione per piazzare un pesantissimo successo iniziale, mentre il team mate Lorenzo rinveniva clamorosamente risalendo fino al secondo posto finale dopo un’ inizio di gara decisamente in sordina.

    Alle sue spalle si sono piazzati, dopo una furibonda lotta risoltasi solo all’ultimissimo metro proprio sul traguardo, Dovizioso ed Hayden, autore quest’ultimo di una gara assolutamente strepitosa che lo ha visto per varie tornate anche al secondo posto e che ha in qualche modo riscattato sul campo il prestigio della Ducati, mentre un già pericolosissimo Ben Spies si piazzava quinto nella sua vera gara d’esordio nella MotoGp (le episodiche gare come wild card infatti NON contano come autentico debutto).

    Questa gara, il Re di Losail, di giorno come in notturna, ovverosia Stoner, poteva solo perderla lui stesso, più che gli altri vincerla: purtroppo, è quanto esattamente successo stasera qui in Qatar.

    In queste poche parole è racchiuso tutto il succo ed il senso di questa anomalissima gara desertica qui a Doha, dove pure la Ducati aveva steso il suo imbarazzante e pluriennale dominio.

    Casey Stoner, dopo aver letteralmente massacrato gli avversari in prova e centrato una meritatissima pole, è purtroppo incappato nel suo SECONDO disastro consecutivo in MotoGp, se contiamo il patatrac di Valencia 09 dove non riuscì neppure a partire a causa della enigmatica caduta nel giro di ricognizione.

    Non mi interessa sapere, dunque non voglio indagare se anche in questa occasione, come già in Spagna la scorsa stagione, Stoner sia in realtà incolpevole o meno dell’accaduto.

    L’asso australiano ha comunque dichiarato come non stesse in realtà affatto forzando – ANZI, che abbia commesso l’errore che lo ha portato a scivolare proprio perchè, avendo quasi perso l’anteriore già un paio di volte, aveva deciso di guidare in modo un po più “morbido” del solito mettendo meno carico sulla ruota davanti a serbatoio pieno: proprio questo voluto alleggerimento sarebbe stato secondo Casey appunto la vera causa della caduta! “Avrei fatto meglio a guidare nel mio solito modo di tutto il week end” ha detto concludendo – e che lo sterzo gli si sia chiuso improvvisamente alla curva 4, non lasciandogli alcuna possibilità di recupero.

    la mia sensazione invece è che abbia un pò esagerato, volendo a tutti i costi accumulare fin dall’inizio un vantaggio incolmabile, tentando di completare un giro iperveloce pur dall’alto di una superiorità manifesta e schiacciante, ed essendo nettamente in testa con un divario di oltre due secondi già alla quinta tornata, invece di costruirlo con calma, magari più lentamente ma con un margine di sicurezza molto maggiore, essendo questa veloce pista notoriamente scivolosa per vari motivi, non esclusa la insidiosissima sabbia del deserto.

    Quello che conta in ottica mondiale, in realtà, sono solo i fatti, ed appunto a questo proposito uno zero incasellato ex abrupto così presto, al primissimo episodio d’esordio, potrebbe in qualche modo compromettere, specie dal punto di vista psicologico, almeno la prima parte della stagione. Il cammino da percorrere è comunque lunghissimo, e tantissime sono le diciassette tappe mondiali ancora da contare in questa interminabile Saga MotoGp 2010, dunque starà ai suoi inarrivabili Talento e Classe porre rimedio al più presto possibile ad una situazione di Classifica che lo vede ancora al palo.

    Casey partiva nell’opinone di molti (ed anche secondo me) come favorito quest’anno nel Mondiale, ma questo suo inopinato passo falso iniziale deve richiamarlo fin da subito ad una ancora maggiore concentrazione, al fine appunto di salvaguardare e mantenere intatte le sue possibilità di successo finale, dovendo già recuperare un’intera gara e quindi ben 25 punti secchi nei confronti dei suoi agguerritissimi avversari, che peraltro oggi hanno potuto lottare per la vittoria solo ed esclusivamente in sua assenza.

    Questo, proprio quando la ex osticissima e scorbutica Desmosedici 800, ora in versione GP10, ha dimostrato confortanti progressi – soprattutto in fatto di guidabilità ed erogazione della potenza, con conseguente migliorata trazione – rispetto al passato, esistendo quindi adesso finalmente le condizioni per un efficace aiuto a Stoner nel lungo cammino per la scalata al Titolo da parte del team mate Hayden, che oggi ha infine mantenuto nei fatti le premesse e le bellicose dichiarazioni pre-campionato rendendosi protagonista di una gara semplicemente straordinaria, che lo ha visto sempre nelle primissime posizioni e che lo avrebbe meritatamente portato sul podio, mancato invece d’un soffio per pochi centesimi proprio nel concitatissimo rush finale con Dovizioso sul rettilineo conclusivo, pur imboccato dall’americano davanti al Forlivese.

    Honda mtogp dovizioso

    Proprio la netta superiorità di motore sul dritto espressa dalla Honda sia sulla Yamaha che sulla Ducati rappresenta l’altra vera sorpresa della giornata, che ha permesso la partenza a razzo di Pedrosa nei primi giri – ma perdutosi incredibilmente per strada – prima e la splendida gara di Dovizioso poi, trovandosi ad un certo punto Andrea addirittura in testa alla corsa per un brevissimo tratto al sedicesimo giro, una volta passato Rossi.

    In quel preciso momento si è avuta in realtà la vera svolta della gara, perchè l’urbinate è stato punto sul vivo dal sorpasso del forlivese ed ha di conseguenza reagito brillantemente da par suo, ripassandolo alla prima occasione e poi piazzando alcuni giri veloci che gli hanno consentito di accumulare un vantaggio sempre esiguo, ma sufficente a concludere con successo questa pirotecnica puntata d’esordio del Campionato, così ricca di colpi di scena e di spunti di riflessione.

    Valentino come primo del gruppo dei sopravvissuti Terrestri è stato bravissimo – anche se doppiamente fortunato, visto che a parte il ritiro dell’Alieno Stoner, la sua moto si è ammutolita subito dopo il traguardo, a secco di benzina! – proprio perchè pur trovandosi in condizioni di inferiorità di motore sul dritto rispetto ai diretti avversari e soprattutto ad Andrea, ha saputo porre rimedio alla situazione con la sua superiore abilità nel tratto guidato.

    Lorenzo motogp Qatar 2010

    Stranamente, l’ufficiale M1 gemella di Lorenzo è stata la sola moto di Iwata in pista a rivelarsi rapida in rettilineo praticamente quanto le rivali, e se ne è avuto prova nel terzo finale di gara, quando Jorge, secondo un suo personale copione visto già spesso in passato, si è improvvisamente risvegliato da un lungo letargo e con un forcing irresistibile, nonostante il lancinante e davvero limitante dolore alla mano, è andato progressivamente a riprendere tutti gli avversari tranne appunto il team mate, ormai troppo lontano. Se però fosse partito prima, avrebbe potuto ben probabilmente raqgiungere anche Rossi!

    Dovi con questo splendido terzo posto finale alle spalle della coppia ufficiale Yamaha Fiat ha compiuto un vero capolavoro in questo insidioso debutto iridato vincendo nettamente il confronto diretto col compagno di squadra Pedrosa, finito appena al settimo posto pur dopo un’altra brillantissima partenza delle sue, che lo ha visto condurre i primi due giri visto anche il pessimo start di Stoner, scattato appena quarto dopo pochi metri, dietro anche al grintosissimo team mate Hayden, che pure partiva dalla terza fila.

    Ugualmente – anzi forse ancor di più, vista la assoluta inesperienza in questa Classe – fantastico è stato l’esordio mondiale di Texas Terror Spies sulla Yamaha satellite Tech3, straordinario fin dalle prove ma partito non troppo bene all’inizio, quando è transitato in settima posizione nelle prime tornate. Ben ha saputo con una gara velocissima issarsi fino alla quinta piazza, e stava per accodarsi ai quattro di testa per attaccarli quando ha avuto un improvviso quanto inaspettato calo, dovuto forse ad un’abnorme usura delle coperture.

    Peccato, perchè Spies avrebbe anche potuto fare meglio di questo comunque inatteso e magnifico quinto posto, che già avverte la concorrenza della sua ingombrante e pericolosissima presenza.

    Ben già all’inizio ha saputo far meglio di tanti blasonati veterani della MotoGp come ad esempio Pedrosa, e questo la dice decisamente lunga sulle sue possibilità quest’anno, pur a bordo di una M1 satellite e dunque non interamente paragonabile al quelle di Rossi e Lorenzo, alla faccia di chi sostiene che il suo mezzo sarebbe identico a quelli ufficiali.

    Complessivamente dunque un sorprendente, ma totale ed autentico trionfo Yamaha che ha conquistato i due gradini più alti del podio, piazzando ben tre moto tra le prime cinque e quattro tra le prime otto contando anche l’altra Tech3 di Edwards.

    Da notare che per l’estremamente esiguo numero di moto in campo e le diverse cadute, tutti i piloti arrivati sono andati a punti, con il derelitto Melandri – che pare tornato pari pari quello lamentoso, negativo e totalmente inetto delle sue oscene stagioni in Yamaha – a chiudere mestamente la fila. Non molto meglio di lui è finito il team mate Simoncelli, arrivato undicesimo e terz’ultimo.

    Bellissima invece la gara di De Puniet che, dopo straordinarie prove del sabato che lo hanno visto addirittura quarto, agguantando brillantemente il sesto posto a bordo della Honda LRC satellite ha regolato l’ufficiale HRC Pedrosa – finito come già detto solo settimo, ripetendo così il suo piazzamento in prova – mentre alle spalle del piccolo catalano e del già citato Texas Tornado va doverosamente segnalato Capirossi, non fosse altro per il suo incredibile record, avendo totalizzato oggi il trecentesimo GP disputato in carriera!

    Circa le mie previsioni quest’anno, non voglio qui ripetere la lunga premessa iniziale svolta sopra nei riguardi di Stoner, che rappresenta a mio giudizio nettamente il pilota con più Classe e Talento presente al via in MotoGp. seguito a ruota da Ben Spies.

    Penso ancora che l’asso australiano, nonostante tutto, compreso questo non certo incoraggiante zero iniziale, sia ancora il favorito finale della stagione davanti a Rossi, proprio in virtù delle sue sullodate, eccelse ed impareggiabili qualità.

    Mi ha fatto particolarmente piacere, pur in questa per lui sfortunatissima giornata, sentire le dichiarazioni finali di un comunque sorridente Casey che non appariva affatto preoccupato di questo stop iniziale, mettendo invece in risalto l’ottimo lavoro svolto fin lì ed i miglioramenti della sua moto. Non si illuda qualcuno, l’osso Stoner è ancora là, messo di traverso in mezzo alla pista. e sara estremamente duro da rodere nel proseguo della Stagione, che si preannuncia in realtà equilibratissima a causa delle nuove versioni 2010 delle moto in campo, ancora in parte da scoprire, senza contare il fatto che uno stop in stagione prima o poi arriva assai probabilmente per tutti.

    Inoltre la nuova regola dei sei motori contingentati per tutta la stagione promette sviluppi davvero imprevedibili.

    La prossima puntata di questa già sorprendente Saga MotoGp 2010 vedrà il carrozzone mondiale spostarsi in Giappone per il GP di Motegi, notoria patria della padrona di Casa Honda ma teatro in passato – come già Losail – di una clamorosa e trina striscia vincente di Capirossi e delle Desmosedici di Borgo Panigale, però nell’ormai lontana epoca in cui questa pista costituiva una delle sole DUE (l’altra era Sepang) dove le derelitte Bridgestone erano favorite rispetto alle altrimenti ovunque vincenti ma ormai estinte Michelin, mentre negli ultimi due anni la pista è diventata altrettanto ironicamente – agli occhi della Honda, ovviamente – un feudo della acerrima rivale Yamaha, dominatrice nel 2008 con Rossi e la scorsa stagione con Lorenzo.

    Ergo, ancora una pista per netti ed ovvi precedenti storici nettamente favorevole alle all-conquering Yamaha M1. Resta da vedere se quest’anno le cose andranno ancora come nelle ultime due edizioni, oppure se, invero improbabilmente, l’ago nella bussola della Sorte saprà girare segnando un’altra direzione.

    Dunque, non perdetevi assolutamente la nuova puntata di questa già incredibile e sconcertante stagione mondiale, in scena tra due settimane ancora in QUASI (grazie ai diversi fusi orari) perfetta contemporanea col quarto episodio Iridato WSBK in programma ad Assen, per un formidabile week end motoristico tutto all’insegna del più sublime spettacolo a due ruote.

    Quindi, appuntamento imperdibile ed improcrastinabile nella Terra del Sol Levante con la seconda prova – forse altrettanto, o magari ancor più sorprendente rispetto alla prima – di questa straordinaria, adrenalinica, imprevedibile ed epica Saga MotoGp 2010!

    Non ve ne pentirete, ve l’assicuro………

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it