Nuova Ferrari SF16-H F1 2016: tutte le Ferrari “bianche” [FOTO]

Nuova Ferrari SF16-H F1 2016: tutte le Ferrari “bianche” [FOTO]
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Ultimo aggiornamento: Domenica 21/02/2016 14:29

    La nuova Ferrari SF16-H F1 2016 non guarda certamente alla scaramanzia e al passato più recente, nel quale il colore bianco era stato bandito dalla gestione Luca Cordero di Montezemolo, per motivi legati puramente alla fortuna, per così dire. Lasciando perdere la veridicità di queste affermazioni, erano più di vent’anni che il bianco non si affacciava sulla carenatura di una creatura di Maranello (eccezion fatta per gli alettoni nei quali si registrava la presenza del bianco degli sponsor di sigarette), e precisamente dall’annata veramente sfortunata e avara di successi, quella dei piloti Gerhard Berger e Jean Alesi, rispettivamente a bordo Ferrari F93A. Con questa nuova bellissima la livrea la Ferrari del team principal Maurizio Arrivabene e del presidente Sergio Marchionne dà un altro taglio netto con la gestione Montezemolo-Domenicali, e guarda invece ai successi degli anni ’70 quelli con Niki Lauda, la cui Ferrari rossa aveva un forte richiamo al colore bianco. Ma andiamo a conoscere quali sono le monoposto del Cavallino che si sono fregiate del titolo di “bianche”.

    Niki Lauda, Ferrari 312T

    E’ soprattutto a questa vettura che si sono ispirati nei colori i tecnici Ferrari che hanno realizzato la SF16-H, la Ferrari 312T che corse il Campionato del Mondo di Formula del 1975 con Niki Lauda e Clay Regazzoni. Quella vettura riuscì a riportare il titolo piloti a Maranello grazie al talento di Lauda, soprannominato computer, dopo un digiuno di undici anni da quel 1964 in cui a trionfare fu proprio John Surtees. In questo 2016 siamo arrivati a nove stagioni di digiuno dall’ultimo successo iridato, quello di uno strepitoso Kimi Raikkonen che riuscì a vincere il Mondiale nell’ultima gara a Interlagos nel 2007. Parlando della 312 T, questa era una monoposto che presentava diverse novità, la prima e più importante delle quali era il nuovo cambio trasversale (da cui la T nel nome), che permetteva di ottenere una vettura più equilibrata e una miglior concentrazione delle masse. Il motore era sempre un V12 con angolo di 180° tra le bancate che venne portato ad una potenza di 495 cavalli a 12 200 rpm ed abbinato ad una trasmissione a 5 rapporti più retromarcia. Fu una delle vetture più vincenti e riuscite del Cavallino che conquisto sei trionfi nel 1975 e 3 nel 1976.

    Ferrari 312 T2 14

    La Ferrari 312 T2, partecipò ai campionati di Formula 1 1976, 1977 e in parte 1978 , fu guidata da Niki Lauda, Clay Regazzoni, Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve. Fu una vettura vincente, ma è anche tristemente nota per l’incidente che costò quasi la vita al campione austriaco Lauda, al Nurburgring nel 1976, e che è tornato alla ribalta grazie alla pellicola “Rush” diretta da Ron Howard. La 312 T2 si presenta come l’evoluzione della 312 T, della quale manteneva il motore 12 cilindri piatto, più potente dei motori della concorrenza e al tempo stesso affidabile. Le novità principali dipesero dai cambiamenti regolamentari che, a partire dal Gran Premio di Spagna 1976, limitarono l’altezza delle vetture, impedendo l’uso delle grandi prese d’aria dei motori. La necessità di trovare un nuovo modo di alimentare il motore portò alla realizzazione di due grandi prese d’aria davanti all’abitacolo, caratteristica unica che identifica questa monoposto, anche quando, negli sviluppi successivi, queste prese vennero ridotte di dimensioni e sagomate con la tipica forma aeronautica NACA. Della 312 T era stato mantenuto lo schema delle sospensioni ma erano stati fatti lavori di alleggerimento e migliorie aerodinamiche, a partire dall’alettone anteriore posizionato più in alto. Furono costruiti 7 esemplari di 312 T2 che furono: la 312 T2/025 che fu portata all’esordio da Niki Lauda nella Race of Champions 1976, quindi utilizzata da Clay Regazzoni in 3 gare e da Carlos Reutemann nella gara d’esordio con la Ferrari al Gran Premio d’Italia 1976. Abbiamo visto la 312 T2/026 che inizialmente fu la vettura di Lauda nel 1976, che complessivamente la usò in 9 gare del 1976 compresa la gara del ritorno a Monza e il famoso Gran Premio del Giappone 1976, con due vittorie, da Regazzoni nella seconda partenza nella gara di Brands Hatch, quindi ancora da Lauda nelle prime due gare del 1977. Le altre monoposto furono la 312 T2/027 vettura 1976 di Clay Regazzoni (8 gare di campionato, più la prima partenza a Brands Hatch), usata anche da Reutemann in una gara del 1977 e da Gilles Villeneuve in due gare del 1978, la 312 T2/028 che fu la sfortunata vettura con cui Lauda ebbe il suo famoso incidente al Nürburgring. Prima era stata utilizzata solo a Brands Hatch. Ci fu anche la312 T2/029 una vettura costruita per il mondiale 1977 che fu usata in 15 occasioni da Reutemann che colse una 1 vittoria. La 312 T2/030 invece fu una Ferrari costruita per il mondiale 1977 nella quale si mise al suo volante per 7 gare Lauda che ottenne 2 vittorie e per 2 gare Reutemann. Andò distrutta nell’incidente di Villeneuve al Gran Premio del Giappone 1977. La 312 T2/031 invece fu l’ultimo esemplare di questa generazione e fu costruita per il mondiale 1977, con la quale gareggiò per sei grand prix Niki Lauda che vinse in un’occasione e in due gare con Reutemann nel 1978 con la quale ottenne un trionfo personale.

    Ferrari F93A 5

    Ed eccoci alla F93A, l’ultima Ferrari prima dell’odierna, che ha presentato in pista il colore bianco al fianco di quello rosso. Siamo nella stagione 1993, il team è composto da Jean Alesi e dall’austriaco Gerhard Berger. La monoposto fu molto sperimentale, il presidente Ferrari Luca Cordero di Montezemolo aveva affidato il progetto a John Barnard, che già aveva collaborato con il team italiano nel biennio 1989-1990, offrendogli un contratto a lungo termine nel tentativo di creare un progetto di rilancio della squadra. La F93A fu una vettura di transizione, molto più performante rispetto alla F92A, ma anche più inaffidabile. Questa Ferrari di inizi anni ’90 non riuscì ad ottenere neanche un successo, il miglior risultato fu un secondo posto del francese Jean Alesi al Gran Premio d’Italia. Entrambi i piloti si classificarono al quarto posto nella classifica piloti, collezionando 28 punti ciascuno. Il motore era un V12 da 750 cavalli e l’introduzione più importante furono le sospensioni attive a controllo elettronico, che già la concorrenza aveva adottato e sfruttato.

    Ed eccoci all’attualità, la Ferrari SF16-H la vettura che correrà il mondiale 2016 e che sarà affidata alla sapienti mani di Sebastian Vettel, alla sua seconda stagione in rosso, e a Kimi Raikkonen alla sua sesta stagione alla guida del Cavallino, per l’ultimo Campione del Mondo al volante della Ferrari. Il team principal Maurizio Arrivabene è realmente soddisfatto dell’operato di tutto il team che compone la scuderia di Maranello, anche i piloti sembrano motivati e concentrati per portare a casa il sogno mondiale, che da tanto tempo i moltissimi tifosi della Rossa stanno bramando. Questa è l’ultima protagonista tra le Ferrari in “bianco”, sperando che sia una stagione come quella del ’75 di Lauda e non come quella vissuta da Alesi e Berger. Per conoscere la scheda tecnica della SF16-H questo è l’articolo che fa per voi.

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