MotoMondiale 125 e 250cc da “uccidere”? Ecclestone, moderno eroe di una Mission (Impossible?)

MotoMondiale 125 e 250cc da "potare"? Ecclestone rilancia, Valentino si oppone

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    MotoMondiale 125 e 250cc da “uccidere”? Ecclestone, moderno eroe di una Mission (Impossible?)

    “Unicuique suum” dicevano i latini.

    A ciascuno il suo. Formula 1 alla Formula 1, MotoMondiale al MotoMondiale.

    E basta.

    Che nessuno provi a mettersi in mezzo per favore.

    E’ che a volte ritornano strane idee o inaccettabili proposte che, per varie circostanze, vengono spesso prese seriamente.

    Se ne parla da tanto ormai, di abolire la classe 125cc e la 250cc dal grande, immenso circus del MotoMondiale. Obiettivo: aumentare il successo della MotoGP, classe regina, e ridurre i costi delle classi minori.

    Bernie Ecclestone, ridente guru della Formula 1 e fresco di regalo dopo aver acquistato il circuito di Istanbul Park e per questo aver ricevuto centinaia di rimproveri, torna all’attaco come il vendicatore della sublime arte delle due ruote e con una sola Mission (Impossible?): uccidere le competizioni under-quarto-di-litro e riportare agli antichi fasti la MotoGP, unica Regina del regno delle 2-ruote.

    Ci si chiede quali siano questi antichi fasti, visto che a ben guardare la MotoGP di queste ultime stagioni ha surclassato addirittura il famigerato amore italiano per il pallone, e sembra che di iniezioni di successo non è abbia poi così tanto bisogno…

    E così, dopo aver sostanzialmente ucciso la Formula 1 (bei tempi quelli di Senna…), ora Ecclestone si scaglia contro le 2 ruote.

    Ed ecco che dalla sua torre, il Gollum delle 4 ruote, scaglia la sua invettiva: “Troppi mondiali nel motociclismo? Sì, assolutamente. Volevo che la 500 fosse la top class e tutte le altre più o meno come serie di supporto, non campionati. Questo è fondamentale, secondo me. Le altre classi, che siano buone o meno, devono essere eventi di supporto, non eventi di campionato del mondo. La maggior parte dei team hanno solo bisogno di sufficiente denaro per assicurarsi di poter correre. Purtroppo per gestire un team di Formula 1 serve molto più denaro che in MotoGP e perciò servono più sponsor. Le grosse aziende, spendono il loro denaro nel modo che ritengono migliore e a volte si sbagliano. Penso che la MotoGP sia molto popolare nel mondo e sono piuttosto sorpreso. Se parliamo di sponsor allora forse sta ai team presentarsi meglio.

    A dir la verità, anche noi rimaniamo non solo sorpresi, ma addirittura allibiti di fronte ad afferarmazioni del genere, e ci chiediamo come sia possibile prestare attenzione a chi esordisca con proclami che si discostano così nettamente dalla realtà da sembrare non solo anacronistici, ma a volte risibili.

    Mr Ecclestone continua: “La MotoGP può imparare dalla F1? In realtà no, i mercati sono diversi. C’è il mercato del calcio, quello della F1 e riguardano ambienti diversi. Non è facile. Il problema è che la presenza dei costruttori in tutto il motorismo è positiva e negativa. Sono qui per una ragione: quella di vincere, perciò è molto, molto difficile spingerli in una direzione particolare. Suppongo sia meglio se tutti fossero davvero indipendenti, ma oggi nessuno se lo puà aspettare. Ad essere onesti, in Formula 1 non abbiamo problemi con i costruttori ora. Questo è un problema che riguarda tutto il motorismo. Costa troppo. In MotoGP costa molto meno gestire un team. E’ come in America con la NASCAR: costava cinque milioni all’anno e ora mi hanno detto che costa 60 o 70 milioni.

    E noi, stolti, che credevamo non si parlasse “per sentito dire…”

    Ma la storia, mie cari ragazzi, continua.

    All’eroe Ecclestone dei due mondi (quello della F1 e della MotoGP), questa volta non va troppo bene.

    A mettersi in mezzo, oltre ai reali della Dorna, c’è anche il centauro più bravo di tutti, Sir Valentino Rossi da Tavullia, ormai ribattezzato londinese, pronto a difendere a spada tratta (quella disegnata sul cupolino della sua moto) la fucina dei futuri campioni, ovvero le classi sotto i 500cc di cilindrata.

    Non sono d’accordo,” – queste le parole di Valentino. “La Formula 1 è la Formula 1 ed il motociclismo è il motociclismo. La Formula 1 ha una lunga storia ma anche il motociclismo ha una lunga storia ed è una storia differente. Così per me è giusto avere campionati del mondo in 125 e 250, specialmente perchè mi piace seguire le gare ed è molto positivo per i giovani. Alla fine se non fossero campionati del mondo non cambierebbe molto. Ora non è come 10 anni fa. Ora la MotoGP è la Formula 1 del motociclismo e questo è molto chiaro. Tutti i giovani vogliono vincere in 125 e 250 perchè vogliono arrivare in MotoGP il prima possibile. Dieci anni fa volevano restare più a lungo in 250, ma ora siamo la top class e questo è chiaro per tutti. Per me avere tre classi è giusto e penso che si meritino di essere campionati del mondo.

    Ovvio. Fin troppo.

    Anche perchè, come si fa a rispondere a colui che afferma: “La Superbike è un’altra storia e non la conosco bene, ma sembra molto migliorata.

    Un suggerimento: cercare su youtube “sbk assen 2007 Final Lap”. (oppure di guardare qui per fare più veloce)

    Potrà bastare?

    E la storia continua…