MotoGP Sepang 2016, il processo alla gara

Il processo alla MotoGP Sepang 2016 vinta da Andrea Dovizioso su Ducati. Tutto ciò che è successo in pista durante il penultimo GP stagionale.

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    MotoGP 2016 – A Sepang si è assistito ad un Gran Premio ricco di colpi di scena: il duello tra Valentino Rossi e Andrea Iannone è stato divertente, ma anche tanti altri spunti sono stati degni di nota come la vittoria di Andrea Dovizioso. Il forlivese ha meritato il successo disputando una gara super. Bella prestazione anche del Dottore, mentre le Suzuki hanno faticato. Come di consuetudine, dopo ogni gara del motomondiale, abbiamo analizzato ciò che è successo in pista vedendo nel dettaglio i lati positivi e negativi di alcune particolari situazioni emerse durante il Gran Premio.

    Andrea Dovizioso, una vittoria che dà morale

    ACCUSA: Finalmente Dovizioso verrebbe da dire. Il pilota forlivese, dopo 31 podi in sette anni, è tornato a vincere una gara. Un’attesa lunghissima per un pilota che ha cercato sempre di tirar fuori il meglio dalla propria moto. Spesso è stato accusato di non rischiare mai, ma a Sepang ha lottato con grinta contro Iannone e Rossi.

    DIFESA: Sette anni senza successo, sono un’eternità. Alcuni tifosi Ducati, quando Lorenzo ha firmato per il prossimo biennio, hanno storto il naso per la scelta di puntare ancora sul forlivese. Nella seconda parte di campionato non è stato troppo competitivo, ma nelle ultime tre gare è salito due volte sul podio. Questa vittoria gli servirà il prossimo mondiale.

    Honda, ma che combini?

    ACCUSA: La Honda era pronta a festeggiare il titolo mondiale costruttori e mettere una seria ipoteca su quello riservato alle squadre. Tutto rimandato a Valencia, anche se sarà molto difficile conquistare entrambi i campionati. La scelta di puntare su Aoyama non ha pagato affatto e la caduta di Marquez ha complicato tutto. A Valencia verrà richiamato Pedrosa?

    DIFESA: La perdita di Pedrosa, nell’economia di squadra, è stata decisiva e incolmabile. Nelle ultime due gare la Repsol Honda ha racimolato solo 5 punti iridati e la Movistar Yamaha, di Rossi e Lorenzo, ha ringraziato portandosi in vetta al mondiale a squadre. Ora a Valencia servirà un grande risultato per conquistare il mondiale costruttori e provare a ritornare davanti in quello a squadre. Tutto è ancora aperto e gli uomini del team giapponese hanno le carte in regola per riuscire a conquistare la vittoria finale.

    Valentino Rossi, un secondo posto che dà morale o no?

    ACCUSA: Valentino Rossi ha lottato per la vittoria. Prima Iannone, poi Dovizioso gli hanno tolto la possibilità di allungare e vincere il Gran Premio. Il “Dottore” alla fine si è dovuto accontentare del secondo posto utile per aver la matematica certezza di chiudere il campionato al secondo posto. La sua astinenza dalla vittoria è di dieci gare. Riuscirà a tornare al successo a Valencia?

    DIFESA: Rossi ci ha provato e anche nelle altre nove gare è stato spesso in lotta per il successo. La sua Yamaha, se nella prima parte di campionato era la moto da battere, ha perso qualcosina nei confronti della concorrenza. A Valencia potrà e dovrà provare a chiudere questa lunga striscia di gare senza successi. La grinta con cui ha lottato con Iannone sono la dimostrazione che la sua voglia è ancora intatta.

    La Suzuki è naufragata, terzo posto a rischio?

    ACCUSA: La Domenica della Suzuki è stata senza gloria. La squadra di Hamamatsu non è stata in grado di lottare per le prime posizioni. Sfruttando gli errori e le cadute altrui ha collezionato comunque 13 punti utili per il mondiale a squadre. La situazione in classifica vede la Suzuki (Vinales-A.Espargarò) a quota 276, mentre la Ducati Corse (Dovizioso-Iannone) è dietro di appena 5 lunghezze. Chi sarà davanti dopo il GP di Valencia?

    DIFESA: La Suzuki si sta giocando il terzo posto finale. Un podio iridato, nella sua seconda stagione dopo il rientro in MotoGP, sarebbe un grande risultato e traguardo raggiunto. Quest’anno la moto azzurra è stata a volte protagonista e anche a Valencia i suoi due piloti hanno le carte in regola per provare a battere la coppia Ducati.