MotoGp SanMarino 2010: Pedrosa domina una tragica Misano

Tragico dodicesimo episodio del Mondiale Velocità, in lutto per la morte di Shoya Tomizawa nella gara delle Moto2

da , il

    Tomizawa Misano

    Nota: la pubblicazione di questo pezzo è stata volutamente ritardata per una doverosa pausa di riflessione dovuta alla tragica scomparsa del giovane talento giapponese Tomizawa, avvenuta ad appena una settimana esatta dalla drammatica perdita di Peter Lenz.

    Alla famiglia di Shoya vanno la commossa solidarietà mia e della redazione di Derapate.

    La dodicesima luttuosa puntata di questa drammatica Saga MotoGp 2010, andata in scena qui dall’irriconoscibile e deturpato circuito di Misano Adriatico – oggi reso ancor più brutto e detestabile dalla tragica morte in gara del giovane Tomizawa, accaduta in seguito ad un terribile incidente occorso durante il dodicesimo giro della Moto2 – ha visto un superbo e velocissimo Pedrosa replicare in pieno la recentissima impresa di Indianapolis e dominare il campo prima in prova e poi in gara dal primo metro fino al traguardo, regolando agevolmente un Lorenzo apparso anche oggi svogliato e non certo al massimo della forma, ma che a sua volta non ha comunque avuto problema alcuno a battere nettamente e per l’ennesima volta nella stagione il proprio team mate Rossi.

    Alle loro spalle, ancora una volta Dovizioso pur autore di una gara grintosa e brillante, rinvenendo dalla terza fila in griglia, non è riuscito a battere l’urbinate ed è come al solito finito quarto, comunque davanti ad un delusissimo Stoner come sempre frenato ed intimidito dall’instabile ed infido avantreno della sua GP10, mentre certamente ancora peggio è andata al suo tem mate Hayden, finito esattamente come l’anno scorso fuori gara dopo pochissimi secondi.

    Sette anni dopo la scomparsa di Daijiro Kato, a soccombere in seguito ad un incidente di gara è toccato nuovamente ad un giovane rider del Sol Levante, una combinazione tanto improbabile quanto inquetante, tanto più se consideriamo anche il fatto che Daijiro trascorresse proprio a Misano (dove gli è stata perfino intitolata una strada) gran parte dell’anno.

    Il drammatico annuncio della morte del povero Shoya è arrivato alle 14.19, ovvero un orario che coincideva col pieno svolgimento della MotoGp, il cui andamento, nella seconda parte della gara, è pertando scivolato via come una commedia macabra, iinutile ed irreale, anche se gli ignari piloti nulla sapendo della nuova tragedia che si era abbattuta sul Motociclismo Iridato, hanno continuato a fare il loro lavoro senza tentennamenti.

    Meglio così, perchè sarebbe stato molto difficile, se non impossibile correre con un simile peso sul cuore: le circostanze temporali di questo drammatico avvenimento, hanno fatto invece sì che, del tutto casualmente, la corsa si svolgesse comunque serenamente – anche se a tutti era ovviamente nota l’estrema gravità dell’incidente – lasciando al mestissimo dopo gara il tempo della tristezza e del rimpianto per il solare e spiritoso collega appena diciannovenne, un personaggio allegro e talentuoso, già amatissimo da tutto il Circus Mondiale, che li aveva appena lasciati.

    Shoya passerà purtroppo alla Storia non tanto per essere stato il primo vincitore in assoluto della neonata Classe Moto2 in Qatar, nè per il suo essere leale, allegro e gentile con tutti, bensì per questo sfortunatissimo incidente che lo ha visto purtroppo soccombere prima che avesse potuto esprimere interamente il suo grande talento.

    Come il Grande Jarno Saarinen nel 1973, come il piccolo Peter Lenz appena una settimana fa, questa giovane promessa del Motociclismo Mondiale è stato fatalmente investito da altri concorrenti del tutto incolpevoli, che sopraggiungevano immediatamente dietro di lui.

    Una circostanza imponderabile ed assolutamente non prevedibile, nè in qualche modo evitabile, o dipendente in qualsiasi modo dal circuito e dal suo grado di sicurezza.

    Proprio come ha detto un attonito e commosso Pedrosa subito dopo l’arrivo, non ci sono parole per esprimere i propri sentimenti quando un nostro compagno e collega, per di più così giovane, muore in circostanze così fatalmente imprevedibili.

    Io posso solo scrivere le stesse identiche, dolorose parole già espresse pochissimi giorni fa, proprio in occasione della scomparsa del giovanissimo Lenz.

    Il nostro amico Tomizawa è scomparso mentre faceva ciò che amava di più al mondo.

    Proprio in forza di ciò – ovvero per la sua inestinguibile passione per il Motociclismo – la sua vita, seppur breve, è stata intensa e felice, ed è questo che conta.

    Noi tutti lo ricorderemo così, il suo volto sereno, proprio come quello del piccolo Peter, ci accompagnerà sempre.

    Detto questo, concordo perfettamente con Uncini e Macchiagodena, uomini di provata esperienza, che all’unisono hanno ritenuto che esporre in questo caso la bandiera rossa non solo non sarebbe stato di alcuna utilità, ma avrebbe creato una confusione pericolosa e totalmente inutile, che anzi avrebbe molto probabilmente, per forza di cose, ritardato i soccorsi, comunque prestati immediatamente già a bordo pista.

    Ritengo inoltre che siano del tutto oziose ed inutili tutte le sterili polemiche divampate sull’ora della scomparsa del povero Shoya. Egli è stato dichiarato ufficialmente morto, dopo intensi tentativi di rianimazione, alle 14.19 esatte, quando già si trovava all’ospedale di Riccione, pertanto lo sfortunato pilota NON è affatto deceduto, checchè se ne dica, in ambulanza, tanto meno a bordo pista.

    FINE della storia.

    Tutte queste stupide polemiche risultano non solo del tutto insensate ed inani, ma anche a mio giudizio gravemente lesive ed irrispettose degli sforzi messi in campo dai soccorritori e perfino della memoria stessa dello scomparso, la cui disgraziata figura sicuramente non merita di essere fatta motivo ed occasione di codesti schiamazzi isterici, totalmente fini a se stessi.

    Prestare ciecamente fede, proprio come se fossero oro colato, ad incontrollate voci di corrridoio non confermate ed a supposizioni estemporanee, totalmente inattendibili, vuol semplicemente dire aver completamente perso il lume della ragione.

    Credetemi, sapere il minuto esatto della morte di questo sfortunato ragazzo non serve assolutamente a nulla, se non ad avvelenare stupidamente e del tutto inutilmente una tragedia già amarissima per conto suo.

    Serve solo sapere che sia stato fatto tutto l’umanamente possibile per Shoya, e nei tempi più brevi immaginabili.

    Tutto qui.

    Parlando di statistiche, con questa nuova vittoria il piccolo catalano porta a 35 il totale delle sue Vittorie nel Mondiale Velocità, di cui 12 in MotoGp, infrangendo stavolta, dopo l’eterno tabù che non lo aveva mai visto aggiudicarsi più di due successi all’anno, polverizzato quest’anno ad Indianapolis, anche l’altra regola fissa, secondo la quale non era mai risultato vincitore due volte di fila in MotoGp.

    Finalmente Dani ce l’ha fatta, sbloccandosi anche in questo, confermando senza ombra di dubbio quanto avevo detto circa l’era post-Rossi, iniziata come sappiamo al Mugello ed inaugurata, guarda un pò, proprio da una vittoria di Pedrosa.

    Avevo scritto che niente sarebbe stato come prima da allora in poi, ed infatti, vedi caso, Lorenzo sta dominando totalmente il Mondiale con una sicurezza inedita ed impressionante, mentre Dani ha appena incamerato il quarto successo dell’anno (di cui due consecutivi) in appena due terzi di percorso Mondiale, già il doppio di quanto ne avesse mai ottenuti in tutta una stagione dal 2006 al 2009.

    Se questo non è un cambiamento radicale…………..:)

    Lupus in fabula, oggi Jorge ha serenamente replicato il secondo posto americano di appena una settimana fa, lasciando via libera a cuor leggero al proprio connazionale e fiero rivale, dall’alto del suo incolmabile vantaggio in classifica.

    I suoi 63 punti di vantaggio lo mettono infatti al sicuro da qualsivoglia sorpresa, con ormai solo sei GP da disputare, di cui per di più ben due casalinghi.

    Questo ennesimo podio, e quarto secondo posto (oltre a SETTE Vittorie, ed un solo terzo) dell’anno, lo pongono infatti tutt’ora su un piedistallo intoccabile per tutti, e tanto più per Dani, che – per sua stessa ammissione – ha un bel vincere, quando Jorge arrivi sempre secondo dietro di lui………….:)

    E’ proprio questa l’incredibile forza, la solidissima concretezza del nuovo Lorenzo-schiacciasassi di quest’anno: capire quando non sia assolutamente il caso di forzare insensatamente, quando appaia chiaro che qualcuno vada più forte di lui, e dunque, in tal caso, accontentarsi di piazzare un comunque devastante secondo posto che frantuma puntualmente le speranze del suo più prossimo inseguitore, ovvero sempre il povero e malcapitato Dani, che comunque da parte sua sta veramente dimostrando nei fatti ed a suon di Vittorie di meritare supremamente il secondo posto assoluto, che ormai non può più sfuggirgli.

    Circa Rossi, ribadisco quanto detto in apertura: arrivare terzo nella propria pista di casa, cavalcando la miglior moto sulla piazza, ed essersi buscato anche stavolte un distacco comunque considerevole non solo dal vincitore Pedrosa (che ha avuto anche cinque scondi di vantaggio su Jorge, per poi rallentare moltissimo nei giri finali), ma anche dal proprio team mate, per di più apparso qui come ad Indianapolis un pò svaporato e tutt’altro che in palla, equivale senza ombra di dubbio ad un’ennesima sonorissima e disastrosa sconfitta, che lo ha fatto talmente arrabbiare, in effetti, da fargli dire solo banalità impressionanti ed al limite del cinico nell’immediato dopo gara, ovvero appena e nulla di più che “è un peccato” commentando la morte di Tomizawa.

    Toccato e suonato, non c’è che dire…………:)

    Altra gara bifronte, ed altro valido ma anche anonimo quarto posto per Dovizioso, che per quanti sforzi faccia, in questa seconda parte del campionato non riesce assolutamente a fare nè meglio del team mate, e neppure dimostrarsi al suo livello, nonostante un impegno ed una grinta sempre impeccabili.

    Andrea si è reso conto comunque che, nonostante il terzo posto nel Campionato, al suo riding style manchi ancora qualcosa, ed onestamente lo ha ammesso, cercando di migliorarsi ad ogni gara.

    Per ora i risultati latitano un pò, ma sono assolutamente convinto che il Forlivese con questa coraggiosa ed umile autocritica sia sulla strada giusta.

    Altro grande deluso della giornata sanmarinese è indubbiamente Stoner – oggi solo quinto – che proprio non riesce a fare di più visti i persistenti problemi che affliggono imperterriti l’infidissimo avantreno della sua Desmosedici.

    Anche Guareschi ha candidamente ammesso come i problemi non siano assolutamente del pilota ma esclusivamente tecnici, anche se non ha spiegato quando e come questi possano essere una buona volta eliminati per mettere Casey finalmente in grado di provare a vincere senza rimetterci l’osso del collo.

    E’ dall’inizio della stagione che questo benedetto avantreno della Rossa danneggia, limita e frena un pilota che altrimenti, pur da tempo in partenza, è sempre rimasto serissimamente motivato e determinato a dare alla Ducati quella vittoria che, dopo la beffa di Losail, la Casa di Borgo Panigale quest’anno non ha ancora potuto ottenere. Speriamo bene………..

    Come già accennato prima, ben peggio è comunque successo al suo team mate Hayden, esattamente come l’anno scorso fuori gara già dopo pochissimi metri. E’ altamente significativo che questo disastro sia avvenuto proprio all’indomani del suo rinnovo di contratto con la Ducati, non trovate?………….:)

    Altro pilota che esce chiaramente deluso dalla prova sanmarinese è ovviamente Spies, oggi appena sesto, anche per il fatto che Ben conoscesse già questa pista, che peraltro pure l’anno scorso non gli portò troppa fortuna.

    Texas Terror è comunque ottimo quinto nella graduatoria iridata, essendosi da tempo aggiudicato il titolo onorifico di Rookie of the Year, e sono certo saprà continuare a fare assai bene anche nel prossimo futuro: come specialista dei circuiti a lui sconosciuti, quello per tutti inedito di Aragon dovrebbe stimolarlo molto………..:)

    Dando appunto un rapido sguardo alla classifica parziale, ovviamente troviamo ancora lontanissimo in testa Lorenzo a quota 271 punti, come detto con ben 63 lunghezze di vantaggio su Pedrosa, che nel suo tenace inseguimento si è portato a 208.

    E’ quasi incredibile pensare come Jorge abbia perso per strada – dopo ben dodici GP, ovvero due terzi del cammino mondiale – l’assoluta miseria di appena 29 punti dal totale massimo teoricamente ottenibile!

    Terzo segue Dovizioso con 139 punti, incalzato ormai da vicino dalla strana coppia formata da Stoner e Rossi, entrambi quarti a 130.

    Dietro questi due fieri rivali, troviamo come accennato Spies quinto a 120, sempre ben davanti al connazionale Hayden fermo a quota 109 e DePuniet a 81.

    La prossima tappa del carrozzone targato Mondiale Velocità, ancora profondamente sotto shock per la tragica scomparsa di Tomizawa, sarà l’episodio inedito in terra di Spagna – che con questo arriva a quota quattro GP su diciotto in calendario, ad ulteriore testimonianza del potere mafioso di Don Carmelo Ezpeleta – sul tracciato di Aragon che ha preso il posto dell’eternamente incompleto circuitino-kartodromo del Balatonring.

    Essendo questo pista teoricamente inedita per tutti i non spagnoli, non è certo difficile prevedere un ulteriore prolungarsi del dominio iberico sulla MotoGp, ovvero di Lorenzo e Pedrosa.

    Ben difficilmente dunque la vittoria potrà sfuggire ad uno di questi due, che infatti hanno complessivamente trionfato in ben 11 gare su 12.

    In ogni caso, quella aragonese sarà una prova comunque interessantissima e storica proprio per il suo essere una prima assoluta, completamente inedita e pertanto teoricamente aperta ad ogni possibile risultato.

    La pista, disegnata da Tilke e De La Rosa, nella configurazione FIM per il Mondiale Velocità a prima vista sembra lunga (5077,65 m) rispetto alla media dei circuitini-kartodromo a cui siamo abituati, sufficentemente larga ed abbastanza veloce – anche se lo sarebbe molto di più con altre possibili configurazioni – con un rettilineo di oltre 1 km in questo particolare layout motociclistico, ben più corto di quello massimo possibile (1726 m), e con un dislivello totale massimo di 50 metri tra il punto più alto e quello più basso.

    Ovviamente, conteranno molto anche le condizioni del fondo stradale e soprattutto quelle meteorologiche: come tutti sappiamo, in questa stagione assolutamente anomala la pioggia praticamente non si è mai vista, ed anche da un punto di vista meramente statistico la probabilità di avere adesso qualche gara bagnata è davvero molto alta!

    Quindi i motivi di interesse per questa inedita prova Aragonese sono davvero tantissimi, e sicuramente molto, molto interessanti.

    In questa pista, istintivamente vedo bene, oltre ai soliti protagonisti di quest’anno, anche Stoner e Spies, due piloti veloci ed in palese ricerca di riscatto – nonche della prima vittoria stagionale – per i risultati fin qui conseguiti.

    Quindi, non prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certissimo ed inevitabile in Terra Spagnola per la tredicesima, imprevedibile e misteriosa tappa di questa coinvolgente e sempre più drammatica Saga MotoGp 2010!

    DONOVAN