Nella mente del pilota: Fernando Alonso, biografia 2001-2008

ripercorriamo la storia di fernando alonso in una breve biografia che comincia dal suo debutto con la minardi nel 2001 per passare ai successi della renault con flavio briatore e le grandi delusioni della mclaren e finisce con il ritorno nel team francese

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    Fedele pubblico di Derapate.it, oggi proverò a “Psicanalizzare” questo grande talento che è Fernando Alonso. Analizzerò in particolare il suo percorso sportivo e mentale da quando è entrato in Formula 1.

    Anno 2001: Alonso arriva in Formula 1 in punta di piedi, dalla porta più piccola, scoperto dal grandissimo Talent-Scout che è Giancarlo Minardi.

    Durante la stagione dimostro, per quanto possibile con quella vettura, di essere molto veloce ma ancora immaturo, la stagione si concluse senza grandi risultati, che bastarono però ad Alonso per essere “fiutato” da Flavio Briatore.

    Anno 2002: Come ho detto precedentemente Alonso era veloce, ma aveva ancora bisogno di fare esperienza. Per questo motivo la Renault, che proprio quell’anno prende il posto della Benetton, lo assume come Test Driver, con la promessa di un posto per l’anno successivo.

    Anno 2003: Flavio mantiene la promessa, Alonso si dimostra un pilota velocissimo anche se ancora non molto costante come rendimento. Diventa però il più giovane pilota ad ottenere una Pole Position e a vincere un GP di Formula1. Conclude il campionato al sesto posto.

    Anno 2004: Alonso quest’anno non vince nessuna gara, ma non per suoi demeriti quanto per lo strapotere Ferrari. Dovrà affrontare in questa stagione il suo primo confronto ad armi pari, contro Jarno Trulli che riesce ad ottenere una vittoria sul circuito di Montecarlo. Complice una McLaren in crisi Fernando conclude al 4° posto il suo campionato.

    Anno 2005: Nella prima parte della stagione Fernando domina, inizia però la rimonta di Kimi Raikkonen, che con una McLaren velocissima ma assolutamente non affidabile resta in lotta per il titolo non riuscendo però a vincerlo. Alonso è un pilota saggio, affidabile e soprattutto veloce.

    Anno 2006: La storia è quella dell’anno precedente. Inizia da dominatore, ma nella seconda parte della stagione c’è una rimonta, ma stavolta si tratta di Michael Schumacher. Nelle ultime gare sembra che il mondiale sia ormai del Ferrarista, ma il motore made in Maranello pensa bene di cedere di schianto durante il GP del Giappone. Complice una foratura di Schumi nell’ultima gara, Alonso è bicampeon.

    Anno 2007: Indimenticabile. L’anno più combattuto da due decenni a questa parte. L’anno più difficile della sua carriera,quello del confronto con Lewis Hamilton.

    Fernando arrivava da campione del mondo, non si aspettava che un debuttante potesse essere tanto veloce, persino più veloce di lui. Non riesce a spiegarselo Fernando, l’unica cosa che a suo parere giustifica la velocità del compagno è una disparità di trattamento. Diventa paranoico.

    Arriva poi il GP di Monaco, Alonso vince ma Hamilton afferma che il vincitore sarebbe stato lui se non ci fosse stata una strategia sbagliata. Alonso dice che avrebbe vinto comunque. Da qui iniziano a combattere anche fuori dalla pista, dichiarazioni dell’uno, accuse dell’altro. Comincia a soffrire psicologicamente, lotta non solo contro le Ferrari, ma anche contro il suo compagno e contro la sua squadra. Arriva il GP di Ungheria, la scorrettezza di Alonso in pit per rallentare Hamilton. La protesta di Hamilton e la retrocessione di Alonso. La sua grinta si trasforma in rabbia, Fernando spinge come un ossesso, non molla mai. Arriva all’ultima gara ancora in lotta con Hamilton e con un Raikkonen su Ferrari che dista comunque 7 punti dal capoclassifica.

    Oltre il danno della stagione difficile anche la beffa, Raikkonen vince il campionato e Fernando è secondo a pari punti con Hamilton, e con una sola lunghezza di distacco dal Ferrarista. Non era destino.

    Anno 2008: Alonso torna a casa, nella Renault di Flavio Briatore che nel frattempo è entrata in crisi.

    Neanche lui riesce a cambiare troppo le cose, nemmeno un podio fino ad ora, e l’unica cosa positiva è stata il secondo posto in griglia a Barcellona, gara conclusa con il motore in fiamme.

    Fa anche tanti errori, che a mio parere derivano dallo spingere la Renault oltre il suo (bassissimo) limite.

    E se poi il tanto criticato Nelson Piquet Jr. Ottiene un podio ( solo grazie a una fortuna immensa) e si comincia a dire che Alonso è spento, non va più come prima… possiamo capire quanto fastidio gli dia questa situazione.

    Si diceva che Alonso in Renault avesse ritrovato il sorriso, a me non è parso così. Non è contento. La vettura non va neanche in caduta libera. Ha pensato più volte al suicidio. Pensava di tagliarsi le vene per vedere qualcosa di “Rosso”

    E si parla di Ferrari.

    Ormai è diventato un tormentone. “Raikkonen si ritira, Alonso in Ferrari”, “Massa sbaglia, Alonso in Ferrari”, “Santander,banca spagnola ha la scritta rossa, Alonso in Ferrari” Fino all’ultima “Alonso era a meno di TRECENTO KM DA MARANELLO, sta sicuramente cercando una casa per quando verrà in Ferrari”

    A lui l’idea certamente non dispiacerebbe, strizza l’occhio alla Rossa dicendo anche che non avrebbe alcun problema ad avere Raikkonen come compagno, dice che la Ferrari è la vettura più ambita. Anche il grande stratega Ross Brawn, che in Ferrari ci è già stato, dice “La Honda potrà provare ad averlo solo se non riuscirà ad avere la Ferrari”.

    La Ferrari nega ogni contatto con la solita storia “Abbiamo i piloti migliori e hanno entrambi un contratto”.

    I due piloti sbagliano e Alonso, pian piano, spera di potersi affacciare alla Finestra Rossa.

    Sfido chiunque ad affermare che nel 2006 aveva immaginato che le cose si sarebbero messe così. Alonso all’epoca attaccava in continuazione la Ferrari e Schumacher, dicendo che sono scorretto, con Briatore che lo appoggiava dicendo “Il mondiale è già deciso” per poi dire “Ma io non ho mai detto questo”.

    Alonso aveva ovviamente poca cura di ciò che diceva a proposito della Ferrari poiché già sapeva che sarebbe andato in un team altrettanto importante, la McLaren. Logicamente dato che l’esperienza McLaren è naufragata il suo unico modo per tornare ai vertici entro breve tempo è andare in Ferrari. Da qui tutte quelle voci e tutte quelle “Frasi non frasi”.

    Non sarà semplice per lui, ci sono “Altri” che ambiscono a quel posto, come Sebastian Vettel, alla Red Bull fino al 2010…cioè fino allo scadere del contratto di Massa

    Chi vivrà vedrà, chi penserà capirà.

    Fernando Alonso
    Fernando Alonso
    Fernando Alonso

    FERRARISTA