MotoMarket. Rossi, colui che fece il gran rifiuto (alla Ducati)

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    Anche l’ultimo ostacolo caduto, così come l’ultima speranza.

    I tifosi di Valentino con cuore rosso Ducati hanno dovuto abbandonare, questa volta definitivamente, il sogno di vedere Rossi sulla Rossa.

    Melandri, altro italiano papabile per la sella della GP8 ha detto si, il matrimonio si è fatto.

    Sulla Gazzetta dello Sport leggiamo che “Franco Uncini, indimenticato campione del mondo della classe regina nel 1982, già nel 2005 tifava per Vale in Ducati al punto da dichiarare : “Visto che non potrà mai battere il record dei 15 mondiali vinti da Agostini, anche perché negli anni di Mino si poteva correre in classi differenti, Rossi potrebbe cercare un altro primato. Quello di vincere con tre moto diverse il titolo nella classe regina. E, visto che stiamo parlando di scommessa, io ci punterei sopra. Questo binomio sarebbe un’accoppiata favolosa. Per il motociclismo e per il pubblico italiano.

    Bei sogni e belle speranze.

    Infrante.

    E così, dando relativamente ascolto ai latini, il repetita iuvant del “no” di Valentino non ha per nulla giovato al suo inserimento a Borgo Panigale.

    Il Primo Gran Rifiuto, infatti, avvenne nell’ottobre del 2004, quando il campione di Tavullia esclamò: “Grazie, ma per ora non cerco nuove sfide”.

    E a meno di due anni, ecco il secondo, pesantissimo “no”. Febbraio 2, 2007. Valentino rinnova il contratto con (una zoppicante) Yamaha (dalle scarpette strette e poco prestazionali) e chiude definitivamente ogni porta a Bologna e provincia.

    Anno 2009. Odissea nelle quattro ruote.

    Girando tra corso Marconi e Mirafiori e, carpendo qualche voce tanto silenziosa quanto poco distratta, scopriamo che nell’antica Augusta Taurinorum il progetto di una Punto Wrc non è così astratto.

    E, facendo 2+2, se Valentino è legato a Fiat fino al prossimo anno, se Rossi non ha mai nascosto la sua passione per le 4 ruote da rally, e se guarda caso, la Fiat sta proprio cercando un rilancio in quel settore….

    eh si.

    Addio Ducati.

    Questa volta è certo.