MotoGP Shangai. Italians do it better

MotoGP Shangai

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    MotoGP Shangai. Italians do it better

    Anche questa volta, nulla da fare.

    Quelle che fino a poco tempo fa era il “fenomeno-Rossi” si sta lentamente trasformando in “fenomeno-Stoner”.

    E quello che c ‘è di strano in tutto questo è che Rossi non ha per nulla abbassato la guardia. Solo, probabilmente, ha finalmente preso forma quel connubio ideale moto-pilota che mancava da tanto, troppo tempo, dai tempi di Valentino+HRCHonda.

    Si, perchè dopo allora, la MotoGP non è stata più la stessa. Alla continua ricerca di quello che fu e che non sarebbe più stato, di quel matrimonio perfetto e indissolubile tra uomo e macchina, dopo il “clamoroso divorzio” passato alla storia della MotoGP, i risultati sono sempre stati legati alla sola moto o al solo pilota, senza più legami tra le due “essenze”.

    E adesso, dopo anni di predominio Valentino, arriva un nuovo matrimonio: quello del giovanissimo australiano con la casa motociclistica italiana così piccola rispetto ai colossi giapponesi, ma così forte da metterli a tacere senza troppi problemi.

    Gli italiani fanno meglio le moto.

    Adesso è un dato di fatto.

    Lo dice Agostini, lo sottolinea Suppo, lo dimostra Stoner, lo vedono tutti.

    Dopo anni e anni in cui Borgo Panigale ha preso paga dal Giappone tutto, adesso la grande famiglia desmodromica è pronta per affrontare i samurai della MotoGP. Ed è pronta a vincere. Esattamente come sta facendo con Casey Stoner.

    Peccato, poi, per quel pilota che la GP7 l’ha costruita, Capirossi, ma che al momento sta prendendo lezioni dal 21enne di Curri Curri. Peccato, ma la legge del podio vuole che sia Stoner, che vince, a catalizzare tutte le coccole su di sè.

    Dice Livio Suppo: “ Siamo disposti ad aprire la nostra moto per dimostrare che siamo in perfetta regola

    Noi pensiamo che non ce ne sia bisogno.

    E’ il momento di gloria Ducati. Ed è giusto così.