MotoGP Qatar 2013: Yamaha e Lorenzo trionfano, Honda e Pedrosa affondano!

MotoGP Qatar 2013: Yamaha e Lorenzo trionfano, Honda e Pedrosa affondano!

Primo appuntamento MotoGp con il chiaro successo in solitaria di Lorenzo su Rossi e il debuttante Marquez

da in Daniel Pedrosa, Jorge Lorenzo, Losail MotoGP, MotoGP 2017, MotoGP Qatar
Ultimo aggiornamento:

    Il primo episodio di questa nuovissima Saga MotoGp 2013, appena andato in scena – come sempre in notturna, secondo una recente ma già ben affermata tradizione di questo inaugurante appuntamento mediorientale – nel teatro del bel circuito medio-veloce di Losail in quel di Doha, ha visto il trionfo completo ed assoluto di Lorenzo nonchè della Yamaha in toto (non solo quelle ufficiali)

    che hanno letteralmente dominato qui in Qatar fin dalle prove ed hanno infine occupato i due gradini più importanti del Podio, complice anche un preoccupante appannamento sia delle Honda Ufficiali come Team che soprattutto del suo alfiere più importante, ovvero Pedrosa oggi finito appena quarto ed autore di una prestazione decisamente opaca in gara, mentre il suo team mate, l’attesissimo esordiente Marquez, ha sfoggiato una grinta niente male ma pure qualche ingenuità di troppo in prova ed in gara.

    Il giovane spagnolo quindi, pur centrando il Podio, ha mancato comunque completamente l’occasione unica ed irripetibile di vincere all’esordio assoluto nella Classe, Impresa Storica come è noto solo sfiorata (a Jerez nel 2006) dal team mate Dani ed in effetti riuscita in tutta la Storia del MotoMondiale (ovvero dal 1949) SOLO al Grande Jarno “Paroni” Saarinen nel 73 al Paul Ricard (da Ufficiale Yamaha) ed all’altrettanto Immenso Massimiliano “Max” Biaggi nel 98 a Suzuka (da privato, per questo la sua impresa è perfino superiore a quella del Grande Flying Finn), entrambi vincendo per enorme distacco ed aggiudicandosi anche Pole e Giro Veloce.

    Dopo una salutare e rilassante pausa invernale, eccoci qui di nuovo a commentare insieme la MotoGp (e, non temete, anche la WSBK pur orfana del Grande Max…………:).

    Dunque, dopo tanti tests e le immancabili speculazioni invernali, le danze si sono appena aperte in quel di Doha, e da quel che si è visto in prova ed in pista ci sono già diversi spunti su cui meditare per indovinare per quanto possibile il proseguo di una stagione che si preannuncia davvero interessante, pur priva di quell’autentico Genio delle due ruote che risponde al nome di Casey Stoner, stupendo ed inarrivabile Pilota destinato ad essere – lo si è visto anche oggi – rimpianto MOLTO a lungo in casa HRC, in quanto assolutamente NON rimpiazzato adeguatamente dal giovane Marquez che, lo ripeto, all’esordio assoluto nella Classe con una moto ugualmente vincente – seppur oggi in affanno – ha fatto peggio (ovvero terzo) di quanto seppe fare a suo tempo il suo team mate Pedrosa (che fu secondo al debutto).

    Il primo spunto su cui meditare è il trionfo assoluto (quanto in realtà non scontato anche se non del tutto inaspettato) che le moto di Iwata hanno messo in scena qui in Qatar.
    Le Yamaha infatti hanno semplicemente dominato pur su una pista da sempre teoricamente favorevole alle Honda (da sempre – e specialmente dall’inizio della Seconda Era MotoGp 1000 – la moto tecnicamente migliore in assoluto), con anche lo straordinario Crutchlow che sulla satellite si è permesso di partire in prima fila assieme a Lorenzo e Pedrosa (a sua volta tallonato dal sorprendente – in prova, ma in fondo positivo anche in gara – Dovi), per poi disputare una gara da assoluto protagonista, rovinata solo da un brutto errore proprio nella fase decisiva, senza il quale avrebbe potuto lottare per il Podio, magari in quel caso tutto siglato dai Tre Diapason.

    MotoGP Qatar 2013   prove libere in Qatar

    Il secondo punto, legato al primo, è il fatto, preciso ed incontestabile, che il Campione del Mondo in carica Lorenzo abbia solennemente rifilato la pesantissima eternità di SEI secondi SEI al team mate, partito certo nel week end con ben altre ambizioni e che, tutto sommato, NON mi pare proprio abbia realizzato chissà mai quale impresa in sella alla moto oggi chiaramente più competitiva del lotto, venendo anzi decisamente umiliato in tal guisa dal suo ben più giovane compagno di squadra, che in questo modo ancora una volta ha perentoriamente messo in chiaro – se mai ce ne fosse stato bisogno – la sua nettissima superiorità in seno al Team.
    Senza contare il fatto, altrettanto incontestabile, che per gran parte della sua gara solitaria Jorge abbia giustamente tirato i remi in barca, altrimenti i secondi di abissale distacco sarebbero diventati DIECI………:)

    Un mio acuto collega americano ha definito l’eccessiva allegria di costui nel dopo gara come la cosa forse più ipocrita e falsa da lui mai vista dopo un GP: infatti, si vedeva da lontano un miglio come in realtà al tizio in questione bruciasse tantissimo la Paga Storica rimediata dall’inarrivabile dominatore Jorge pur in sella alla sua stessa identica moto. Aggiunge, ancor piu argutamente, che aspetta solo di vedere la Bocca Storta (stavolta sincera, almeno) che il suddetto individuo mostrerà dopo aver rimediato la seconda sconfitta della stagione – che secondo lui puntualmente arriverà a breve, esattamente ad Austin – da parte del team mate.

    La terza considerazione riguarda l’invero inaspettata mancanza di autentica competitività qui in Qatar da parte della HRC, dove pure Pedrosa era dato in splendida forma (anche da parte dei membri del suo Team, che hanno più volte recentemente dichiarato di non averlo mai visto così al top, sia alla fine della stagione scorsa che nel recentissimo precampionato), sufficientemente brillante nelle prove del sabato ma poi ammosciatosi troppo presto in gara, finito fuori dal Podio e – quel che è peggio – nettamente battuto dall’esordiente team mate Marquez.

    Pur conoscendo bene la strepitosa forza in gara di Lorenzo (il quale, è bene ricordarlo, la scorsa stagione non ha fatto MAI peggio di secondo in tutte le gare che ha finito), mi sarei aspettato di vederlo lottare fino all’ultimo proprio con Dani, esattamente come successo nelle ultime esaltanti gare del 2012, quando il piccolo rider di Sabadell, improvvisamente e finalmente liberato dal fantasma di Stoner (ma solo perchè questi si era infortunato) che lo ha sempre sovrastato in casa HRC, aveva dato brillanti lezioni di guida pure a Jorge stesso, siglando ben SETTE Vittorie parziali nella stagione, NON finendo MAI fuori dal Podio in tutte le gare finite al traguardo.

    Invece, un determinatissimo Lorenzo ha imposto fin da subito la sua dura lex, andando a siglare una gara clamorosa, schiacciante e solitaria, assolutamente Biaggi (ovvero da sempre il suo grande Idolo, NON solo giovanile, come del resto si è ben visto anche lo scorso anno) Style, in testa dal primo metro fino all’ultimo, segno questo altrettanto incontrovertibile di una enorme superiorità globale, non solo delle sue doti di pilota sulla concorrenza attuale, ma proprio in questo frangente particolare e su questa pista della M1 (su tutte, ma in questo caso specificamente sulla storica rivale RC213V, che pure tecnicamente le è in assoluto leggermente superiore) e ripeto, NON certo unicamente di quella ufficiale.

    Altrimenti, non si spiegherebbero le ottime, anzi clamorose prove prima (addirittura secondo sulla satellite!) e la grande gara poi di Crutchlow, brutto errore in staccata (al 18 giro) a parte, senza il quale il suo già buon piazzamento – quinto dietro a Dani – sarebbe stato sicuramente migliore.
    Secondo me, proprio Jorge e Cal sono risultati i due veri Eroi di Losail.
    E’ un enorme peccato che questa ottima moto sia sfortunatamente quanto miseramente finita nelle mani di quella Solenne, Emeritissima, Galattica Assurdità a due ruote che risponde al nome di Bradley Smith (puntualmente autoeliminatosi in gara)………..:(

    Andrea Dovizioso

    Detto della netta e bruciante sconfitta delle Honda Ufficiali – che invece qui teoricamente avrebbero dovuto risultare ben più competitive, almeno con in sella l’esperto Pedrosa, rider che tuttavia non ha mai digerito del tutto questa pista dove significativamente non ha mai vinto in MotoGp e neppure nelle altre Classi. Proprio questo è sempre stato il grande limite di Dani, quello di essere circuito-dipendente – spendiamo adesso due parole per la terza (ed ultima) Casa schierata ufficialmente, ovvero la Ducati finalmente tornata ad un VERO rosso corsa, vivo, bello e soprattutto presentabile e decente dopo due anni di osceno, letteralmente inguardabile rosa-arancione-fluò (che più brutto non si può).

    Orbene, le quattro Desmosedici di Borgo Panigale hanno finito tutte la gara monopolizzando le posizioni dalla settima alla decima (le Ufficiali davanti alla Pramac, come è logico) con un debutto tutto sommato positivo, anche se ovviamente inferiore a quel che lo strepitoso quarto posto in griglia del Dovi (ad appena 009 millesimi dalla prima fila e soprattutto a soli 449 da Jorge: altro che il consueto secondo e mezzo MINIMO che si buscava un tale, spesso finendo addirittura dietro alle CRT………:) aveva fatto sperare.

    Andrea è stato bravissimo lo stesso, e come eccelso collaudatore, ha dimostrato di valere già immensamente di più, con un lavoro di appena qualche mese – ma ci voleva ben poco a saperlo da prima: ritirato da Campione del Mondo Max, il Forlivese in questo ruolo è rimasto nettamente il mgliore in assoluto sulla piazza) – di un certo individuo che da queste parti ha buttato (e fatto buttare a tanti) due anni preziossimi, facendo letteralmente PENA in tutto (ovviamente in primo luogo come pilota ma anche e soprattutto come collaudatore: ormai lo hanno capito anche i sassi che questo tizio non sappia sviluppare nemmanco una bicicletta a pedalata assistita) ovvero assai meno del minimo sindacale pur intascando una paga principesca nochè totalmente immeritata, andando ben più piano di quanto avrebbe fatto pure sua Nonna In Carriola.

    La prova? Qui a Losail Dovi all’esordio assoluto su questa ostica moto è arrivato settimo a 24 secondi dal vincitore, l’individuo l’anno scorso (con una intera stagione di esperienza in più e dopo aver fatto rifare da capo a piedi già almeno tre moto!) solo decimo a 33. Serve dire altro?
    Ad majora Andrea!
    Continua così, ed i risultati arriveranno.

    Buono anche l’esordio assoluto di Iannone, arrivato – pur afflitto fin dai primo giri da un insopportabile quanto improvviso dolore al braccio (arm pumping? Lo stesso serio inconveniente che qui inopinatamente negò l’anno scorso la Vittoria a Stoner) – staccatissimo nono dietro al ben più esperto brand mate Hayden (a sua volta battuto di pochissimo da Andrea) precedendo però la gemella Pramac di Spies. Anche il Texano ha guidato come ha potuto, in grande sofferenza, ammaccatissimo dopo una brutta caduta in prova con conseguente infortunio alla spalla.
    Stoici entrambi, bravi!

    Discreta anche la gara di Bautista, sesto al traguardo col bel gap di 22 secondi dal vincitore, ma anche 2 di vantaggio sulla prima Ducati. L’altra Honda clienti di Bradl avrebbe quasi certamente preceduto quella dello spagnolo, ma il giovane rider tedesco è caduto dopo aver battagliato a lungo con la seconda guida del team Yamaha Ufficiale in una bella lotta (risultata forse la cosa più spettacolare vista in pista oggi a Losail) a coltello per la quinta piazza.

    MotoGP Qatar 2013   prove libere in Qatar

    Veniamo adesso alle tradizionali previsioni sull’esito Finale del Campionato Motogp dopo la prima prova.
    Sarà scontato, ma il sottoscritto, ovviamente salvo sempre possibili infortuni (che hanno ad esempio tolto l’anno scorso il Titolo al miglior pilota in assoluto, ovvero Stoner), punta sul Quadruplice Iridato Lorenzo, con il sempre solido Pedrosa runner up alla fine dei giochi.
    Il problema basilare della HRC è semplicemente il fatto che, pur disponendo in assoluto della moto migliore (ma oggi stranamente in chiara inferiorità), adesso non schieri più anche il Pilota migliore (ovvero ovviamente il Geniale Stoner), cosa che rendeva il suo pacchetto assolutamente irresistibile.

    Ora, ritirato l’inarrivabile australiano, il pilota migliorè è nettamente Lorenzo, e la sua straordinaria eccellenza compensa e supera ampiamente il sempre più tenue gap tecnico tra la M1 e la RC213V attuali.
    Il terzo posto assoluto sarà un affare privato tra le seconde guide Ufficiali di Honda e Yamaha.
    Dovi può puntare al quinto posto, Crutchlow permettendo (vista la sua davvero ottima moto)

    Quel che ci aspetta adesso è l’inedito – e per ciò stesso, altamente eccitante – appuntamento Texano al COTA, ovvero al Circuit Of The Americas, i cui dirigenti si sono recentemente ricoperti di guano per aver letteralmente fatto cacciare dall’impianto, durante i recenti Tests, nientemeno che il Grande 34 Kevin Schwantz (pur regolarmente invitato dalla Honda), vale a dire proprio colui che in prima persona e per lungo tempo si era battuto da autentico paladino degli interessi locali con la Dorna per portare il Grande Motociclismo Iridato nella sua Terra, in questa nuova struttura che lui stesso aveva contribuito a far realizzare con la sua prestigiosa opera di persuasione.

    Come sappiamo, solo i due alfieri del Team Ufficiale HRC Repsol Honda, ovvero Pedrosa e Marquez (risultato il più veloce in assoluto) accompagnati dal duo Yamaha Ufficiale e dal rider della LCR Honda Bradl hanno effettuato i summenzionati tests sulla nuovissima pista texana di Austin, traendone perciò un enorme vantaggio iniziale in termini di preparazione generale (rapporti del cambio, assetto, pneumatici, ecc) a questo inedito e complesso tracciato.

    Quindi Crutchlow, il sullodato Smith, Bautista, Dovizioso e Iannone non hanno mai messo piede al COTA, mentre gli altri due riders Ducati, ovvero i locali Hayden e Spies, ci hanno girato brevemente, ma a bordo della (pur veloce) SBK 1199 Panigale ed in una occasione non competitiva, alla presentazione alla stampa Usa della bella SBK Bolognese, quindi senza poter acquisire dati sulle loro Desmosedici Ufficiali.

    Il circuito di Austin – l’ennesimo disegno di Tilke – a prima vista è positivamente lungo, gradevole e nel complesso abbastanza veloce, ma secondo me guastato da un paio di tratti troppo lenti che spezzano il ritmo.
    Il Giro Veloce di Marquez nei summenzionati tests è risultato nell’ordine del 2.03 alto, dunque alla luce del nuovo regolamento (eccitante in quanto copiato quasi di sana pianta da quello della WSBK) delle prove del sabato, nella sessione finale di soli 15 minuti i piloti avranno a disposizione pochissimi giri – meno ancora che a Losail, un tracciato da 1.55 circa – per cercare la pole o comunque la miglior qualifica possibile.

    Dunque, senza sbilanciarmi troppo in previsioni qui quasi impossibili vista la mancanza assoluta di precedenti – anche se, basandomi sui soli recenti tests e dunque quasi del tutto alla cieca, punterei senz’altro i miei soldi sulla granitica solidità in gara di Lorenzo, con Marquez (e forse pure il suo team mate Pedrosa) stavolta più vicino – anche alla luce di sempre possibili variabili meteorologiche, posso certamente affermare come qui, vista l’incertezza data da una pista nuovissima che pochi hanno già visto, lo Spettacolo (con la S maiuscola) sia assolutamente assicurato, non solo in gara ma anche (e forse soprattutto) nelle prove del sabato, forzatamente concitate al massimo nell’ultima parte proprio per il breve tempo (e quindi il limitatissimo numero di giri utili) a disposizione.

    Kevin Schwantz archivio Donovan
    Kevin Schwantz – foto Archivio

    Quindi, non perdetevi per nulla al mondo lo spettacolo – stavolta reso ancora più emozionante ed incerto dalla assoluta novità della pista di Austin al suo debutto Iridato – della MotoGp in scena tra poco più di una settimana (e qui ricordo ovviamente l’altrettanto imperdibile show della WSBK questo fine settimana nel fantastico teatro dell‘Aragon Motorland), dunque appuntamento certo ed improcrastinabile in Terra Statunitense nello Stato della Lone Star per la seconda puntata di questa incertissima, elettrizzante e sempre nuova Saga MotoGp 2013!

    DONOVAN

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