MotoGP Valencia 2017: le pagelle da 10 a 0

Diamo i voti ai protagonisti della MotoGP Valencia 2017, le pagelle per i migliori e i peggiori dell'ultimo gran premio della stagione

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    MotoGP Valencia 2017: le pagelle da 10 a 0

    La MotoGP Valencia 2017 va in archivio e con essa il campionato mondiale di questa stagione. Marc Marquez ha portato se stesso e la Honda nuovamente sul trono iridato, aggiungendo il sesto alloro, quarto nella sola MotoGP, alla propria fantastica carriera, dopo una entusiasmante lotta all’ultima corsa con Andrea Dovizioso e la Ducati. Ma il Gran Premio della Comunità Valenciana ha offerto tante emozioni. Cerchiamo allora di sintetizzarle attraverso le nostre pagelle. Voti da 10 a 0 (un po’ di più, nessuno ha meritato le bacchettate sulle mani) ai protagonisti, in sella e fuori. Il bello dei giudizi è che ognuno può esprimerli secondo i propri punti di vista e quasi sempre hanno una certa validità. I nostri sono questi.

    Le pagelle ai protagonisti della MotoGP Valencia 2017, Gran Premio della Comunità Valenciana

    10 – MOTOGP – Non è un errore. Che il merito maggiore sia della Dorna, dei piloti, dei costruttori, delle squadre o della formula, poco importa. La questione fondamentale è che lo spettacolo è di livello elevatissimo, la competizione sportiva anche di più, l’attenzione verso i fan e il pubblico in generale è primaria. Si nota in ogni particolare il grande sforzo organizzativo per amplificare al meglio il senso della sfida e dell’evento. Senza ricorrere ad eccessivi artifici di marketing. La MotoGP ha un grande successo perché è vicina al pubblico ed è da esso ragionevolmente comprensibile. Qualcosa che in Formula 1 non si è capito per troppi decenni e si vede.

    10 – DANI PEDROSA – Massimo voto per lo spagnolo non solo perché ha vinto la corsa di Valencia, ma per come l’ha vinta. Veloce in tutto il weekend, una partenza a razzo che gli ha permesso di proteggere Marquez nelle fasi più delicate, un inseguimento spietato su Zarco e un sorpasso da manuale nell’ultimo giro. Perfetto e meraviglioso.

    9 – JOHANN ZARCO – Forse Rossi e Viñales in questi tre giorni valenciani avrebbero volentieri fatto cambio di Yamaha, visti i risultati. Comunque Zarco è stato veloce per tutto il fine settimana. L’eccellente qualifica gli ha fatto guadagnare la prima fila. In gara ha messo sul piatto tutto quello che poteva e ha dato filo da torcere ai due della Honda, dotati di un mezzo superiore. Addirittura Marquez stava pure per rimetterci il mondiale per superarlo, e Pedrosa ha dovuto impiegare tutta la gara e mettere a segno un sorpasso super a pochi metri dal traguardo. Non gli diamo il 10 solo perché non ha vinto, però lo meriterebbe.

    9 – HONDA – Hanno vinto il titolo mondiale costruttori, il mondiale piloti e occupato due terzi del podio nell’ultimo gran premio. Difficile fare di meglio.

    8 – MARC MARQUEZ – Gara folle, la sua. Solo lui può fare certe cose. Prestazioni maiuscole dal venerdì alla domenica. Pole position conquistata d’autorità. Partenza perfetta, saggia gestione della corsa, accorta decisione di non resistere a Zarco quando lo ha attaccato nelle fasi iniziali, ottima conduzione dietro la ruota del francese senza mai rischiare. Ordinaria amministrazione e podio tranquillo? No, non sarebbe Marquez. Evidentemente non resisteva più, allora ha dovuto per forza attaccare Zarco anche se aveva solo da perderci. Decisione scellerata, infatti lì è arrivato l’errore che quasi gli è costato il titolo. Ma poi ne è uscito come solo lui è in grado di fare. Vincere cadendo senza cadere: Marquez Style fino in fondo.

    7 – ANDREA IANNONE, ALEX RINS E SUZUKI TEAM ECSTAR – Andrea Iannone è stato molto veloce in prova, al punto da conquistare la prima fila. Poi in gara è scivolato indietro, non riuscendo a mantenere il ritmo dei primi, le sue gomme sono andate in crisi molto presto. Alex Rins ha raccolto tutto quello che c’era da raccogliere, infilandosi al quarto posto. Così il team Suzuki, che può tornare a casa con più ottimismo.

    6 – ANDREA DOVIZIOSO, JORGE LORENZO E TEAM DUCATI – Per l’impegno sarebbero da 10; le hanno provate tutte, non si sono mai arresi di fronte ad un obiettivo che solo la matematica considerava ancora raggiungibile. Però nel fine settimana di Valencia le prestazioni della Ducati non sono state all’altezza delle precedenti. Soprattutto nel caso di Dovizioso, mai in questi tre giorni ha dato l’impressione di poter non solo stare davanti a Marquez, ma nemmeno molto vicino. Lorenzo è stato veloce nelle libere, ma quando contava di più, in qualifica e in gara, gli è mancato il guizzo decisivo. Anche il non aver obbedito alle indicazioni del box di lasciar passare Dovizioso ha la sua importanza, sebbene lo stesso pilota italiano abbia detto che in realtà così facendo lo ha aiutato. E poi le cadute di entrambi, quasi contemporanee.

    6 – VALENTINO ROSSI – Il quinto posto non è certo un risultato che può soddisfare il Doctor. Tuttavia il weekend è stato infernale. La Yamaha ufficiale non ne ha mai voluto sapere di andare bene in questi giorni. Venerdì per un pelo Rossi ha evitato l’onta della Q1, e solo perché ci ha messo moltissimo del suo. In gara, per disperazione, Valentino, come il compagno, ha usato il telaio 2016. Anche così ha fatto una corsa del tutto anonima. Ma ha ottenuto il massimo di quello che la moto gli poteva dare, cioè quasi nulla.

    4 – MAVERICK VIÑALES – E’ vero, la Yamaha ufficiale in questo weekend è stata indegna. Però Maverick ne ha sofferto fin troppo. Le prestazioni nelle prove sono state molto scarse. Ha toccato il fondo non tanto venerdì quando non è entrato direttamente nella Q2 (lo stesso Rossi ci è riuscito solo in extremis), bensì sabato, quando non è stato in grado di piazzarsi nei primi due posti della Q1 e quindi accedere alle qualifiche. Poi è anche caduto all’inizio del warm-up. E in gara è finito dodicesimo, nonostante l’uso del telaio 2016. Un fine settimana da dimenticare al più presto.

    2 – YAMAHA TEAM MOVISTAR – I risultati parlano da soli. Non hanno cavato un ragno dal buco, non sono riusciti a mettere a posto la moto, non hanno capito cosa non andasse. Il fatto che entrambi i piloti abbiano usato in gara un telaio 2016 è la prova più lampante della débâcle. Un disastro totale.