Motore unico in F1: la FIA replica alla Ferrari

la ferrari minaccia il ritiro dalla formula 1 se la federazione approva la regola che opbblga i costruttori ad utilizzare un motore unico uguale per tutti

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    La FIA non sta a guardare e per rispondere alle pesanti dichiarazioni della Ferrari su presunte voglie di ritiro dalla Formula 1 nel caso in cui venga introdotto l’obbligo di utilizzare un motore unico, si scomoda persino a pubblicare un comunicato stampa ufficiale.

    FERRARI MALE INFORMATA. “Sembra che la Ferrari non sia correttamente informata – si legge nel sito ufficiale della Federazione – la FIA ha offerto ai team 3 opzioni: una è il cosiddetto motore unico ma un’altra prevede che i costruttori si facciano i loro motori a patto che siano in grado di poterli fornire ai team indipendenti con un costo non superiore ai 5 milioni di Euro”.

    FERRARI IN SALUTE, MA GLI ALTRI? “Siamo lieti dei successi finanziari della Ferrari e ci auguriamo che proseguano – continua la nota di Mosley – Ma in F1 ci sono altri team che ritengono gli attuali costi insostenibili per cui la situazione attuale non porterà ancora ad una lunga vita della F1″.

    O DENTRO O FUORI. Il comunicato, infine, si conclude con un avviso perentorio:“Alla luce di quanto esposto, se i team non sono in accordo con la nostra iniziativa, dovranno fornire delle alternative valide tenendo ben presente il problema dei costi. In altri casi, sarà compito della Federazione provare a preservare questo sport, tutelando la credibilità di piloti e costruttori”.

    FOTA AL LAVORO. L’impressione è che sarà un inverno intenso per la FOTA che, nonostante sia nata da pochi mesi, è già chiamata a ricoprire un ruolo di fondamentale importanza. Le minacce della Ferrari si possono seriamente ritenere solo provocazioni. Impossibile pensare ad un mondiale di F1 senza il Cavallino. I problemi, però, restano. Snaturare la massima espressione tecnologica togliendole quel ruolo di eccellenza nel campo delle 4 ruote al solo fine di aprire la strada ad un maggior numero di scuderie, è assurdo. Così come sarebbe assurdo trovarsi con sole 6-8 vetture in pista. In tempi passati si era parlato del tetto sui budget. Perché non rispolverare quella proposta? Segnando un limite congruo con la moltitudine di casistiche ed eccezioni, si potrebbe lasciare liberi i team di spendere dove meglio desiderano tra motore, aerodinamica, meccanica, ricerca, sviluppo, test, partner, sponsor, piloti, etc, etc.