MotoGP Valencia 2017, il processo al Gran Premio della Comunità Valenciana

Accusa e difesa, i differenti punti di vista sui temi principali emersi dopo la MotoGP Valencia 2017, il processo al Gran Premio della Comunità Valenciana che ha regalato il sesto titolo a Marc Marquez

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    MotoGP Valencia 2017, il processo al Gran Premio della Comunità Valenciana

    Concluso l’atto finale della stagione, la MotoGP Valencia 2017 ci ha regalato tante emozioni e diversi spunti di riflessione e discussione. Analizziamo come sempre tre fra i temi emersi dopo i tre giorni spagnoli, simulando il nostro personale processo al Gran Premio della Comunità Valenciana con tanto di accusa e difesa. Il ruolo di giudice naturalmente spetta sempre a voi lettori. Questi sono gli argomenti che abbiamo scelto: 1) Marc Marquez ha corso rischi inutili che potevano costargli il mondiale? 2) Jorge Lorenzo avrebbe dovuto lasciar passare Andrea Dovizioso? 3) La figuraccia della Yamaha Movistar era evitabile? A voi il verdetto.

    1) Marc Marquez ha corso rischi inutili che potevano costargli il mondiale?

    ACCUSA - Lo aveva dichiarato lo stesso Marquez nei giorni scorsi: tutti ricordano i mondiali vinti, le singole corse vengono invece dimenticate. Nessuno pretende che il campione spagnolo avrebbe dovuto accontentarsi di arrivare undicesimo, non è nel suo stile e nemmeno sarebbe dignitoso. Ma quando ti trovi al secondo posto, hai le spalle coperte dal tuo compagno di squadra e il tuo avversario si trova abbastanza indietro, invece che nell’unica posizione che gli serviva, la prima, tutto quello che devi fare è mantenere la posizione. Hai tutte le carte vincenti in mano e ti trovi sul podio per festeggiare come si deve. Invece no, ad un certo punto nella testa di Marquez è scattato un raptus: doveva superare ad ogni costo, solo perché aveva un ritmo migliore di Zarco. Lo ha anche fatto alla grande, da quel campione che è; ma subito dopo è accaduto non l’inevitabile, bensì qualcosa che invece ci si deve aspettare quando si sta duellando da vicino: un errore. Così è arrivata la caduta numero 27 che si è rivelata una quasi-caduta solo per una combinazione astrale o un’abilità sovrumana del pilota. La saggezza tattica è ancora una qualità che manca a questo campione; per fortuna, altrimenti sarebbe imbattibile.

    DIFESA - Non si vincono sei titoli mondiali se non si ha il coraggio di osare, se non si possiede quell’istinto che ti fa cercare la vittoria ogni volta che se ne presenta l’occasione. Un grande pilota corre sempre per vincere; un campione ci riesce anche molto spesso. Marquez ha adottato una tattica accorta per gran parte della gara: ha lasciato passare Zarco all’inizio senza cercare di resistergli, proprio perché era inutile rischiare. Non ha tentato subito di risuperarlo, appunto perché non serviva. Ma quando il suo ritmo è diventato troppo superiore e ha visto una porta aperta, ha fatto come gli squali quando annusano il sangue, ci si è buttato contro. Il sorpasso è stato magistrale e pulito, semmai Marquez ha sbagliato dopo. Ma davanti alla televisione o ad un videogioco tutti sono bravi.

    2) Jorge Lorenzo avrebbe dovuto lasciar passare Andrea Dovizioso?

    ACCUSA - Quella di Valencia non è una pista dove si supera facilmente, lo hanno detto molti piloti. Andrea Dovizioso aveva bisogno di raggiungere la testa, unica posizione possibile per la questione mondiale. Jorge Lorenzo ad un certo punto avrebbe dovuto farsi da parte e lasciare che il compagno se la giocasse. Ancora più importante: se il box Ducati più volte aveva esposto il cartello con l’invito a far passare il Dovi, Jorge aveva se non proprio l’obbligo, almeno il dovere di usare una cortesia al collega che si stava giocando il titolo, per quanto ridotte potessero essere le speranze a quel punto.

    DIFESA – Il gioco di squadra per far passare Dovizioso poteva avere un senso solo nel caso in cui Marquez avesse avuto un problema grave (e quasi se lo era creato con le proprie mani, ma questo è un altro discorso). Ma poiché il leader mondiale era davanti e Lorenzo aveva comunque un piccolo margine di velocità in più rispetto al compagno, la cosa migliore da fare per aiutarlo era proprio tirarselo dietro facendo da lepre, per poi lasciarsi superare nel momento in cui effettivamente sarebbe stato utile. Lo ha dichiarato lo stesso Dovizioso dopo la corsa, dicendo che Jorge gli ha effettivamente dato un appoggio migliore restandogli davanti e permettendogli di trovare una certa costanza di rendimento. Gli inviti dai box sono una cosa, ma solo il pilota può leggere correttamente la situazione in pista. Non siamo in Formula 1, dove certi giochetti sono spesso tanto sfacciati quanto ipocritamente negati.

    3) La figuraccia della Yamaha Movistar era evitabile?

    ACCUSA – E’ un anno che ci lavorano. Non gli mancano certo i mezzi economici né le competenze tecniche, hanno esperienza e due tra i migliori piloti in circolazione. La stessa moto sulla stessa pista un anno fa aveva vinto con Lorenzo, oggi il disastro. Per tutto il fine settimana di Valencia ci sono stati grossi problemi di tenuta in curva e di gestione gomme. L’aver deciso di usare in gara per entrambi i piloti il telaio 2016 è l’ammissione della disfatta. Hanno poi onestamente ammesso, per bocca di Valentino Rossi, di non avere ancora capito l’origine dei problemi. I test dei prossimi giorni saranno fondamentali. Marzo 2018 non è poi così lontano.

    DIFESA – Le competizioni non sono una sceneggiatura cinematografica o televisiva scritta a tavolino, dove i problemi si risolvono all’improvviso come per magia, basta aggiungere una frase qua e là. Per quanta tecnologia sofisticata si usi, la realtà in pista può dare sempre delle sorprese. Così è accaduto che nelle stesse condizioni di un anno fa, comprese le temperature, tutti i piloti in pista siano andati molto più lentamente. Ma le Yamaha ufficiali sono state più lente delle altre, è vero; tuttavia i tre giorni di un gran premio sono un tempo troppo breve per risolvere problemi gravi. La decisione di usare il telaio vecchio in gara è stata una mossa intelligente; poiché vincere era impossibile, tanto valeva fare un test in condizioni che solo la gara può offrire. Le informazioni raccolte si riveleranno certamente preziose.