MotoGp Valencia 2011: il Trionfo Finale di Stoner e Simoncelli + TESTS

Round finale del Mondiale Velocità a Valencia, che ha visto il Trionfo finale di Stoner su Spies e Dovizioso, e il festoso e solenne tributo a Marco Simoncelli

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    Casey Stoner valencia 11

    Premessa: questo pezzo è stato scritto diversi giorni fa, solo ritardi tecnici indipendenti dalla mia volontà ne hanno notevolmente ritardato la pubblicazione.

    Il diciottesimo, ultimo e definitivo episodio di questa incredibile, straordinaria e drammatica Saga MotoGp 2011, andato in onda qui dal corto e lento circuito di Valencia, reso viscido ed insidiosissimo da una poggia sottile ed intermittente, sia pure in una gara dichiarata dry race alla partenza – più che mai adesso al centro dell’attenzione planetaria ospitando gli importantissimi tests di finale di stagione, con l’esordio ufficiale delle nuove 1000, sia pure a ranghi incompleti – ha visto il trionfo completo e definitivo del dominatore assoluto della stagione nonchè di tutta la quinquennale Era MotoGp 800, ovvero il Duplice Iridato Casey Stoner che, dopo aver dominato la corsa per il suoi nove decimi stabilendo un abissale gap di dieci secondi, dopo un vistoso e volontario rallentamento dovuto alla pioggia se l’è poi andata a riprendere di forza proprio sul traguardo, giustamente prevalendo su un comunque fenomenale, fantastico Spies, assolutamente deciso a soffiargli la Vittoria in extremis.

    Invece, è arrivato – ripeto del tutto giustamente, per come l’asso australiano aveva semplicemente dominato la corsa fino a due giri prima – il decimo successo stagionale di Casey, ad eguagliare il suo Record personale di Vittorie della trionfale stagione 2007, triplicemente Iridata esattamente come questa 2011, ed a suggello completo e perfetto di una stagione-monstre, assolutamente da incorniciare per l’alfiere Honda.

    Infatti, sebbene quest’anno le prove della MotoGp siano state solo 17 a causa dell’annullamento di quella tragica di Sepang, Stoner con 360 lunghezze all’attivo è andato vicino al Record Assoluto dei punti stabilito da Lorenzo con 383 (ma su 18 corse) nel 2010, eguagliando anche il suo numero dei Podi, ovvero 16 pur con una prova in meno e superandolo in quello delle Vittorie, 10 contro 9.

    E’ peraltro per me ovvio che Casey avrebbe anche battuto sonoramente sia il record assoluto dei punti, che quello suo personale di Vittorie stagionali, SE si fosse corsa fino in fondo la Prova malese, e SE avesse potuto finire quella di Jerez, dove fu bruralmente atterrato da un certo sacco di patate rosa-arancione-fluò, la cui cieca ambizione aveva ormai irrimediabilmente superato il proprio Talento ormai assolutamente inesistente, SE mai ci fosse stato.

    In ENTRAMBE queste corse Stoner avrebbe SICURAMENTE VINTO, portando dunque il suo totale punti a 410, e le sue Vittorie stagionali a 12.

    PUNTO.

    Io pertanto gli accredito questi dati – resta però il Record assoluto eguagliato (in coabitazione col connazionale Doohan) di Poles Stagionali nella Classe, con 12 centri – che solo eventi totalmente indipendenti da lui gli hanno ingiustamente tolto, ma che effettivamente gli appartengono nella scala reale dei valori di questa trionfale Stagione – in realtà ancora più convincente di quella già straordinaria del 2007, quando le Vittorie furono sempre 10 ma i suoi podi solo 14, con un bottino totale di 367 punti (con ben 125 di margine sul secondo!) su 18 prove, ovvero una in più – che lo ha una volta di più consacrato definitivamente quale Pilota Più Vincente della quinquennale Era MotoGp 800, ormai definitivamente passata alla Storia in questa grigia giornata Valenciana, che ci ha peraltro gratificato con la più divertente ed emozionante corsa dell’anno, nonchè con la Vittoria più risicata (solo 15 millesimi) di TUTTA la quinquennale Era MotoGp 800.

    Infatti, a parte la brutta partenza della gara, con Rossi (a cui proprio non ne va dritta una che sia una, ultimamente), Hayden (che si è trovato alla fine con due fratture alla mano, che gli hanno impedito di scendere in posta per i tests) e DePuniet (che partiva addirittura quarto in griglia e sperava giustamente nella sua miglior corsa dell’anno) falciati e sbattuti per terra incolpevolmente da uno svarione di Bautista (subissato da un coro di pernacchie quando ha del tutto assurdamente provato ad incolpare il Dovi), si è assistito ad una corsa entusiasmante e ricchissima di colpi di scena, proprio letteralmente dal primo giro fino all’ultimo metro sul traguardo, con due esilaranti duelli all’arma bianca rispettivamente tra Dovizioso e Pedrosa per il prestigioso – ed assai remunerativo per il Forlivese! – Terzo posto finale e tra Crutchlow ed Abraham per il Titolo di Rookie of The Year.

    Particolarmente avvincente ed emozionante è risultato il duello rusticano al cacciavite tra Dovi e Pedrosa, fatto di sorpassi e controsorpassi rapidissimi e mozzafiato soprattutto da parte di Andrea, che si è dimostrato, una volta di più pilota forte, intelligentissimo e strategicamente perfetto – che la Honda ben presto rimpiangerà amaramente, ed a cui ha dovuto giocoforza sborsare l’igente premio in denaro previsto nel caso che arrivasse Terzo assoluto, cosa puntualmente successa nella Miglior Stagione di sempre del Forlivese in MotoGp – giustamente prevalente su un Pedrosa costretto dalla sua stessa limitata versatilità a rallentare vistosamente in quelle critiche condizioni di bagnato-asciutto che invece esaltano i Manici veri e completi come appunto Dovi e Spies.

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    Andrea ha dichiarato che, in quelle condizioni per lui appunto ideali, avrebbe anche potuto provare a vincere, come peraltro ha giustamente tentato Spies che invece nulla aveva da perdere, ma di avervi rinunciato volontariamente, per limitarsi a marcare stretto Pedrosa – alla fine superato in tromba pure da un arrembante Crutchlow – e portarsi così a casa senza rischi di sorta il sospirato Terzo posto finale, ovvero una soddisfazione personale enorme per chi ha voluto dimostrare alla Honda di aver sbagliato clamorosamente i suoi calcoli preferendogli un pilota sì veloce ma anche meno consisistente come il compianto Simoncelli.

    Missione assolutamente riuscita, Dovi.

    Hai dimostrato ancora una volta, in un confronto diretto assolutamente ad armi pari, di essere più abile, intelligente e versatile di Pedrosa – pilota indubbiamente veloce ma SOLO in condizioni ideali e per lui perfette, dunque RARE: infatti, a riprova, raramente riesce a fare la differenza – il cui futuro alla HRC non credo sia ormai troppo lungo, dopo SEI lunghissime stagioni deludenti ed in definitiva fallimentari in MotoGp.

    Ugualmente appassionante è stato il confronto tra Crutchlow ed Abraham, incerto fino ai due terzi di gara, vale a dire alla inopinata scivolata del rider Ducati Cardion che, mai domo fino all’ultimo, è prontamente rimontato in sella (come già a Motegi) per poi finire comunque buon ottavo, comunque davanti a gente come Capirossi, Elias, Barbera ed Aoyama!

    Cal è poi andato a siglare la sua miglior prestazione dell’anno, esaltandosi da buon britannico sull’umido, surclassando perfino Pedrosa e terminando addirittura quarto (alla spalle di Dovizioso) con ben salda in testa la Corona di Rookie of The Year.

    Per certi versi, ancora più sorprendente è risultato il comportamento dei due novizi-sostituti dell’ultim’ora, ovvero Nakasuga – qui al vero effettivo esordio in MotoGp dopo l’abortita gara malese – e Hayes, che, lungi dal recitare la solita triste parte dei comprimari eternamente buoni ultimi, si sono classificati rispettivamente sesto e settimo al traguardo!

    D’accordo, il pile-up iniziale che ha eliminato ben 4 piloti subito all’avvio (e che per un brevissimo istante ci ha fatto rivivere il dramma già sperimentato nella funesta gara precedente) li ha indubbiamente aiutati, ma i due – entrambi veterani delle rispettive SBK nazionali – hanno dimostrato velocità ed ottima versatilità, facendosi valere come leoni in condizioni quasi proibitive e battendo nettamente gente che in MotoGp ci corre da una vita.

    A proposito, il Grande Capirossi, arrivato nono dietro a questi due esordienti assoluti (e ad Abraham che pure è caduto e poi rimontato), non ha propriamente scelto il modo migliore per concludere nel modo più degno una Carriera comunque unica e straordinaria, fatta di Tre Titoli Mondiali (di cui il primo, battendo il Record di Pilota più Giovane in assoluto ad ottenerlo, che ancora adesso resiste), 99 Podi Iridati e ben 328 (anche se ho letto in alcune magliette celebrative 329, a me ne risulta uno in meno: resta comunque un altro Record Assoluto, secondo in questa speciale classifica è Barros, con 276 corse nel Mondiale Velocità e 24 in WSBK) GP del Mondiale Velocità, di cui 29 Vinti, più 41 Poles, distribuiti in un lunghissimo e prestigioso ventennio – esattamente 21 anni, avendo esordito a 17 anni nel Mondiale 1990 (vincendo il Titolo al debutto assoluto in Classe 125, impresa poi ripetuta tal quale l’anno dopo), dunque 22 stagioni iridate! – che non lo vide, quasi a fine carriera, laurearsi Campione anche in MotoGp nel 2006 per pura sfortuna ed un maledetto infortunio.

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    Visto che Loris ha dichiarato che rimarrà nell’ambiente, con vari incarichi (principalmente come addetto alla Sicurezza) presso la Dorna, questo non sarà un addio, bensì un arrivederci.

    Storicamente, il Folletto di Borgo Rivola va a collocarsi tra i Più Grandi in assoluto assieme ad un altro Grande Romagnolo del passato, ovvero Pier Paolo Bianchi, ed uno d’Adozione, Eugenio Lazzarini (nato ad Urbino, ma Pesarese di fatto, e Pesaro fa parte della Romagna Storica, a differenza della pur vicina Tavullia) anche loro con Tre Titoli, e subito dietro al modenese (Castelnuovo Rangone) Villa con Quattro.

    A proposito, Walter circa la sua prestigiosa carriera, sbocciata a livello Iridato solo nel suo finale (e quindi diametralmente speculare ed opposta a quella di Capirossi, che ha raccolto di più all’inizio), diceva: magari si poteva fare di più, ma sarebbe potuta anche andare molto peggio.

    Diceva anche (a proposito del fatto che amasse ancora correre, anche dopo essersi formalmente ritirato, ovvero successivamente al 1980, a livello quasi amatoriale) : “Non accetto l’idea di ritirarsi imbattuti. A me piace troppo correre. Se poi rideranno di me, meglio, facciano pure, vuol dire che andranno a casa contenti. L’importante è che mi diverta IO“.

    Penso che queste considerazioni valgano anche per quella di Loris, piena e positiva, oltre che lunghissima, anche se un pò deludente solo nel finale, ma sempre appassionante per il protagonista, di diritto uno dei più importanti Riders di tutti i tempi, che si è battuto con successo contro Campioni di almeno quattro generazioni!

    Un altro suo Record assoluto è risultare il pilota con il maggior tempo intercorso tra la prima vittoria Iridata del 1990 e l’ultima del 2007 (come ricorderete nella lotteria bagnata flag to flag di Motegi), ovvero quasi 17 anni e mezzo. Questo a mio giudizio resta un primato pressochè impossibile da battere, almeno a livello Iridato!

    La procedura – da parte della Dorna presso la FIM – per il ritiro ufficiale del numero 65 dal Mondiale Velocità è a quanto pare già iniziata.

    OK Capirex, GRAZIE per tutte le grandi emozioni che ci hai regalato in una carriera per molti versi inimitabile.

    Ci mancherai in pista, ma sarà bello vederti ancora girare nei paddocks iridati.

    Dunque, la Classifica Finale MotoGp 2011, l’ultima dell’Era 800, si chiude esattamente come era iniziata, ovvero col trionfo finale del Pilota nettamente Più Vittorioso in questo Storico quinquennio, Casey Stoner – quello che con preveggenza mirabile, dopo appena le prime TRE gare del 2007 avevo salutato come il Nuovo Saarinen – che di questo peculiare Lustro ha dominato non solo complessivamente i cinque anni ma anche, simbolicamente, la primissima corsa (Qatar 2007, tra l’altro al debutto assoluto sia nel Team Ducati Ufficiale che sulla nuova GP7) così come l’ultima oggi.

    Questa la graduatoria definitiva, su 17 GP iridati validi:

    1) Stoner 350 (1 stop), 2) Lorenzo 260 (3 stops), 3) Dovizioso 228 (1 stop), 4) Pedrosa 219 (4 stops), 5) Spies (3 stops) 176, 6) Simoncelli 139 (4 stops, Marco è sesto perchè, pur a pari punti con l’individuo, vanta un secondo posto, oltre ad un terzo e due quarti posti consecutivi. L’anno scorso finì ottavo con 125 punti, ma ovviamente su 18 gare), 7) Rossi 139 (ovvero, vedi caso, circa la posizione che gli avevo pronosticato all’inizio dell’anno), 8) Hayden 132, 9) Edwards 109 (1 stop), 10) Aoyama 98.

    Seguono poi Barbera 82, Crutchlow 70, Bautista 67, Abraham 64, Elias 61, DePuniet 49, Capirossi (diciassettesimo, 4 stops) 43, Nakasuga 10,

    Hayes 9, Akiyoshi 7, Hopkins 6, Ito 3.

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    Come detto nel titolo, oggi si è celebrato non solo il Trionfo Finale di Stoner, ma anche quello – commosso, appassionato, e partecipato veramente da tutti i piloti e la totalità della gente del paddock Iridato – di Marco Simoncelli.

    Uso questo termine a ragion veduta, infatti quello che è stato tributato a Marco è sembrato proprio un Trionfo Storico, inaudito ai nostri tempi, di quelli che anticamente si dedicavano ai grandi condottieri vittoriosi che tornavano in patria dopo una vincente campagna militare, colmi di gloria e di bottino.

    Qui purtroppo mancava il protagonista in carne ed ossa, ma la sua immagine grande come tutta la torre del circuito Ricardo Tormo dominava comunque la scena ed i cuori di tutti.

    E’ stato impressionante vedere il mitico texano Kevin Schwantz nel box Gresini aspettare immobile come uno statuario manichino il momento di uscire, come impietrito in raccoglimento nella sua immacolata tuta bianca e nera, immoto ed assente, con lo sguardo dolente completamente celato dal suo storico casco ornato della Lone Star (la Stella Solitaria simbolo del Texas) in religiosa attesa di far rombare per l’ultima volta in una scena iridata la RC212V San Carlo numero 58 di Marco, che poi è sfilata rimanendo infine in testa a tutti in quello che resterà nella Storia del Motociclismo come il Più incredibile e famoso Giro di pista collettivo di Tutti i Tempi.

    A nessun altro Campione al Mondo è infatti mai stato tributato un simile saluto collettivo da parte di tutta la confraternita dei Piloti del Circus Iridato. Assolutamente a nessuno, neppure agli Dei assoluti di questo Sport, caduti in pista e non……..non al Grande Saarinen od al suo compagno di sventura Pasolini, nè a Torras, Herrero, Ivy, Parlotti, Hartle, Newcombe, Bergamonti……….neppure all’Immenso Mike The Bike Hailwood, di gran lunga Il Più Grande di Tutti i Tempi, morto tragicamente in un banalissimo e maledetto incidente stradale a 41 anni non ancora compiuti assieme alla figlioletta decenne Michelle.

    Questo storico evento pertanto NON ha precedenti.

    Magari, pur nella sua formidabile grandiosità, potrà anche apparire solo una ben magra consolazione per un ragazzo appena ventiquattrenne, che avrebbe indubbiamente preferito essere vivo e vegeto assieme ai suoi colleghi, piuttosto che oggetto di un simile onore………..ma è stato una sorta di rito magico, catartico, inaudito, qualcosa che sarà ricordato per sempre.

    Un evento quindi assolutamente unico e probabilmente irripetibile, maestoso, grandioso, non tetro o triste, ma anzi gioioso ed esplosivo, seppur austero e solenne al tempo stesso.

    Quello, insomma, che Paolo Simoncelli ha fortemente voluto per onorare a suo modo la Memoria del figlio.

    Sono sicuro che Marco abbia visto, apprezzato ed approvato.

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    ORA, qualche considerazione sugli attesissimi TESTS di fine stagione, svoltisi sempre al Ricardo Tormo il martedì e mercoledì immediatamente successivi alla corsa.

    Senza tediarvi troppo con un’inutile elenco di numeri circa i tempi realizzati nei due giorni di prove, e tenuto conto anche delle importanti assenze forzate (Lorenzo, Hayden ed Edwards tra tutti fra i piloti, e la sempre più fantomatica Suzuki 1000 fra le macchine), vi dirò cosa si può capire da questa prima presa di contatto con la futura MotoGp della Seconda Era 1000/CRT.

    Prima di tutto, 1000 Honda e Yamaha a parte – ovvero le nuove, eccitanti ma già viste nel corso dell’anno RC213V e M1 – il panorama prossimo venturo della Classe si presenta come terribilmente desolante, e non promette assolutamente alcunchè di buono.

    I parrucconi associati della mafieggiante Dorna e della eternamente sonnacchiosa FIM, uniti alla crisi economica mondiale sempre più incombente, hanno alfine prodotto un quadro semplicemente terrificante, fatto di sempre meno moto di vertice – il cui numero sembra ormai ridotto al lumicino, infatti le MotoGp propriamente dette che saranno sicuramente al via nel 2012, a tutt’oggi, sono pochissime, sicuramente 12 o forse addirittura MENO, peraltro già scarsissimo numero inferiore a quel 13 dato per sicuro solo qualche giorno fa, record negativo assoluto MAI raggiunto prima – unite a mezzi assolutamente non competitivi come le attuali CRT, che prenderebbero sicuramente diversi secondi al giro dalle migliori WSBK attuali.

    Come se non bastasse, la SOLA CRT certa di partecipare al prossimo Campionato pare sia la Forward Racing su base Suter-BMW di Colin Edwards, tutte le altre ufficialmente non esistono come concorrenti concrete, se non sulla carta e nella bella testa bacata di Don Carmelo e della Sua Banda Bassotti.

    Tra l’altro, da un punto di vista importantissimo, ovvero quello della sicurezza, messo sempre più in primo piano dai recenti, tragici avvenimenti delle ultime due stagioni, avere diverse lentissime CRT in pista a costituire altrettanti corpi contundenti sulla strada dei VERI corridori in gara – per cui costituirebbero solo perniciosi, oltre che fastidiosi ostacoli – sarebbe qualcosa di sommamente pericoloso, un fattore negativo su cui secondo me non si è abbastanza (o meglio, per NULLA) riflettuto, nell’ideare e promuovere questa ibrida genìa di moto fatte da un telaio rabberciato alla bell’e meglio, più o meno spaccciato come prototipo, unito ad un motore SBK, ovvero di serie.

    Sarebbero QUESTE le moto, millantate come supereconomiche rispetto alle vere MotoGp, che dovrebbero costituire la spina dorsale futura di questa Classe?

    Sorry, assolutamente non ci siamo.

    Per aggiungere altra benzina sul fuoco di un incendio quasi inarrestabile, la SUZUKI, pur non avendo ancora definito ufficialmente i sempre più risicati programmi sportivi per il 2012 – ormai ridotti veramente all’osso visto che, prontamente imitata dalla Yamaha, si è già ufficialmente ritirata dalla WSBK, rientrandovi però in qualche modo dalla finestra sotto forma del Team privato Crescent Samsung Suzuki, proveniente dalla BSBK, che ha battagliato fino all’ultimo metro con Hopkins per il Titolo Britannico, e che dovrebbe pure godere di un appoggio sottobanco della Casa madre – ha ufficialmente annunciato (ma io lo sapevo per certo da almeno una settimana) RITIRARSI PER CERTO E DEFINITIVAMENTE DALLA MOTOGP, almeno fino al 2014, anno di un possibile ritorno.

    La Suzuki però non si ritirerà dal fuoristrada e dalle corse Endurance, specialità in cui con l’Endurance Racing Team SERT ha appena il Titolo Mondiale 2011 delle gare di durata.

    La sua GSXR1000 ha prevalso di appena 10 punti sulla BMW S1000RR

    Questo titolo è il quattordicesimo per Suzuki nel circuito Endurance, 11 di questi sono Campionati Mondiali, poi 1 Coppa del Mondo (2001) e due Master of Endurance (2002, 2003).

    Siamo dunque, davvero alla fine di un’Era anche riguardo la partecipazione alla Classe 500/MotoGp di questa Casa importantissima, che tanto ha dato al Mondiale velocità negli ultimi 50 anni, e che si aggiudicò il suo Primo GP nella Classe 500 nel 1971 all’Ulster TT (mercè ovviamente la volontaria assenza di Agostini) per mano del Grande Jack Findlay, a bordo di una bicilindrica (questo fu un evento sommamente STORICO, essendo anche il PRIMO GP DELLA STORIA vinto da una DUE TEMPI nella Classe, in seguito dominata per 30 anni da esse) artigianale derivata dalla stradale Titan 500, e costruita da JAck stesso assieme al Grande DAniele Fontana, mago dei freni.

    Da questa coppia straordinaria uscirono anche la indimenticabile bicilindrica 2 tempi JADA 500 (sempre su base Titan, in pista nel 72) e la mitica CarDani 500 Tre cilindri 4 tempi, costruita assieme anche a CARlo Savarè, pregevole esercizio stilistico-meccanico che non corse mai.

    Perso Bautista, che certo non poteva aspettare le sempre più incerte e ritardate decisioni di Hamamatsu (rifugiandosi da Gresini al posto del compianto Simoncelli), il Team azzurro come ultimissima mossa prima del ritiro ha fatto provare a Valencia la vecchia 800 a DePuniet, lasciato libero dal Team Pramac ed autore di una performance straordinaria con la GSV-R, conquistando nel primo giorno di tests il quarto tempo assoluto di queste prove, senza assolutamente aver mai messo prima il sedere sopra di essa.

    Il francese, attualmente in vero stato di grazia, era stato ugualmente quarto nelle prove Ufficiali di sabato del GP, come detto prima sfumato poi alla prima curva del primo giro, falciato (assieme a Rossi ed Hayden), vedi un pò il caso, proprio da quel Bautista di cui avrebbe potuto prendere il posto nel Team Rizla.

    Purtroppo, questo pilota ancora molto veloce, privo di una sella in qualsiasi Classe, è stato adesso costretto a elemosinare un posto – non avendolo trovato in WSBK, ed avendo dichiarato di disdegnare le CRT – in DUCATI come collaudatore di lusso e prima riserva sia per il Team ufficiale Marlboro che quello satellite Pramac.

    Alvaro, detto inter nos, pur mettendosi in buona luce in alcune gare ha poi concluso pochissimo quest’anno, finendo in Classifica appena tredicesimo a 67 punti, dietro anche un esordiente assoluto come Crutchlow ed appena davanti all’altro rookie Abraham.

    E’ evidente il passo indietro forzato del Team Gresini nel rimpiazzare il Sic con questo giovane pasticcione, che ha dato bella mostra di sè anche qui a Valencia, travolgendo con l’ennesima caduta ben tre piloti.

    Tra l’altro, la HRC destinata a Marco non si sa che fine possa fare, e quale RC213V piloterà in effetti lo spagnolo: quella Ufficiale o la Clienti?

    Si dice la HRC, ma ancora non ci sono notizie certe in tal senso.

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    A proposito, volendo fare un conteggio ancorchè parziale ed incompleto delle moto ufficialmente certe al via per la stagione 2012, prima di tutto abbiamo le due Honda HRC Repsol di Stoner e Pedrosa, poi le Yamaha M1 di Lorenzo e Spies ed infine le due Ducati Marlboro di Rossi ed Hayden, per un Totale di soli SEI mezzi Ufficiali certi, essendo ancora in bilico quella inizialmente destinata a Gresini.

    Essendo ormai nulla la possibilità di avere schierata la pur unica Suzuki 800, queste SEI sono a tutt’oggi quanto offrirà la Classe la prossima stagione quanto a certe Moto Ufficiali.

    Passando poi a quelle certe tra le Satelliti, di numero reale sempre più sparuto, abbiamo le due Yamaha Tech3 di Dovi – che, formidabile collaudatore qual’è sempre stato, si è ben complessivamente comportato alla primissima presa di contatto con la amichevole moto di Iwata – e Crutchlow (ugualmente molto brillante in questi tests di fine stagione), poi l’unica Pramac di Barbera (che quindi passa da una Ducati satellite all’altra), la Honda LCR Clienti di Checchinello (che nell’attesa di decidere qualcosa di certo circa il pilota, ha fatto provare la sua vecchia 800 al Neo Iridato Moto2 Bradl, con buoni risultati: sembra proprio, secondo ben accreditate voci, che tra questo team ed il giovane pilota tedesco si sia raggiunto un preciso accordo ufficiale per disputare la prossima stagione assieme in MotoGp!

    Con queste, più la Honda RC213V 1000 (affidata a Bautista) di Gresini che provvisoriamente etichetto come Satellite, e la Ducati Cardion di Abraham, fanno 12.

    SE ci fosse stata la Suzuki GSV-R 800 – MA per la disperazione di Paul Denning, questa è ormai sfumata definitivamente – ALLORA sarebbero state 13.

    A queste 12 MotoGp più o meno sicure, aggiungo la CRT Forward Racing altrettanto certa di Edwards, più la possibile CRT (con motore ovviamente Honda CBR1000RR su telaio FTR) di Gresini, visto che il Team di Fausto pare non possa permettersi più di una vera MotoGp, con Aoyama già da tempo spedito in WSBK.

    Totale attuale, e neppure certo, 14 moto in tutto, preso definitivamente atto del RITIRO SUZUKI, almeno per la stagione 2012.

    E POI, Don Carmelo?

    Dimostraci, deh, mafieggiante boss spagnolo dei miei stivali, che le orde delle tante altre CRT, da te vagheggiate, promesse ma mai dimostrate veramente come sicure, esistano realmente, dico autenticamente AL VIA NEL 2012, e NON solo in questi tests valenciani, dove abbiamo visto solo alcuni fantasmi di squallidi mezzi ibridi, emeriti catorci a due ruote, iperlenti e svogliatamente pilotati da altrettanto evanescenti riders………..:).

    Tra parentesi, sembra che le CRT fin’ora più concrete all’orizzonte siano più un rifugio per gloriosi veterani (Edwards ormai certo, West quasi, poi voci su James Ellison – già in MotoGp con la Blata-WCM a fianco di Franco Battaini e poi in Yamaha Tech3- per la aleatoria CRT di Paul Bird ed addirittura su Haga e Ivan Silva) che non trampolini di lancio per giovani di belle speranze, ovvero proprio il contrario di quanto il mammasantissima Don Carmelo volesse.

    UNA di esse potrebbe essere infatti portata in gara dalla abruzzese Speed Master, che vorrebbe (qui il condizionale è d’obbligo) approdare in MotoGp con una CRT ancora piuttosto misteriosa – probabilmente motorizzata Aprilia RSV4 su telaio FTR – avendo verbalmente ingaggiato il trentenne australiano Anthony West, già in passato militante in questa Classe con la Kawasaki (miglior risultato un quinto posto a Brno nel 2008) e notoriamente uno dei riders migliori del Mondo………..in caso di pioggia.

    Storicamente, Anthony è l’unico pilota al Mondo in attività che abbia corso in 125, 250, 500, Moto2, MotoGP, e Supersport.

    Iannone invece dovrebbe quasi sicuramente restare ancora un anno in Moto2.

    Visto il bellissimo risultato di DePuniet nei tests di martedì in sella alla GSV-R 800 (moto competitiva che aspettava solo un pilota decente per esprimere il suo notevole potenziale, a tutt’oggi quasi inespresso), non vi pare che siano proprio le VECCHIE 800 dismesse, le vere armi a disposizione della Dorna per rimpolpare in qualche modo la poverissima griglia della MotoGp 2012?

    Fra l’altro, queste moto hanno appunto dimostrato ancora una volta la loro gagliarda competitività nei confronti delle ben più potenti e “coppiose” 1000, anni luce lntana dalle deludentissime ed ibride CRT.

    Quindi, sarà solo un affare di QUANTO possa in effetti costare il leasing delle vecchie 800 dismesse: SE fosse davvero conveniente, sarebbe del tutto folle sobbarcarsi la costruzione ex novo di una fallimentare CRT, potendo disporre di un mezzo ben più performante ad un prezzo tutto sommato accessibile.

    Ovviamente, ho detto appunto SE……….Ma fin’ora, i prezzi sparati dalle case per il leasing annuale di moto comunque ormai destinate ai musei, sembrano davvero ASSURDAMENTE ALTI.

    Che le Case temano di veder bastonate le loro fiammanti 1000 proprio da parte delle loro stesse, vecchie 800, magari aiutate da un paio di litri di benzina in più nel serbatoio?

    Io penso che questa sia in effetti la motivazione effettiva e principale di quei costi incredibili, assurdi ed irragionevoli, quasi un insormontabile ostacolo attuale all’uso delle 800 dismesse.

    SE la Dorna avesse davvero spina dorsale, e realmente a cuore l’avvenire di questa Classe, dovrebbe strappare alle Case condizioni economiche ben piu ragionevoli per l’uso delle ormai pensionande 800!

    Siamo ormai di fronte ad una gravissima crisi quasi irreversibile della MotoGp – tra breve il suo nome potrebbe essere Moto1 – una crisi tecnica prima che economica e numerica, che io avevo previsto già alla fine del 2005, di quelle che ciclicamente si ripresentano nella Classe 500/MotoGp, e che in passato si sono risolte SOLO con l’intervento diretto delle Case, particolarmente la YAMAHA, storico e benemerito Brand che più di una volta ha di fatto SALVATO il Mondiale Velocità non solo in questa Classe, ma anche in 250 e 350 (ad esempio nella storica, acutissima Crisi post 67). grazie alle sue competitive moto private e alla fornitura di motori sciolti ad assemblatori privati (come Roc ed Harris), imitata a volte – ma ben più saltuariamente – anche dalla HONDA.

    Per quanto riguarda le novità regolamentari, come avevo già anticipato nei giorni scorsi, la Ducati ha vinto: come aveva già preannunciato don Carmelo nei mesi scorsi, nel 2012 NON ci sarà più alcuna limitazione per i test dei piloti della MotoGp.

    Questa decisione è stata presa nonostante la Honda fosse nettamente contraria, sostenendo come essa favorirà solo le Case europee………ovvero la Ducati, cosa del resto assolutamente vera.

    Resterà solo la limitazione di un numero massimo di gomme (sembra 240) a pilota per tutta la stagione.

    Poi, riguardo i pesi minimi per le tre categorie, in MotoGp rimangono i 150 Kg per le moto di 800 cc, da 801 a 1000 cc salgono a 153, indi 5 Kg in più per le Moto2 che passano da 135 a 140, mentre il limite minimo per le Moto3, tra moto e pilota, è stabilito in 148 Kg.

    Inoltre, TUTTE le moto di qualsiasi Classe dovranno essere equipaggiate con una protezione alla leva del freno anteriore, in modo da evitare che si inneschino brusche frenate nell’eventualità di un contatto tra piloti (Catalunya 2006 MotoGp docet).

    Per la benzina, 21 litri per le MotoGp, 24 per le CRT.

    Circa il significato TECNICO di queste prove autunnali – in attesa di quelle ben più significative di Sepang a fine Gennaio/inizio Febbraio, finalmente a ranghi completi – è presto detto.

    Proprio in due parole, nel 2012 Stoner rivincerà il Titolo in carrozza, ed il solo che potrà veramente constastarlo in qualche occasione sarà ancora una volta il fortissimo Gladiatore Lorenzo, viste le già buone prestazioni iniziali della M1 1000, qui terza assoluta con Spies che a sua volta, pur potendo anche puntare a una vittoria isolata o due, non potrà, assieme ovviamente anche a Pedrosa, che fare il classico ago della bilancia in una lotta ristretta ai due prima citati.

    Assolutamente pollice verso per le due derelitte Ducati Ufficiali, sempre in affanno cronico e per di più pilotate da due riders demotivati, in rapidissimo ed irreversibile declino, mentre ottime cose mi aspetto dal Manico meno considerato in assoluto di questi ultimi anni, ovvero ovviamente Dovizioso, autore quest’anno della sua Miglior Stagione di sempre in MotoGp, brillantissimo TERZO assoluto.

    Ripetere questa impresa con una moto Clienti sarà quasi impossibile, ma da un fortissimo combattente come Andrea mi aspetto almeno che lotti fino in fondo, e che poi prevalga, almeno per la quarta piazza finale, magari da soffiare di forza al brand mate Spies.

    Nessun altra sorpresa da nessun altro, sorry.

    Ciò detto, non mi rimane che darVi appuntamento ai prossimi importantissimi Tests invernali di Sepang, preludio ad una stagione MotoGp 2012, per tutto quanto sopra esposto, certamente sperimentale, di transizione e notevolmente sottotono rispetto alle ultime, nonostante la novità costituita dal debutto delle nuove 1000.

    Vedere, per credere.

    La SOLA cosa che ce la farà ricordare sarà l’eccelso, intatto e se possibile ancora migliorato Genio Motociclistico di STONER.

    LaPresse

    Con questa emblematica immagine storica che davvero chiude più di un’Era (in primo luogo quella esadecennale della gloriosa Classe 125, nata nel 1949 assieme al Mondiale Velocità stesso, poi quella quinquennale della MotoGp 800) auguro Buone Feste a Tutti (tranne che a uno)!

    Arrivederci dunque in pista nel 2012 ma…………occhio alla consueta Strenna Natalizia!

    DONOVAN