MotoGp Sachsenring 2013: Lorenzo e Pedrosa out, Marquez vince e guida il Mondiale!

MotoGp Sachsenring 2013: Lorenzo e Pedrosa out, Marquez vince e guida il Mondiale!

ottava puntata della Motogp in scena al Sachsenring, la cui inadeguatezza come circuito causa una strage di piloti in prova

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    Motomondiale Germania   Sachsenring 2013, Prove libere

    L’ottava sorprendente puntata di questa sempre imprevedibil e e drammatica Saga MotoGp 2013, andata in onda qui dall’osceno e pericolosissimo kartodromo tedesco del Sachsenring – che per la sua conformazione assolutamente NON adatta alle potenti MotoGp attuali (cosa che io vado ripetendo da anni: è finalmente ora che codesti nefasti kartodromi da due soldi vengano esclusi per sempre dal calendario iridato!) ha fatalmente causato seri incidenti in prova, tra cui i più importanti sono stati indubbiamente quelli sofferti da Lorenzo e Pedrosa, entrambi poi costretti a NON prendere il via – ha visto alla fine il convincente Successo finale del rookie di lusso Marquez che in sella alla moto migliore per questo anomalo tracciato antiorario e sinistrorso, approfitta in pieno della forzata assenza dei suoi maggiori rivali per piazzare una Vittoria tanto scontata quanto in realtà pesantissima, rifacendosi in pieno dello zero rimediato al Mugello e balzando in testa alla Classifica Iridata.

    La seconda Vittoria dell’anno del giovane alfiere HRC – oggi qui al quarto Successo consecutivo in ben Tre Classi diverse – è stata nel finale splendidamente contrastata da un Crutchlow semplicemente gigantesco ed in stato di Grazia, che per poco – sarebbe bastato qualche giro in più, col favorevole trend della sua irresistibile azione – non è riuscito nella clamorosa impresa di riprendere il fuggitivo costruendo una rimonta velocissima dopo essersi finalmente liberato dal “tappo” costituito dalla seconda guida Ufficiale Yamaha, cui ha rifilato, pur in sella ad una M1 clienti, la bellezza di oltre OTTO SECONDI OTTO che dicono davvero tutto sulla povertà della prestazione del brand mate.

    Lungi dall’approfittare della nuova favorevolissima situazione che la sorte gli aveva elargito, costui si è fatto umiliare a morte ancora una volta da chi disponeva della sua stessa moto, ma in versione satellite e perciò decisamente inferiore in tutto, anche (e soprattutto) nel reparto freni, da sempre delicato punto debole della M1 Tech 3. Dietro a circa 4 secondi e rotti gli è arrivato il local hero Bradl che aveva promesso molto in prova, ma che poi non ha saputo concretizzare in gara quanto di buono aveva fatto vedere il venerdì ed il sabato. Il tedeschino – oggi qui autore del suo personal best eguagliato nella Classe – unico portacolori della Honda LCR è comunque in costante progresso e sarà davvero interessante osservarlo nelle prossima impegnativa trasferta americana.

    Allora…………:)
    Ciò che avevo quasi escluso si è invece di nuovo incredibilmente verificato, perfidamente il Cosmo ha concesso il catastrofico BIS siderale ed un altro improbabile ASTEROIDE ASSASSINO in effetti è caduto davvero, stavolta facendo fuori definitivamente non solo il povero eroico Lorenzo ma per giunta pure il sempre sfortunatissimo Pedrosa – cui dovrebbero conferire immantinente, con Laurea Honoris Causa, il Dottorato in Sfighe Varie……….:)! Il malcapitato piccolo catalano con le perniciose conseguenze del gran volo di sabato si è visto così sfuggire un’altra clamorosa occasione (dopo quella incredibilmente fallita ad Assen) di allungare su Lorenzo – nonchè per buona misura acciaccando ulteriormente il già vulnerato Crutchlow.

    Stavolta finalmente Marquez, assenti forzatamente i suoi due più illustri e pericolosi rivali, si è dimostrato degno degli ovvi favori del pronostico andando a vincere una gara – la sua seconda quest’anno dopo Austin – in autorità (costruita con calma, da metodico passista, senza sparate o colpi di testa) e mai messa in dubbio se non nell’estremo finale dalla brillantissima rimonta dello scatenato Britannico del team Tech3, che nel contempo con la sua vorticosa azione ha letteralmente annichilito l’ex pilota della M1 ufficiale, che invece avrebbe per lo meno dovuto arrivare secondo, essendo in sella alla sola Yamaha Works in campo.

    Motomondiale Germania   Sachsenring 2013, la gara

    Manco per sogno, la sua unica gloria odierna è stata quella di precedere un Bradl – comunque in sella ad una Honda clienti – atteso ad un buon risultato alla partenza ma infine tutto sommato opaco, assai meno brillante in gara che in prova, a sua volta mancando l’Occasione della Vita di centrare il primo sospirato Podio, per giunta in Patria.

    Insomma, la sua eterna, implacabile e PIRAMIDALE Cospicua Unica Lodevole Operosa buonasorte gli aveva messo ancora una volta la Vittoria praticamente su un piatto d’argento, dovendo battere tra gli Ufficiali solo un debuttante nella Classe, ma anche questa ennesima Botta di Cospicua (eccetera) pur così favorevole NON poteva farlo vincere automaticamente…………..sarebbe servita almeno una Capacità Media……………vero, ex pilota?

    L’ incredibile eternità di OTTO SECONDI OTTO rimediati vergognosamente dal brand mate dice davvero tutto, ogni ulteriore commento appare qui assolutamente superfluo. La brillante M1 Ufficiale che affidata ad un Lorenzo sia pur acciaccato avrebbe sicuramente conteso la Vittoria alla HRC, nelle sue mani si è trasformata in una carriola a due ruote, un catorcio incapace nemmanco di avvicinare quella clienti di Crutchlow, un pilota sicuramente più Veloce adesso di quanto costui sia MAI stato in tutta la sua Farlocca carriera.

    A CAL, non a lui dovrebbero dare la Moto Ufficiale: quel che ho già detto più volte, ormai si è trasformato in una lapalissiana Verità, scintillante sotto gli occhi di tutti.
    Con quella, oggi l’inglese avrebbe VINTO!

    E dire che il team Tech 3 sta stoltamente facendo di tutto per perderlo, ribadendo la sua Illimitata Fiducia in nientemeno che………Udite Udite…….in Sua Eminentissima Galattica Assurdità “Segalattica” Smith (ottima scelta, Suonato Poncharal, continua così che vai forte) e buttandolo fatalmente nelle braccia della Ducati Ufficiale (auguri, visto come l’ha ridotta l’ex pilota assieme a tutta la sua banda di Emeriti Incapaci………..:) al posto dell’ormai Desaparecido Spies.

    Da notare che, comunque, entrambi i due riders del Team abbiano riportato i loro rispettivi Career Best nella Classe qui in Germania, Cal replicando (col suo quarto Podio stagionale) il clamoroso secondo posto di LeMans, e pure Smith giungendo sesto (dietro ad un finalmente positivo Bautista) come ad Assen. Peccato che il francamente inutile pel di carota albionico abbia buscato la bellezza di oltre 25 secondi dal Vincitore Marquez, nonchè 23 e mezzo dal team mate sulla sua stessa identica moto………….:)

    Erano comunque decenni che DUE riders Britannici non si classificassero tra i PRIMI SEI nella Classe………dunque, qualcosa di storicamente significativo è successo al Sachsenring, almeno per i colleghi d’oltremanica………..:)

    Motomondiale Germania   Sachsenring 2013, Prove libere

    Dietro Segalattica è arrivato mestamente – staccato di 5 secondi – Dovizioso, come sempre primo delle Ducati e almeno finito davanti alla ART del sempre più sorprendente Espargarò. Il forte Manico Forlivese pare ormai sempre più frustrata vittima della più totale confusione e del conseguente enorme disorientamento tecnico – specie adesso che il geniale Preziosi, innocente capro espiatorio degli incompetentissimi tedeschi di Audi, è stato improvvidamente cacciato: sembra pero che il suo frettoloso affossatore germanico sia stato a sua volta silurato! – ormai imperanti a Borgo Panigale.

    La Classe del Pilota però non si discute: come ricorderete, l’anno scorso Andrea ha nettamente battuto il team mate Crutchlow a parità di moto, ed all’invero invidiabile posto di Smith adesso sarebbe nettamente davanti al pur lanciatissimo Cal, esattamente come accadde la scorsa stagione in cui arrivò quarto assoluto (al debutto in Yamaha!) in Classifica finale Piloti.

    Per il suo altrettanto abbacchiato team mate Hayden, oggi appena nono ben QUINDICI secondi dietro alla CRT di Espargarò, tira aria di divorzio imminente: il Kentuckiano potrebbe sì restare in Ducati, ma in WSBK (forse al posto di Checa, clamorosamente deluso dalla Panigale ed a sua volta desideroso di aria nuova) mentre, come già detto prima, il suo posto in MotoGp potrebbe essere occupato proprio dall’insofferente Crutchlow, ostinatamente alla ricerca di quella sella Ufficiale che la Yamaha stoltamente gli nega, inspiegabilmente preferendogli non solo (sic) l’insignificante Segalattica Smith, ma forse pure il bravo ma immaturo Aleix Espargarò.

    Follia pura, quella di Iwata, che molto probabilmente farà quasi forzosamente approdare Cal (ormai visto in Patria come il Nuovo Sheene: era infatti dai suoi ormai lontanissimi tempi che un Britannico non avesse conquistato 4 Podi nelle prime 8 gare della Classe) a Borgo Panigale, ovvero proprio in quel Team per cui avrebbe voluto fortemente firmare già a metà 2012 per corrervi da Ufficiale la stagione successiva, ma da cui fu illuso, tenuto sulla graticola per mesi ed infine scartato a favore – e qui la decisione della Ducati non ha fatto una piega, visto il confronto diretto del 2012 nettamente dominato dal forlivese, tra l’altro decisamente il miglior collaudatore disponibile nell’intera Classe – dell’ancor più valoroso Dovi.

    Tuttavia, il vero Giallo della puntata germanica qui al Sachsenring – codesta ignobile pistina la cui patetica e manifesta inadeguatezza alla Motogp ha causato una vera e propria strage annunciata di piloti – risiede nella misteriosa ed enigmatica esclusione forzata, all’immediata vigilia del GP, di Pedrosa, che avrebbe voluto fortemente correre MA a cui è stato di fatto impedito di prendere il via, pur essendo stato in un primo tempo dichiarato idoneo a disputare il warm up, in effetti disertato dallo spagnolo, sorprendentemente poi dichiarato inabile a correre in un successivo esame medico, tenuto poco prima della partenza.

    Questo controverso episodio rischia di risultare cruciale per la lotta iridata, avendo causato un inaspettato zero proprio al leader del Campionato, che avrebbe sicuramente aumentato il suo Vantaggio in classifica approfittando della altrettanto forzata assenza del principale rivale, ovvero Lorenzo. Quindi, chi ha beneficiato di questa inaspettata esclusione sono risultati proprio Jorge – che in tal modo non ha perso proprio alcun punto su Dani – e soprattutto ovviamente il team mate Marquez, che ne ha presi in un sol colpo ben venticinque sui rivali, balzando in testa alla graduatoria iridata sia pure con due soli punti di vantaggio sul team mate, ed undici sull’alfiere Yamaha.

    Sheene  Imatra

    L’indimenticabile BARRY SHEENE al famoso attraversamento del passaggio a livello di Imatra su Suzuki 500, GP di Finlandia, 1977. Quell’anno Barry stabilì il Record della Gara più Veloce in assoluto di Tutti I Tempi: 217.37 km/h di media al vecchio Spa-Francorchamps stradale, mentre le più veloci corse di MotoGp attuali hanno una media di circa 175 km/h. – Foto Archivio

    Infatti, la classifica parziale Piloti vede ora in testa Marquez in vetta con 138 punti (media. 17,25 a gara) tallonato da Pedrosa a 136 e da Lorenzo a 127. Quarto si conferma il lancitissimo Crutchlow a 107.

    La graduatoria Costruttori vede sempre Honda in testa con 176 punti, anche qui seguita a ruota da Yamaha con 172.
    Terza è la Ducati, più che doppiata a quota 75. Dietro segue la prima CRT, ovvero la sorprendente ART con 52 lunghezze, mentre la FTR è quinta con 19.

    L’importantissima classifica di Team vede nettamente al comando la HRC in fuga a 274 punti, inseguita da lontano dallla Yamaha Works a 229. La Yamaha Tech3 segue a livello 158, mentre quarta risulta la Ducati Ufficiale a quota 131. Il primo Team CRT è sempre l’Aspar che a livello 71 lunghezze si permette di precedere due Teams MotoGp, ovvero i due satelliti Honda, l’LCR a 64 punti (tutti conquistati dal solo Bradl) e il Gresini con 60 (pur con due riders, di cui uno sulla CRT Honda, ovvero Staring). La derelitta Pramac Ducati è solo ottava con appena 55 punti, conquistati da ben tre riders.

    Adesso, quella che ci aspetta già questo stesso fine settimana è l’mpegnativa trasferta americana che razionalmente riunisce i rimanenti due appuntamenti statunitensi, primo dei quali è quello nel torrido catino californiano di Laguna Seca, tradizionalissimo appuntamento di metà estate – quest’anno tornerà ad esserlo pure per la WSBK – che spesso in passato ha dato una svolta decisiva al Campionato.

    Questo sommamente atipico circuito dal caratteristico senso di rotazione antiorario – esattamente come il Sachsenring – tutto curve e senza assolutamente un vero rettilineo, è il più corto di tutto il calendario iridato e si distingue, oltre che per i marcati dislivelli (sempre a marcatissima somiglianza col kartodromo tedesco, che significativamente risulta il secondo circuito più corto appunto dopo il californiano), per il famoso, sublime cavatappi o corkscrew, ovvero un rampino cieco – dal caratteristico e vertiginoso dislivello quasi a precipizio – da affrontare a memoria, con estrema decisione e dove gli specialisti del circuito riescono solitamente a fare la differenza.

    Altrettanto tipiche di questa zona sono le notevolissime temperature che l’ambiente e soprattutto l’asfalto possono raggiungere, con serie conseguenze per le coperture la cui corretta scelta costituisce certamente un fattore sempre critico in ogni pista, ma ancora di più qui a Monterey.

    Come sapete, nel 2011 Laguna Seca vide il convincente trionfo di uno Stoner perfetto ed autore della gara forse più tattica della sua vita, nascondendo benissimo le sue carte fino ad oltre metà gara, quando si scatenò letteralmente lasciando solo le briciole agli eroici Lorenzo (caduto malamente il sabato e perciò terribilmente dolorante in gara) e Pedrosa, alla sua terza – in quella precedente però aveva vinto al Sachsenring – gara dal rientro dopo il noto infortunio alla clavicola (causato da Simoncelli) e perciò ancora non al top della forma.

    Casey Stoner Laguna Seca 2011  ac



    Casey Stoner stravince a Laguna Seca 2011

    Nel 2012 il Genio Australiano concesse il clamoroso Bis (cioè….Tris……:), con una Vittoria straordinaria e nettissima su Lorenzo e Pedrosa, destinato poi a trionfare ad Indianapolis sempre su Jorge a causa del grave incidente subito in prova da Casey, che stringendo ammirabilmente i denti con una gara semplicemente EPICA riuscì ad arrivare splendido quarto nonostante la dolorosa frattura dell’astragalo e la rottura dei legamenti della caviglia.

    Questa è una gara veramente difficile anche proprio da un punto di vista fisico: infatti i 32 giri richiedono un impegno, oltrechè mentale, anche decisamente muscolare perchè qui non ci si può riposare neppure per un singolo second0, vista l’assoluta mancanza di un qualsiasi rettilineo. Esattamente come al Sachsenring, qui si viaggia sempre costantemente piegati, per di più sempre alle prese con marcatissimi dislivelli.

    Quindi, un circuito enigmatico, affascinante per le sue curve a volte in contropendenza ed anche per la sua storicità, ma da un punto di vista fisico decisamente stressante, anche per le violente staccate che lo caratterizzano e per il caldo davvero torrido che, come ciliegina sulla torta, spesso ci si patisce.

    Ripeto, questo è tipicamente un circuito da specialisti: non per nulla il local hero Hayden vinse qui ben due delle appena tre corse iridate messe in totale in carniere fino a questo momento.
    Lorenzo ci vinse solo – e per grazia ricevuta, visto che approfittò della caduta del già lontano battistrada Pedrosa – solo nel suo anno d’oro, ovvero il 2010, mentre il solo a dominarlo TRE volte tra gli Alieni è stato Stoner, letteralmente schiacciando la concorrenza nel trionfale 2007 con la Ducati, poi nel 2011 nel suo debutto con la RC213V concedendo infine un formidabile tris pure l’anno scorso sempre con la Honda, mentre Pedrosa ci vinse nel 2009 mancando poi come già detto una quasi certa vittoria l’anno successivo per caduta, dando via libera a Jorge.

    E’ veramente significativo, comunque, che TUTTI e TRE i più prestigiosi piloti degli ultimi anni abbiano vinto – Stoner nel 2007, 2011 e l’anno scorso, Pedrosa nel 2009, Lorenzo nel 2010 – recentemente su questo ovale monotono, lento, senza cambi di ritmo e assolutamente privo di un qualsiasi rettilineo, molto simile a qualsiasi altro kartodromo europeo (ma praticamente identico al Sachsenring, ripeto) eccezion fatta per il sublime cavatappi, unico – seppur lentissimo – suo tratto veramente peculiare,

    Adesso, alla dolorosa assenza del Genio australiano (che però, secondo ultimissime insistenti voci, nonostante le smentite ufficiali, annoiato a morte dalla pesca e dalle dilettantesche auto V8 australiane sembrerebbe orientato ad un clamoroso ritorno alle corse in moto!) si è sostituita al vertice della MotoGp la presenza minacciosa ed a tratti sconcertante del giovane Marquez, ovvero proprio colui che ha preso il posto di Casey in HRC ed attuale fortunoso leader della classifica iridata.

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    Jorge Lorenzo in prova al Sachsenring

    Marc qui notoriamente NON HA MAI corso, visto che questo famoso catino californiano è sempre stato off limits per le altre Classi. Sarà dunque veramente interessante vederlo alle prese con questo atipico circuito, tenendo presente anche l’ottima prestazione odierna in un tracciato sinistrorso ed antiorario praticamente gemello – fatidico corkscrew a parte – che però conosceva bene.
    Gli Stati Uniti poi sembrano portargli decisamente fortuna, vista la Vittoria texana di Austin dove però aveva GIA’ abbondantemente provato con esiti positivi nei tests di precampionato.

    I suoi due eterni e connazionali rivali però saranno coraggiosamente presenti a Laguna, sfidando specialmente Lorenzo una condizione fisica che definire precaria è dir poco, e comunque intenzionati ad impedire con ogni mezzo un ulteriore successo del giovane outsider HRC.
    Anche questo essendo un tracciato atipicamente antiorario e sinistrorso, qui Jorge – fratturato proprio alla clavicola sinistra che dunque sarà parte particolarmente stressata – dovrà correre ampiamente in difesa, cercando di limitare al massimo i danni esattamente come aveva intenzione di fare in Germania.

    Al confronto, Pedrosa dovrebbe presentarsi a Monterey in condizioni migliori, sperando di essersi finalmente liberato definitivamente di quella strana sindrome vagale occorsagli dopo il pauroso volo del sabato al Sachsenring.
    Essendo Dani diventato negli anni quasi uno specialista di Laguna, qui avrebbe una nuova ghiotta occasione di guadagnare punti, specialmente sull’eterno rivale Majorchino, ma anche eventualmente sul debuttante Marc.
    Il torrido catino californiano infatti è un circuito estremamente difficile da memorizzare, qui i debuttanti assoluti non hanno mai avuto vita facile.

    Crutchlow – che significativamente ha disertato polemicamente la riunione pubblicitaria dei piloti Yamaha a Laguna: assente forzato anche Jorge, alla conferenza stampa c’erano solo Segalattica Smith e l’ex pilota, ovvero desolantemente le seconde guide, assieme a Jarvis – attuale quarto in classifica, l’anno scorso è arrivato buon quinto ben dietro al team mate Dovizioso (che anche qui ha ribadito la sua netta superiorità sull’inglese a parità di moto!) finito sul Podio. Non male in assoluto, e comunque un bel progresso dal 2011, quando si ritirò.

    Il rider di Coventry, visti la sua velocissima cavalcatura ed il suo ottimo momento agonistico – a stridente contrasto con le sue condizioni fisiche, sempre notoriamente assai precarie a causa delle numerosissime cadute in prova – dunque potrebbe decisamente puntare al Podio anche qui in California, consolidando la sua solida posizione in graduatoria Piloti, e combinare magari un nuovo brutto scherzetto ai suoi (cordialmente) detestati colleghi spagnoli.

    Il già citato Dovizioso, come già detto brillantemente sul Podio l’anno scorso, qui avrebbe vestito i panni dell’outsider ideale assieme ovviamente al local Hero Hayden, due volte consecutive trionfatore qui (2005 e 2006, anno del suo Titolo Mondiale), ma l’attuale enorme incertezza tecnica ed organizzativa regnante a Borgo Panigale pongono un pesante interrogativo sulle possibilità di entrambi, teoricamente notevoli. Siccome arrivati a toccare il fondo, si può solo risalire (a meno ovviamente di cominciare a scavare………:), magari assisteremo inaspettatamente qui al primo, o meglio al secondo atto del riscatto agonistico – dopo il brillante quarto posto di Andrea a Le Mans – del Team italiano.

    Lo stesso si potrebbe dire del desaparecido Spies, teoricamente ancora rider Ducati Pramac, SE solo fosse presente a Monterey……….:)
    Qualcuno per caso lo ha visto???

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    Dani Pedrosa in prova al Sachsenring

    Dunque, i presupposti per un gustosissimo week end tutto all’insegna del più sublime amusement a due ruote, prima con il doppio episodio diurno della WSBK al Moscow Raceway, indi con il tradizionale spettacolo notturno (da noi, ovviamente per il fuso orario) californiano di Mezza Estate a Monterey, ci sono veramente tutti, dunque specialmente per quanto riguarda la Classe oggi in esame, NON prendete assolutamente impegni per domenica sera (precisamente alle 21.00), ed appuntamento certo, sicuro ed improrogabile in Terra Statunitense – e precisamente Californiana – per il nuovo appassionante episodio di questa sempre nuova, drammatica ed imprevedibile Saga MotoGp 2013!

    DONOVAN

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