MotoGp Valencia 2013: a Lorenzo l’Ultimo Tronfo, a Marquez il Titolo della Fortuna

L'episodio finale della Stagione a Valencia, vede il Trionfo morale di Lorenzo che si aggiudica l'ottava vittoria dell'anno davanti a pedrosa e Marquez, che arraffa ingiustamente il Titolo per soli 4 punti, approfittando dell'infortunio di Jorge a metà stagione che gli ha sottratto 67 punti

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    Motomondiale Valencia 2013, le qualifiche

    La diciottesima, attesissima ma quasi scontata puntata finale di questa comunque emozionante Saga MotoGp 2013, andata in onda dal circuitino-stadio Ricardo Tormo di Valencia (per l’occasione positivamente riasfaltato con netto aumento del grip, di solito qui precario) ha visto il Trionfo finale e morale di un Lorenzo gigantesco e semplicemente favoloso, che ancora una volta ha dimostrato sul campo di essere nettamente il Miglior Pilota attualmente in attività (pur in sella ad un mezzo non all’altezza della migliore cocorrenza), più forte anche della sfortuna che lo ha ferocemente perseguitato nella parte centrale (e decisiva) del Campionato, pur essendo caduto davvero pochissimo, appena tre volte.

    Esattamente il contrario è accaduto allo spericolato e scorretto Marquez – caduto rovinosamente almeno 14 volte quest’anno, ma sempre senza alcun danno, pur avendo serissimamente rischiato la vita in diverse occasioni, prima delle quali in prova al Mugello, mancando per un pelo un muro di cemento scoperto cadendo in pieno rettilineo a 340 Km/h! Ha pure rischiato di commettere una vera strage a Silverstone, mancando per un paio di metri coloro che stavano soccorrendo un altro pilota cadendo a sua volta senza rispettare le bandiere gialle – che ha correttamente infine approfittato di circostanze estremamente favorevoli, arraffando fortunosamente il Titolo per soli 4 miserrimi punti nonostante le due Vittorie in meno rispett al suo più forte rivale.

    Il suo pur storico Titolo Mondiale all’esordio nella Classe (dopo quello di Kenny Roberts Sr, nel 1978, conquistato però ad un’età nettamente più matura) a 20 anni e 266 giorni è pertanto frutto essenzialmente di fortuna, esattamente come fu fortunoso quello dell’anno scorso dello stesso Lorenzo, che approfittò in pieno del grave infortunio di Stoner ad Indianapolis, contenendo poi nella seconda parte della stagione il veemente ritorno di Pedrosa, forte del vantaggio accumulato in pecedenza.

    Ben più meritevole di cotanto alloro quest’anno sarebbe stato lo stesso Lorenzo, mai così forte come quest’anno, ora che ha aggiunto al suo già formidabile arsenale (che ne faceva già il miglior pilota in campo in assoluto, dopo il ritiro di Casey) di gara la capacità di partire fortissimo, già al massimo dl primi metri di gara, ovviando subito ad eventuali prove non perfette.

    Infatti, è da considerare come prima di Assen Jorge avesse 23 punti di vantaggio su Marquez, mentre 4 GP dopo – nei quali ha dovuto correre menomato, saltandone pure uno per forza, ovvero il Sachsenring – ne contasse ben 44 di svantaggio sul giovane alfiere HRC, ovvero la bellezza di 67 punti persi in assoluto!

    Ora, considerate come Marc abbia vinto il Titolo solo per 4 punti, ed avrete l’esatto quadro della situazione.

    Occorre aggiungere altro?

    Forse solo rimarcare il fatto che Jorge abbia vinto ben OTTO volte quest’anno -per di più su una moto inferiore alla rivale Honda – contro i SEI successi di Marc, vittorioso infine di appena 4 punti.

    SE il sistema di punteggio premiasse appena un pò meglio la Vittoria, adesso il Campione del Mondo sarebbe il ben più forte pilota Majorchino, e con pieno merito.

    LaPresse

    Circa la gara in sè, occore dire come Jorge (che per l’occasione sfoggiava un minaccioso casco nero con tanto di Cabeza De Muerto sulla sommità, a simboleggiare il “No Quarter” agli avversari) abbia tentato veramente di tutto per cercare di rendere dura la vita a Marquez, cercando di rallentare la corsa al massimo per creare un gruppo compatto di inseguitori che potesse imbottigliare il rivale, magari danneggiarlo in qualche modo, facendogli corre dei seri rischi.

    Deve essere stata enorme la delusione del Campione Majorchino quando, voltandosi indietro, si è accorto che, pur girando veramente piano, gli altri che avrebbero potuto aiutarlo – ovvero essenzialmente Bautista e (soprattutto) il sommamente inutile team mate – fossero ormai irrimediabilmente indietro lontanissimi, assolutamente incapaci di tenere un ritmo pur così blando!

    A quel punto, l’orgoglioso gladiatore Lorenzo ha capito come il Titolo fosse ormai perso, decidendo pertanto di finire la stagione in gloria con un’altro Successo di forza in solitario, seminando e strabattendo al traguardo la coppia HRC che pure disponeva di un mezzo nettamente superiore.

    Così Jorge ha dimostrato ancora una volta di essere nettamente il Più Forte e Completo Pilota in campo, nonchè il VERO vincitore morale di questo Campionato.

    Onore a te, immenso Jorge.

    L’autentico merito di Marquez è stato quello di rimanere finalmente calmo e correre meno rischi possibile – un’arte che Marc ha dovuto giocoforza imparare in queste ultime prove del campionato, dominate da Lorenzo) – ben conscio della posta in gioco, facendosi intelligentemente passare da Pedrosa, senza lasciarsi coinvolgere in dogfights inutili e pericolosi, sapendo perfettamente che il terzo posto gli avrebbe comodamente fruttato il suo terzo Titolo Mondiale, esattamente uno meno di Jorge (che non ha mai avuto fortuna negli anni dispari in questa Classe, avendo notoriamente vinto l’Iride MotoGp nel 2010 e nel 2012).

    Alla fine, dunque, a Marc è riuscito, seppur per fortuna oltre che per indubbia abilità (ed una enorme dose di scorrettezze varie, sempre impunite), a vincere il Titolo all’esordio nella Classe, replicando l’impresa di “King” Kenny Roberts Sr.

    Insomma, gli è andato veramente tutto di lusso, specie la invero vergognosa sostanziale impunità di cui ha sfacciatamente goduto durante tutta la stagione.

    Ormai Marc è il nuovo intoccabile protetto di Sua Emerita Mafiosità Mamma Dorna, sostituendo inesorabilmente in questo iconico ruolo un certo ex pilota – ovvero La Più Grande Bufala Mediatica Del Ventunesimo Secolo – che nel suo periodo d’oro di totale immunità ha fatto incetta di almeno 5 Titoli completamente FARLOCCHI, generosamente elargiti da scorrettezze varie (sempre assolutamente impunite) e soprattutto dalla notoria TRUFFA delle Gommine del Sabato Sera, che la Michelin (ovvero proprio quella sotterranea complice che con la sua famosa Chiamata in Correo ad un certo punto spifferò tutto alla stampa. semplicemente furibonda per la colossale ingratitudine dimostrata da codesto individuo, rifilandogli pure proprio qui, a Valencia 2006 due gommine – oh, sublime contrappasso – avvelenate (leggi fallate), giustamente considerando che, avendogli regalato tanti titoli immeritati, potesse benissimo sottrargliene uno!

    Kenny Roberts, Sr, Yamaha YZR500, 1979 – Foto Archivio

    Sic transit gloria mundi, ex pilota!

    La classifica finale Piloti vede quindi alfine vincitore Marc Marquez con 6 Vittorie e 334 punti, seguito da Jorge Lorenzo con 8 Vittorie e 330 lunghezze.

    Terzo è Dani Pedrosa con all’attivo 3 Vittorie e 300 punti. Questo è il Podio Iridato, formato ovviamente dai Tre Alieni dopo ben 18 prove.

    Al di sotto del Podio troviamo il derelitto ex pilota, buon ultimo tra quelli che disponevano di una moto ufficiale vincente (e che farebbe decisamente meglio a pensare al ritiro definitivo) con 237 punti, seguito dal brand mate (ma ormai in Ducati) Cal Crutchlow – che ha avuto la seconda parte dell’anno rovinata dagli infortuni – con 188 lunghezze, poi Alvaro Bautista sesto (autore di una buona seconda parte di campionato) a 171, ben davanti a Stefan Bradl settimo a 156.

    Andrea Dovizioso apre la teoria delle deludenti ed ibride (ormai da due anni prive di una vera identità, grazie all’incredibile disastro perpetrato dall’ex pilota e dai suoi degni accoliti) Ducati, ottavo a 140 punti, davanti al team mate Nicky Hayden a quota 126, davanti a Bradley Smith, solo decimo nonostante la sua ottima moto, a livello 115.

    Aleix Espargaró è il primo pilota motorizzato CRT a 93 punti, soprendentemente di gran lunga davanti a Andrea Iannone, quasi doppiato a 57.

    L’altro alfiere Ducati Pramac (a gettone) Michele Pirro lo segue a ruota a livello 56 lunghezze, mentre il vecchio Colin Edwards è quattordicesimo con 41.

    Chiudiamo la graduatoria col quindicesimo, ovvero Randy De Puniet (che sembra aver annunciato un anno sabbatico prima di ritornare nel 2015 da Ufficiale Suzuki) con 36 punti.

    La Honda ha dato cappotto agli eterni ed implacabili avversari di Iwata quest’anno, perchè porta a casa proprio tutto, anche il Titolo Costruttori e quello di Team con la Squadra Ufficiale HRC, forte di un mezzo nettamente superiore ad ogni altro.

    Infatti, la Classifica Costruttori vede alla fine trionfare la Honda, seppur di pochissimo (ma ricordate la penalizzazione di 25 punti inflitta per i fatti di Aragon), con 389 punti, appena 8 in più della eterna rivale Yamaha che so ferma a 381.

    Terza è la Ducati, più che doppiata a livello 155. La prima Casa CRT è quarta, ovvero la ART (Aprilia Racing Team) col dignitoso score di 99 lunghezze, doppiando la seconda CRT, cioè la inglese FTR che ne totalizza appena 42.

    L’importantissima Classifica di Team ugualmente vede infine vittoriosa la HRC Repsol Honda dall’alto dei suoi 598 punti (un record), molti di più di quanti totalizzati dalla Yamaha Works, ovvero 529. Senza bisogno di dirlo, quelli che mancano all’appello sono quelli dell’ex pilota.

    A quando il ritiro, mister 9 titoli FARLOCCHI?

    Freddie Spencer, Honda NS500 3 cilindri. 1983 – Foto Archivio

    Terzo è il Team satellite Yamaha Tech 3 con la notevole quota di 296. Alle sue spalle troviamo il Team Ufficiale Ducati che si ferma ad appena 251.

    Il secondo Team satellite – ed anche quinto assoluto – è il Go&Fun Gresini con 161 lunghezze, battendo l’altro team satellite Honda, ovvero l’LCR che con l’apporto del solo Bradl ne conta 146.

    Settimo è il Power Electronics Aspar Team, primo CRT con il notevole bottino di 124 punti, appena superiore a quello del derelitto Ducati Pramac Racing che pur con l’apporto di ben 4 piloti si ferma ad appena 121.

    La stagione è stata comunque una delle più esaltanti degli ultimi anni, grazie anche alla straordinaria qualità tecnica dei suoi tre protagonisti principali, i Tre Alieni.

    E’ stata solo la quarta volta negli ultimi 30 anni che il Titolo della Classe si sia deciso all’ultima prova.

    In effetti, l’ultima stagione della Classe che sia andata all’ultimo Round, è stata quella del 2006, con vincitore l’eroico Nicky Hayden . Prima di allora, negli ultimi 30 anni la sfida finale si ebbe nel 1989, vincitore Eddie Lawson, e nel 1992, quando a pevalere fu Wayne Rainey.

    Tutti fior di Piloti.

    Perciò, quello a cui abbiamo assistito è stato uno spettacolo straordinario, assai raro in prospettiva storica. Dobbiamo essere assolutamente grati ai grandissimi protagonisti di questa stagione, per certi versi indimenticabile, dove gli infortuni di Pedrosa e Lorenzo hanno giocato un ruolo fondamentale, favorendo enormemente il pur bravo Marquez.

    Circa il povero Dani, anche stavolta sono stati gli infortuni a metterlo fuori gioco, esattamente come nel 2011 ed anche in precedenza. Sembra che sia un ricorrrente destino per il piccolo catalano essere fermato dagli infortuni proprio nelle stagioni iniziate in modo piu promettente.

    E siamo già alla fine della sua ottava stagione in HRC!

    Molti pensano che questo sia solo l’inizio di un’Era lunghissima, completamente dominata dal nuovo astro Marquez.

    IO non ne sono affatto convinto, e per varie ragioni.

    Senza volermi qui dilungare troppo, basta pensare solo al destino sportivo di colui che Marc ha spodestato nel prestigioso record di Più Giovane Vincitore della Storia della Classe.

    Qualcuno si ricorda di un certo Fast Freddie Spencer………….?

    Un enigmatico piota (guarda caso, targato Honda: Mr. Nakamoto lo ha signicativamente – quanto erroneamente……..:) – indicato come il Pilota di maggior Talento in assoluto che abbia mai corso per la Casa dell’Ala Dorata………..dimenticando il ben più Geniale Stoner, ed anche un certo, immenso Mike the Bike Hailwood, ovvero sicuramente il Più Grande Pilota Di Tutti I Tempi) dotato in assoluto di un Talento enormemente superiore a quello di Marquez………eppure, che fine ha fatto, dopo Tre Titoli………?

    Mike Hailwood, Ducati 900, IOM TT 1978, Campione del Mondo F1/TT 1978 (suo Decimo Titolo) – Foto Archivio

    Inoltre il gap di Classe e Talento nei confronti di Lorenzo (ovviamente a favore di quest’ultimo) è ancora semplicemente enorme.

    Marquez, poi, secondo me non ha molti margini di miglioramento, Jorge invece ha dimostrato anche quest’anno di essere in costante perfezionamento, imparando a partire fulmineamente, come mai gli era successo prima di questa stagione straordinaria.

    Anche Pedrosa secondo me è certamente superiore per Talento al giovane alfiere HRC.

    Non dimentichiamo che Dani, senza l’atterramento di Aragon (guarda un po il caso, causatogli proprio dal team mate), sarebbe partito a Valencia con solo 4 punti di svantaggio su Marc!

    Ne sarebbe risultata una sfida finale a tre semplicemente formidabile, simile al quella che si ebbe a Manfeild in Nuova Zelanda, all’ultimissimo round della prima storica stagione WSBK nel 1988 tra Merkel (che infine vinse – del tutto immeritatamente, con solo 2 Vittorie – il Titolo sulla mitica Honda RC30 del Team italiano Rumi), Tardozzi (5 Vittorie, letteralmente defraudato del Titolo, scippatogli per ridicoli cavilli di punteggio) e Pirovano (1).

    Secondo me, già il prossimo anno assisteremo al ritorno al Titolo di Lorenzo, in sella d una M1 certo molto migliorata rispetto all’attuale, troppo inferiore alla rivale, l’incredibile e robotizzata RC213V.

    Jorge ha fatto letteralmente miracoli di valore quest’anno ed avrebbe certamente vinto il Titolo in carrozza nonostante il mezzo palesemente inferiore, SE non ci si fosse messa di mezzo la sfortuna, questo è sicuro. Ripeto, con i suoi 67 punti persi per l’infortunio, il Campione Majorchino, assente il Geniale Stoner, non avrebbe avuto problema alcuno a bissare il titolo del 2012!

    Con una Yamaha M1 migliore e più perfezionata nel nuovo cambio seamless (che già sembra funzionare decentemente), per pur agguerriti i riders Honda sarà sempre più difficile battere un Pilota in assoluto tanto superiore a loro per Talento e Classe puri.

    Vedere il prossimo anno (sempre salvo infortuni, ovviamente), per credere.

    In ogni caso, comunque vada la prossima stagione, speriamo solo di assistere ad un finale altrettanto incerto ed emozionante. Da troppi anni (ed esattamente, ripeto, dall’ormai lontano 2006) non si era visto un finale di stagione così incredibile, letteralmente al cardiopalma. Questo, grazie a tutti i Tre Alieni, che sicuramente domineranno il Campionato anche nel 2014

    Qualcuno ne dubita?

    LaPresse

    Grazie a tutti per l’attenzione, ed arrivederci immancabilmente al prossimo anno.

    Ah…….. a proposito: andate piano in strada ragazzi, se volete sfogarvi, correte in pista in piena sicurezza.

    Chissà, potremmo incontrarci……….:)

    A presto

    DONOVAN