MotoGP Revoluciòn – Ritorno al passato per la MotoGP del futuro

Riunione a Brno sul tema della sicurezza e del futuro della MotoGP dove si è parlato di Tracton Control, Monogomma, Ride-by-wire e moltissimo altro

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    Smorzata per un attimo la diatribe sulla vittoria di Valentino Rossi e la caduta di Casey Stoner sulla pista di Brno, parliamo ora di un tema estremamente importante quale il futuro della MotoGP.

    Nel week end di Brno, come vi avevamo già anticipato il mese scorso, si è svolta la riunione tra i piloti del MotoMondiale e della MotoGP in particolare, davanti alla Dorna rappresentata dal suo CEO, Carmelo Ezpeleta, che ha voluto questo meeting per condividere il futuro del MotoMondiale insieme a chi le gare le sente sulla pelle.

    Così, nella serata di Brno, sono stati discussi temi importanti e pregnanti, che saranno le chiavi della MotoGP del futuro.

    Un futuro decisamente prossimo, visto che in ballo ci sono l? elettronica, la cilindrata e gli pneumatici.

    Analizziamo quanto è stato detto e, in alcuni casi, stabilito a proposito dei suddetti temi caldi, anche se fino ad ora sono trapelate solamente indiscrezioni dal momento che la riunione è stata condotta a porte serrate e nessun alito di vento e di notizie è riuscito a fuoriuscire dalle ?quattro mura? entro le quali si è svolta la riunione.

    • Oggetto della riunione

    Domanda: Uno studio dice che le velocità in curva sono troppo elevate e spettacolo e sicurezza ne risentono eccessivamente. E? vero? Quali soluzioni adottare?

    • Elettronica

    Riduzione degli ausili, anche se ne sono stati individuati solamente una parte. Il campo dell? elettronica in MotoGP è vasto, vastissimo, ed è difficile stabilire il confine tra ciò che sia ?eccessivo? e cosa possa essere mantenuto. In realtà, su alcuni punti ampiamente dibattuti sulla Stampa di mezzo mondo, crediamo che sia relativamente facile individuare che cosa sia da tenere e che cosa no, che cosa aiuti eccessivamente il pilota e che cosa sia eccessivamente ?livellante? delle capacità dei singoli?

    Ad ogni modo, durante il meeting si è discusso di antiwheeling, ossia il sistema che impedisce alla moto di impennare nel caso di esuberi di potenza richiesta dal pilota, dove il concenso è stato unanime.

    Non è stato unanime, invece, quando si è toccato il tasto scabroso del Traction Control, uno degli argomenti bollenti del MotoMondiale 2008. Il controllo della Trazione, infatti, amato o odiato che sia, agevolerebbe in modo eccessivo il pilota in curva e pare che questo non stia bene ad alcuni piloti puristi del genere.

    Consensi e pareri positivi, invece, sull? eliminazione del “ride by wire“, detto volgarmente ?acceleratore elettronico? ossia il dispositivo che regola l’apertura delle farfalle secondo l’impulso inviato dalla mano del pilota. Al momento, infatti, la connessione tra il pilota e l’alimentazione non è diretta, poiché esiste un processore di calcolo che stabilisce se il comando del pilota è coerente e compatibile con il funzionamento e la posizione della moto. L? idea dei piloti sarebbe quella di ?tornare a riprendere in mano la propria moto?, ossia recuperare il comando a filo che agisce direttamente sui corpi farfallati ed eliminare così quell’ intermediario elettronico che limita le responsabilità del pilota.

    • Divieto di utilizzare sospensioni attive o semiattive
    • Aumento della Cilindrata

    Corta vita alle 800cc! Altro che God save the 800cc motorbike! Ritorno al passato per la MotoGP del futuro. Se la cilindrata ridotta fu fatta per limitare i consumi, le prestazioni, i costi, le velocità e quant?altro, si è capito che questa ?panacea di tutti i mali? si è rivelata invece alquanto indigesta e con molte controindicazioni.

    Addio 800cc, quindi, per ritornare alle vecchi 1000cc, più potenti, più selettive, più appetibili dal punto di vista commerciali, più riutilizzabili, più prototipali, più gestibili dal pilota, più? tutto, insomma. Il passaggio alle 800cc non si è rivelato chissà quanto geniale e un responsabile ritorno alle 1000cc sembra essere la cosa più gradita a tutti.

    Inoltre, guardando al futuro delle classi inferiori alla MotoGP, se veramente (ed è vero!) la 250cc verrà sostituita dalla 600cc, che senso avrebbe mantenere la classe regina ad una cilindrata così esigua da 800cc?

    • Pneumatici

    Infine, le gomme. Si, sempre loro, croce e delizia di ogni buon Campionato MotoGP. La sfuriata degli spagnoli (Pedrosa e Lorenzo in primis) contro le Michelin fa scuola, in realtà avrebbe dovuto far scuola ai francesi già l? addio di Valentino dello scorso anno, ma passiamo avanti.

    Le colpe affibbiate all? elettronica ci sono, certo, ma vanno ridimensionate poiché gran parte delle criticità derivano dalle gomme. Poco spettacolo, prestazioni esagerate e altalenanti, eccessiva dipendenza del pilota dalle coperture? le gomme, così come sono, non vanno giù.

    Senza considerare, poi, che le attuali coperture hanno innalzato vertiginosamente le velocità di percorrenza delle curve e le vie di fuga dei circuiti internazionali e che questi ultimi accorgimenti per l sicurezza non sarebbero più sufficienti per garantire uscite e accelerazioni sicure.

    Che fare, dunque?

    Le possibili soluzioni sono due:

    • Monogomma

    Eccola tornare prepotentemente sulla cresta dell? onda. Fiumi di inchiostro, di parole e di invettive sono state spese su questo tema tanto bollente da esser pronto all? evaporazione! Soluzione auspicata da alcuni per livellare le prestazioni delle moto vincolandole al talento del pilota e non più alle prestazioni delle gomme.

    E questa è la prima opportunità.

    • Riduzione della misura del canale dei cerchioni

    Questa la seconda possibilità. Ridurre la sede con conseguente riduzione della gomma più stretta, minor impronta a terra, minor aderenza, minor possibilità di raggiungere velocità eccessivamente elevate quanto la moto è inclinata.

    Alcune cose ci lasciano perplessi, con altre siamo d?accordo.

    E per i nostri lettori?