News MotoGP. La Honda e la triste follia di una cieca disperata.

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    Mumble Mumble….

    Quando si parla di Honda, ultimamente, i pensieri (e i dubbi) nascono spontanei.

    Nonostante l’ultimissima prestazione di Dani Pedrosa, pupillo di Puig e super-coccolo della casa alata, i meccanismi non girano come dovrebbero.

    Strategie toppate in pieno e gomme Michelin che lasciano brandelli sull’asfalto fin dai primi giri, scommesse quasi perse sui piloti che non sembrano rendere come sperato e calo di vendite, sono solo alcuni dei segnali che hanno portato la Honda a rivedere la situazione.

    Cambiar rotta è la parola d’ordine, ma questa volta la Honda ha deciso di essere parsimoniosa.

    Il 2006 ha portato via alla casa nipponica gran parte delle risorse, investite a torto o a ragione, nella creazione della “Moto per eccellenza”, con cui un Hayden che non ha certo brillato per talento, ha conquistato il suo primo mondiale.

    O meglio, la Honda ha conquistato il suo primo mondiale nell’era post-valentiniana.

    Ma le risorse non sono infinite. Sfruttato e buttato via un Hayden sostanzialemnte inutile nel 2007, il puntare su Pedrosa non è stata una felicissima idea, tanto che adesso la Honda si trova completamente indietro rispetto alle altre: lo scorso anno, infatti, presa così tanto dall’idea di strappare a Valentino un mondiale quasi già vinto, ha perso completamente di vista l’obiettivo 800cc.

    La Honda ha quindi costruito la miglior moto 990cc, dimenticandosi che sarebbe stata l’ultima…

    Triste follia di una cieca disperata.

    Non c’è tempo adesso per recuperare il tempo perduto, non ci sono risorse in grado di aiutare gli ingegneri alati che ricordano tanto quelli dei cartoni animati stile Mazinga, ma dalla parte dei cattivi.

    Si salvi chi può e si salvi quello che si può.

    Si buttino via nuove richieste di assistenza (come, per esempio, team Scot e Ten Kate), si confermino quelle già esistenti ma praticamente abbandonate a sè stesse (il “caso Melandri” ne è un fulgido esempio), si ripropongano idee che sembrano collaudate ma che, in realtà, non sono altro che fumose puntine che apicciano post-it ad un muro sgretolato.

    E così, il prossimo anno, stessa moto, stessi sforzi.

    Due moto ufficiali HRC + quattro satelliti (Gresini, LCR, JiR, KR -quest’ultima con una sola moto) e l’equazione sembra fatta.

    Adesso aspettiamo il risultato.

    Che, a questo punto, dev’essere diverso da zero.

    Dalla cupola Honda fanno sapere che nessuno è onnipotente, neppure loro (anche i cattivi di Mazinga se ne accorgevano, ad un certo punto): “Noi possiamo fornire sei moto complete e, per il KR, i motori solo per una moto. Questo è tutto ciò che si può dire. E’ la stessa condizione di quest’anno perchè non abbiamo le capacità per fare di più. Quest’anno siamo al limite delle nostre possibilità“.

    Mumble Mumble…. casa alata…. ali di falco, o ali di Icaro?