MotoGp Silverstone 2012: sempre Lorenzo su tutti, Stoner e HRC ancora umiliati

Sesta puntata della Motogp in scena a silverstonen finalmente asciutto, che vede il nuovo trionfo di Lorenzo su un frustrato Stoner limitato ancora dalle gomme

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    Il sesto enigmatico episodio di questa sempre più incredibile Saga MotoGp 2012, andato in scena qui dal bel circuito medio-veloce di Silverstone, per una volta non inondato dalla pioggia, ha visto ancora una volta il Magnifico Lorenzo vincere d’autorità andando a cogliere la sua quarta Vittoria dell’anno su appena sei fin’ora disputate, mentre pure in questa occasione Stoner non è stato assolutamente in grado di difendere onorevolmente i colori della Honda, riuscendo a mantenere la testa solo per sette giri dovendo poi rallentare forzatamente – ancora una volta ufficialmente a causa di gravi problemi di gomme – ed arrivando secondo ad oltre 3 secondi dal vincitore con il team mate Pedrosa subito dietro.

    Splendida è risultata la gara del local hero Crutchlow che pur partendo dall’ultima posizione in griglia (a causa della caviglia fratturata in prova) ha disputato una gara semplicemente fantastica dimostrando di avere il passo addirittura per vincere se fosse partito più avanti, mentre il suo team mate Dovizioso – dopo tre splendide gare in UK dove ha collezionato più punti di qualsiasi altro – stavolta non ha avuto dalla sua parte la propria tradizionale fortuna inglese, cadendo malauguratamente mentre era brillante terzo e stava per accingersi ad inseguire più da vicino Stoner. Bella anche la corsa di Bautista, che col suo quarto posto finale dopo la sorprendente pole di sabato ha centrato il suo miglior risultato di sempre in MotoGp.

    Come volevasi dimostrare.

    Dunque, va tutto stranamente bene a Lorenzo da un bel pò, ovvero – vedi un pò il caso – proprio da quando Stoner con l’assoluta onestà che lo ha sempre contraddistinto ha avuto la emerita dabbenaggine di annunciare appena prima del quarto GP della stagione il suo progettato ritiro a fine anno.

    Come ho detto nel pezzo precedente, questa che considerano un’offesa bella e buona i feroci dirigenti della HRC se la sono legata immediatamente al dito, con i risultati che si sono subito visti. Come se ciò non bastasse a rallentare a sufficienza il frustratissimo Casey, adesso ci sono messe pure le gomme a peggiorare la situazione in casa Honda. L’avvento della famosa gomma sfavorevole alla RC213V, quella che gli magnifica i già gravissimi problemi di chattering, a infatti dato la mazzata finale alle residue speranze della Casa di Hamamatsu nel breve termine.

    Non è affaftto un caso che proprio i due riders più disperati alla partenza del GP inglese, ovvero Stoner stesso e l’ex pilota, siano proprio gli autori delle scelte più estreme – ed in assoluta controtendenza rispetto a TUTTI gli altri! – in fatto di coperture, con l’australiano unico a montare una morbida all’anteriore e l’altro ugualmente il solo ad optare per una hard posteriore.

    In realtà, ironicamente, è stata invece la posteriore di Casey a disintegrarsi completamente dopo appena tre giri, mentre la scelta dell’ex pilota, a suo stesso dire, non è stata una cattiva idea. Infatti, gli ha consentito di arrivare ottimo nono. Contento lui…………..:)

    In queste condizioni terribili e proibitive, l’asso australiano ancora una volta non si è smentito compiendo una formidabile impresa, limitando al massimo i danni e cogliendo un fruttuoso ed utile secondo posto che non gli fa perdere che cinque punti nei confronti del rivale Yamaha, come sempre impeccabile, perfetto e costantemente assistito dalla fortuna. Anche la coppia Honda è stata stavolta in parte aiutata dalla sorte che le ha tolto di mezzo un Dovizioso in grande forma – che li avrebbe potuti precedere al traguardo – relegando nel contempo a partire dal fondo dello schieramento un Crutchlow altrimenti incontenibile. Ma quest’ultimo è stato un colpo di fortuna anche per Lorenzo stesso, credetemi.

    In ogni caso, tanto di cappello a Stoner per portare a casa un secondo posto che in questa situazione assolutamente estrema e disperata vale ben più di una Vittoria.

    Quest’ultimo, nella sua marcia fin’ora formalmente impeccabile ha raggiunto proprio Casey che si trovava già in illustre compagnia, quella di Biaggi e Mang a quota 42 Successi nel Mondiale Velocità.

    Ergo, è quasi automatico che i due romperanno l’appena conquistato ex-aequo già questo stesso sabato ad Assen, a meno che, ovviamente, non vinca qualcun’altro come successo giusto un anno fa quando assistemmo alla sorprendente e nettissima Vittoria di Spies, anche se solo perchè Lorenzo – che altrimenti avrebbe sicuramente vinto – fu fatto cadere criminalmente in quello che si rivelò un altro decisivo turning point del campionato, assieme alla sua caduta (stavolta per propria colpa) di Silverstone.

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    LaPresse

    La prossima tappa da raggiungere per questi due eroi moderni della Storia del MotoMondiale è rappresentata da un altro Mito delle due ruote, ovvero il Grande SEI volte Iridato Jim Redman assiso a livello 45, subito dietro al conterraneo – e ben OTTO volte Mondiale – Phil Read che di GP iridati nel Mondiale Velocità ne conta 52 (53 iridati in totale). Certo è ancora molto lunga la strada per salire al vertice della piramide, costituita dai 123 inarrivabili GP di Sua Maestà Giacomo Agostini…………:)

    Qualora uno dei due duellanti vincesse ad Assen, come è in realtà quasi certo (i due si sono divisi tutte le Vittorie quest’anno) per lui varrebbe la conquista dell’ottavo posto assoluto.

    Ovviamente, il Cinque Volte Campione del Mondo Biaggi con le sue 61 Vittorie Iridate totali è in realtà molto più avanti non solo a Redman, ma pure a Read ed a Doohan (54).. Il gradino successivo è poi rappresentato neintemeno che dall’immenso Hailwood, di gran lunga il Più Grande Campione Motociclistico di Tutti i Tempi, a quota 76 nel Mondiale Velocità (ma 77 in totale e 10 Titoli Iridati).

    Quindi, in realtà in ottica Iridata il Grande Max Biaggi risulta giustamente secondo solo al Grande Mike The Bike, una accoppiata unica ed inimitabile nella decennale Storia Mondiale delle due ruote.

    Come numero di Podi nella 500/MotoGp, invece Stoner è nettamente davanti a Lorenzo: Casey ha appena affiancato Rainey a quota 64, mentre Pedrosa è a 61. Lorenzo invece ne ha 50, nettamente dietro a Biaggi a livello 58 ed a Mamola a 54.

    Max vanta in totale ben 111 Podi nel Mondiale Velocità (di cui 21 consecutivi, secondo in questo solo ad Agostini con 22), ma diventano addirittura 177 (ovvero ben più di quanto Ago abbia ottenuto in carriera!) con i 66 conquistati in WSBK!

    Circa la gara in sè, a parte la sfuriata iniziale di Spies, al comando per quattro giri prima che un largo lo riducesse subito a ben più miti consigli, registriamo le sette tornate in testa al gruppo di Stoner, impegnato a fare i salti mortali a tenere in strada una moto già con la posteriore a pezzi dopo appena tre giri, e la successiva fase al comando di Lorenzo, che prende la leadership all’undicesimo giro per non mollarla più fino all’arrivo, tagliando il traguardo con circa tre secondi di vantaggio su Stoner e quasi quattro da Pedrosa.

    Quanto a Dovi, era ottimo terzo quando è caduto sfortunatamente alla curva 6 perdendo ex abrupto la sua aura di quasi imbattibilità qui in Inghilterra, dove aveva totalizzato la bellezza di 65 (su un massimo teorico di 75) punti nei tre anni precedenti.

    Chi ha tratto vantaggio dalla disavventura del Forlivese sono stati sicuramente gli spagnoli Pedrosa e Bautista, finiti rispettivamente sul gradino più basso del Podio ed al quarto posto. Alvaro quando non scorda il cervello ai boxes è un buon pilota, e stavolta la sua giudiziosa condotta di gara lo ha premiato con un risultato addirittura storico per lui, dopo l’altrettanto unica pole di sabato.

    Quanto al povero Spies, finiti presto i suoi sogni di gloria, il risultato finale pur non esaltandolo almeno lo restituisce nel lotto del migliori con un decente quinto posto, per una volta davanti alle due Tech3 – stavolta entrambe incidentalmente falcidiate da una sfortuna quasi inaudita – da cui le aveva sempre buscate sonoramente in TUTTI i precedenti appuntamenti.

    Senza l’errore iniziale lo avremmo forse visto battagliare per il Podio, ma davvero, per un motivo o per l’altro, questa sembra davvero essere una stregatissima stagione-no per l’ormai ex Texas Terror.

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    LaPresse

    Crutchlow e Dovi (questi senza assolutamente esperienza sulla M1) lo hanno semplicemente e costantemente surclassato su una moto identica ma meno evoluta. Entrambi sono ovviamente in aperta caccia alla sua cavalcatura ufficiale, e davvero NON si capisce perchè un tipo solitamente intelligente come Poncharal si ostini pervicacemente a dichiarare che l’anno prossimo una delle sue moto sia comunque destinata a Bradley Smith, ovvero un emerito BROCCO in assoluto, ma ancor più se paragonato ai due Campioni del Mondo attualmente titolari del team francese.

    Non per nulla, chi si sta apertamente stufando di questa situazione per lo meno assurda e kafkiana – in cui i risultati sul campo anche eclatanti paiono non contare assolutamente nulla – è il bravo Cal, che oggi si è esibito in una rimonta fantastica dall’ultima posizione in griglia giungendo infine splendido sesto bruciando proprio sul filo di lana un allibito Hayden e che sta attentamente ascoltando le sirene Ducati, altro sintomo questo che dà quasi sicuramente (e finalmente) partente l’ex pilota a fine stagione, altro triste trofeo sul muro della D16, che tra le tante teste conta Melandri, Checa, Gibernau, lo stesso Hayden e praticamente OGNI altro che vi abbia messo le chiappe sopra, escluso ovviamente quel mostro assoluto di bravura che risponde al nome di Casey Stoner.

    NESSUNO, ovviamente e definitivamente, sarà MAI come lui in sella alla rossa e nei cuori dei suoi appassionati, semplicemente perchè NON esiste proprio alcuno bravo come lui nell’attuale panorama Mondiale, escluso ovviamente il Grande Max Biaggi.

    Il giorno del suo assurdamente prematuro ritiro sarà listato a lutto e ricordato per sempre in negativo nella Storia del Nostro Sport.

    Solo la perdita altrettanto prematura – in quel caso tragicamente, sul campo della Gloria – del Grande Jarno Saarinen (che, scrivendone la biografia, paragonai proprio a Casey nella primavera del 2007) ha segnato altrettanto profondamente il Motociclismo Iridato dal 1949 ad oggi.

    La classifica Piloti a questo punto vede Lorenzo allungare ulteriormente approfittando della situazione portando il proprio vantaggio a 25 punti sul rivale (ovvero una Vittoria piena) attestandosi a 140, mentre Stoner ne conta ora 115. Terzo è sempre ovviamente Pedrosa che si porta ora a livello 101.

    Siamo solo al sesto appuntamento su 18, ovvero ad un terzo appena del cammino iridato, dunque il vantaggio attuale di Lorenzo non pare affatto rassicurante. Tante, tantissime cose possono ancora succedere, come si è visto molto bene pure l’anno scorso. Fossi in Lorenzo, con dietro al collo un assoluto Asso del calibro di Stoner, non dormirei affatto sogni tranquilli.

    Quarto si è riportato adesso Crutchlow a quota 66, riscavalcando il team mate Dovizioso – che pure lo aveva battuto per tre volte di fila – rimasto purtroppo fermo a 60 a causa del diciannovesimo posto odierno. Al sesto posto Rossi (oggi solo deludentissimo nono dietro al team mate ed a Bradl) è stato acciuffato dal rimontante Bautista, ed entrambi si trovano a quota 58. Il giovane rider tedesco di casa LCR Bradl è settimo a 51 lunghezze, due più di Hayden ora a quota 49.

    La terza Ducati in classifica è sempre quella di Barbera che a livello 37 precede il povero Spies ormai eternamente undicesimo (suo numero di gara ma palindromo e nefasto, che continua a perseguitarlo) a 35.

    Dietro al derelitto texano compare la prima CRT, ovvero la ART di Espargarò (oggi pure undicesimo in gara) a 20 punti, mentre l’altra moto gemella di DePuniet con 11 lunghezze precede adesso Pirro motorizzato FTR Honda e posizionato a 9.

    La graduatoria parziale Costruttori vede sempre in testa la Yamaha che a livello 140 lunghezze precede la Honda a 126. Terza è la Ducati ad appena 65, mentre al quarto posto troviamo la prima CRT, ovvero la ART con 24.

    Invece, nella classifica di Team invece la HRC a quota 216 punti precede nettamente la Yamaha Ufficiale a 175 e quella satellite Tech3 a livello 126. Quarta è la Ducati Ufficiale a 107 lunghezze, mentre alle sue spalle già molto staccati seguono i due teams satelliti Honda, ovvero il San Carlo Gresini (che fa correre anche una CRT) a 67 e quello LCR a 51. Ultimo team tra le MotoGp (con una sola moto schierata, come anche la LCR) è il Ducati Pramac a 37.

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    Adesso il carrozzone del Mondiale Velocità attraversa la manica per approdare nella vicina Olanda, dove va in scena tradizionalmente di sabato – per omaggio ed imitazione dell’originale IOM TT, rispetto al quale è secondo a livello Mondiale per antichità – in quel di Assen il venerando Dutch TT.

    Non mi dilungo più a denigrare questa pista ormai svilita, ridicolizzata e completamente rovinata, ridotta ormai ad un miserevole kartodromo da quattro soldi dopo il suo pazzesco ed obbrobrioso dimezzamento subìto nel 2006, quando la lunghezza della pista passò da oltre 7 Km ai circa 4 attuali, perdendo anche nel contempo tutte le pendenze che la contraddistinguevano, avendo come risultato l’attuale pistina da biciclette, indegna persino di una corsa rionale tra minimoto cinesi.

    Stoner non fa mistero alcuno di odiarla letteralmente nelle sue miserevoli condizioni attuali, come ha del resto recentemente dichiarato su Twitter.

    Il layout attuale di questo osceno ammasso di bitume favorisce, manco a dirlo, supremamente la agile Yamaha piuttosto che la più ostica e problematica Honda, ben più adatta alle piste medio-veloci, e lo scorso anno non avemmo qui un devastante uno-due delle M1 ufficiali solo perché Lorenzo fu fatto criminalmente cadere, risultando comunque il VERO eroe di Assen con una rimonta incredibile che lo portò dall’ultimo ad un incredibile sesto posto, mentre il team mate andava a cogliere la sua prima e fin’ora unica Vittoria in MotoGp ovviamente davanti a Casey.

    La livrea storica bianca e rossa (celebrativa dei 50 anni di impegno nelle corse per Yamaha) adunque portò molto bene al Team Ufficiale nel 2011, sottolineando la altrettanto epica Vittoria di Spies.

    Dunque, anche al massimo possibile delle possibilità sue e della sua cavalcatura – che attualmente NON credo esistano, parlando del suo mezzo ovviamente, a causa delle oscure manovre della vendicativa HRC ai suoi danni) a Stoner qui non resta che correre in difesa, pur avendo già vinto su questa pista in MotoGp e con una moto (decisamente) ancor meno adatta della sua attuale a codesto infame kartodromo.

    Dunque, per un formidabile Asso come lui tutto ovviamente resta possibile, e sarà certo bello ammirarlo combattere ancora una volta contro i mulini a vento come un moderno Don Quixote.

    Lorenzo sarà certo difficilmente battibile su questa pista, ma Casey – ovvero di gran lunga Il Migliore del lotto in assoluto – è notoriamente capace di tutto e lotterà sicuramente al meglio delle sue possibilità umane, contateci pure, anche se non potrà contare su una macchina competitiva.

    Lo stesso farà Pedrosa – uno che a differenza del team mate ama questo ormai completamente massacrato kartodromo, un tempo certo glorioso e lungo oltre 8 km ma ormai trasformato da sedicente università del motociclismo ad attuale lento e penoso asilo d’infanzia – per contrastare per quanto possibile il fin’ora perfetto ma assai fortunato Jorge.

    Oltre ai soliti tre alieni, occhio ovviamente anche a Spies, il trionfatore della passata stagione (con OTTO secondi di vantaggio su Casey!), che adora il tracciato attuale dove ha vinto sia in WSBK che in MotoGp, e brama ardentemente di riscattarsi proprio qui nel suo tracciato europeo preferito da un inizio di stagione a dir poco deludente.

    Dovizioso arrivò brillantissimo terzo l’anno scorso ed è sicuramente da considerarsi un altro sorvegliato speciale, anche per la sua sicura ansia di riscatto dal disastro di Silverstone, esattamente come il texano.

    Pure Crutchlow stava per fare un ottimo risultato nel 2011, ma fu costretto ad una fatale sosta ai boxes per gravissimi problemi di gomme.

    Hayden fu discreto quinto e va pertanto considerato un valido candidato per i primi sei. Pedrosa era invece ancora KO fin dal suo criminale atteramento a LeMans che notoriamente gli costò il Mondiale.

    Inutile dire che pure l’atterramento olandese di Lorenzo (indovinate un pò CHI fu l’autore in entrambi questi episodi di cotanta continuata ed impunita nefandezza?) finì per costargli, a conti fatti, praticamente ogni residua speranza iridata.

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    LaPresse

    Dunque, come sempre i motivi di interesse in campo sono veramente tanti, dalla voglia di riscatto di Stoner, Spies, Pedrosa e della coppia Tech3 alla volontà di Lorenzo di continuare nella sua perentoria striscia vincente, il tutto condito con l’incognita delle gomme e delle eventuali variazioni del capriccioso meteo di quella zona.

    Quindi, non prendete assolutamente impegni per questo sabato – in un gustoso fine settimana tutto all’insegna del più straordinario spettacolo su due ruote che vedrà anche, stavolta domenica, la sfida spagnola WSBK di Aragon Motorland – ed appuntamento ovvio ed improrogabile in Terra Olandese per una nuova avventura di questa drammatica, adrenalinica e sempre imprevedibile Saga MotoGp 2012!

    DONOVAN