MotoGP Sepang. Rossi le canta ai tre diapason…

MotoGP Sepang

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    valentino rossi

    Non è più una sinfonia tra Valentino Rossi e la Yamaha.

    In verità non lo è mai stata, “sviolinate” del Dottore a parte, suonate in quei momenti di gloria appesa ad un filo quando la sua M1 versione 2005 sembrava rispodere correttamente alle richieste del numero #46.

    La musica è cambiata.

    La melodia del motore è stata sostituita da un gelido gracchiare dell’800cc, l’elasticità del telaio è ora uno scomodo cigolio, il morbido procedere dlle gomme solo un fastidioso flip flop su un asfalto nemico.

    La M1 non canta più come una volta, il Direttore d’Orchestra ha una bacchetta magica che non funziona.

    Non posso fare tutto io.

    E’ questo l’urlo disperato di Valentino Rossi, beffato anche quest’anno da una sorte avversa e da una moto ancora più cattiva. E aggiunge: “ Non è solo una questione di gomme: serve anche l’impegno della Yamaha, che deve lavorare per una moto più veloce. Fa più notizia la scelta delle gomme del lavoro che la Yamaha deve fare per proporre una moto vincente. Io, però, sono qui per vincere le corse e se pensiamo che una scelta sia migliore di un’altra, dobbiamo farla e dobbiamo lavorare per far funzionare le cose. L’importante è lavorare sodo come abbiamo fatto fino ad oggi, cercando di collaborare con partner in grado di aiutarci a vincere. La Michelin si è impegnata per migliorare la situazione. Rispetto a prove libere e qualifiche, abbiamo sistemato un po’ la moto. Peccato, perché se fossi scattato davanti avrei potuto giocarmi la vittoria. Invece, sono partito in terza fila e dopo un giro avevo 3” o anche 4” di ritardo. Ieri c’era molta rabbia, come capita sempre quando non andiamo bene e non troviamo le risposte. Oggi mi sono anche divertito“.

    Risposte che non arrivano.

    Domande lasciate misermanete cadere senza soluzioni.

    Il carillon non suona più.

    Qualcuno lo ricarichi, per favore.