MotoGp Sachsenring 2012: dominio HRC, per battere Pedrosa Stoner cade in extremis

Ottavo episodio della MotoGp al Sachsenting, col colpo di scena della caduta alla penultima curva di Stoner che si accingeva ad attaccare in extremis il vincitore Pedrosa

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    Pedrosa   Stoner Sachsenring 2012

    L’ottavo incredibile episodio di questa sempre più drammatica ed avvincente Saga MotoGp 2012, andato in scena qui dal tormentato circuitino-kartodromo del Sachsenring, ha visto il totale e spietato dominio delle due Honda Ufficiali – in una pista amica dove avevano del resto quasi sempre vinto – sull’allibita concorrenza, con il clamoroso colpo di scena finale alla penultima curva della gara, quando Stoner è scivolato all’esterno accingendosi ad attaccare il team mate Pedrosa alla successiva ultima curva alla risoluta ricerca di quella Vittoria andata invece a Dani per la terza volta consecutiva nel suo tracciato di gran lunga preferito in assoluto.

    Questo drammatico ed inopinato episodio ha ingiustamente promosso un rassegnato Lorenzo – seppellito ed umiliato dall’enormità di quindici lunghissimi secondi dalla dominatrice coppia HRC – ad un insperato e totalmente immeritato secondo posto, e nel contempo un volitivo Dovizioso al terzo – conquistando cosi fortunosamente il suo terzo Podio questa stagione, di cui questo è il secondo consecutivo – bravo a contenere sempre con successo gli attacchi prima di Crutchlow e poi di Spies, a sua volta finito quarto, suo miglior risultato dell’anno.

    Lo avevo detto: HRC permettendo, Stoner può, e soprattutto VUOLE vincere TUTTE le gare del dopo Assen, fino a Valencia.

    Di poter vincere anche qui, nella pista preferita di Pedrosa, Casey è sempre stato convinto, tanto da tentare un attacco ampiamente premeditato proprio dove sapeva di essere più efficace in staccata, ovvero all’ultima curva dell’ultimo giro.

    Il fatto che sia scivolato – in modo totalmente anomalo, dopo aver già rilasciato i freni – nel tentativo di affiancare Dani (in tal modo portandosi in un tratto non gommato ed evidentemente traditore: non credo, per restare alle stesse parole dell’asso australiano, che qualche stilla di pioggia possa aver contribuito molto al disastro) non vuol dire nulla.

    Secondo lui andava fatto, ed anche secondo me. Casey corre sempre e solo per vincere, come ha orgogliosamente sottolineato in conferenza stampa, aggiungendo che i Titoli vengono con le Vittorie e invitando a non badare troppo alla classifica attuale perchè, ha detto, i conti si faranno SOLO alla fine.

    In queste parole c’è tutto lo spirito indomito di Casey, del tutto diverso da ogni altro rider in campo, calcolatore Lorenzo compreso. E’ questa voglia inesauribile di Vittoria che lo rende unico, il più Grande di tutti nella Classe, anche in questo episodio solo apparentemente negativo.

    Lui è fatto così.

    E’ incidentalmente proprio per questo che tantissimi amano questo fantastico pilota: sotto il casco c’è un ragazzo generoso e leale, sincero sino al masochismo, aperto e vero in ogni occasione, a stridente differenza di tanti pagliacci che hanno per decenni infestato questo ambiente, snaturandolo ed avvilendolo con la loro volgarità e cialtroneria, mercificandolo e piegandolo biecamente ai propri comodi.

    Vedi caso, Casey nella stessa conferenza stampa di fine gara, interrogato sul futuro della HRC e dunque sul suo successore, ha invitato a guardare avanti e non al passato, mandando una frecciatina a chi sapete, affermando che servono facce nuove e di fatto promuovendo in pieno Marquez quale suo prossimo sostituto.

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    In realtà, Lorenzo, pur rinfrancato da questo regalo che gli elargisce in modo MOLTO comodo quello che la sorte gli aveva sottratto ad Assen, non ha proprio NESSUN motivo per stare troppo allegro, credetemi.

    Ora che la HRC ha deciso – dall’episodio olandese in avanti – di ridare a Casey una moto realmente performante, da qui in avanti saranno dolori per tutti, Jorge per primo. La Honda Ufficiale ha scavato in appena due GP un gap impressionante umiliando la Yamaha a tal punto, da far credere che, a meno di improbabili quanto miracolose corse ai rimedi, Stoner possa da qui in avanti vincere comodamente TUTTE le gare rimanenti.

    IL Campione Majorchino ora ha venti punti di vantaggio, è vero, quando invece avrebbe dovuto averne quattro meno di Casey, ma questo non dice poi molto, se fosse costretto da qui in avanti ad accontentarsi di soli secondi o terzi posti, ovvero proprio quello che avrebbe dovuto succedergli QUI. Perdendo 9 punti alla volta (ma anche solo 5), in 10 GP farebbe in tempo a farsi comodamente superare in graduatoria non solo da Stoner, ma pure dal suo team mate. Stoner ha pertanto pienamente ragione a dirsi niente affatto preoccupato dalla classifica, avendo a disposizione adesso la VERA HRC.

    L’asso australiano vive in perfetta simbiosi con questa moto, con cui è caduto oggi per la prima volta in assoluto in gara per suo errore, dopo tantissimi GP (ben 25 con la Honda) vittoriosi o comunque conclusi sul Podio.

    Infatti, l’ultima caduta in gara di Casey (a parte il suo criminale atterramento di Jerez 2011, dove avrebbe sicuramente vinto) prima di oggi risale addirittura all’Estoril 2010, ancora motorizzato Ducati, in sella a quella moto del tutto peculiare, problematica e terribilmente idiosincratica (dico QUELLA selvaggia di allora, NON il ridicolo CLONE simil-jap a cui un certo incapace l’ha fatta ridurre a forza di assurdi ed improvvidi cambiamenti, umiliandola e snaturandola solo perchè costui – ovvero la Più Grande Bufala Mediatica del Ventunesimo Secolo – non era minimamente in grado di pilotarla) che LUI SOLO fra tutti ha saputo innalzare agli altari Iridati.

    Vedere correre Casey sulla RC213V – dico quella VERA, non la pallida ombra censuratagli dalla HRC a LeMans, Montmelò e Silverstone – in quel suo modo incredibile, è uno spettacolo sublime ed incomparabile, assolutamente impossibile da ammirare in altri piloti, che al suo confronto sembrano totalmente inesistenti. Chi non riesce a vedere, a percepire questa palmare verità non capisce assolutamente una Emerita e Beata Mazza di Motociclismo, questo è poco ma sicuro.

    Solo la guida altrettanto magistrale di Biaggi, seppur con uno stile diverso, con le sue traiettorie disegnate e perfette, regala simili emozioni nel vero connoisseur, oggigiorno.

    Quindi, la lepre (ed ex segugio) Lorenzo è adesso in testa al gruppo, ma con le scarpe pesanti e già il fiato sul collo di Pedrosa e soprattutto del levriero Stoner, entrambi a bordo di un mezzo attualmente molto più performante del suo. Dunque la situazione è fortunosamente migliorata MA non certo particolarmente promettente per l’alfiere Yamaha in proiezione futura, specie se Iwata non correrà immediatamente ai ripari, cosa del resto praticamente impossibile nel breve termine.

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    La Honda Ufficiale col nuovo telaio vola, e ci si domanda cosa potrà mai fare quando potrà finalmente ottimizzarsi a queste nuove gomme (di cui i riders HRC si lamentano tutt’ora moltissimo, anche qui pur con la imbarazzante superiorità dimostrata nei fatti in gara ed in prova) che le si adattano molto peggio delle vecchie, specie quella anteriore che diminuiva un pò il terribile chattering delle HRC. Per Jorge dunque si profila una seconda parte del campionato decisamente in affanno ed in salita, esattamente come gli capitò lo scorso anno.

    Detto ancor più chiaramente, se qui in Germania si fosse mai verificato un autentico turning point del Campionato, questo NON sarebbe certo la caduta dal tutto fortuita ed accidentale capitata per la prima volta a Stoner dopo ben 25 brillantissime gare con la Honda, BENSI’ invece il pauroso GAP che la Yamaha Ufficiale ha repentinamente rimediato nei confronti della HRC, probabilmente destinato ad influenzare pesantemente tutto il proseguo della stagione, almeno a breve/medio termine!

    Un episodio davvero grave è poi sicuramente il fatto che ancora una volta i marshals abbiano fatto davvero di tutto per boicottare il malcapitato Stoner, non solo non aiutandolo a risalire in fretta sulla moto assolutamente intatta e pronta a ripartire, ma proprio allontanandolo a forza da essa. Ellison è arrivato 15esimo ad oltre un minuto e mezzo dal vincitore ed è facilmente comprensibile come oggi Casey avrebbe potuto agevolmente acciuffare qualche preziosissimo punto iridato SE fosse riuscito a ripartire velocemente com’era del resto nelle sue possibilità!

    Orbene, questo gli è stato appunto ancora una volta DOLOSAMENTE impedito.

    Casey ce l’ha giustamente a morte contro questi dubbi personaggi del Sachsenring – visto che già nel 2006 del tutto ingiustamente gli impedirono di correre contestandogli un trauma cranico assolutamente inesistente, cosa del resto provata dalla Tac – ed anche verso i marshals in generale.

    Ne ha ben donde visto che appena un anno fa a Jerez questi aiutarono immediatamente e solertemente il colpevole del suo criminale atterramento (poco mancò che gli pulissero la visiera e gli chiedessero autografi genuflettendosi ossequiosi) snobbando invece completamente lui, ovvero la vittima di tanta mancanza di Talento, nonchè Simoncelli in un altro episodio della stessa corsa, anch’egli del tutto ingiustamente ignorato.

    Questo sconcertante, irritante e doloso atteggiamento di quasi tutto l’ambiente nei suoi confronti – qui infatti non si tratta soltanto di una palese mancanza di rispetto e di attenzione verso un Grande Campione, bensì invece di qualcosa di totalmente anomalo, quasi inspiegabile se non fosse assolutamente ed accuratamente premeditata e predisposta – è notoriamente una delle principali cause che gli hanno fatto maturare l’incresciosa decisione di abbandonare prematuramente le corse ed è il risultato di un boicottaggio tanto evidente quanto feroce nei suoi confronti, attuato della mafieggiante Dorna (CHI invece questa organizzazione di gangsters ha sempre coperto e protetto in ogni modo lecito e non, lo sapete già) che del resto Casey ha sempre argutamente criticato ogni qualvolta – ovvero, praticamente sempre – lo meritasse.

    Un ALTRO motivo fondamentale della dolorosa decisione di Stoner di abbandonare le corse è invece legata ad un particolare episodio del suo rapporto con la HRC e sconosciuto a quasi tutti tranne che ovviamente al sottoscritto: ve lo dirò al momento opportuno.

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    Detto tutto questo, oggi Pedrosa si è pienamente meritato una Vittoria – la sua terza consecutiva qui, ovvero nella sua pista di gran lunga preferita – che gli mancava da Motegi 2011 in un episodio iridato, guarda un pò il caso, pure caratterizzato da un altro decisivo errore di Stoner (incolpevole in quanto causato però in quel caso da un problema temporaneo ai freni) senza il quale avrebbe vinto con oltre OTTO secondi di vantaggio e che in quel caso lo relegò appena al terzo posto.

    Vale a dire, ormai Dani vince solo in caso di un problema in gara di Casey, perchè a parità di moto la differenza di Classe, Talento e Velocità tra i due resta palmare ed abissale. Solo QUI i due riders HRC risultano quasi alla pari, come si è visto chiaramente in tutto il Campionato scorso, ed incidentalmente pure in quello attuale.

    Ovviamente, l’errore di Casey non ha assicurato la Vittoria (come tutti hanno visto, in realtà incerta fino agli ultimi metri) solo a Pedrosa, ma ha pure beneficiato tutti gli altri piloti lontanissimi dietro alla imbattibile e dominatrice coppia HRC, promuovendoli in extremis di una preziosa posizione, a partire dal mogio Lorenzo, umiliato e seppellito dalle velocissime Honda da qualcosa come 15 secondi, ovvero un’incredibile e stupefacente eternità per chi avrebbe dovuto contrastare gli avversari per la Vittoria.

    Altro beneficiato, stavolta a mio giudizio con più merito, è risultato un grintosissimo Dovizioso, capace di vincere alla grande il confronto con i brand mates Spies – arrivato infine quarto, suo miglior risultato dell’anno – e soprattutto il proprio compagno di Squadra in Tech3 Crutchlow, resistendogli con tale costanza da indurlo fatalmente ad un grave errore. In tal modo il forte Manico Forlivese ha brillantemente seppur fortunosamente conquistato il Terzo Podio della stagione, dimostrando nel contempo ai dirigenti Yamaha di essere di gran lunga il più meritevole per la sella della seconda Yamaha Ufficiale nel 2013 a fianco di Jorge.

    La gara di Andrea stavolta è stata virtualmente perfetta, non commettendo assolutamente il minimo errore e risultando anche visivamente molto più efficace degli altri riders di Iwata non solo sul dritto (praticamente inesistente qui), ma soprattutto proprio in percorrenza di curva, il tutto il una pista che notoriamente detesta! Se questa non è superiorità manifesta sui team mates, ditemi voi cosa possa essere……….:)

    Ugualmente, Spies è giunto alla sua miglior performance della stagione grazie alla promozione finale, ma il fatto che l’abbia ottenuta dietro alla sua stessa moto MA in versione clienti getta un’ulteriore ombra sulla sconcertante annata complessiva del Texano, che infatti comprensibilmente si è detto ancora una volta frustrato dal risultato finale. Ben sa molto bene di aver ormai perso il posto nel Team Ufficiale a beneficio di Andrea, essendo Cal ormai praticamente in partenza verso la Ducati (è ormai stato praticamente redatto il suo contrattino biennale, cosa del resto confermata da Burgess e dallo stesso Poncharal), quasi sicuramente al posto di Hayden.

    A questo proposito, la stampa americana si chiede giustamente perchè mai debba eventualmente restare l’ex pilota e quasi sicuramente partire Nicky – che lo ha quasi sempre surclassato in prova, e quattro volte in gara, dimostrando oltre che una grande abilità come collaudatore, un’adattabilità comunque maggiore alla moto rispetto al team mate – e soprattutto perchè non si mettano invece in discussione una dirigenza ed un team ingegneristico dimostratisi evidentemente incapaci, pur adesso con tutti i soldi necessari, a mettere assieme qualcosa di veramente competitivo, ammesso ed ovviamente NON concesso che entrambi questi due ormai bolliti personaggi posti alla guida della ormai stravolta ed irriconoscibile Desmosedici Ufficiale attuale possano mai finalmente condurla verso risultati anche solo lontanamente paragonabili a quanto sontuosamente ottenuto dal SOLO geniale Stoner in tempi estremamente grami in cui OGNI sviluppo della moto era reso completamente impossibile non solo dalla mancanza di fondi, ma proprio dalla basilare VOLONTA’ stessa di farlo.

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    Secondo la stessa fonte statunitense, Nicky potrebbe finire in Tech3 (con uno scambio con Crutchlow) o in WSBK con la Ducati……..a meno che sulla 1199 non ci finisca nientemeno che Biaggi (sì, avete letto bene) con in più anche “funzioni di consulenza” (sic) sul Team di MotoGp!

    Ve lo figurate, un Max dirigente dell’ex pilota, che lo consiglia amichevolmente………:)?

    Comunque, sarebbe davvero ora che qualcuno in Audi cominciasse ad aprire gli occhi, ed a far piazza pulita prima possibile di tutto il ciarpame inutile in seno alla Squadra, a cominciare ovviamente dall’ex pilota.

    Lupus in fabula, costui è fortunosamente approdato ad un sesto posto regalatogli dalla sua onnipresente e consueta Cospicua Unica Lodevole Operosa buonasorte, totalmente ingannevole in quanto ovviamente ottenuto non solo grazie agli errori in extremis di Crutchlow prima e Stoner poi, ma anche dalla retrocessione all’ultima casella dello schieramento di Bautista (finitogli appena dietro alla settima piazza) che altrimenti lo avrebbe sicuramente preceduto.

    Ergo, in condizioni normali l’individuo non vale più di quel consueto nono posto che avrebbe meritato anche qui senza tutte queste fortunose circostanze favorevoli.

    Inoltre, come quasi sempre successo quest’anno, pure stavolta si è fatto battere dal rookie Bradl oggi quinto, ovvero al suo miglior risultato dell’anno.

    Se tutta la gloria del bollito ex pilota risulta nel battere saltuariamente Barberà – oggi magari nono dietro al frustrato Crutchlow, ma che quest’anno lo ha già suonato in gara oltre che costantemente in prova pur a bordo di una moto clamorosamente meno evoluta – con sconcertante soddisfazione incorporata del clownesco Guareschi (sempre poche idee le sue, in compenso confuse al massimo), viene proprio da dire: contenti LORO………….:)

    Decimo dietro all’inglese della Yamaha satellite e lo spagnolo targato Pramac è risultato uno spento Hayden, finito davanti a DePuniet che con questo positivo undicesimo posto si porta al top della speciale classifica delle CRT. Dietro al bravo francese della ART troviamo una sfilza di altre inutili CRT fino ad Ellison finito al quindicesimo, precedendo comunque il lentissimo collaudatore di Borgo Panigale Battaini – il cui ultimo precedente nella Classe risaliva addirittura al 2005 sulla Blata WCM, che altro non era se non la prima vera CRT della Storia, essendo sostanzialmente una Yamaha R1 SBK cammuffata – posto estemporaneamente (quanto immeritatamente, in Ducati avrebbero potuto osare ben altro come sostituto-wild card!) sulla Ducati Cardion dell’infortunato Abraham.

    Ovviamente, la Classifica parziale Piloti ha subito uno scossone nella parte alta, Lorenzo adesso trovandosi nuovamente quanto fortunosamente in testa con 160 punti, ovvero 20 più (invece che 4 in meno) di Stoner in questo turno fermo a quota 140 superato temporaneamente anche dal team mate Pedrosa portatosi a quota 146.

    Dietro ai magnifici tre – i soli a questo punto di quasi perfetta metà stagione evidentemente destinati a contendersi il Titolo – troviamo il rampante Dovizioso che a 92 punti comincia a distanziare progressivamente il team mate Crutchlow – che ha già battuto 5 volte contro 3 – ora a 85 lunghezze.

    Sesto risulta Rossi a quota 71 appena davanti a Bautista che lo insegue a 67 con l’altro alfiere Ducati Hayden anch’egli vicinissimo a 65.

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    In nona posizione troviamo poi Bradl che a livello 62 precede di pochissimo Spies, sempre decimo ma ora elevato a quota 61 punti grazie al buon risultato tedesco. Undicesimo segue poi Barberà a 53 punti, mentre alle sue spalle c’è un autentico abisso in fondo al quale emerge la prima delle CRT guidata dal prode DePuniet che a livello 24 punti meriterebbe ben altra cavalcatura. Il suo team mate in ART Espargarò gli è immediatamente alle costole con 23, precedendo Pirro a livello 16 e Pasini a 12.

    La graduatoria Costruttori vede la Yamaha raggiunta adesso dalla Honda, infatte le due eterne rivali procedono in perfetta parità a quota 176 punti, molto sopra la Ducati più che doppiata a livello 85. Quarta è la prima CRT, ovvero la ART ad appena 37

    .

    La classifica di Team invece vede nettamente al comando la HRC ormai lontana a quota 286 punti, ben davanti alla Yamaha Ufficiale a 221.

    La consorella Tech3 non le è molto lontana a 177, mentre la Ducati Ufficiale è sempre mediocre quarta, ora a livello 136. Seguono poi i due teams Honda satelliti, con la San Carlo Gresini che pur schierando anche una CRT con 83 punti è di poco avanti alla LCR che schiera il solo Bradl che ha conquistato tutti i 62 punti della sua compagine.

    Settima risulta la Ducati Pramac col solo Barbera a portarla a livello 53, mentre alle sue spalle la prima squadra CRT è la Aspar che con due moto totalizza 47 lunghezze.

    Adesso, senza alcun respiro il carrozzone del Mondiale Velocità si sposta sempre nella Vecchia Europa portandosi già questo stesso fine settimana al Mugello, pista medio veloce ed estremamente impegnativa, ostica, difficile in tutto, anche da memorizzare, nonchè a mio personale giudizio pure notevolmente pericolosa – fin dal suo luttuoso e drammatico esordio nel Mondiale Velocità quell’infausto 16 Maggio 1976 che vide la tragica scomparsa in due Classi diverse del Campioni Romagnoli (nonche amici personali) Buscherini e Tordi – anche se ha beneficiato indubbiamente a questo riguardo dal suo intelligente spostamento (a partire dal 2011 compreso) nel calendario iridato da metà primavera ad inizio estate, evidentemente per evitare i prima frequentissimi problemi col meteo.

    Qui il pronostico è realmente difficile perchè ultimamente ci hanno vinto un pò tutti, infatti negli ultimi tre anni troviamo sul gradino più alto del Podio cronologicamente Stoner, Pedrosa e infine Lorenzo che l’anno scorso trionfò convincentemente su Dovizioso ed il suo allora Team mate Stoner in quell’occasione battistrada nel buona parte della gara ma attardato nel finale da un bizzarro quanto serio problema di pressione delle gomme.

    Le previsioni meteo paiono buone e questo certo non aiuta nella comprensione di un appuntamento che di fatto quasi inaugura (il giro di boa effettivo ci sarà proprio al termine di questa prova italiana) la decisiva seconda parte della stagione, in cui ogni appuntamento diventa doppiamente importante.

    Sarà decisamente interessante appurare SE qui la HRC riuscirà a mantenere (o addirittura aumentare, viste le caratteristiche della pista per una volta non corta e lenta e perciò NON completamente favorevole sulla carta alla agile M1) il notevole gap prestazionale favorevole sulle moto di Iwata, ora in deciso affanno rispetto alle recenti exploits delle rivali di Hamamatsu.

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    Io non ho dubbi: per la Vittoria punto su Stoner perchè la sua voglia di riscatto lo farà volare pur in una pista che non ama ed in assoluto a lui ben poco favorevole, dove vinse solo nel 2009 con la Ducati battendo Lorenzo al termine di una difficilissima gara flag to flag bagnata-asciutta che vide l’ex pilota quale Grande Sconfitto e proiettò l’asso australiano (quella fu la sua seconda Vittoria della Stagione dopo il Qatar) provvisoriamente in testa al Campionato davanti a Jorge. Arrivò primo ma completamente esausto, fisicamente stremato e con già addosso i gravi sintomi di quella serissima intolleranza al lattosio che doveva costringerlo al temporaneo ritiro di lì a breve.

    Pedrosa invece vinse nel 2010 (ancora in primavera), in occasione della prima storica gara dell’Era post-Rossi. Lorenzo l’anno scorso tirò fuori una grande prova d’orgoglio, ottenendo una Vittoria splendida ma quasi inutile (esattamente come la successiva e sua ultima della stagione a Misano) in retrospettiva visto che si trovava già notevolmente indietro in Campionato.

    La sua moto attualmente pare però assai meno competitiva rispetto ad appena un anno fa, non tanto in assoluto quanto al confronto con gli attuali missili Honda HRC, che pure litigano ancora notevolmente con le nuove gomme Bridgestone fatte evidentemente a misura della Yamaha. Quando in Honda risolveranno i problemi legati alle coperture, per il pur abilissimo Lorenzo non ci sarà scampo alcuno.

    Teoricamente, la HRC potrebbe dunque piazzare un clamoroso hat-trick, ovvero quell’uno-due da KO che solo per mera sfortuna e negli ultimi metri non gli è riuscito al Sachsenring – mandando contemporaneamente al tappeto Lorenzo – come avrebbe invece strameritato.

    Jorge però ama questa pista e sicuramente vi darà il massimo delle sue notevolissime capacità di guida, compatibilmente con le possibili prestazioni della sua moto.

    Attenzione, per restare in tema Yamaha, anche al rimontante Dovizioso che pure adora il tracciato e dove l’anno scorso arrivò clamorosamente secondo (Pedrosa era invece appena convalescente dopo il rientro dopo il noto infortunio, dunque non al massimo della forma) precedendo nel convulso finale il coevo team mate Stoner, peraltro handicappato dai già riferiti problemi alle gomme e perciò a corto di trazione, qui crucialmente importante più che altrove, visto l’andamento tormentato del tracciato ed i suoi caratteristici dislivelli.

    Non vedo assolutamente altri candidati che i sunnominati per le prime quattro posizioni, a meno che sucecda qualcosa di realmente imprevisto.

    Crutchlow sarà sicuramente surclassato dal team mate su questo tracciato, ed anche Spies qui non pare assolutamente in grado di impensierire il Dovi, quindi figurarsi i tre Alieni.

    Altro specialista del circuito ERA l’ex pilota, ma ormai il bollito individuo dovrà guardarsi da Bradl e Bautista che qui potrebbero facilmente precederlo, riuscendo magari solo a vincere il personale e gloriosissimo derby interno con Hayden e Barberà, che pure potrebbe (come già gli è riuscito quest’anno) combinargli un simpatico scherzo.

    Pertanto, i grandissimi motivi di interesse per l’imminente sfida italiana paiono davvero esserci tutti, dalla rivincita di Stoner nei confronti del beneficiato del Sachsenring, ovvero l’eterno e granitico avversario Lorenzo, alla coraggiosa sfida del Dovi lanciato alla possibile conquista del primo secondo posto (o addirittura del primo Successo? MAi dire mai) della stagione, alla conferma dello stato di forma di Pedrosa ora fortunosamente promosso alla (temporanea) seconda sposizione assoluta, per non parlare dei sempre possibili assalti degli outsiders capeggiati dall’irruente ma falloso Crutchlow.

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    Quindi, NON prendete assolutamente impegni per questo stesso fine settimana, ed appuntamento ovvio ed imprescindibile in Terra Italiana in occasione dello storico GP delle Nazioni in quel del Mugello, per godere ancora una volta dello spettacolo fantastico ed unico costituito dalla Guida del Geniale Stoner, del bravissimo Lorenzo nonchè di Pedrosa, Dovi e compagnia bella in questa sempre sorprendente, imprevedibile ed adrenalinica Saga MotoGp 2012!

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