MotoGP Valencia 2017, anteprima: Marquez-Dovizioso, atto finale!

E' tutto pronto per l'ultimo atto a Valencia, gara decisiva per l'assegnazione del titolo mondiale della MotoGP 2017. A Marquez bastano 5 punti per vincere il campionato, Dovizioso ha bisogno della vittoria e di sperare in una debacle dello spagnolo. Tutto sull'atto finale di Valencia!

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    MotoGP Valencia 2017, anteprima: Marquez-Dovizioso, atto finale!

    MotoGP 2017 – A Valencia, Domenica 12 Novembre si assegnerà l’ultimo titolo piloti, il più atteso e prestigioso del motomondiale. Marquez è il favorito, Dovizioso insegue un sogno, che potrebbe diventare realtà. Come nei migliori thriller arriviamo alla fine della storia, con tutti gli indizi che portano lo spettatore ad intuire chi è l’assassino. In questo caso Marquez, che ha un vantaggio di 21 punti, mentre Dovizioso sembra ormai completamente al di sopra di ogni sospetto. Ma come finirà veramente? Questo campionato è paragonabile ad uno dei migliori thriller di Hitchcock, con Vinales che all’inizio sembrava aver ucciso il campionato ancora prima di iniziarlo, sempre primo nei test invernali e subito primo nelle due gare. Poi arriva Valentino, di nuovo Vinales, Dovizioso, Marquez, Dovizioso, poi pari, poi nuovamente Marquez. Ed eccoci a Valencia, con un campionato che ha cambiato il suo leader per ben otto volte in diciassette gare. CLICCA QUI per seguire LIVE in diretta web la gara della MotoGP Valencia 2017

    MotoGP Valencia: Marquez assoluto favorito

    Domenica, a meno di sorprese, a Marquez sarà sufficiente arrivare undicesimo per vincere il suo sesto mondiale in assoluto e il quarto nella MotoGP, ma sappiamo tutti che il buon Marc, di solito, o arriva dal primo al quinto posto al massimo o cade, o rompe il motore, cosa ormai rarissima nelle moto e molto più frequente in F1. Quindi, mentre per il Dovi è obbligatoria una vittoria, Marquez ha due strade: fare i conti con quella terra di mezzo, pericolosissima, che è l’ambiente pilotesco del centro classifica, o andare all’attacco come sempre lottando con i suoi rivali abituali e con i fantasmi delle curve e delle staccate, quegli ectoplasmi particolari presenti solo nei circuiti, che hanno la capacità di entrare nei cervelli dei piloti quando questi nemmeno se l’aspettano, causando inaspettate cadute.

    Il mondiale più combattutto di sempre?

    Dovizioso Marquez

    Certo è che quest’anno abbiamo assistito ad uno dei campionati più combattuti, divertenti e imprevedibili degli ultimi anni, con gare più simili alla Moto3 che alla MotoGP: cinque o sei piloti in meno di cinque secondi, gare in volata, pioggia quasi sempre presente a scombinare tutte le strategie e a far andare in tilt i cervelli dei box, e alla fine su tutti i pretendenti hanno iniziato a svettare Marquez e Dovizioso, peraltro due tra i più contenti quando piove. Bisogna dire però che questa alternanza e questa imprevedibilità fino a due gare dalla fine è stata giostrata ad arte dal Dottor Destino dei motori, altra entità particolare che aleggia sui circuiti, e che scombina le carte divertendosi come un matto e facendo divertire anche gli spettatori.

    Chiudere l’anno e dimenticare in casa Yamaha

    Quest’anno Destino ha preso di mira le Yamaha, ma solo quelle di Valentino e di Vinales, riempiendole di problemi e facendole diventare talmente tanto scorbutiche che anche un mostro di collaudatore come Valentino ha ammesso di non capirci più di tanto. Ha reso più veloci dello scorso anno le Yamaha 2016 di Zarco e Folger, ha lasciato stazionarie e in leggera crescita le Honda e dato una bella spinta in avanti alla Ducati, entrando anche nella mente di Dovizioso tramite un bravo analista che lo segue da un po’ di tempo, con risultati a quanto pare eccezionali.

    Dovizioso per la gloria eterna

    Già, perché ci troviamo davanti a due tipologie di piloti completamente opposte, che però arrivano ambedue a contendersi il campionato all’ultima gara. Marquez è il super talento naturale: come tanti campioni, Giacomo Agostini e Valentino Rossi in testa, si è trovato al posto giusto nel momento giusto, arrivando in MotoGP su una Honda ufficiale competitiva con un Pedrosa non più in forma e vincendo il campionato al primo colpo. Dovizioso è un talento da costruire, arriva in MotoGP da privato con Honda ma l’anno successivo passa ufficiale, con un Pedrosa in forma, e per due anni gli sta dietro in campionato ma per pure sfortune tecniche. Nel 2011 arriva Stoner che vince al primo anno con Honda, ma con il Dovi in crescita davanti a Pedrosa. Però i giapponesi alla fine decidono di tenere Pedrosa e mandare via Dovizioso, una di quelle scelte scellerate che hanno distrutto la carriera di tanti piloti, e per Dovizioso è stata una mazzata incredibile: ha sofferto, è andato avanti passando per le Yamaha private di Tech 3, poi approdando in una Ducati disastrata e, con la sua tenacia e l’arrivo dell’Ingegner Dall’Igna eccoci ai giorni nostri. Certo è che le débâcle di Aragon e Phillip Island non ci volevano, perché se in queste due gare il Dovi fosse andato a podio ora si troverebbe o a pochi punti a addirittura davanti, di poco, a Marquez, ma con i se e con i ma non si fa la storia, la realtà è che i punti ora sono 21. Comunque vada Dovizioso è ormai un talento cresciuto, un pilota affidabile, grande collaudatore, aggressivo quando serve e molto veloce in ogni situazione. Infatti ora è un top driver tra i più appetibili sul mercato: corrono voci di un suo possibile approdo in Yamaha quando si ritirerà Valentino, o addirittura di un suo ritorno alla Honda al posto di Pedrosa. Aspettando cosa ci riserverà il futuro ora prepariamoci a goderci questa ultima gara, con due piloti, che anche se differenti l’uno dall’altro sono come due cavalieri d’altri tempi, che cercano la vittoria per se stessi e per rendere felice la loro regina, la moto.

    MARCO TIBURTINI