MotoGp Qatar 2012: guai fisici per Stoner, via libera a Lorenzo!

Primo appuntamento del Mondiale MotoGp 2012 in Qatar, che ha visto l'inaspettato trionfo di Lorenzo che ha approfittato al meglio di un guaio fisico di Stoner, finito solo terzo dietro anche a Pedrosa

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    Jorge Lorenzo Losail 12

    La prima attesissima puntata di questa Saga MotoGp 2012 nuova di zecca (che apre un’altrettanto nuova Età Storica della Classe, quella Seconda Era 1000 aperta alle tanto discusse CRT) andata in scena in notturna qui dal bellissimo e veloce circuito di Losail in Qatar ha visto alla fine – ovvero, a circa quattro giri dal termine – un’inatteso quanto improbabile colpo di scena finale, vale a dire il fin lì dominatore Stoner costretto a cedere il passo ai suoi pur tenaci inseguitori a causa di un netto problema fisico.

    Quello che infatti pareva ai più un guaio pneumatico di gomme precocemente finite rispetto ai concorrenti si è poi rivelato un serio problema di arm pumping al braccio destro del rider HRC, che gli ha causato vivo dolore e una cospicua perdita di forza al braccio destro, ovvero proprio quello nettamente più importante per un pilota di moto: l’arto che frena e dà il gas.

    Alla fine, proprio mentre pareva che il dominatore Stoner si avviasse verso un’altra facile e consueta Vittoria nel suo circuito preferito (assieme a Phillip Island), dopo una sconcertante, veramente strana – non conoscendo la vera causa in campo, ovviamente – fase ad elastico in cui il vantaggio dell’asso australiano variava di continuo nel range di circa 0,5 secondi circa in più o in meno, Casey nel finale estremo di gara, pur stringendo i denti, ha per forza di cose dovuto alzare bandiera bianca dando quindi suo malgrado via libera al tenacissimo segugio Lorenzo, nonchè a Pedrosa che si era installato fin dall’inizio al terzo posto dopo i due rivali di sempre.

    Dietro il magnifico trio che ha occupato il Podio come del resto era prevedibile – e che si disputerà fino alla fine il Titolo Mondiale 2012, OGNI altro assolutamente escluso fin da ora – la battaglia per il quarto posto ha visto una lotta furibonda e fratricida tra i due diversissimi team mates della Squadra Satellite Yamaha Tech3, risoltasi solo sul traguardo a favore di Crutchlow nei riguardi di Dovizioso, davanti al britannico per praticamente tutta la gara.

    Ben dietro ai due riders di Iwata, un altro terzetto ha dato vita ad una vivace lotta per il sesto posto, strappato alla fine da un positivo e volitivo Hayden – efficace per tutto il week end su questa non facile pista – che ha avuto la meglio sul bravissimo esordiente Bradl e su Bautista entrambi su Honda, umiliando nel contempo il team mate Rossi, solo clamorosamente decimo – nonchè puntualmente ultimo delle Ducati, Abraham infatti si era da tempo ritirato – dietro anche a Barberà.

    Bravo, bravissimo Lorenzo, ma anche molto fortunato.

    Infatti, questa attesissima prima prova desertica e notturna del primo storico Mondiale dell’Era MotoGp/CRT ha dato a mio giudizio una inequivocabile conferma: nonostante un invidiabile equilibrio già sfoggiato dalla neonata M1 1000, IN GARA Stoner e la sua velocissima Honda NON si battono, specie su circuiti favorevoli come questo, SE NON per una causa esterna, anomala e del tutto improbabile ed imprevedibile.

    Seppur virtualmente perfetto ed autore della pole (anche e soprattutto a causa di problemi di setting della Honda nelle cruciali prove del sabato, nonchè di Stoner ostacolato in extremis mentre si lanciava nell’ultimo giro utile) oggi Lorenzo NON avrebbe MAI vinto, senza il serio problema fisico del Campione del Mondo.

    Questi ha resistito ben oltre l’umana sopportazione mantenendosi comunque in vantaggio fin quasi verso la fine, ma non ha potuto ugualmente compiere il miracolo di vincere lo stesso in quelle critiche condizioni.

    Che il problema fosse palesemente NON tecnico – magari dovuto alle gomme come molti avevano erroneamente (ma NON il sottoscritto) arguito – bensì di altra natura, si è visto dall’inusuale tira-molla del vantaggio di Stoner che cresceva e diminuiva a tratti nell’ambito di un solo giro: era già allora CHIARISSIMO ai miei occhi che l’australiano avesse un problema diverso, NON legato alla moto od alle coperture ma, appunto, di tipo fisico.

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    Ora, il problema è solo di sapere se questo guaio fisico – serissimo, perchè dopo un pò ti mette in condizioni di NON poter più guidare efficacemente la moto – sia destinato a scomparire subito oppure no.

    Per esperienza, avendone personalmente sofferto, posso dire come la guarigione di questa fastidiosissima – e gravemente limitante in gara – affezione sia generalmente lunga e mai del tutto soddisfacente senza interventi chirurgici, ma è tuttavia decisamente troppo presto per sbilanciarsi su elucubrazioni del genere.

    Fatto sta, che questo inaspettato problema e la sua eventuale durata nel tempo restino un dilemma destinato a pendere come una fatidica Spada di Damocle sull’immediato futuro del Campionato di Casey.

    SENZA di esso, infatti, l’asso australiano resta il mio NETTISSIMO favorito per la riconquista del Titolo, il Primo della storica Seconda Era MotoGp 1000, aperta alle nuove CRT.

    SE invece questa seria limitazione NON fosse puramente episodica e dovesse ripresentarsi magari già a Jerez, fra l’altro pista di casa dei rivali spagnoli già ora avanti a lui in classifica, il Mondiale potrebbe prendere già all’inizio una piega del tutto inaspettata: in questo caso, alla fine non è affatto detto che sia per forza il Majorchino a spuntarla.

    Già l’anno scorso Pedrosa avrebbe potuto benissimo dire la sua per il Titolo, se la stagione non gli fosse stata puntualmente rovinata dalla criminale manovra di qualcuno a Le Mans.

    Nei fatti, parlando ora dei mezzi in campo, nonostante la nuova Yamaha M1 1000 dimostri già adesso di essere una moto sicuramente indovinata e dotata di un invidiabile equilibrio globale – anche per quanto riguarda le due veloci Satelliti – personalmente le preferirei sicuramente la Honda Ufficiale tutta la vita, senza dubbio alcuno.

    La V4 HRC è più potente, più veloce ed accelera meglio in uscita di curva, sebbene sia lievemente più critica in inserimento.

    Non ha ancora la fluidità, l’armonicità e la facilità di setting della rivale, ma già nel warm up – dopo un sabato non certo soddisfacente – la Honda aveva preso le debite efficaci contromisure, come si poi è visto in gara.

    Stoner dopo pochi giri è puntualmente andato via come ha voluto.

    Questo, nonostante un setting della sua moto ancora certo non ottimale: tutti hanno visto come la sua cavalcatura si muovesse troppo in certe parti del circuito.

    Cosa potra fare Stoner con la moto finalmente perfetta?

    Inoltre, i piloti Honda – Casey ovviamente in testa – formano una compagine certo complessivamente più forte di quella Ufficiale Yamaha, specie se ad un Campione della levatura di Lorenzo affianca uno Spies attualmente piuttosto opaco ed oggi poi del tutto svaporato, quasi completamente fuori combattimento a causa di due consecutive cadute nei due giorni di prove ufficiali (non credo affatto che la sua prestazione odierna sia dovuta al chattering, come detto poi, visto che le altre Yamaha sono risultate del tutto esenti da tale problema!), tanto da risultare alla fine undicesimo ed ultimo in assoluto tra i prototipi, minacciato da vicino dal bravo Edwards e dalla sua sorprendente Suter BMW, nettamente primo delle tanto discusse CRT.

    Insomma, per il futuro del Mondiale Jerez – dove, ricordiamolo, Stoner pur detestando cordialmente questo kartodromo da quattro soldi vi ha puntualmente primeggiato nei recenti tests di pre-Campionato, come del resto ha fatto in TUTTI gli altri – rischia di diventare fondamentale, perchè tra appena tre settimane ci dirà se il problema fisico di Stoner sia o meno destinato a limitarlo ancora in avvenire.

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    La pista andalusa in sè è tradizionalmente sempre stata più favorevole alla maneggevole Yamaha che non ad ogni altra concorrente in campo, ma ciò per Stoner non costituisce certo un problema, PURCHE’ possa affrontarla integro e non limitato fisicamente, specie nel finale di gara, anche perchè si tratta di un tracciato lento, spezzato e molto faticoso per le sue violente staccate e ripartenze, in questo certo ben più impegnativo e stressante fisicamente che non Losail.

    Dunque, proprio QUI a Jerez più che altrove contano una perfetta forma fisica, oltre che ovviamente un mezzo adatto alle caratteristiche del tracciato, e perciò QUI tra meno di tre settimane – con poco tempo per recuperare un serio problema fisico – si parrà la nobilitate di Casey, cioè la sua forma fisica (ovvero del suo braccio destro: NON credo che il problema sia semplicemente dovuto ad un nuovo guanto troppo stretto, come Casey stesso ha suggerito, anche se casi simili si siano realmente verificati in passato, ad Agostini per esempio), perchè quella tecnica nessuno la mette in dubbio: si tratta del Pilota nettamente Più Veloce e Vincente in campo, credo che nessuno lo possa ragionevolmente dubitare, ben più anche del tuttavia fortissimo e psicologicamente granitico Lorenzo.

    A parte il colpo di scena in testa alla gara che ne ha clamorosamente cambiato il finale già previsto e ben delineato, altri DUE motivi fondamentali hanno caratterizzato questo primo attesissimo episodio desertico di questa Nuova Era della MotoGp, Classe per la prima volta aperta alle CRT, fin’ora indefinibili ibridi spasmodicamente attesi – dopo tante discussioni ed infinite polemiche – finalmente alla prova del fuoco in gara, per di più subito in una pista veloce, non tanto in assoluto, ma sicuramente tale se paragonata alla stragrande maggioranza dei circuitini-kartodromo lentissimi e corti che appestano da decenni il Calendario del Mondiale Velocità.

    Il primo motivo era ovviamente il (da tanti paventato) debutto delle CRT stesse.

    Orbene, già dalle prove si era capito che difficilmente le nuove misteriose moto ibride sarebbero state quel disastro annunciato che molti – alla fine dell’anno scorso (solo sulla carta, senza mai averle viste in azione, neppure nei tests) io compreso – avevano annunciato, e che NON sarebbero state doppiate neppure in questa pista veloce.

    Già QUESTO aspetto, che avevo prospettato subito alla fine dell’anno scorso come cruciale, ovvero quello legato alla sicurezza in pista, pare sia stato risolto per il meglio.

    Le CRT non si sono rivelate dunque oggetti contundenti e pericolosi sparsi a creare seri rischi ai riders più veloci, ed addirittura si è capito che potrebbero benissimo dire la loro per le posizioni basse, ma comunque tra le prime 10, quando sarà appunto la volta della stragrande maggioranza dei circuitini lenti e corti, sebbene proprio in quei casi sia – proprio per la nettamente minore lunghezza della pista per esempio rispetto a questa di Losail – intrinsecamente più alto il pericolo di eventuali doppiaggi.

    In particolare, la prima CRT ad essere stata annunciata, sperimentata in prova e costruita effettivamente – proprio per questo quella in uno stadio evolutivo più avanzato del lotto, seppur sempre molto acerbo, specie per la parte elettronica – ovvero la NGM Suter BMW dell’esperto Edwards si è tutto sommato ben comportata, certo al di là di ogni più rosea aspettativa, pur con tutti i problemi – in particolare di software – ancora ben lungi dall’essere risolti.

    E’ mancato il primo duello diretto prototipo/CRT anche se il malcapitato Spies alla fine fosse ormai a tiro di Colin: Texas Tornado è pertanto arrivato buon dodicesimo grazie al precoce ritiro di Abraham che, se fosse rimasto in pista, la Suter non avrebbe mai potuto raggiungere.

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    I problemi VERI delle CRT, oltre ai motori contingentati (a 12 in questo caso, contro i soli 6 dei prototipi) che ne limitano parecchio il grado di tuning ed in definitiva quindi le prestazioni – mentre ad esempio le WSBK, ben più performanti, non hanno affatto questa limitazione nel loro Campionato: le migliori di esse, con Biaggi e Checa a bordo e le Pirelli ai piedi, potrebbero tranquillamente ambire ad attaccare i posti immediatamente ai piedi del Podio in molte piste in MotoGp! – stanno nel loro primitivo stadio di sviluppo (la grezzissima e velleitaria FTR Honda di Gresini praticamente ha poche settimane di vita!!) e soprattutto nella limitatezza dei loro piloti: tra tutte, solo la Suter, pur dotata di un motore forse non all’altezza di quello delle ART Aprilia, vanta a bordo un pilota esperto ed abile, che possa fare davvero la differenza.

    Quindi, il mio pronostico di quest’anno nella peculiare Classifica finale delle CRT vede ovviamente Colin quale netto favorito.

    ll secondo motivo invece era legato alle prestazioni di un certo ex-pilota che risponde al nome di Valentino Rossi.

    Orbene, se l’anno scorso Vale aveva toccato il fondo, in questo debutto desertico della stagione 2012 l’urbinate ha subito solertemente iniziato a scavare ancora più in basso, con una profondità del tutto degna di una perforatrice (vista l’ambientazione……….:) da pozzi di petrolio.

    Dopo le prove più disastrose della sua carriera (dodicesimo, ultimo delle MotoGp ed ovviamente pure delle Ducati, buscandole pure da Abraham, a 2,2 secondi dalla vetta e – quel che più conta – ad 1,2 dal team mate Hayden con la sua stessa moto!!), Rossi ha disputato un GP veramente sconcertante per la sua assoluta inconsistenza: tra l’altro, sono completamente campate in aria le sue rimostranze per il comportamento di Barbera, reo – a suo dire – di averlo spinto fuori facendogli perdere molto tempo.

    A parte il fatto che ciò NON sia affatto avvenuto, ovvero che Barbera non abbia fatto assolutamente nulla di irregolare, anche ammesso e NON concesso che Rossi avesse ragione (cosa che NON è, comunque!) le sue solenni carognate, perpetrate per anni ed anni APPOSTA per danneggiare ed intimidire gli avversari nei tempi belli – solo per lui, ovviamente – della sua patente e scandalosa impunità, vi ricordano PER CASO qualcosa?

    Chi ha SEMPRE giocato sporco, in pista come fuori, giustificandosi poi col trito ritornello “queste sono le corse, non siamo qui a fare danza classica” dovrebbe ADESSO almeno avere il pudore di stare ZITTO e silenzioso come una tomba………:).

    Lungi dal farlo, il derelitto urbinate si è poi lanciato nel dopo gara in dichiarazioni gravissime e talmente sconcertanti da lasciare assolutamente allibiti.

    Dopo montagne di soldi – in un anno, decine di volte più di tutti quei pochi occorsi per NON sviluppare MAI le varie D16 in tanti anni, tanto da far scappare proprio a causa di questo alla fine Stoner, per assoluta disperazione – buttati al vento e 3-4 moto in UN solo anno rifatte ogni volta NUOVE di sana pianta, ADESSO questo individuo se ne esce bellamente dicendo come non riesca proprio a pilotare assolutamente, nè ci riuscirà mai in futuro, questa moto “inguidabile” che – udite udite – NON è affatto quella che lui voleva, ma che gli hanno in realtà imposto (a lui che NON è un ingegnere e dunque NON SA assolutamente come tradurre in pratica le indicazioni: grazie tante Vale, che tu non sapessi sviluppare proprio una Beata Mazza ci eravamo già arrivati da soli da tempo immemorabile! Vi risparmio poi qui altre rare perle di saggezza, ormai note a tutti, tra quelle profferite dal Nostro Eroe) quelli della Ducati, rei di NON ascoltarlo minimamente!

    QUALSIASI altro che non fosse lui – questo eterno privilegiato che per di più ha fatto dell’imbroglio, della prevaricazione e del raggiro a tutti i costi, fuori e dentro la pista, uno stile di vita e le sue stesse ragioni d’essere – con queste parole si sarebbe giocato il posto in Squadra, ovvero a quest’ora sarebbe già stato cacciato a sacrosante pedate nel deretano da qualsivoglia Team Ufficiale che si rispetti.

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    Il Team Ducati stesso – che da un anno e mezzo lavora indefessamente per accontentare i capricci eternamente variabili di codesto emerito ingrato – e pure Hayden NON si meritano certo tanto cinico disfattismo.

    La dichiarazione forse più assurda di tutte, almeno per un professionista che si rispetti e che abbia davanti un intera stagione di corse, è forse (condensandola) la seguente: “non ho alcuna speranza per il futuro, le abbiamo finite tutte l’anno scorso…….quando abbiamo comunque fatto all’inizio ben meglio di oggi”.

    E’ qualcosa di terribilmente negativo, una vergogna che si commenta benissimo da sola.

    Ovvero, ragazzi, OCCHIO: il sospirato divorzio da questo scriteriato ed avventato matrimonio – assolutamente FORZATO (come ho sempre scritto: cacciato dalla Yamaha, Rossi alla fine del 2010 non aveva in realtà nessuna altra scelta, pena il rimanere a piedi) e per ciò stesso mal nato fin dall’inizio – è ormai certissimo e potrebbe anche avvenire in tempi ben più rapidi di quanto si pensi.

    La Yamaha M1 privata sponsorizzata Coca-Cola che GIA’ lo attende nel 2013 potrebbe in realtà materializzarsi pure ben prima!

    Per Rossi l’espressione anglosassone “exit strategy” pare sia davvero alll’ordine del giorno.

    C’è perfino chi dice nei paddocks che Vale addirittura possa NON correre a Jerez………..:).

    Veramente, ormai, siamo alle classiche comiche finali, e non sono certo siano solo torte quelle che ben presto voleranno in piena faccia a qualcuno.

    CHE differenza dal leale e bravo Hayden, che ha lottato da par suo in pista facendo tutto il possibile, ovvero un decoroso sesto posto strappato coi denti impegnandosi alla morte, per di più dichiarando come questa sia nettamente la migliore Ducati che abbia mai guidato e sicuramente promettente di ulteriori positivi sviluppi!

    Ovviamente, del suo buon risultato prima in prova e poi in gara (al di là del puro distacco cronometrico dai primi che resta importante) non si parla assolutamente in casa Ducati, proprio come se nulla fosse avvenuto, e questo non credo gli abbia fatto molto piacere.

    Della corsa in sè e delle prime dodici posizioni ho già detto abbondantemente sopra, dunque eccoci alla prima parziale Classifica Piloti della stagione.

    In testa a tutti troviamo ovviamente Lorenzo a 25, seguito da vicino da Pedrosa a 20 e dal grande deluso della giornata Stoner a 16.

    Crutchlow segue quarto a 13, tallonato dal team mate Dovizioso a 11, mentre Hayden è sesto con 10. Il sorprendente esordiente Bradl – autore di un’ottima gara che lo ha visto a lungo in sesta posizione – segue con 9, seguito da Bautista con 8 e Barbera a quota 7.

    La Classifica Costruttori dopo il GP inaugurale della stagione vede prima la Yamaha con 25, sguita dalla Honda con 20 e dalla Ducati con 10.

    Significativamente, dopo le tre sole Case Ufficiali dei prototipi, seguono tre Marchi CRT: la Suter con 4, poi la ART con 3, ed infine la BQR-FTR a livello 2.

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    Del prossimo appuntamento andaluso di Jerez ho gia parlato abbondantemente: ricordo solo che questo circuitino fu il vergognoso teatro dell’atterramento di Stoner da parte di Rossi (che riuscì a riprendere mentre Casey no), quello del ormai famoso (e patetico) “forse tu non sai bene chi io sia” in risposta alle giuste rimostranze dell’australiano che aveva con sarcarsmo detto all’ex-pilota come la sua ambizione avesse da tempo superato il suo (ormai totalmente svanito, semmai ci fosse MAI stato) talento.

    La scorsa edizione inzuppata di pioggia ed infarcita di cadute vide dunque la vittoria di Lorenzo, ma sarebbe sicuramente stata dell’australiano se non fosse stato falciato dalla manovra cialtronesca, velleitaria ed assolutamente impossibile dell’individuo di cui sopra.

    Quindi, non certo una pista con recenti ricordi piacevoli per Stoner, che dovrà cercare di recuperare punti – e potra farlo solo con una Vittoria sonante e scacciacrisi – proprio nella tana dei rivali di sempre, incluso ovviamente il ritrovato Pedrosa.

    Di questa stagione, ovviamente, le variabili climatiche in gioco potrebbero fornire ulteriore condimento ad una sfida che già si presenta già ben speziata da tante eccitanti premesse, ed in definitiva ormai importantissima soprattutto per verificare sul campo le reali condizioni fisiche dell’asso Australiano.

    L’anno scorso, proprio in virtù delle tante cadute, dopo il vincitore Lorenzo, il Podio bagnato di Jerez fu completato da Pedrosa ed Hayden, con Aoyama sorprendente quarto davanti al ribaldo atterratore Rossi, prontamente rimontato in sella grazie all’aiuto dei commissari che invece ignorarono completamente i derelitti Stoner e Simoncelli (che fu anche leader della gara a tratti), pur nelle stesse identiche sue condizioni!

    Dietro l’individuo, arrivarono Barberà ed un sorprendente Abraham, con Crutchlow ottavo davanti ad Elias ed Hopkins.

    Invece, sfortunatissimo fu Dovizioso, che costretto precocemente ad un inopinato stop per gomme evidentemente difettose, dovette cambiarle e ripartire dai box finendo comunque ancora dodicesimo (e, se non erro, sfortunato ultimo di quella autentica gara ad eliminazione).

    Perciò, NON perdetevi per niente al mondo lo sgargiante spettacolo della Nuova Era MotoGp 1000 (con condimento di CRT) in scena sempre nella Vecchia Europa tra meno di tre settimane, l’ultima domenica di Aprile, ed appuntamento immancabile, certissimo ed irrinunciabile in Terra di Spagna (precisamente in Andalusia) per il secondo elettrizzante episodio di questa sempre imprevedibile, drammatica e divertente Saga MotoGp 2012!

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    Stay Tuned e……..

    Tieni duro Joan!

    DONOVAN